–
Lezione 1 17/02
Struttura essenziale dei flussi comunicativi
Chi comunica? Chi lancia un messaggio? Singoli speakers o gruppi decisionali. Di solito c'è un
sistema istituzionale che accompagna lo speaker. I gruppi orientano, decidono come lanciare un
messaggio. →
Struttura narrativa ogni comunicazione ne possiede una; si tratta di tutti coloro che parlano.
Serve poi una forma, un tipo di retorica che può essere semplice o elaborata. →
È importante discutere sulle forme narrative. Dobbiamo riflettere sulla distinzione in generi
avventura, fantascienza, fantasy, ecc. Sono tutti modi diversi di costruire le narrazioni.
→
Orizzonti etici non esiste una comunicazione che non sia collocata dentro un contesto di valori
etico-politici, persino quando si racconta una barzelletta.
→
Forme simboliche tutte le comunicazioni usano simboli, figure, soluzioni estetiche, ecc.
→
Servono i mezzi a volte la comunicazione è banale e basta parlare a voce, altre situazioni
richiedono un microfono, un proiettore, ecc. I mezzi sono importanti, ancora di più quando i sistemi
di comunicazione sono complessi. →
Potere dei mezzi di comunicazione alcuni mezzi sono più potenti di altri (il microfono più della
voce). La TV è ancora più potente.
→
Mezzi top/down dall'alto in basso. C'è uno speaker che parla e gli altri che ascoltano.
→
Comunicazioni miste sono comunicazioni interattive (come sul web) ma sono più sbilanciate
dalla parte di chi riceve o di chi trasmette.
→
Ricezione il modo con il quale una persona riceve il messaggio; dipende dalla mentalità di chi
riceve, se è religiosa, politica, ecc. La ricezione può essere passiva, creativa o mista.
→
Tutto ciò produce degli effetti chi è stato esposto a un flusso comunicativo quasi mai è quello di
→
prima. Effetti economici un film, un libro o un fumetto vengono realizzati per guadagnare soldi,
principalmente.
L'Europa nel 1748 (slide)
Nel 1748 l'Italia e la Germania sono frammentate. Il Regno di Polonia è enorme. Ci sono tre imperi
→
grandi quello d'Austria, quello ottomano e quello russo. Alcuni stati geograficamente sono simili
a come sono oggi, ma le forme politiche sono cambiate praticamente dappertutto.
Caratteri fondamentali delle società occidentali alla fine del XVIII secolo
La disuguaglianza sociale è riconosciuta dalla legge. La nobiltà ha dei grossi privilegi.
→
La schiavitù/servitù è legittima. Si possono commerciare le persone le navi partono dai
porti europei, vanno sulle coste occidentali dell'Africa e portano schiavi in America.
Vengono considerati poco più che bestie. Le persone sono legate alle proprietà terriere, i
contadini sono come servi che lavorano su quelle terre, sono considerati parte delle
attrezzature delle aziende.
→
Condizioni di genere in questo periodo le società europee si basano su discriminazioni
di genere pesanti. Alla fine del XVIII secolo gli uomini hanno più diritti delle donne ma
→
questo è meno vero nelle famiglie nobiliari e nelle corti. Ancien régime in questo
contesto ci sono donne con i propri spazi culturali, politici e sessuali. L'amante di Luigi XV,
Madame Pompadour, è una dei suoi ministri (si occupa della politica estera). La vediamo in
due ritratti (slide) in cui è circondata da libri e spartiti perché è una donna colta, che
comanda, che ha un peso politico.
Nelle famiglie nobiliari sono frequenti i matrimoni combinati.
I sistemi produttivi sono arretrati. La produzione si basa principalmente sull'agricoltura, solo
in Gran Bretagna si vedono i primi passi della Rivoluzione industriale. Da altre parti come in
Spagna e in Italia meridionali si conta più sullo sfruttamento umano che sulle tecniche
innovative.
I trasporti non sono efficienti (per fare 400 km ci vogliono 3-10 giorni). Le comunicazioni più
rapide avvengono per nave.
La speranza di vita alla nascita è bassa a causa dei livelli igienici. La mortalità infantile è
altissima anche per una banale influenza o per il colera.
→
Le forme politiche monarchie assolute o imperi. Sono sistemi di comando che si
muovono dall'alto verso il basso senza istituzioni rappresentative, è il re o l'imperatore che
decide tutto.
→ →
Eccezioni Gran bretagna il potere del re è temperato dalla presenza del parlamento.
→ →
Repubbliche Svizzera, Olanda, ecc. Sono oligarchiche un sistema di governo
collettivo ma composto solo da nobili.
