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Cap 3 crisi della città industriale e nascita dell'urbanistica moderna

La città sorge su un terreno comune e permette di regolare, trasformare il territorio in funzione della collettività; la crisi inizia quando predomina l'interesse privato. Nell'epoca feudale il re, che riceveva il terreno da Dio, lo distribuiva ai suoi vassalli che a loro volta lo concedevano ai contadini. Ognuno aveva un pezzo di terra da coltivare, ma di fatto non esisteva proprietà privata. La zonizzazione veniva fatta da un funzionario, il locator. La città era costituita dalla piazza, il mercato, il palazzo del podestà e le case dei singoli nuclei. Si doveva pagare una tassa di eredità, una di abitazione e una per edificare, oltre a un canone per l'uso della terra (a tempo indeterminato) che era immutabile. Il diritto di abitazione corrispondeva a cittadinanza.

Il signore era proprietario della zona comune così come i singoli erano proprietari della propria casa. C'era chi decideva di pagare il canone per un tempo pari a quello che avrebbe potuto usarlo in una rata sola per detenere definitivamente la terra; il comune perde così la terra. Il monopolio delle terre diventa di proprietà privata, diventando così commerciabile; perde la caratteristica di sacralità e non è più la casa della società.

Nell'epoca dell'industrializzazione, le terre passano dai pochi e ricchi nobili alla classe emergente della borghesia. Inizia il mercato fondiario e la speculazione. Si costruiscono sempre più strade per aumentare la lottizzazione e il prezzo dei terreni (quelli in angolo costano di più). Per sfruttare meglio i terreni si aumentano i numeri di piani. Tanto più la zona è comoda e servita, tanto più è costosa.

Sviluppo delle infrastrutture

Le opere pubbliche dipendono dal prezzo che il privato fa al comune e per questo, spesso per incapacità a comprare, il comune rinuncia e di conseguenza non fornisce servizi. L'aumento di popolazioni, di fabbriche, di mezzi di trasporto e di residenze operaie cambiano radicalmente le città.

La periferia diventa la residenza dei borghesi con ville a schiera dotate di giardino e decorazioni, aumentandone il pregio. Ancora più in esterno vi sono le zone operaie che crescono senza una regola, in condizioni disastrose. Si propongono metodi e piani per la costruzione di esse. Si vuole migliorare le condizioni di vita anche per paura di una rivolta della classe operaia contro la borghesia.

Proposte utopistiche e nuovi modelli urbani

Gli utopisti propongono di costruire nuove città:

  • Owen: Parallelogramma con al centro i servizi e nel perimetro le residenze.
  • Fourier: Città divisa in zone: zona centrale, isobborghi e zona industriale (anticipa i regolamenti edilizi). Insediamento Falansterio: unico edificio con al centro funzioni pubbliche.

Le loro idee non si realizzano ma sono fonte di ispirazione per gli architetti successivi (Wright e Le Corbusier). I funzionalisti realizzano miglioramenti qua e là.

Necessità di nuove infrastrutture

Servono nuove infrastrutture perché:

  • La popolazione aumenta.
  • L'igiene e la salubrità sono scarse, portando epidemie.

In Inghilterra, le infrastrutture fino ad allora sono gestite da privati, per esempio la parrocchia, ed erano a pagamento. Dal 1844 lo stato inizia ad occuparsi di esse costruendo strade, canali e dal 1858 toglie i dazi. Inizia una regolamentazione igienica edilizia che obbliga i servizi in casa, la creazione di fognature, l'esproprio di case malsane.

Nascita dei piani urbanistici

Nascono i piani urbanistici che comprendono queste norme e vengono applicati in Francia, Gran Bretagna e Germania per la creazione di quartieri operai forniti di servizi, spazi pubblici e aree verdi. Inizia quindi la politica del territorio e nasce l'urbanistica moderna. A Parigi nascono i viali di Haussmann.

Cap 4 le basi dell'urbanistica d'oggi in Italia

L'urbanistica moderna nasce per dare una risposta alle esigenze formali e funzionali e per ridurre il caos dello spontaneismo. Il piano regolatore nasce per gestire a priori l'edilizia e per valorizzare la proprietà fondiaria.

Ogni oggetto ha due aspetti:

  • Fisico: riguarda la struttura fisica di esso.
  • Funzionale: riguarda gli usi che se ne possono fare, le relazioni, i servizi erogati, le attività svolte.

