Fondamenti di urbanistica
Suolo e spazio fisico
Suolo – Accostato a difesa dei sistemi naturali (acqua, ecc.).
Spazio – Accezione fisico-matematica nelle dimensioni codificate ma soprattutto accostato al concetto di luogo.
Ambiente – Accostato a paesaggio e territorio ma non significa la stessa cosa.
- Spazio fisico che circonda organismi e in cui questi vivono e agiscono.
- Insieme delle condizioni fisiche, chimiche e biologiche che permettono la vita e lo sviluppo equilibrato di tali organismi.
Ecologia: Disciplina che studia modalità di intervento nell’ambiente (aspetto conoscitivo, scienze naturalistiche, ingegneria ambientale).
Territorio
Correlato a suolo e spazio fisico, ma maggiormente legato a azioni dell’uomo che provocano modifiche. Connotato sotto profilo giuridico istituzionale ma anche come delimitazione (territori di stato, regione, comune) e come oggetto di operazioni di governo e trasformazioni dipendenti da enti di competenza.
Per Mario Ghio: Interpretazione che un gruppo sociale dà a sé stesso del rapporto che si instaura tra il gruppo e l’ambiente fisico in cui opera. Qui è implicito il concetto di "pianificazione": ogni gruppo ha un suo territorio che decide di pianificare secondo le proprie preferenze.
Mario Panizza (geologo): Porzione della superficie della terra emersa delimitata da confini. Definizione geomorfologica che ha concetto di delimitazione. I confini possono essere orografico, geologico, idrografico; oppure tali confini possono delimitare una superficie dove vivono specie vegetali o animali o essere di tipo amministrativo-politico (confini comuni, provincia).
I confini possono essere arbitrari o occasionali (Es. Sud Africa – Libia, confine fiume poi cambia andamento di netto legato a esperienza storica coloniale).
Mario Di Fidio: Duplice chiave di lettura: spazio geometrico e ecosistema.
- Spazio geometrico: Superficie e spazio disponibile per utilizzazioni umane, come spazio fisico organizzato mediante strutture politico-amministrative e socioeconomiche secondo la sua popolazione. Prodotto dell’attività umana, può essere modellato con margine di libertà.
- Secondo ecologia (Fidio): Insieme di ecosistemi che possono essere sovraccaricati solo entro certi limiti, pena la rottura dei meccanismi di equilibrio con gravi danni alle stesse possibilità di fruizione da parte dell’uomo.
Su rapporto di territorio e ecosistema: Ecosistema è dove tutti gli elementi sono allo stesso livello, mentre territorio implica presenza di soggetto che utilizza l’ambiente e confini che delimitano spazio (Badeschi).
Elementi che costituiscono il territorio rappresentano frutto di interventi passati, presenti e potenziali dell’uomo.
Concetti di territorio
- Guido Ferrara: Territorio e processi di trasformazione. "Il territorio ha sistema di invarianti oggettive, è costituito o possiede elementi che sono resistenti a trasformazione."
- Alberto Magnaghi: Territorio come soggetto vivente.
- Eugenio Turri (geografo): "Matrice storica", legame tra presente e passato è sempre reperibile, tutto è registrato, tutto è sedimento come lo è la storia narrata dagli strati.
Nel rapporto uomo-territorio, il territorio è spazio del suo agire, abitare, produrre, legato in modo vitale, utilitaristico e sentimentale (Casa, luoghi, culto), lo spazio diventa palcoscenico. Il territorio è visto come un palinsesto di quel sistema di segni derivanti dal nostro passato come deposito.
Perché si parla di territorio
Non in senso di analisi ma conoscenza e coscienza. Oggi è riscontrabile perdita di conoscenza conseguente a accelerazione dei processi di cui il territorio è soggetto.
Importanza della lettura del territorio
Massimo Olivieri sottolinea l’importanza della lettura del territorio per conoscerlo, che deve essere elemento necessario per poter intervenire su esso. Importante per amministrazione ma anche architetto, urbanista, abitante stesso. Conoscenza significa dare significato agli oggetti territoriali, riconoscere valenze storiche, ma anche come in difesa delle identità locali.
Lettura del territorio
- Livello superiore 1:25000 (linee guida evoluzione territorio).
- Livello intermedio 1:10000, oggetto del progetto.
- 1:2000/5000 per dettagli.