Stima sulla percentuale della popolazione di più di 14 anni che sa leggere e scrivere (slide)
L'analfabetismo è molto diffuso; le persone che sanno leggere o scrivere sono ancora poche. La
→
comunicazione face-to-face è fondamentale. Anche quella visiva le immagini sono
fondamentali, come per le funzioni religiose che si svolgono in latino e quindi la maggior parte dei
fedeli non le capisce.
I tassi di analfabetismo stanno comunque scendendo.
Sono alfabetizzati:
→ nei
Più chi vive in paesi protestanti che cattolici protestanti la Bibbia viene stampata in
volgare e diffusa. La Controriforma insiste che la mediazione tra il fedele e i testi sacri sia
affidata al sacerdote e che la Bibbia in volgare non debba esistere.
I ricchi sanno perché si possono permettere dei maestri privati.
In campagna non si considera neanche l'istruzione. In città si impara a leggere e scrivere
per gestire meglio la propria bottega, per fare affari migliori.
Più gli uomini che le donne, che devono solo sposarsi, stare a casa e fare figli.
Nuove forme di comunicazione: i giornali, i romanzi, i trattati politici
→
Primi quotidiani prima in Germania e in Gran Bretagna. I giornali si leggono nei caffè, nei
club di lettura, nelle associazioni.
→
Romanzi si diffondono sempre di più. Alcuni diventano fenomeni letterari come Le
avventure di Robinson Crusoe (1719), Pamela (1740), ecc. I romanzi epistolari sono quelli
che hanno più successo.
→
Riflessioni politiche Locke parla degli effetti positivi della rivoluzione in Due trattati sul
governo (1690). Montesquieu analizza e critica la monarchia ma espone tutti i tipi di
governo in Lo spirito delle leggi (1748). Rousseau critica l'ancien régime in Il contratto
sociale (1762), in cui spiega anche il sistema politico da opporre all'ancien régime.
→
Diderot e d'Alembert scrivono l'Encyclopédie (1751-72), composta da 17 volumi.
Scrivono sui più vari aspetti della vita collettiva: aspetti religiosi, politici, morali; vengono
censurati ma riescono poi a portare a termine la produzione dell'opera, che ha un grande
successo.
Kant spiega in poche parole il senso dell'operazione (Enciclopedia). Dice di ragionare con
la propria testa, non con quella dei re. Apre una polemica contro i matrimoni combinati in
nome dell'amore romantico. Sia Kant che Rousseau pensano che le donne debbano stare
a casa a occuparsi dei figli e quindi le escludono dal nuovo sistema politico.
Conseguenze del dibattito filosofico e della nascita di un'opinione pubblica: una nuova concezione
della sovranità e della società
→
Finzione narrativa è diffusa la convinzione della divinità che sceglie una casa regnante o un
individuo, in seguito fa scendere la grazia su di lui ed essa si manifesta attraverso l'incoronazione.
La narrazione si trasforma in rito e il rito in potere. Il re sceglie poi il governo, i funzionari, gli
amministratori (top-down).
Chi critica questo modello dice va rovesciato, bisogna partire dal basso. La comunità deve
decidere a chi affidare il potere, quali istituzioni, quali autorità politiche. I nobili non vogliono
assolutamente cedere il potere. Avviena una lotta fra queste due immagini di sovranità.
L'abolizione dei privilegi di ceto fu oggetto di forte scontro politico.
Due radicali trasformazioni politiche
1. Rivoluzione americana (1773-1789)
2. Rivoluzione francese (1789-1799)
Si mette in discussione che l'autorità monarchica sia l'unica forma di potere.
→
In entrambi i casi la questione originaria ha a che fare con tasse il problema fiscale nasce dalla
Guerra dei sette anni (metà XVIII secolo) che coinvolge tutte le maggiori potenze europee. Una
guerra che costa moltissimo, vinta dalla Gran bretagna, ma alla fine tutti i bilanci sono dissestati. In
Gran Bretagna si pensa di aumentare le tasse nelle 13 colonie in America. Loro rispondono
dicendo che vogliono la rappresentanza al Parlamento («no taxation without representation») e il
governo britannico gli risponde che la rappresentazione c'è già. Non si trova un accordo quindi
scoppia una rivolta politica e militare. Alla fine i coloni ribelli si impongono, il congresso approva la
Costituzione. Essa viene poi approvata (1789) nei diversi stati che si proclamano stati autonomi
indipendenti.
