Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

POLITY: Definizione dell'identità e dei confini della comunità politica organizzata.

POLITICS: L'insieme delle architetture del potere, dei processi e degli attori.

POLICY: Decisioni, provvedimenti che interessano individui, gruppi o interi settori della società.

1. Che cosa è la politica?

a. Invenzione umana, collettiva o individuale che riguarda la gestione della collettività

responsabile dell’ordine pacifico.

La politica comporta una serie di azioni svolte da attori individuali o collettivi più o meno

specializzati [CHI] intraprese in uno specifico ambito territoriale e in una data comunità, il

sistema politico [DOVE] nel quale si prendono decisioni vincolanti o imperative che

distribuiscono chances di vita, possibilità di scelte e vincoli, purché si sia risolto il problema

dell’ordine e della sicurezza [PERCHE’]; sia l’ordine che le funzioni di benessere possono

essere svolte e stabilite ricorrendo a strumenti coercitivi-repressivi [politica autoritaria] sia a

strumenti consensuali-partecipativi [politica democratica] [COME]

2. Chi sono i principali attori politici?

a. Weber: ceto ben individuato di professionisti a tempo pieno, eletti e uomini di partito, che

vivono DI e PER la politica.

b. Altri attori la cui identità non è unicamente politica, provengono da altri ambienti: economici,

culturali, sociali, religiosi, amministrativi; la famiglia ha un ruolo importante.

3. Che cosa s’intende per Politics?

a. I problema del potere e delle istituzioni: è il principale aspetto dello studio della politica,

l'analisi della sfera del potere. Cioè la natura del potere, la sua legittimazione e il modo di

utilizzarlo, chi lo detiene e come si stabilisce chi ne è il titolare, il problema di come viene

esercitato e limitato.

Che cosa è una Policy?

4. a. Politica nella società: si tratta dei programmi d'azione, proposti dagli attori politici e decisi

nelle sedi politiche, i cui effetti influiscono sulla vita quotidiana dei cittadini. In questo modo

la politica mostra il suo aspetto di governo, cioè il modo di affrontare e risolvere i problemi

della comunità, dirigendosi verso l'esterno. Si può dire che le policies sono il prodotto della

politica.

Che cosa vuol dire Polity?

5. a. La polity è la definizione dell'identità e dei confini du una comunità politica. Una comunità

politca non ha dimensione definita e immutabile, bensì variabile nel tempo anche se più

lentamente di altri aspetti della politica. L'aspetto dei confini ha influenza diretta sulla polity:

se cambia il territorio cambia anche la comunità politica, ma la polity comprende anche le

strutture e i processi di mantenimento e cambiamento della comunità. Lo stato nazionale è

una forma di polity che consente il controllo centralizzato di ampi territori, ma esistono

anche polities multinazionali (ad esempio l'impero austo-ungarico o la Svizzera attuale)

Come è cambiata la politica negli ultimi 200 anni?

6. POLITY:

a. Processo di diffusione degli stati nazionali

b. Limitazione della sovranità esterna degli stati: organismi internazionali e sopranazionali –

integrazione europea.

c. Crescente emergere di spinte regionaliste e autonomiste

d. Coesistenza di livelli di governo diversi [ad es.: centrale, regionale]

POLITICS: nascita e consolidamento della democrazia;

POLICY: sviluppo di un sistema di welfare state universalistico.

7. Che cosa distingue la politica da altre esperienze umane come l'economia, la morale, la

religione?

a. Il carattere collettivo dell'attività politica e il compito specifico di operare il controllo della

violenza che è monopolio esclusivo della politica.

8. Quali sono gli aspetti principali della politica?

E' un'invenzione tipicamente umana, spesso inconsapevole, che è tipica delle collettività. Il ruolo principale è

assicurare il mantenimento dell'ordine e la distribuzione dei valori e delle risorse. Questo è possibile perché

la politica può utilizzare degli strumenti di coercizione, orientandosi verso una configurazione autoritaria o

nel rispetto del pluralismo. A seconda dell'orientamento saranno incentivati la mediazione e il dialogo oppure

l'imposizione repressiva. La politica assume anche compiti di protezione della comunità dall'esterno, sia

attraverso la formazione di alleanze che attraverso politiche aggressive di espansione.

