Polity, politics e policy
Polity: Definizione dell'identità e dei confini della comunità politica organizzata.
Politics: L'insieme delle architetture del potere, dei processi e degli attori.
Policy: Decisioni, provvedimenti che interessano individui, gruppi o interi settori della società.
Che cosa è la politica?
Invenzione umana, collettiva o individuale che riguarda la gestione della collettività responsabile dell’ordine pacifico. La politica comporta una serie di azioni svolte da attori individuali o collettivi più o meno specializzati intraprese in uno specifico ambito territoriale e in una data comunità, il sistema politico nel quale si prendono decisioni vincolanti o imperative che distribuiscono chances di vita, possibilità di scelte e vincoli, purché si sia risolto il problema dell’ordine e della sicurezza; sia l’ordine che le funzioni di benessere possono essere svolte e stabilite ricorrendo a strumenti coercitivi-repressivi (politica autoritaria) sia a strumenti consensuali-partecipativi (politica democratica).
Chi sono i principali attori politici?
- Weber: ceto ben individuato di professionisti a tempo pieno, eletti e uomini di partito, che vivono di e per la politica.
- Altri attori la cui identità non è unicamente politica, provengono da altri ambienti: economici, culturali, sociali, religiosi, amministrativi; la famiglia ha un ruolo importante.
Che cosa s’intende per politics?
Il problema del potere e delle istituzioni: è il principale aspetto dello studio della politica, l'analisi della sfera del potere. Cioè la natura del potere, la sua legittimazione e il modo di utilizzarlo, chi lo detiene e come si stabilisce chi ne è il titolare, il problema di come viene esercitato e limitato.
Che cosa è una policy?
Politica nella società: si tratta dei programmi d'azione, proposti dagli attori politici e decisi nelle sedi politiche, i cui effetti influiscono sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo modo la politica mostra il suo aspetto di governo, cioè il modo di affrontare e risolvere i problemi della comunità, dirigendosi verso l'esterno. Si può dire che le policies sono il prodotto della politica.
Che cosa vuol dire polity?
La polity è la definizione dell'identità e dei confini di una comunità politica. Una comunità politica non ha una dimensione definita e immutabile, ma variabile nel tempo anche se più lentamente di altri aspetti della politica. L'aspetto dei confini ha influenza diretta sulla polity: se cambia il territorio cambia anche la comunità politica, ma la polity comprende anche le strutture e i processi di mantenimento e cambiamento della comunità. Lo stato nazionale è una forma di polity che consente il controllo centralizzato di ampi territori, ma esistono anche polities multinazionali (ad esempio l'impero austro-ungarico o la Svizzera attuale).
Come è cambiata la politica negli ultimi 200 anni?
Polity
- Processo di diffusione degli stati nazionali
- Limitazione della sovranità esterna degli stati: organismi internazionali e sopranazionali – integrazione europea.
- Crescente emergere di spinte regionaliste e autonomiste
- Coesistenza di livelli di governo diversi (ad es.: centrale, regionale)
Politics
Nascita e consolidamento della democrazia.
Policy
Sviluppo di un sistema di welfare state universalistico.
Che cosa distingue la politica da altre esperienze umane come l'economia, la morale, la religione?
Il carattere collettivo dell'attività politica e il compito specifico di operare il controllo della violenza che è monopolio esclusivo della politica.
Quali sono gli aspetti principali della politica?
È un'invenzione tipicamente umana, spesso inconsapevole, che è tipica delle collettività. Il ruolo principale è assicurare il mantenimento dell'ordine e la distribuzione dei valori e delle risorse. Questo è possibile perché la politica può utilizzare degli strumenti di coercizione, orientandosi verso una configurazione autoritaria o nel rispetto del pluralismo. A seconda dell'orientamento saranno incentivati la mediazione e il dialogo oppure l'imposizione repressiva. La politica assume anche compiti di protezione della comunità dall'esterno, sia attraverso la formazione di alleanze che attraverso politiche aggressive di espansione.
Che cosa è una democrazia?
Regime contraddistinto dalla garanzia reale di partecipazione politica della popolazione adulta maschile e femminile e dalla possibilità di dissenso, opposizione e competizione politica.
Quali sono gli aspetti empirici che caratterizzano il metodo democratico?
Il metodo democratico è lo strumento istituzionale per giungere a decisioni politiche in base al quale singoli individui ottengono il potere di decidere attraverso una competizione che ha per oggetto il voto popolare; sistema etico-politico nel quale l’influenza della maggioranza è affidata al potere di minoranze concorrenti che l’assicurano.
Qual è la definizione minima di democrazia?
- Suffragio universale maschile e femminile
- Elezioni libere, competitive, ricorrenti e corrette
- Pluralismo partitico
- Diverse e alternative fonti di informazione
Quali sono gli aspetti procedurali di una democrazia?