Il piano regolatore è:

  • Fisicamente: una serie di elementi grafici e alfanumerici, ossia disegni e testo.
  • Geneticamente: la volontà della comunità.
  • Istituzionalmente: deve essere efficace, le decisioni devono essere praticamente realizzate.

Operativamente è un programma. Per il privato è sia un vincolo che un'opportunità di trasformazione. Il piano ha il compito di dividere il territorio in zone, di progettare la rete di infrastrutture, dare una destinazione d'uso, descrivere la quantità e le tipologie di edificazione, stabilire indici e standard.

Essi sono:

  • Sintetici: densità di utilizzazione, di edificazione, rapporti tra superficie fondiaria o superficie territoriale.
  • Analitici: riguardano le caratteristiche fisiche dell'edificio (rapporto di coperture, indice di fabbricabilità).

In Italia non c'era né un piano né un'istituzione capace di farlo fino alla seconda guerra mondiale, si andava perciò decidendo caso per caso.

1926: Bonifica pianura pontina.

1930: Nasce l'INU (Istituto Nazionale di Urbanistica): istituto che si occupasse di risolvere problemi tecnici, economici e sociali relativi allo sviluppo dei centri urbani e l'esame dei servizi pubblici a carattere municipale. La prima fase dell'INU si conclude con l'approvazione della legge urbanistica italiana del 1942, ancora oggi in vigore.

L'INU aveva deciso che per gli espropri per le aree non urbanizzate ma di futura urbanizzazione un indennizzo che tenesse in conto soltanto l'utilizzazione in atto.

La legge 1150/1942

Legge 1150/1942: promulgata da Vittorio Emanuele III, crea scontro fra difensori della proprietà privata e chi vuole mettere dei limiti ad essa. Istituisce il piano regolatore generale comunale: rete delle principali vie di comunicazione, zonizzazione, aree per spazi pubblici, aree per casa del fascio, comunali, scuole, chiese, elenchi di comuni che devono avere il prg 1:5000 o 1:2000. Gli altri ne hanno facoltà. In alternativa, adottano il regolamento edilizio con il Pdf (programma di fabbricazione). Il prg si attua o con concessione edilizia o con il ppe (piano particolareggiato) esteso per una zona comunale e precisa il prg dando: massa e altezze degli edifici, spazi per opere o impianti pubblici, edifici da demolire o ricostruire, lottizzazione, elenchi catastali, profondità delle zone laterali a opere pubbliche, altri livelli di pianificazione: pic (piano regolatore intercomunale), ptc (piano territoriale di coordinamento) di competenza del ministero dei lavori ed è sovraordinato.

I protagonisti della pianificazione sono: gli enti pubblici, il governo nazionale, i comuni. È possibile che l'ufficio di pianificazione sia affiancato da esperti o che deleghi la redazione dei piani a professionisti esterni. Dopo essere stato redatto, il piano viene sottoposto a valutazione dai vari enti. Con l'adozione esso non è solo il prodotto tecnico ma esprime anche l'aspetto politico amministrativo. Dopo essere stato adottato, deve essere pubblicato per 30 giorni lasciando il tempo per le osservazioni e successivamente le controdeduzioni. In seguito, viene inviato all'organo superiore che decide se approvarlo e quindi renderlo vigente (ai tempi della 1150 era lo stato, oggi le regioni o, se delegate, le province).

Legge 25/6/1865 n° 2359

Legge 25/6/1865 n° 2359: Serve la dichiarazione di pubblica utilità con motivazione, data di inizio e fine espropriazione e dei lavori da realizzare, da presentare alle autorità competenti. Serve un preventivo di indennizzo e dell'opera da espropriare. Piano particolareggiato riguardante le aree, gli immobili e i proprietari.

Formulazione di un indennizzo che sia il giusto prezzo fra il valore dell'area prima dell'esproprio e dopo la realizzazione dell'opera, detraendo una quota qualora il proprietario tragga un vantaggio da questa opera.

Prima l'esproprio era regolato dalla legge del 1942 che non prevedeva una dichiarazione di pubblica utilità purché il prg fosse corredato di un piano finanziario approvato.

Cap 5 aspetti strutturali della città

Soggetti della produzione della città: proprietà fondiaria  soggetti...

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

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