In Francia vi è lo stesso problema fiscale, i nobili non vogliono però pagare tasse maggiori e il re
decide di convocare gli Stati generali per decidere come si vota nell'Assemblea generale. Non si
trovano d'accordo e scoppia la rivoluzione.
I ribelli nordamericani e francesi al momento iniziale delle rivoluzioni pubblicano dei testi
fondamentali:
Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America, 4 luglio 1776
Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, 26 agosto 1789
Sia in Francia che negli Usa viene approvata alla fine una Costituzione che descrive il
funzionamento degli ordinamenti politici. Finiscono qui le analogie tra i due.
Instabilità politica in Francia e in Europa
1814-15: Congresso di Vienna
La Francia è cambiata, ora Napoleone è la figura centrale.
La cartina sinistra (slide) rappresenta la massima espansione del potere francese (confine rosso)
Gli stati azzurri sono o satelliti della Francia o governati dai fratelli o dalle sorelle di Napoleone. Il
Regno di Prussia è autonomo ma sotto il controllo francese, come l'Impero d'Austria. In Sardegna
ci sono i Savoia scappati da Torino. In Sicilia i Borbone scappati da Napoli. Il resto dell'Italia è di
Napoleone. Poi Napoleone attacca la Russia, è un disastro (1812), c'è la ritirata, poi la battaglia di
Lipsia. Viene distrutta la struttura napoleonica: egli è deportato all'Elba, poi scappa e si riorganizza
in Francia, ma viene sconfitto a Waterloo e deportato a Sant'Elena. Cambia la situazione
geopolitica.
Chi ha combattuto contro Napoleone si riunisce a Vienna e cambia la mappa; si ritorna a quella del
1748. L'Italia e la Germania sono frammentate. L'Impero austriaco riconquista dei territori.
–
Lezione 2 18/02
Due radicali trasformazioni politiche
Nelle Dichiarazioni si affermano principi fondamentali per la visione politica progressista dell''800,
come il ribellarsi alle autorità. I leader della Rivoluzione americana sentono il bisogno di spiegare
le ragioni per cui si ribellano al sovrano britannico.
Si afferma con forza il principio dell'eguaglianza di tutti davanti alla legge e si distruggono i privilegi
riconosciuti alla nobiltà e al clero.
Poi vengono redatte le Costituzioni, con le regole fondamentali della vita collettiva in un paese.
Gli Usa restano ancorati alla Costituzione mentre la Francia è incredibilmente instabile fino al 1871
circa.
Instabilità politica in Francia e in Europa
La Repubblica giacobina (1793-94), teoricamente di sinistra e democratica, in realtà è una dittatura
violenta (pressione violenta sull'opinione pubblica per imporre punti di vista radicali), ed è il
momento di massima misoginia dato che vengono chiuse le associazioni femminili, si proibisce alle
donne di avere un peso nella vita politica, di istruirsi.
Dal 1799 in poi si impone Napoleone, che non riconosce il principio di rappresentanza politica e
impone un'autorità assoluta con il sostegno dell'esercito.
Aspetti generali del quadro politico post-1815
Si ritorna alla situazione pre-rivoluzione.
26 settembre 1815: Patto della Santa Alleanza, sottoscritto dagli imperatori di Russia,
Austria e Prussia secondo l'«ispirazione divina» che legittima l'accordo e fa scendere su di
loro la sovranità;
Principio di legittimità: i discendenti della casa regnante tornano sul trono;
I parlamenti vengono eliminati tranne in Gran Bretagna;
La Francia viene restituita ai Borbone; ha un parlamento ma possono votare solo maschi
adulti e ricchi;
Si torna al principio della monarchia amministrativa: il re comanda e decide le leggi.
L'Europa è ancora inquieta, le idee che hanno iniziato a circolare con la Rivoluzione si sono diffuse
ancora di più. Le persone leggono, discutono, votano. Orientamenti politici che danno voce al
dissenso: →
Liberali vogliono parlamenti con persone ricche e colte, perché sono gli unici che hanno
gli strumenti e il tempo libero per partecipare alla vita collettiva;
→
Democratici pensano che gli agricoltori e i lavoratori abbiano diritto a partecipare alla vita
collettiva (visione meno selettiva);
→
Idea di nazione esplosiva, entra come forza dirompente a fine '700 in Europa e non
l'abbandona più. È stato descritto dagli storici come un fenomeno di lunga durata.
