DIGESTIONE ANAEROBICA d 1 BIOMASSA ke porta alla PRODUZIONE d BIOGAS:
tra i metodi biokimici utilizzati x la produzione d biogas abbiamo la digestione anaerobica ke
avviene in assenza d ossigeno e consiste nella demolizione, ad opera d batteri, d sostanze organike
complesse contenute nei vegetali e nei sottoprodotti d origine animale, il vantaggio è ke la materia
organica viene convertita in metano e anidride carbonica, producendo gas combustibile ke ha
grandi proprietà calorifike (biogas) il biogas viene raccolto, essicato compresso e consegnato sia x
alimentare caldaie ke motori a combustione x generare elettricità. X poter operare qst processo sn
previste 2 modalità: 1 digestione a freddo e 1 a secco. Qll a freddo, detta wet, avviene se il
substrato ke va in digestione ha 1 contenuto d sostanza secca inferiore al 10% e viene usato 1
reattore completamente miscelato (CSTR). La biomassa viene trattata x raggiungere il giusto
tenore d solido totale e omogeneizzazione, secco, detto dry se è superiore al 20%. Inoltre il
processo s divide in monostadio e bistadio, x cui nel monostadio se le fasi d idrolisi, fermentazione
acida e metanigena avvengono in 1 unico reattore contemporaneamente, mentre bistadio se
avviene prima l’idrolisi contemporaneamente alla fermentazione acida e sl dopo la fase
metanigena. Il processo può durare dai 15 ai 40 gg cn batteri mesofili e meno d 20 gg cn batteri
termofili. Il biogas ottenuto deve essere trattato x togliere gli inquinanti
TRIANGOLO del FUOCO: spesso sentiamo parlare d triangolo del fuoco ossia dei 3 elementi ke
danno origine ad 1 fuoco, 3 lati ke sn costituiti dal combustibile solido cm il carbone, la legna o
liquido cm la benzina, olio, grassi vegetali, animali, gasolio, o gassoso cm il metano, propano,
idrogeno. Il comburente ke è dovunque, è l'ossigeno dell'aria. Infine l'innesco, il 3° elemento, ke
può scaturire da 1 sigaretta, 1 fiamma libera qualsiasi (cm fornelli e accendini), 1 scintilla, 1 corto
circuito elettrico, l'attrito (ke anke da sviluppo alla fiamma); mancando 1 d tali elementi nn può
esistere il fuoco. I sistemi d spegnimento degli incendi sn basati su azioni tendenti ad abbassare la
temperatura del combustibile portandola così al d sotto del punto d'infiammabilità o nell'impedire
all'aria d proseguire l'alimentazione del fuoco o ad allontanare il combustibile spegnendo così il
fuoco x esaurimento. Bisogna quindi rompere 1 dei 3 lati
PROTISTI: caratteristike: tra i microorganismi deputati alla rimozione della sostanza organica
biodegradabile dai liquami troviamo i protisti. I protisti sn unicellulari d tipo eucaristico, dv l’unica
cellula garantisce tt le funzioni vitali. I protisti s dividono in eterotrofi cm i protozoi, e autotrofi cm
le alghe. Tra gli eterotrofi c sn i protozoi minutissimi e classificabili x via del loro organo d
movimento in ciliati e flagellati. I ciliati sn microconsumatori e posseggono delle minutissime
ciglia ke li fanno muovere cn moto rematorio. Hanno delle ciglia intorno alla bocca ke gli permette
d catturare il cibo. I flagellati invece hanno 1 sl nucleo e tnt flagelli ke sn delle strutture filiformi
ke gli permettono il movimento. Sn mlt numerosi nei fanghi attivi. Nei fanghi attivi troviami
quindi organismi decompositori cme funghi e batteri e consumatori cm i cigliati ke s nutrono d
batteri dispersi e flagellati ke s nutrono d batteri e altri microorganismi. Qst qualità dei ciliati
permette d migliorare la qualità dell’effluente. Se i cigliati nn predassero i batteri dispersi s
verifikerebbe cm conseguenza 1 aumento del bod e la presenza d 1 alta torbidità ke porta ad 1
aumento del (50%) dei batteri patogeni e fecali cm l’eskerichia coli. I ciliati riducono la presenza d
qst batteri del 5%. Infine esistono diversi tipi d ciliati: ciliati natanti ke nuotano in sospensione
nella vasca, qll mobili d fondo ke s trovano sulla superficie del fiocco d fango qnd è ben formato e
i ciliati sessili ke s fissano al fiocco d fango. I protisti quindi sn indispensabili nei sistemi d
depurazione biologica d ossidazione e la loro colonizzazione s attua attraverso 3 diverse
fasi:l’innesco, la crescita e la stabilizzazion
ZERO WASTE: secondo il prof. Connet è possibile vivere cn zero rifiuti, ossia è possibile
riciclare al 100 % tt i rifiuti, riuscendo ad eliminare dal mercato qll ke nn possono essere riclicati.
