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Introduzione

Parlare di formazione, oggi, vuol dire riconsiderare il processo di insegnamento-apprendimento alla luce dello sviluppo delle tecnologie di rete: innovazione della didattica. Questa indagine esamina, come date le competenze e le conoscenze che gli insegnanti posseggono, nell’ambito delle tecnologie dell’istruzione, se sia possibile delineare una dimensione della formazione che possa rispondere adeguatamente all’una e all’altra istanza.

Il diverso approccio alla tecnologia da parte dei giovani e degli adulti crea un divario generazionale che causa l’allontanamento dell’esperienza empatica tra insegnante e studente, fondamentale invece nella relazione educativa. Alla luce della rivoluzione informazionale bisogna rivedere il rapporto tra educazione formale e informale.

L’intenzione di questa ricerca è quella di capire come gli insegnanti percepiscono e accolgono i nuovi dispositivi informatici, le loro sensazioni di adeguatezza o inadeguatezza nei confronti dei linguaggi e degli usi specifici delle tecnologie digitali.

I capitolo: Tradizione e innovazione nella ricerca didattica

"Tra il dire e il fare c’è di mezzo il digitale", una metafora utilizzata per sottolineare l’azione odierna del muoversi all’interno di Internet, del Web, costituito dalla ragnatela fitta di connessioni, di link. È come se Internet fosse la trama delle nostre vite. Cominciare dall’indagare sull’atteggiamento che gli educatori hanno rispetto all’intrusione e diffusione capillare dei sistemi informatici di oggi, mi sembra il presupposto fondamentale da cui partire per comprendere quali decisioni prendere in ambito formativo.

Funge da premessa importante la constatazione di come siano rilevanti i messaggi erogati tramite dispositivi di comunicazione di massa nell’educazione delle generazioni attuali e future. La rete diventa un veicolo tramite il quale promuovere stili di vita, regole, comportamenti, abitudini e credenze, in un universo virtuale che abbatte il concetto di spazio e di tempo.

Bisogna analizzare gli aspetti nascosti che spesso si celano nelle attività dei docenti, soprattutto quando essi sono forzatamente indotti ad adeguarsi a quelle pratiche educative che chiamano in causa una necessaria e nuova alfabetizzazione, quella informatica. Analizzare quindi gli effetti di ricaduta delle componenti hardware e software sul contesto didattico-pedagogico, evidenziando l’esigenza di pensare alla dimensione che viene definita come orgware.

Capire quindi come questi accolgono i nuovi dispositivi informatici, le loro sensazioni nei confronti dei linguaggi e degli usi specifici delle tecnologie digitali: comprendere l’elemento emozionale negli insegnanti quando si confrontano con le nuove tecnologie. Utile il pensiero di Laneve, che esprime e chiama questa dimensione dell’insegnamento come didattica dell’oscuro: rispetto alle attività didattiche del chiaro, quelle dell’oscuro hanno di solito maggiore possibilità di essere apprese per la loro forte ibridazione sia con elementi emotivi e persuasivi, legati alla persona del docente, sia con elementi contestuali connessi al clima classe.

Bisogna partire dall’osservazione delle prassi educative, per poter comprendere la figura dell’insegnante nelle sue dimensioni cognitive ed affettivo-emotive. Per far questo si è serviti di un questionario ai fini di conoscere il livello di conoscenza che l’insegnante ha in relazione ai molteplici strumenti tecnologici rispetto alle modalità di apprendimento e formazione; quali effetti portano la diffusione delle tecnologie informatiche in ambito scolastico e le motivazioni e aspettative degli insegnanti nei confronti della presenza e della invadenza delle tecnologie informatiche.

II capitolo: L’indagine conoscitiva

Lo strumento utilizzato per questa ricerca è il questionario, composto da 30 item, suddivisi in 4 aree:

  • I area: Dati informativi;
  • II area: A suo giudizio: gli item intendono indagare le impressioni degli insegnanti sul valore generale delle tecnologie dell’istruzione nell’ambito delle politiche e delle attività scolastiche;
  • III area: Dati informativi personali e relativi alla scuola cui si insegna;
  • IV area: Motivazioni e aspettative personali.

Il questionario nasce con l’intento di realizzare un’indagine conoscitiva sulle motivazioni, aspettative e in generale sugli atteggiamenti degli insegnanti relativamente al ruolo che lo sviluppo delle tecnologie informatiche ha assunto oggi in ambito scolastico, sia come strumento di agevolazione e di ampliamento dei curricola culturali e sui relativi processi di apprendimento, che sull’effettiva possibilità che esse offrono nel favorire la formazione educativa che è il compito primario e fondamentale della Scuola.

Attraverso le domande l’educatore, l’insegnante, deve compiere una seria riflessione sull’importanza che le tecnologie informatiche offrono ad una didattica fondata in grado di favorire e sviluppare le capacità cognitive degli alunni; riflettere anche sui limiti e pericoli che comporta l’utilizzazione degli strumenti informatici. È nell’attuale società della conoscenza che scaturiscono nuove emergenze educative.

Da una prima elaborazione dei dati tiriamo fuori dal questionario che si registra una maggior presenza di insegnanti donne rispetto agli uomini, di cui la maggioranza insegnanti curricolari, dei settori disciplinari umanistico-letterari e possedenti il diploma, e solo una minima parte insegnanti specializzati di sostegno, possedenti di laurea e appartenenti alle discipline scientifiche.

Il generation gap, ossia divario generazionale, tra i digital immigrant e i digital native, è legato al fatto che la maggior parte ha un’età compresa tra i 40 e 60 anni, problema che fa emergere l’esigenza di appropriarsi dei linguaggi informatici che configurano l’architettura del contesto tecnologico attuale per ottimizzare le prassi educative e gli impianti metodologici e didattici, in relazione a quei traguardi scientifici che la ricerca pedagogica ha raggiunto.

“Cybionte”, momento storico in cui stiamo vivendo, è definito l’organismo planetario ibrido, biologico e elettronico e meccanico, costituito dagli uomini ma anche dalle città, agli elaboratori elettronici, dai sistemi informatici, dai computer.

Tuttavia sembra emergere che le scuole siano sensibili verso la trattazione delle tecnologie dell’educazione, soprattutto nell’orientazione verso una politica di adeguamento delle infrastrutture tecnologiche, secondo gli insegnanti di sostegno, i quali lavorando con soggetti particolari che necessitano di interventi didattici speciali, sarebbero facilitati nel loro lavoro con l’adozione di particolari dispositivi hardware e software.

L’adeguamento tecnologico riguarda l’esigenza di una vera e propria ristrutturazione dei differenti set formativi scolastici, così da garantire una maggiore diversificazione della didattica, con ambienti e aule di laboratorio fornite delle attrezzature adatte per quei soggetti che presentano specifiche disabilità. Risposte comunque non date omogeneamente ma in contrasto con altri insegnanti il cui diverbio deriva spesso dalle discipline di insegnamento.

Quello di cui in generale necessita la maggior parte del corpo insegnante è un’azione di alfabetizzazione tecnologica, che permetta di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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