1. Che cosa è una democrazia?

a. Regime contraddistinto dalla garanzia reale di partecipazione politica della popolazione

adulta maschile e femminile e dalla possibilità di dissenso, opposizione e competizione

politica.

2. Quali sono gli aspetti empirici che caratterizzano il metodo democratico?

Il metodo democratico è lo strumento istituzionale per giungere a decisioni politiche in

a. base al quale singoli individui ottengono il potere di decidere attraverso una competizione

che ha per oggetto il voto popolare ; sistema etico-politico nel quale l’influenza della

maggioranza è affidata al potere di minoranze concorrenti che l’assicurano [SARTORI]

3. Qual è la definizione minima di democrazia?

a. Suffragio universale maschile e femminile

b. Elezioni libere, competitive, ricorrenti e corrette

c. Pluralismo partitico

d. Diverse e alternative fonti di informazione

4. Quali sono gli aspetti procedurali di una democrazia?

a.

5. Che cosa significa incertezza democratica?

rispetto al contenuto concreto delle decisioni

a. Incertezza che gli organi eletti possono

assumere; confini invalicabili: mercato e proprietà privata.

6. Come si definisce una democrazia procedurale?

a. Insieme di norme e procedure che risultano da un accordo compromesso per la risoluzione

pacifica dei conflitti tra gli attori sociali politicamente rilevanti e gli altri attori istituzionali

presenti nell’arena politica.

7. Quali sono i tipi principali di democrazia?

8. Qual è la distinzione fra democrazia rappresentativa e diretta?

a. Rappresentativa: basata su regole e istituzioni della rappresentanza ovvero elezioni libere,

competitive, corrette e periodiche, da strutture rappresentative come il parlamento e

decisionali come il governo

b. Diretta: democrazia degli antichi dove un piccolo numero di cittadini si riunivano e

decidevano problemi che li riguardavano; istituti di democrazia diretta: referendum.

9. Che cosa sono la democrazia consensuale e la democrazia Westminster?

a. La democrazia consensuale si attiene a quello che è il principio consensuale cioè la

diffusione e ripartizione del potere. Con questo metodo si sottolinea l’importanza della

ricerca dell’accordo, del consenso più ampio, del compromesso. La democrazia è più

tolleranza reciproca che tirannia della maggioranza; più ricerca di accordo che vittoria da un

parte. E’ contraddistinta da :

i. governi formati da più partiti e ampie coalizioni ;

ii. equilibrio di poteri fra esecutivo e legislativo ;

iii. sistema multipartitico ;

iv. sistema elettorale proporzionale ;

v. sistema di interessi concertato e neo-corporativo ;

vi. decentramento e assetto federale ;

vii. bicameralismo forte e rappresentanza delle minoranze ;

viii. costituzione rigida e potere di veto delle minoranze ;

ix. controllo costituzionale ;

x. indipendenza della banca centrale.

b. La democrazia Westminster si attiene al principio maggioritario e prende ispirazione dal

modello inglese e dal nome del parlamento britannico. Sulla base di questo principio la

democrazia è un regime in cui i rappresentanti, eletti sulla base di elezioni libere,

competitive e ricorrenti, raggiungono le proprie decisioni in base al principio di maggioranza.

Il sistema maggioritario aliena le minoranze. E’ contraddistinta da :

i. - concentrazione del potere esecutivo in governi formati da un solo partito e

maggioranze risicate ;

ii. fusione dei poteri ( legislativo ed esecutivo ) e dominio del governo ;

iii. sistema bipartitico con una sola dimensione rilevante ;

iv. sistema elettorale maggioritario ;

v. pluralismo dei gruppi di interesse ;

vi. governo centralizzato e unitario ;

vii. bicameralismo asimmetrico ;

viii. costituzione flessibile e sovranità parlamentare ;

ix. assenza di controllo di costituzionalità ;

x. banca centrale controllata dall’esecutivo;

xi. esistenza esclusiva di forme di democrazia rappresentativa.