Niente + inceneritori o discarike, ma rifiuti zero. X attuare qst progetto diviene fondamentale
seguire 10 punti: 1)operare 1 raccolta differenziata dv le genti aiutino nella gestione del rifiuto,
2)organizzare la raccolta differenziata secondo le 4 tipologie già previste (secco, umido, carta,
plastica-metalli) cn ritiro porta a porta e in giorni prestabiliti, 3)realizzare impianti d compostaggio
siti in aree agricole così da utilizzare il compost cm concime, 4)realizzare impianti d riciclaggio x
dividere e selezionare i rifiuti al fine d lasciare sl 1 piccola frazione residua, 5) realizzare delle
isole ecologike in cui i prodotti rovinati vengono buone x essere riutilizzate o riparati e poi venduti
oppure smontati e recuperate le parti, 6)istituire erogatori alla spina e fontane d’acqua pubblica,
pannolini lavabili etc, 7)istituire dei metodi d tariffazione sulla quantità reale d rifiuti nn
riciclabili prodotti, 8)realizzare impianti di separazione dei residui e centri d ricerca, 9)migliore
design industriale, i prodotti vanno riprogettati qnd necessario secondo lo skema Riduci-Riusa-
Ricicla-Ridisegna, 10)discarica temporanea x nn riciclabili e la stabilizzazione biologica dei rifiuti
organici
REATTORI NUCLEARI d 4° GENERAZIONE RAFFREDDATI a GAS: principio d
funzionamento: i reattori raffreddati a gas sn definibili d 4° generazione e sn raffreddati ad elio,
cn 1 gas inerte ke nn reagisce kimicamente cn nessun materiale cn cui viene a contatto e ke nn ha
reazioni corrosive reattori raffreddati ad elio. Sn anke detti “a letto d sfere” e usano cm
combustibile l'ossido d uranio insieme ad elementi d grafite. Le sfere ke vengono usate hanno 1
diametro d circa 60 mm e sn formate da 1 guscio d grafite dentro al ql c sn circa 15.000 particelle d
ossido d uranio. Ogni singola particella è composta da gusci concentrici a strati dv è inglobato
l’ossido d uranio. Gli strati ke compongono i gusci sn all’esterno d carbonio pirolitico mentre +
internamente c’è qll d carburo d silicio, poi c’è 1 altro strato d carbonio pirolitico e infine lo strato
ke contiene l’ossido d uranio è d carbonio poroso. Il nocciolo è composto anke da grafite x
garantire la resistenza fino a 1600°. Qst viaggia sempre in condizioni ottimali in qnt il
combustibile viene assicurato regolarmente dalle sfere ke completano il loro viaggio dall’alto
verso il basso in 6 mesi, dv 1 volta giunti nella parte bassa del nocciolo viene estratta e
contemporaneamente ne viene inserita 1 nuova dall’alto. Mediamente qst procedimento accade
ogni minuto. L’elio ha funzione d prelevare l’energia termica prodotta dal nocciolo e viene
immesso ad 1 temperatura d 900°C direttamente in 1 turbina a gas la ql, accoppiata all’alternatore,
produce l’energia elettrica. Qst reattore, pur nn eliminando il problema delle scorie, ha il pregio d
nn produrre plutonio. Qst ha 1 grado d sicurezza + alto rispetto ai reattori tradizionali
FIAMMA OSSIDANTE e RIDUCENTE: calore d combustione (fiamma-becco d bunsen-
fiamma riducente-ossidante). La fiamma s produce grazie a reazioni kimike esotermike, cioè ke
producono calore. La produzione d calore fa aumentare la temperatura dei reagenti al punto tale ke
irradiandosi diventano luminose e danno visibilità alla fiamma. L’aspetto e la qualità della fiamma
può essere osservata mediante il becco d bunsen. Attraverso qst, ke è 1 bruciatore d gas