- Interpretazione storico-geografica: paesaggio è immagine della struttura dinamica del territorio (E. Turri), ovvero un sistema con correlazioni interne con fattori ecologici, morfologici, storici, economici in continua evoluzione.
Rapporto territorio-paesaggi (Turri): se si pensa il territorio come un "animale inquieto" con cui si riconoscono segni che suscitano interesse o emozioni al ritrovarvi dei segni amici o spettacolari, quel territorio diventa paesaggio.
Convenzione Europea del Paesaggio
La Convenzione Europea del Paesaggio (Firenze 2000) definisce il rapporto territorio-paesaggio con il concetto di paesaggio territorialmente integrato. L'art. 5 prevede l'integrazione del paesaggio nelle politiche della pianificazione del territorio, in quelle urbanistiche, di carattere culturale, ambientale, economico, nonché politiche che possono avere incidenze dirette o indirette sul paesaggio.
Azione di tutela: ha riconosciuto per ogni territorio una rilevanza paesaggistica. Ha esteso per la prima volta a tutto il territorio il concetto di paesaggio.
Masboungi "Pensiero del vuoto" si riferisce all'opposizione all'architetto che pensa per pieni, ma allo stesso tempo deve pensare ai vuoti (pieghe della città).
Paesaggio
Convenzione europea del paesaggio
La Convenzione Europea del Paesaggio fornisce una definizione di paesaggio (occhio alla confusione terminologica). Analisi dell'evoluzione storica del concetto di paesaggio:
- Nel Seicento coincideva con "atto creativo" con profondo contenuto simbolico. La descrizione nei "grand tour" della classe dirigente europea vede il paesaggio romano svelandone la bellezza della drammatica armonia e lo trasfigura in un ricco testo letterario.
- Nel Settecento la definizione di paesaggio è legata all'arte della pittura.
- Nell'Ottocento è confermato con sottolineatura di scelta. Paesaggio come intero paese o parte di esso in quanto è scelto a ritirarsi in pittura. È l'epoca della rivoluzione industriale e quindi il movimento delle masse, c'è idea di volontà di fermare immagini del paesaggio dato che di lì a poco sarebbe andato perso. In questo periodo nascono i progetti dei parchi pubblici come opera complessa del "welfare" per migliorare vita cittadini con condizioni igieniche sanitarie precarie e intere giornate in fabbrica. Periodo anche delle grandi capitali europee che sono ri-progettate per potenza internazionale. Londra per square, Parigi per boulevard, Vienna con il Ring. Paesaggio è quindi vissuto dalle masse, non è più (grand tour 600/700) uno spazio elitario.
- Nel Novecento è il paesaggio dei geografi, si avverte in Francia a inizio Novecento con la definizione (andando oltre alla semplice visione estetica di paesaggio): paesaggio come proiezione sul suolo delle forme materiali correlate alle esigenze dei gruppi urbani in un dato ambiente. In sintesi: impronta della società sul territorio.
Termini odierni: Veduta, panorama o parte di territorio che si abbraccia con lo sguardo da un punto di vista determinato (collegamento paesaggio a panorama non corretto). Si considera solo aspetto estetico (Treccani).
Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica (Vittoria Calzolari) offre un termine di paesaggio più moderno: mantiene insieme di colori e linee ma fa riferimento a interpretazioni letterarie, urbanistiche, psicologico-percettive.
1964 Giacomini - area territoriale eterogenea composta da un gruppo di ecosistemi interagenti che si ripete ovunque nelle stesse forme.
Ecosistema: sviluppato dal botanico inglese Tansley "Insieme di interazioni tra organismi animali e vegetali e ambiente fisico in un determinato spazio." Sistema aperto nello spazio che possiede componenti biotiche e abiotiche.
Nel '900 il concetto si evolve grazie a emanazione della legge n. 1497/39 sulla tutela del paesaggio, associando (erroneamente, diremmo oggi) il concetto di paesaggio al solo aspetto scenico e estetico-percettivo al concetto di panorama.
Emilio Sereni nel 1961 con riferimenti antropologici, storici, culturali e psicologici, pubblica il famoso testo "Storia del paesaggio agrario italiano" con definizione di tipologie di paesaggio distinguendo paesaggio naturale da quello agrario.
Paesaggio agrario: "Forma che l'uomo nel corso e ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente imprime al paesaggio naturale."