10. Quali sono le dimensioni rilevanti in una democrazia?

a. POTERE ESECUTIVO E PARTITI

b. ASSETTO UNITARIO O FEDERALE DI UN REGIME POLITICO

11. Qual è una definizione ideale di democrazia?

a. Per democrazia ideale si intende un regime caratterizzato da una “necessaria corrispondenza

tra gli atti di governo e i desideri di colori che ne sono toccati”. Ovvero in una versione

parzialmente diversa “è la continua capacità di risposta (responsiveness) del governo alle

preferenze dei suoi cittadini, considerati politicamente uguali.”

12. Come si passa dalla definizione normativa a quella empirica?

Secondo Dahl, si superano i problemi empirici che ogni definizione normativa pone, attraverso

due diversi postulati:

a. affinché un regime sia capace di risposta, tutti i cittadini: I POSTULATO devono avere simili

opportunità di:

i. formulare le loro preferenze ;

ii. esprimere tali preferenze agli altri e al governo attraverso un’azione collettiva o

individuale;

iii. ottenere che le proprie preferenze siano pesate ugualmente in quanto a contenuto e

origine.

b. II POSTULATO: affinché esistano queste tre opportunità devono esistere almeno otto

garanzie istituzionali:

1. libertà di associazione ed organizzazione ;

2. libertà di pensiero ;

3. diritto al voto ;

4. diritto dei leaders di competere con il sostegno elettorale ;

5. fonti alternative di informazione ;

6. possibilità di essere eletti a pubblici uffici ;

7. elezioni libere e corrette ;

8. esistenza di istituzioni che rendano le politiche governative dipendenti dal

voto.

13. In che senso la responsiveness è collegata all’alternanza?

a. Il cittadino votando può far valere quella responsabilità e, dunque, spingere i governanti alla

responsiveness se esiste concretamente ed oggettivamente la possibilità di alternanza tra

partiti o coalizioni di partiti al governo. Se al contrario vi è un partito che supera largamente

e per anni la metà dei seggi, la possibilità concreta di sanzione del votante e, di

conseguenza, la possibilità che un cambiamento di voto da un partito ad un altro si riverberi

sulla composizione del governo è pressoché inesistente ; se è così la responsabilità è

altrettanto inesistente e la spinta alla responsiveness meno forte.

14. E’ ipotizzabile una responsiveness senza alternanza?

a. La risposta a questa domanda può essere positiva, solo se una democrazia ha una larga

diffusione di strutture e sedi di partecipazione e contrattazione tra i diversi interessi. In

questo senso un rapporto continuo con gli organi che sono preposti alle decisioni e una

prassi di accordo e compromesso di tipo consociativo può rendere meno importante

l’alternanza ai fini della responsiveness.

15. Quali sono gli elementi essenziali per raggiungere un qualche grado di qualità

democratica?

a. ESISTENZA DI UNA OPPOSIZIONE:

i. Opposizione parlamentare attiva e attenta ai diversi problemi dei gruppi di cittadini;

ii. Mezzi di comunicazione attenti a quei problemi e in competizione;

b. EFFICIENZA DEGLI APPARATI AMMINISTRATIVO E GIUDIZIARIO:

i. Apparato di polizia

ii. Sistema giudiziario

iii. Burocrazia centrale e locale.