combustibile usato in laboratorio, è possibile notare ke a seconda della quantità d aria cn cui viene
miscelato il gas prima ke qst venga incendiato, s possono verificare diverse situazioni: se il gas nn
viene miscelato cn 1 sufficiente quantità d aria (e quindi, ricordiamolo, d ossigeno), la sua
combustione nn sarà completa e darà luogo ad 1 fiamma luminosa, instabile e nn mlt calda,
kiamata “fiamma riducente”. Se il gas viene miscelato cn un’abbondante quantità d ossigeno, tale
circostanza dà luogo ad 1 combustione completa, causa d 1 fiamma incolore, stabile e mlt calda,
kiamata “fiamma ossidante”. Nella fiamma ossidante s notano 3 zone differenti, la + interna (e
quindi anke la + bassa ) è a temperatura bassa e c’è poca combustione, nella 2° intorno alla 1° c’è
1 zona riducente + luminosa e + calda dv la combustione è data + dall’aria ke dal gas e 3° terza
zona dv s nota la combustione comopleta, in cui la luminosità è minore xkè nn c’è quasi +
combustione d gas e la sua temperatura tende ad abbassarsi x via dello scambio termico cn
l’ambiente. La fiamma ossidante può raggiungere la temperatura d 1410° C. Anke se la
temperatura è differente nelle varie zone
OFFSHORE: CENTRALI EOLIKE: sn qll situate nelle superfici marine, lontano dalle coste,
dv è possibile sfruttare i forti venti ke soffiano, senza essere rallentati da ostacoli. Sulla superficie
d mari e oceani, infatti, i venti nn trovano ostacoli e soffiano cn velocità maggiori e cn maggior
costanza. Qst centrali possono essere installate anke negli oceani, ma anke nei grandi laghi in italia
c sn dei progetti x l’eolico offshore anke se ancora nn parte nulla. Preso atto xò ke nonostante i
nostri mari nn offrano 1 vento in quantità abbondante, nel 2009 fu presentato 1 serio progetto a
Termoli e Montenero d Bisaccia ma a tt’oggi querele e ricorsi al Tar nn hanno ancora fatto partire
il progetto. Le 54 torri da 80 mt su cui sarebbero dovute esserci le turbine Vestas v90 da 3mw cd
sarebbero dovute nascere tra Termoli-Vasto a solo 5 miglia dalla costa orientate in direzione del
maestrale disposte su 6 file da 9 turbine cd, basate su 1 fondale d sabbia e fango ad 1 profondità d
12-20 mt. I vantaggi sarebbero stati qll legati alla mancata emissioni d CO2 ma anke d anidride
solforosa, ossidi d azoto e polveri sottili cn grande risparmio d petrolio. In italia nn decolla a causa
della preoccupazione legata alla rovina del nostro bel paese, ma l’incombente crisi energetica,
l’inquinamento sempre + imperante dovrebbe spingere le persone a ragionare in termini + pratici,
costi d realizzazione e d manutenzione delle centrali offshore ke sn mlt + alti d qll onshore,
aumento legato ai costi d trasporto dei materiali, delle difficoltà costruttive, dei problemi d
ancoraggio delle torri al fondale e dei problemi legati alla corrosione ad opera delle acque marine
sulle strutture, ma i vantaggi in termini d produttività sn mlt elevati. Gli impianti offshore sn il vero
futuro dell’energia eolica, sia in termini ambientali sia d potenziale produttivo
3 R: POLITICA: R cm Riuso, Recupero e Riciclaggio. Sn qst le 3 R + importanti x attuare 1
corretta politica ambientale d gestione dei rifiuti. Ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti
prodotti è l'obiettivo principale ke può essere raggiunto grazie ad azioni ke siano mirate verso ki
