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La delegificazione

Il potere regolamentare

Il potere regolamentare è indispensabile per il Governo affinché possa svolgere la sua attività di indirizzo politico ed è l’esempio emblematico della sua autonomia sancita agli artt. 95 e 97 Cost. È un potere presupposto del sistema (in quanto forte è la legittimazione del Governo). Il potere regolamentare, però, necessita di un’autorizzazione che può essere accordata per il contenuto.

Il problema della delegificazione e la legge 100/1926

Il problema della delegificazione è iniziato con l’approvazione della legge 400/1988, dal contenuto molto ampio (riguarda, infatti, anche l’ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri), che dall’art. 14 al 17 si occupa di individuare la potestà regolamentare del Governo. Prima di essa, a disciplinare i regolamenti, era la legge 100/1926, del periodo fascista, che aveva lo scopo di valorizzare il potere esecutivo a dispetto di quello del Parlamento, titolare del potere legislativo. Suddetta legge ha distinto 3 tipi di regolamento per disciplinare:

  • L’esecuzione delle leggi;
  • Le facoltà spettanti al potere esecutivo (e, quindi, al Governo);
  • L’organizzazione ed il funzionamento delle Amministrazioni dello Stato, l’ordinamento del personale addetto, quello degli enti e degli istituti pubblici, eccetto Comuni, Province, istituzioni pubbliche di beneficenza, università e istituti di istruzione superiore che hanno personalità giuridica, “quando anche si tratti di materie fino ad oggi regolate con legge”.

Il fenomeno

La delegificazione è quel fenomeno che consiste nell’abbassamento del livello normativo di una disciplina o di una materia da una sede legislativa a una regolamentare (attenzione: è la materia che è sottoposta all’abbassamento del livello normativo). Per cui, se una materia era regolata da una legge, dopo il processo di delegificazione viene ad essere disciplinata con regolamento.

Ma come avviene l’abbassamento del livello normativo? Come si attua?

Qui sorge un problema perché la legge, nella gerarchia delle fonti, si colloca a un livello superiore rispetto al regolamento. Come può, allora, il regolamento intervenire da solo disciplinando una materia prima disciplinata con legge? Occorre, per rispondere al quesito, affermare che il nostro sistema delle fonti è retto da una serie di principi (tra cui quello di garanzia) ma, soprattutto, dal principio di legalità, che ha le sue radici nello Stato liberale e che si fonda sul principio di separazione dei poteri.

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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

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