Paesaggio: definizioni e interpretazioni
- Il paesaggio non è un contenitore, non è somma di oggetti o di parti.
- Il paesaggio non è statico e non può sempre essere uguale nel tempo perché per sua natura è caratterizzato da tensioni e forze dinamiche per esigenze antropiche, provocando squilibri ma anche possibili nuovi equilibri.
- Il paesaggio non è l'ambiente e nemmeno il territorio. Ovviamente sono correlati. La differenza è nel modo di leggere, di progettare e governare. Significati e valori naturalistici ambientali, storico-culturali e paesaggistici, economico-produttivi e funzionali.
- Cosa è il paesaggio: sistema complesso ovvero di relazioni visive, ecologiche, funzionali, storico e culturali.
- Il paesaggio è giudizio estetico: primo significato di paesaggio. Considerazioni di Rosario Assunto. Distinzione tra paesaggio naturale e antropico.
Paesaggio naturale: essendo estetico, deriva non da processo produttivo ma da quello che si potrebbe chiamare scoperta per effetto della quale diventano oggetti estetici quelli che prima erano pure e semplici cose di natura (es. crete senesi, paesaggio del deserto, faraglioni di Capri).
Paesaggio antropico: il primo scenario richiama i paesaggi (antropici) che in quanto risultato di un processo produttivo umano debbono essere estetico ad una preordinata intenzionalità artistica (es. ville barocche, giardini, grandi parchi). Il secondo scenario comprende invece quei paesaggi (antropici) la cui artisticità è inerente ad un processo formativo la cui finalità intenzionale si svolge sotto il segno di una categoria diversa da quella estetica (es. paesaggi terrazzati delle Cinque Terre, disposizione delle piantagioni).
Apprezzamento estetico è soggettivo e non è possibile stabilirne in assoluto l'intensità; può essere il risultato del consenso concorde di un gran numero di individui, quindi prodotto di situazioni fisiche e psicologiche soggettive del condizionamento culturale individuale e del gruppo sociale nonché giudizio mutevole nel tempo.
Lynch: paesaggio è natura vista attraverso cultura. Il paesaggio è una trama di risorse (anche economiche) (risorse naturalistico-ecologiche, storico-culturale, visuali, percettive). Queste risorse possono essere censite, valutate nella loro preziosità e diversità, nella loro fragilità possono essere rappresentate in una sorta di "banca dati".
Paesaggio: struttura e cambiamento
- Ha una sua struttura: forma fisica e organizzazione spaziale.
- Funzionamento: dinamica interna dovuta a movimento e flusso di energia tramite acqua, aria.
- Soggetto a cambiamento, per evoluzione nel tempo in funzione della dinamica e alterazione nella struttura e nel funzionamento.
Paesaggio è il linguaggio del territorio (Gianluigi Nigro): insieme dei segni naturali e antropici attraverso i quali il territorio si racconta, comunicando a chi sa e vuole leggere tali segni. Bisogna saperne leggere la grammatica e la logica. Paesaggio è sovrapposizione sui segni della natura dei molteplici e diversi segni dell'azione dell'uomo che sottopone il territorio a una molteplicità di trasformazioni a vario titolo: attività estrattive, agricoltura, reti e impianti per trasporto delle persone, merci, informazioni, energia, acqua, rifiuti.
Il paesaggio come linguaggio del territorio è ovunque, non esiste solo dove c'è vincolo. È sbagliato ritenere che dove non c'è vincolo non c'è paesaggio.
Paesaggio nella Convenzione Europea del Paesaggio: il paesaggio designa una determinata parte di territorio, così com'è percepita dalle popolazioni il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e umani e dalle loro interrelazioni.
Luoghi e paesaggi
I luoghi sono un manufatto ma anche un'opera di architettura. Assumono significato anche di documento pieno delle tracce materiali e immateriali della storia degli uomini e della natura. Costituiscono grande archivio per accrescere le conoscenze sui modi di vita, usi del suolo, vegetazione, animali del passato.
Luogo come "palinsesto": testimonianze si intrecciano con quelle che il presente va lasciando e che lo modificano continuamente. Luoghi come opera aperta in continua trasformazione per l'azione degli uomini e della natura che intervengono su di essa aggiungendo, abbandonando, cancellando, sovrapponendosi ma sempre trasformandolo.