produce i beni. Bisogna incentivare il Riuso, il Recupero e il Riciclaggio dei rifiuti prodotti (3R)
ottimizzando anke sistemi d raccolta dei rifiuti urbani e sviluppando 1 mercato del riuso e del
recupero dei rifiuti. Raggiungere gli obiettivi del recupero e riciclaggio dei materiali, così cm
previsto dalla legislazione europea e recepiti in Italia attraverso il Decreto Ronchi (D.lgs 22/97), è
possibile grazie all'attività svolta da numerosi consorzi quali: CONAI ke è 1 organismo privato
senza fini di lucro ed è 1 dei + efficenti sistemi europei d valorizzazione dei materiali da
imballaggio; COMIECO ; COOU (Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati) ke ha la gestione
nazionale della raccolta d oli lubrificanti usati x riutilizzarli nuovamente ed in modo corretto;
COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie al Piombo Esauste e Rifiuti Piombosi) ke s occupa d
raccogliere, commercializzare e riutilizzare batterie esauste e rifiuti contenenti piombo; COREPLA
(Consorzio Nazionale x la Raccolta, il Riciclaggio ed il Recupero dei Rifiuti d imballaggi in
plastica)
AUTO-DEPURAZIONE del SUOLO dagli INQUINANTI: meccanismi principali: in natura
esiste 1 meccanismo d auto-depurazione da metalli ke s kiama “immobilizzo permanente”. Ciò
significa ke in modo naturale mlt cationi metallici vengono immobilizzati grazie allo scambio
ionico (Pb2+,Hg2+, Cr 3+), mentre altri sn celati da molecole organike (cm Zn2+, Cu2+). Insieme
a qst processi possono manifestarsi anke altri fenomeni cm la complessazione e la precipitazione.
PH, CSCS, potenziale redox, invece sn tra i fattori ke influenzano la mobilità dei metalli. Dalla
classificazione kimica dei metalli pesanti emerge ke qst fanno parte dei gruppi I,II,Vi,VII,VIII B
quindi dei metalli d transizione, anke se qualcuno lo troviamo anke nei gruppi III,IV A. Quasi tt i
metalli fanno parte degli elementi in traccia ke s trovano nei terreni + comuni e nelle rocce (ferro e
allumino no). Esistono 3 gruppi d classificazione redati dal punto d vista eco-tossicologico e sn:
*metalli ke hanno 1 ruolo fisiologico importante, cm Zinco e Rame fondamentali x piante e
animali, ma ke ad alte concentrazioni sn tossici, *metalli ke sn kimicamente simili a elementi
fondamentali, *metalli ke presentano azioni fisiologike nn conosciute. Stabilire ciò ke scatena la
contaminazione nell’ambiente da metalli pesanti c riconduce al discorso sulla necessità d capire da
cs l’inquinamento trae origine
FUKUSHIMA: a + d 1 anno dall’incidente: cn il terremoto e lo tsunami è in alcune centrali è
mancato il sistema d refrigerazione. I tecnici hanno cercato d tenere bassa la temperatura nel
nocciolo prima usando generatori d emergenza x refrigerare, poi pompando direttamente acqua d
mare. S è verificata 1 fuoriuscita di idrogeno e, cm s sa, l’idrogeno è altamente infiammabile. Il
suo accumulo nella parte esterna dell’edificio del reattore ha causato le esplosioni ke hanno
distrutto le strutture esterne, ma nn, a qnt pare, i contenimenti interni in cemento e metallo. È
presumibile ke l’abbassamento del livello d acqua nel nocciolo abbia esposto le barre d
combustibile ke, nn + raffreddate, potrebbero aver iniziato a sciogliersi. Successivamente al
disastro, il governo giapponese ha + volte negato ke c fossero stati riski connessi alle radiazioni ma
ke la quantità d radiazioni dispersa nn era elevata e la popolazione, residente oltre 1 raggio d 20