16. Quali sono le condizioni non politiche della democrazia, specie nel passato?

a. [DAHL] Complesso di valori:

i. credenza nella legittimità delle istituzione;

ii. credenza nell’autorità e la disponibilità ad obbedire;

iii. credenza nella capacità del regime di risolvere i problemi che si trova ad affrontare

[effettività]

iv. fiducia reciproca tra gli attori di un sistema politico;

v. disponibilità a cooperare e anche competere;

vi. disponibilità all’accordo e al compromesso

b. [ALMOND E VERBA] Cultura civica:

i. partecipazione

ii. attività politica vivace

iii. impegno civile moderato

iv. assenza di dissensi profondi

v. fiducia nel proprio ambiente sociale

vi. rispetto per l’autorità

vii. senso di indipendenza

viii. atteggiamenti favorevoli verso le strutture politiche

17. cosa vuole dire società plurale?

a. Società caratterizzata da profonde divisioni religiose, etniche, linguistiche e ideologiche

intorno a cui sono strutturare le diverse organizzazioni politiche e sociali, quali partiti, gruppi

d’interesse e mezzi di comunicazione; Democrazie consociative:

i. Governi con larghe coalizioni;

ii. Meccanismi di veto indirizzati a garantire meglio le minoranze a livello decisionale

iii. Applicazione del principio di proporzionalità in tutte le sedi rilevanti

iv. Alta autonomia nella gestione dei diversi segmenti della società;

Maggiore importanza degli atteggiamenti delle elites e dei rapporti con lo strato intermedio

delle sub-élites rispetto alla cultura politica a livello di massa.

18. Qual è la differenza tra pluralismo culturale e sociale?

a. PLURALISMO SOCIALE: può esserci anche senza pluralismo culturale; ordine sociale

pluralistico nell’ambito di una cultura socialmente e politicamente abbastanza omogenea.

Condizioni favorevoli alla democrazia:

- alto livello di alfabetizzazione e diffusione e sviluppo dei mass

media;

- assenza di disuguaglianze economiche estreme

19. Esiste una correlazione dimostrabile tra sviluppo economico e democrazia?

Non vi è un legame necessario.

a. Pluralismo sociale, istruzione comunicazione e assenza di disuguaglianze sono i presupposti

più sicuri di un possibile assetto democratico

b. Non sono fenomeni legati allo sviluppo industriale

c. Correlazione fra industrializzazione, urbanizzazione, crescita del reddito pro capite

20. Quali sono i problemi irrisolti nell’analisi delle condizioni della democrazia?

a. Definizione della soglia a partire dalla quale l’alfabetizzazione, lo sviluppo delle

comunicazioni, il pluralismo, le minori disuguaglianze diventano condizioni positive per la

democrazia

b. Valore delle condizioni muta se vi sono altri aspetti sfavorevoli ad un assetto democratico?

c. A parità o somiglianza di tali condizioni si possono avere esiti politici diversi, sia democratici

che autoritari.

21. Quali sono le condizioni storiche favorevoli allo sviluppo della democrazia secondo B.

Moore?

UNICO PROCESSO DI CAMBIAMENTO I CUI FATTORI ESPLICATIVI SONO:

a. Esistenza in un equilibrio tale che impedisca l’affermazione di una monarchia troppo forte o

aristocrazia terriera troppo indipendente.

b. Svolta verso una forma appropriata di agricoltura mercantile o da parte dell’artistocrazia

terriera o da parte della classe contadina [non industrializzazione, bensì emergere di

un’economia mercantile]

c. Indebolimento dell’aristocrazia terriera

d. Mancanza di una coalizione aristocratico-borghese contro i contadini e i lavoratori

“matrimonio tra segale e acciaio” è la via più sicura all’autoritarismo, necessità di borghesia

urbana vigorosa e numerosa

e. Rottura rivoluzionaria con il passato [inglese: servì a limitare l’assolutismo regio; francese e

americana: spezzò il potere di un’aristocrazia agraria che avrebbe ostacolato la

trasformazione democratica]

Quali sono le critiche a B. Moore e come si può integrare la sua analisi?