Nozioni procedurali specifiche vengono stabilite per garantire l'equità e il funzionamento dell'ordine democratico, spesso includendo libertà di espressione e di associazione.
Che cosa significa incertezza democratica?
Rispetto al contenuto concreto delle decisioni, l'incertezza che gli organi eletti possono assumere; confini invalicabili: mercato e proprietà privata.
Come si definisce una democrazia procedurale?
Insieme di norme e procedure che risultano da un accordo compromesso per la risoluzione pacifica dei conflitti tra gli attori sociali politicamente rilevanti e gli altri attori istituzionali presenti nell’arena politica.
Quali sono i tipi principali di democrazia?
La democrazia può assumere diverse forme, tra le quali si distinguono democrazia rappresentativa e democrazia diretta.
Qual è la distinzione fra democrazia rappresentativa e diretta?
Rappresentativa: basata su regole e istituzioni della rappresentanza, ovvero elezioni libere, competitive, corrette e periodiche, da strutture rappresentative come il parlamento e decisionali come il governo.
Diretta: democrazia degli antichi dove un piccolo numero di cittadini si riunivano e decidevano problemi che li riguardavano; istituti di democrazia diretta: referendum.
Che cosa sono la democrazia consensuale e la democrazia Westminster?
Democrazia consensuale: si attiene al principio consensuale, cioè la diffusione e ripartizione del potere. Con questo metodo si sottolinea l’importanza della ricerca dell’accordo, del consenso più ampio, del compromesso.
- Governi formati da più partiti e ampie coalizioni
- Equilibrio di poteri fra esecutivo e legislativo
- Sistema multipartitico
- Sistema elettorale proporzionale
- Sistema di interessi concertato e neo-corporativo
- Decentramento e assetto federale
- Bicameralismo forte e rappresentanza delle minoranze
- Costituzione rigida e potere di veto delle minoranze
- Controllo costituzionale
- Indipendenza della banca centrale
Democrazia Westminster: si attiene al principio maggioritario e prende ispirazione dal modello inglese e dal nome del parlamento britannico.
- Concentrazione del potere esecutivo in governi formati da un solo partito e maggioranze risicate
- Fusione dei poteri (legislativo ed esecutivo) e dominio del governo
- Sistema bipartitico con una sola dimensione rilevante
- Sistema elettorale maggioritario
- Pluralismo dei gruppi di interesse
- Governo centralizzato e unitario
- Bicameralismo asimmetrico
- Costituzione flessibile e sovranità parlamentare
- Assenza di controllo di costituzionalità
- Banca centrale controllata dall’esecutivo
- Esistenza esclusiva di forme di democrazia rappresentativa
Quali sono le dimensioni rilevanti in una democrazia?
- Potere esecutivo e partiti
- Assetto unitario o federale di un regime politico
Qual è una definizione ideale di democrazia?
Per democrazia ideale si intende un regime caratterizzato da una “necessaria corrispondenza tra gli atti di governo e i desideri di coloro che ne sono toccati”. Ovvero, in una versione parzialmente diversa, “è la continua capacità di risposta (responsiveness) del governo alle preferenze dei suoi cittadini, considerati politicamente uguali.”
Come si passa dalla definizione normativa a quella empirica?
Secondo Dahl, si superano i problemi empirici che ogni definizione normativa pone, attraverso due diversi postulati:
- I Postulato: Affinché un regime sia capace di risposta, tutti i cittadini devono avere simili opportunità di:
- Formulare le loro preferenze
- Esprimere tali preferenze agli altri e al governo attraverso un’azione collettiva o individuale
- Ottenere che le proprie preferenze siano pesate ugualmente in quanto a contenuto e origine
- II Postulato: Affinché esistano queste tre opportunità devono esistere almeno otto garanzie istituzionali:
- Libertà di associazione ed organizzazione
- Libertà di pensiero
- Diritto al voto
- Diritto dei leader di competere con il sostegno elettorale
- Fonti alternative di informazione
- Possibilità di essere eletti a pubblici uffici
- Elezioni libere e corrette
- Esistenza di istituzioni che rendano le politiche governative dipendenti dal voto
In che senso la responsiveness è collegata all’alternanza?
Il cittadino votando può far valere quella responsabilità e, dunque, spingere i governanti alla responsiveness se esiste concretamente ed oggettivamente la possibilità di alternanza tra partiti o coalizioni di partiti al governo. Se al contrario vi è un partito che supera largamente e per anni la metà dei seggi, la possibilità concreta di sanzione del votante e, di conseguenza, la possibilità che un cambiamento di voto da un partito ad un altro si riverberi sulla composizione del governo è pressoché inesistente; se è così la responsabilità è altrettanto inesistente e la spinta alla responsiveness meno forte.