km, nn ne avrebbe risentito. 2 settimane dopo, il governo ha invece kiesto alle persone ke vivevano
tra i 20 e i 30 km dalla centrale d evacuare volontariamente. Infine, il governo ha esteso la zona d
evacuazione a specifike aree, fino a 50 km. Alla fine sn state evacuate 200mila persone e 1
milione sn state interessate direttamente dalla contaminazione. L'incidente ha avuto 1 grossa
rilevanza nazionale x l'economia giapponese x ql ke riguarda il danno ambientale. Tracce d
radioattività da Fukushima sn state infatti rilevate fino alla costa occidentale americana. A livello d
economia il governo giapponese ha subito grossi danni dovuti al grosso buco energetico lasciato
dal nucleare; x qnt riguarda l'agricoltura e la pesca, x mesi, le acque sn state contaminate e c'è stato
anke 1 allarme sui pesci pescati in qll zona. Ma il danno + grave è qll sulle persone. La gestione
dell'incidente da parte d Tepco è stata semplicemente vergognosa. Essa è stata reticente e ha
mentito spudoratamente. Dal punto d vista operativo ha ritardato al massimo il raffreddamento dei
reattori cn l'acqua d mare, x paura d mettere a riskio 1 futura operatività dei reattori. All’opinione
pubblica invece sn stati forniti dati mlt + ottimistici rispetto a qll ke stava realmente succedendo: x
esempio s negava il fatto ke i reattori stessero fondendo. Qst ha d conseguenza ritardato le
procedure d evacuazione. C'è stata 1 gestione pessima dell'informazione, ma qst in materia d
incidenti nucleari nn è certo 1 novità, basti ricordare ke ai tempi d Kernobyl la stampa francese
ignorò x + d 1 settimana l'incidente. Segretezza e verticismo sn caratteristike intrinseke
dell'industria nucleare. Infine a 2 anni dall'incidente nella centrale giapponese è ancora
impossibile quantificare i danni alla salute, all'ambiente e all'economia. Qnt moriranno a causa
delle radiazioni lo sapremo forse sl fra decenni
LEGAMI KIMICI: l’energia ke lega 2 atomi viene misurata in chilocalorie/mole Kcal/mole o
joule/mole KJ/mole prendendo in considerazione qnt energia occorre x rompere ql legame. Se
prendiamo ad esempio 2 atomi d idrogeno ke sn infinitamente distante e proviamo ad avvicinarli
succede ke se riduciamo la distanza qst s respingono ma se aumentiamo la distanza qst s
attraggono. Esistono quindi delle forze ke attraggono o respingono gli atomi e ke c fanno capire ql
è il loro contenuto energetico. Accade quindi ke alla distanza internucleare d 0,74 A s ha la
massima attrazione netta (ke corrisponde alla minima energia potenziale ), quindi cn gli orbitali s
sovrappongono formando 1 orbitale molecolare ke ha 2 e (e-meno) d spin opposto. S forma così 1
legame, ke risiede in qll zona densamente elettronica dv è avvenuta la sovrapposizione degli
orbitali. S ottiene così la molecola dell’idrogeno H2 ke è biatomica. Gli atomi quindi s legano x
avere 1 composto + stabile, ke porta a liberare + energia
LEGAME OMEOPOLARE: esistono vari tipi d legami tra cui il legame omopolare o covalente
puro ke s forma tra 2 atomi della stessa specie. C'è 1 distribuzione simmetrica della carica, quindi
identica in tt e 2 gli atomi. Solitamente gli e (e meno) ke s legano tra loro sn qll spaiati, ossia qll
ke occupano 1 solo orbitale s rende quindi necessario affinkè possano legarsi tra loro avere spin
opposti. Legami e legam
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