22. L’

a. 'aver ristretto il campo di analisi a Francia, Inghilterra e Stati Uniti ha fatto ritenere a

Moore che fosse indispensabile una rottura rivoluzionaria, che invece non è avvenuta ad

esempio nel caso di molte democrazie europee. E possibile integrare questa analisi andando

a indagare il ruolo della violenza nel mutamento politico, domandandosi perché le

espressioni politiche delle classi sociali privilegiate ad un certo punto si sentono costrette a

concedere dei diritti alle classi inferiori, trasformando i regimi liberali e oligarchici in

democrazie di massa:

i. Soluzione di accomodamento e compromesso che può evitare problemi gravi nel

caso in cui

1. Esiste un’unità territoriale e nazionale

2. Non vi sono minacce immediate provenienti dall’estero

3. Struttura statale non dispone di apparato repressivo forte

4. Sono consolidati e radicati nella cultura politica i diritti e le libertà proprie

dell’oligarchia competitiva

5. Pressioni potenzialmente violente per allargamento di diritti delle classi

sociali inferiori organizzate attraverso partiti e sindacati

6. Espressioni politiche di borghesia e aristocrazia competono per l’appoggio

popolare.

PAURA DELLA RADICALIZZAZIONE NELLA MOBILITAZIONE DELLE CLASSI INFERIORI.

23. Come si caratterizza la prima democratizzazione secondo Dahl?

a. Ammissione del dissenso, opposizione, competizione fra diverse forze politiche

[liberalizzazione]

b. Crescita di inclusività [Partecipazione]

24. Quali sono i percorsi verso la democrazia?

a. TRE PERCORSI [vedi quaderno]

25. Come si caratterizza la prima democratizzazione in termine di diritti politici, civili e

sociali?

a. MODELLO MARSHALL [vedi dispensa partecipazione]

26. Illustra la nozione di democratizzazione come l’ingresso di nuovi strati della popolazione

nell’arena politica.

a. Ingresso delle classi inferiori nell’arena politica nazionale, ovvero approvazione e vigenza di

un diritto di associazione e unione [possibilità di creare dei sindacati abilitati a

rappresentare i lavoratori e non solo partiti e associazioni estranee alla struttura produttiva]

27. Qual è il ruolo dell’organizzazione degli interessi intermedi nella democratizzazione?

a. Importanza di strutture intermedia caratterizzate dalla nascita e organizzazione in tempi e

con modalità specifiche e diverse di partiti e sindacati: espansione cittadinanza politica.

28. quali sono le soglie di Rokkan?

a. LEGITTIMAZIONE

b. INCORPORAZIONE

c. DI RAPPRESENTANZA

d. DEL POTERE ESECUTIVO

29. Quali generalizzazione Rokkan propone a proposito delle soglie?

a. La pressione per la proporzionale aumenterà con l’eterogeneità etnica o religiosa dei

cittadini, e anche in elettorati etnicamente e religiosamente omogenei, aumenterà con la

differenziazione economica causata dall’urbanizzazione e dalla monetizzazione delle

transazioni.

b. La proporzionale si rivelerà come la trincea di minor resistenza nelle democrazie articolare e

con scarse risorse governative, mentre i sistemi maggioritari saranno difesi efficacemente

nei sistemi politici più grandi e con strutture governative più forti.

Capitolo 3

1. Quali sono i modelli di regimi autoritari?

a. MARX: bonapartismo

b. GRAMSCI: cesarismo

c. HERMET e altri autori: Neo-Bismarckismo

2. Come si definisce un regime autoritario?

a. Sistema politico con pluralismo politico limitato e non responsabile, senza una elaborata

ideologia-guida, ma con mentalità caratteristiche, senza mobilitazione politica estesa o

intensa, tranne che in alcuni momenti del suo sviluppo, e con un leader o talora un piccolo

gruppo che esercita il potere entro limiti formalmente mal definiti ma in realtà abbastanza

prevedibili.

3. Che cosa è il pluralismo limitato?

a. Attori istituzionali [esercito, burocrazia, partito unico] e attori sociali [chiesa, gruppi

industriali e finanziari, proprietari terrieri, sindacati, ecc.] non sono politicamente

responsabili secondo il modello delle liberal-democrazie di massa, ovvero tramite le elezioni.