Rapporto tra siti e luoghi
- Sito: parte del territorio di ampiezza variabile e delimitato mentalmente e fisicamente.
- Luoghi: i siti si trasformano in luoghi con elaborazione umana. Attraverso operazioni minute e di grande portata condotte nel tempo.
Paesaggio come una pelle che si modella adeguandosi alla struttura del territorio che avvolge e contiene. Come una pelle si sostituisce, si rigenera, tatuata, scritta, incisa, ferita, lacerata, solcata. Come un epidermide che capta, registra, assume, interpreta, comunica.
Benedetto Croce: La natura di sé per col passar la testa sotto le gambe. Se non è paesaggio, lo diventa col passare la testa sotto le gambe (azione culturale dello sguardo e con un azione sul proprio corpo) -> cambiare punto di vista ribaltando il proprio corpo anche fisicamente. Sono paesaggi anche tutti quegli spazi che non riusciamo a vedere che sfuggono al nostro sguardo e alla nostra cultura. I surrealisti li chiamano paesaggi inconsci, oggi si chiamano drosscape. Per riuscire a vedere questi spazi non basta capovolgere lo sguardo ma bisogna anche fare azione sul proprio corpo di natura culturale. Per capire luogo bisogna andarci, camminarci, immergersi, fare un'esperienza diretta. -> in tedesco c'è termine che comprende tutto questo: SPAZIEREN.
Macrotamatica: Pianificazione, tra territorio e paesaggio
- Cenni storici e precisazioni teoriche - attorno anni 1969 il movimento ambientalista ha notevole diffusione (per aumento inquinamento, scarsa attenzione sui luoghi e siti) soprattutto in occidente. Negli USA il movimento ambientalista porta a conseguenze legislative dando vita a contesto culturale e scientifico con attenzione a limitezza delle risorse naturali esistenti.
- Ian L. McHargh rappresentante significativo. "Design with nature" 1969 si propone come fondamentali per lo studio delle scienze naturali all'interno delle metodologie di pianificazione. Svolta perché fino ad allora pianificatori avevano componenti economiche senza approccio fisico e biologico. Esempi di pianificazione prima sono di Olmsted Central Park di New York che ha approccio fisico e biologico.
- Si inizia a parlare di: pianificazione ecologica, ambientale e paesistica.
Pianificazione
- Pianificazione ambientale nasce negli USA negli anni Settanta di matrice fondamentale urbanistica con riferimento particolare al territorio.
- Pianificazione ecologica all'interno delle discipline naturali. Sviluppo negli anni Sessanta con I. McHargh.
- Pianificazione paesistica coniato da Patrick Geddes nei primi del Novecento ha radici nel Landscape gardening e nella Landscape Architecture, e ha come oggetto di riferimento il paesaggio nella sua accezione più ampia.
Urbanistica è disciplina che stabilisce la destinazione nei modi di uso del suolo coinvolgendo spazi economici, culturali e predispone gli spazi necessari.
Pianificazione paesistica: disciplina che serve per guidare le variazioni degli usi del suolo, quindi guidare le trasformazioni del territorio con obiettivo di mantenimento e valorizzazione delle risorse locali disponibili.
Pianificazione: limiti e presupposti. La pianificazione riconosce interazione tra gli attributi biotici e fisico-ambientali del territorio limiti di occupazione del territorio. Ciò non significa che per conservare il paesaggio significa ingessarlo dal momento che la conservazione è dinamica nel tempo e nello spazio.
Pianificazione: una proposta di metodo Carl Steinitz
Quali paesaggi logici sono indispensabili per predisporre le scelte necessarie alla pianificazione del territorio e del paesaggio? Per pianificare occorre rispondere a 6 quesiti:
- Modelli di rappresentazione: Come descrivere lo stato del territorio e del paesaggio in termini di confini, contenuto, spazio e tempo.
- Modelli di processo: Come ricostruire i processi di riproduzione delle risorse rinnovabili e come rapportare tra loro i diversi elementi.
- Modelli di valutazione: Valutare le componenti del territorio e del paesaggio e che unità di misura usare per attributi molto diversi fra loro, come la bellezza, la percezione visiva, la diversità degli habitat.
- Modelli di trasformazione.
- Modelli di impatto: Come valutare le conseguenze che possono provocare i tipi di trasformazione prima individuati.
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