L'IDEA DI NAZIONE
L'idea di nazione
Testi fondamentali che hanno dato inizio a un nuovo lavoro storiografico:
Mosse, La nazionalizzazione delle masse (1975);
Anderson, Comunità immaginate (1983);
Hobsbawm, Nazioni e nazionalismo dal 1780 (1990)
«Nations and Nationalism» (1995-2020) →
Prima ci sono i movimenti politici che "inventano" le nazioni. Italia a inizio XIX secolo
pochi ritenevano di essere italiani, al massimo dicevano di essere piemontesi, lombardi
ecc. Non si parlava la stessa lingua. L'idea di nazione è un mito, ha bisogno di un simbolo
per convincere milioni di persone di essere italiani, francesi, ecc.
Le nazioni sono comunità immaginarie, come dice Anderson; una cosa costruita
concettualmente, con simboli che devono avere una grande forza comunicativa, che
devono far appello più alle emozioni che alla razionalità
Come e quando nasce la moderna idea di nazione?
La parola viene dal latino ma in epoca moderna non indica una comunità politica, indica gruppi di
persone con caratteristiche in comune senza che ciò abbia rilievo politico.
«Nazione» entra nel linguaggio politico quando si afferma una nuova concezione della politica;
avviene il rovesciamento della sovranità e si afferma la sovranità dal basso.
Ci voleva un termine evocativo, come «popolo», uno slogan come «combatteremo per il popolo».
Così «nazione» si sposta nel vocabolario politico, diventa un termine che indica una comunità
depositaria della sovranità. →
Il testo in cui vediamo lo spostamento del termine nel politico Dichiarazione dei diritti dell'uomo
e del cittadino (26 agosto 1789), Art. 3: si rivolge a tutta la collettività.
In Spagna si vuole un parlamento, in Francia si discute per ampliarlo; si lotta per costituire uno
stato-nazione. Si parte dal presupposto che siamo italiani, quindi ci deve essere uno stato italiano.
A inizio '800 la gente comincia a ragionare politicamente e mette in campo dei programmi per
rovesciare le istituzioni.
(1) Chi promuove l'idea di nazione?
Cominciano a parlare il linguaggio della nazione (cambiare istituzioni, carta geopolitica) coloro che
vogliono "fare come in Francia". Vogliono rovesciare il monarca e prendere il potere, in "nome
della nazione".
Quando le armate francesi occupano tutta l'Europa e si stabilisce l'ordine napoleonico, le persone
sono costrette se non a parlare francese, a leggere in francese. Molti, tra cui intellettuali, vogliono
l'autonomia, come Foscolo o Manzoni. Lo star system della produzione artistica di epoca
romantica è fatta di artisti, musicisti, intellettuali che sostengono l'idea di nazione anche per la
possibilità di piazzarsi sul mercato. Le guerre napoleoniche hanno creato dei disastri; gli artisti non
sono pagati dallo stato ma sono sul mercato. Capiscono il concetto di nazione può essere un buon
aggancio per trovare pubblico e avere successo. Così gli intellettuali danno il loro contributo a
costruire delle narrazioni che danno vita all'idea di nazione.
(2) Con quali mezzi viene diffuso il discorso nazionale?
Movimenti politici clandestini (Giovine Italia): fondata da Mazzini nel 1831 in Francia. Da
Marsiglia partono persone come lui che vanno in altre città a promuovere l'idea di nazione;
Giornali, volantini, stampe, anche se l'analfabetizzazione è alta in Europa;
Grazie agli artisti si costituisce un'estetica della politica (Mosse): non più solo trattati
filosofici, ma romanzi, poesie, pitture, statue, ecc.
(3) Qual è il messaggio del discorso nazionale? Quali sono i suoi contenuti?
Il discorso nazionale ebbe un grande impatto emotivo che vediamo funzionare distinguendo cinque
elementi fondamentali:
(3.1) La nazione come comunità culturale
Lingua, storia, religione. In Italia si parla italiano. Nel 1861 l'italiano è parlato dal 10% popolazione,
in Toscana e in Lazio. Lo capiscono il 20% delle persone e restante parla solo dialetti. La lingua
diventa un marchio della nazione perché la letteratura (da Dante in poi) è in volgare. C'è l'idea
della storia comune, di persone che hanno condiviso uno stesso destino, una stessa storia.
(3.2) La nazione come comunità genealogica (biopolitica)
La nazione come una fa
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti lezioni Forme e modelli di comunicazione in età contemporanea: 800 e 900
-
Mussolini e crisi del '29, Forme e modelli di comunicazione in età contemporanea
-
Riassunto esame Forme e modelli di comunicazione in età contemporanea, Prof. Di Donato Michele, libro consigliato F…
-
Forme e modelli di comunicazione in età contemporanea - dalla rivoluzione industriale al fascismo