Se c’è responsabilità: a livello di politica invisibile nei rapporti reali tra i diversi attori; e

forme di consultazione elettorale plebiscitaria per legittimazione, espressione di consenso e

sostegno a favore del regime.

4. Che cosa significa che esistono mentalità caratteristiche?

a. Sono le idee che legittimano il regime; non si può parlare però di vere e proprie ideologie, in

quanto il loro campo d'azione è in genere molto più limitato delle ideologie totalitarie; si

tratta di atteggiamenti intellettuali, alcuni valori, sui quali è più facile trovare accordo tra

attori diversi con diverse caratteristiche e interessi, come quello di ordine e sicurezza, patria,

nazione, gerarchia, ecc.

5. Che cosa significa assenza ovvero limitata presenza di mobilitazione politica?

a. Basso livello di partecipazione né esteso né intenso può essere voluto e controllato dall’alto;

ciò presuppone:

i. Efficaci apparati repressivi [servizi di sicurezza autonomi, o all’interno della struttura

militare] che siano in grado di attuare la smobilitazione

ii. Debolezza o assenza di strutture di mobilitazione, cioè di strutture in grado di

provocare e controllare la partecipazione

iii. L’assenza di garanzie reali attinenti i diversi diritti politici e civili

6. Perché a proposito di autoritarismo si fa riferimento a un leader o un piccolo gruppo?

a. Regimi caratterizzati da notevole personalizzazione del potere, visibilità del leader

carismatico, oppure di poche persone che detengono le leve del potere in quanto sono

presenti negli organi di vertice.

7. Che cosa comporta il riferimento a limiti formalmente mal definiti ma prevedibili?

a. La definizione approssimativa dei limiti contribuisce ad un esercizio del poter con più ampi

margini di discrezionalità, in contrapposizione alla certe del diritto propria degli assetti

democratici.

8. Definite la nozione di coalizione dominante e che parte ha all’interno di un

autoritarismo.

a. In senso ampio: l’insieme dei gruppi politicamente attivi che sostengono il regime nella sua

fase di instaurazione e nei periodi successivi e costituisce dunque la base sociale del regime

b. In senso stretto: le élites che partecipano alla gestione governativa del regime stesso

occupando posizioni di comando nelle strutture-chiave del regime autoritario.

c. Ha un ruolo fondamentale nel processo di instaurazione; in quella fase impiega: risorse

coercitive, influenza, status per raggiungere i propri obiettivi; dopo può gradualmente

modificarsi, può avvenire emarginazione di attori minoritari e predominio di altri attori.

9. E’ possibile che vi sia un’opposizione in un regime autoritario? E come qualificarla

meglio?

a. Presupponendo l’esistenza di una pluralità di attori politicamente rilevanti capiamo come si

possa esser creato uno spazio oggettivo per le opposizioni. [semi-opposizioni, pseudo-

opposizioni: attiva o passiva, legale – alegale o illegale]. Può esser conveniente tollerare un

certo grado di opposizione per dare una vernice liberale all’autoritarismo.

10. Quali sono i criteri rilevanti per distinguere tra i diversi autoritarismi?

a. L’analisi delle strutture politiche autoritarie: partito unico, sindacati verticali, distinte forme di

assemblee parlamentari, sistemi elettorali caratteristici.

11. Come definire un regime totalitario?

a. Assenza di pluralismo caratterizzato dal ruolo preminente del partito unico

b. Struttura burocratica e gerarchizzata, articolata attraverso una serie complessa di

organizzazioni che servono ad integrare politicizzare controllare e spingere alla

partecipazione tutta la società civile

c. Subordinazione completa di tutti gli altri possibili attori al partito unico

d. Ideologia articolata e definita finalizzata alla legittimazione e al mantenimento del regime e

a dare contenuto alle politiche di mobilitazione e sostantive;

e. Alta e continua mobilitazione sostenuta dalla ideologia e dalle organizzazioni partitiche e

sindacali subordinate al partito

f. Piccolo gruppo o leader al vertice del partito unico

g. Limiti non prevedibili al potere del leader e alla comminazione di sanzioni;

12. Che cosa significa universo concentrazionista?

a. Repressione accentuata sotto forma di terrore totalitario nei confronti di tutti coloro che

indipendentemente dalle loro intenzioni soggettive possono costituire un intralcio alle

politiche del regime. Si caratterizza sia per la quantità di persone coinvolte sia per il suo

essere una struttura politica di sradicamento del tessuto sociale che fa sentire le sue

conseguenze sull’intero corpo sociale.