È ipotizzabile una responsiveness senza alternanza?
La risposta a questa domanda può essere positiva, solo se una democrazia ha una larga diffusione di strutture e sedi di partecipazione e contrattazione tra i diversi interessi. In questo senso un rapporto continuo con gli organi che sono preposti alle decisioni e una prassi di accordo e compromesso di tipo consociativo può rendere meno importante l’alternanza ai fini della responsiveness.
Quali sono gli elementi essenziali per raggiungere un qualche grado di qualità democratica?
Esistenza di una opposizione
- Opposizione parlamentare attiva e attenta ai diversi problemi dei gruppi di cittadini
- Mezzi di comunicazione attenti a quei problemi e in competizione
Efficienza degli apparati amministrativo e giudiziario
- Apparato di polizia
- Sistema giudiziario
- Burocrazia centrale e locale
Quali sono le condizioni non politiche della democrazia, specie nel passato?
[Dahl] Complesso di valori:
- Credenza nella legittimità delle istituzioni
- Credenza nell’autorità e la disponibilità ad obbedire
- Credenza nella capacità del regime di risolvere i problemi che si trova ad affrontare (effettività)
- Fiducia reciproca tra gli attori di un sistema politico
- Disponibilità a cooperare e anche competere
- Disponibilità all’accordo e al compromesso
[Almond e Verba] Cultura civica:
- Partecipazione
- Attività politica vivace
- Impegno civile moderato
- Assenza di dissensi profondi
- Fiducia nel proprio ambiente sociale
- Rispetto per l’autorità
- Senso di indipendenza
- Atteggiamenti favorevoli verso le strutture politiche
Cosa vuole dire società plurale?
Società caratterizzata da profonde divisioni religiose, etniche, linguistiche e ideologiche intorno a cui sono strutturate le diverse organizzazioni politiche e sociali, quali partiti, gruppi d’interesse e mezzi di comunicazione.
Democrazie consociative:
- Governi con larghe coalizioni
- Meccanismi di veto indirizzati a garantire meglio le minoranze a livello decisionale
- Applicazione del principio di proporzionalità in tutte le sedi rilevanti
- Alta autonomia nella gestione dei diversi segmenti della società
Maggiore importanza degli atteggiamenti delle élites e dei rapporti con lo strato intermedio delle sub-élites rispetto alla cultura politica a livello di massa.
Qual è la differenza tra pluralismo culturale e sociale?
Pluralismo sociale: può esserci anche senza pluralismo culturale; ordine sociale pluralistico nell’ambito di una cultura socialmente e politicamente abbastanza omogenea.
Condizioni favorevoli alla democrazia:
- Alto livello di alfabetizzazione e diffusione e sviluppo dei mass media
- Assenza di disuguaglianze economiche estreme
Esiste una correlazione dimostrabile tra sviluppo economico e democrazia?
Non vi è un legame necessario.
- Pluralismo sociale, istruzione comunicazione e assenza di disuguaglianze sono i presupposti più sicuri di un possibile assetto democratico
- Non sono fenomeni legati allo sviluppo industriale
- Correlazione fra industrializzazione, urbanizzazione, crescita del reddito pro capite
Quali sono i problemi irrisolti nell’analisi delle condizioni della democrazia?
- Definizione della soglia a partire dalla quale l’alfabetizzazione, lo sviluppo delle comunicazioni, il pluralismo, le minori disuguaglianze diventano condizioni positive per la democrazia
- Valore delle condizioni muta se vi sono altri aspetti sfavorevoli ad un assetto democratico?
- A parità o somiglianza di tali condizioni si possono avere esiti politici diversi, sia democratici che autoritari.
Quali sono le condizioni storiche favorevoli allo sviluppo della democrazia secondo B. Moore?
Unico processo di cambiamento i cui fattori esplicativi sono:
- Esistenza in un equilibrio tale che impedisca l’affermazione di una monarchia troppo forte o aristocrazia terriera troppo indipendente.
- Svolta verso una forma appropriata di agricoltura mercantile o da parte dell’aristocrazia terriera o da parte della classe contadina (non industrializzazione, bensì emergere di un’economia mercantile).
- Indebolimento dell’aristocrazia terriera.
- Mancanza di una coalizione aristocratico-borghese contro i contadini e i lavoratori. “Matrimonio tra segale e acciaio” è la via più sicura all’autoritarismo, necessità di borghesia urbana vigorosa e numerosa.
- Rottura rivoluzionaria con il passato (inglese: servì a limitare l’assolutismo regio; francese e americana: spezzò il potere di un’aristocrazia agraria).
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