13. Spiegate cosa vuol dire istituzionalizzazione del disordine rivoluzionario.

a. La struttura organizzativa e la meccanica funzionale dello stato totalitario riproducono il

medesimo principio di disordine civile e di instabilità permanente.

14. Discutete i due esempi più noti e importanti di totalitarismo.

a. NAZISMO

b. STALINISMO

15. Definite un regime tradizionale.

a. Regime basato sul potere personale del sovrano che tiene legati i suoi collaboratori in un

rapporto fatto di paure e ricompense; le decisioni del sovrano non sono limitate da norme,

né devono essere giustificate su base ideologica: uso del potere in forme particolaristiche e

per fini essenzialmente privati; la religione fa da background culturale.

16. Definite un regime sultanistico.:

a. Pluralismo disperso.

b. Ideologia arbitraria

c. Mobilitazione manipolata.

d. Leadership personalistica.

17. Che cosa caratterizza un regime militare?

a. Nascono generalmente da un colpo di stato, golpe militare;

b. Gli attori principali sono gli ufficiali di più alto grado;

c. Ideologia non articolata, ma basata su principi e valori quali l’interesse nazionale, la

sicurezza, l’ordine [necessità di una razionalizzazione tecnocratica per eliminare sprechi,

corruzioni e ingiustizie]

d. Situazione più ricorrente: depoliticizzazione e apatia a livello di massa

e. Istituzioni limitate a classiche juntas o organi consiliari ristretti che sono la sede decisionale

e governativa di tali regimi.

18. Quali differenze vi sono tra le tirannie militari e le cleptocrazie?

a. Tirannia militare: caratterizzato dalla presenza di un leader militare in posizione preminente

rispetto al corpo ufficiali che domina l’esercito e governa in maniera personalistica.

b. Cleptocrazia: caratterizzato dalla commistione di personalismo e corruzione; l’esercito è poco

professionale, coeso ed efficiente e il reclutamento avviene su basi personalistiche o

connessioni tribali.

19. Come definire un’oligarchia militare?

a. Gruppo più o meno ampio di militari prima coinvolti nel golpe e poi nel regime; il grado di

penetrazione nelle strutture politiche, sociali o economiche preesistenti si può tripartire tra:

i. Controllo: limitato compito di guida di organizzazioni e settori largamente autonomi

ii. Direzione : degli stessi settori

iii. Amministrazione: colonizzazione dei vari settori della burocrazia, affari, sindacati.

20. Come distinguere tra militari moderatori, guardiani e governanti?

a. Militari moderatori: hanno potere di veto, sono un gruppo di pressione potente e

politicizzato capace di intervenire per destituire il governo in carica; obiettivo: mantenere lo

status quo e l’ordine.

b. Guardiani: controllano direttamente il governo, occupano i ruoli decisionali più importanti,

hanno obiettivi di ordine, conservazione e razionalizzazione economica;

c. Governanti: controllo, penetrazione militare profonda di tutte le strutture pubbliche,

burocratiche e economiche; obiettivi di mutamento radicali e ambiziosi; repressione forte:

maggiore possibilità che permanga.

21. Perché i militari intervengono in politica?

a. Assenza di istituzioni politiche consolidate

b. Monopolio della forza e organizzazione più potente grazie a:

i. Organizzazione

ii. Disciplina gerarchica

iii. Comunicazione e spirito di corpo

iv. Possesso di armi pesanti

c. Si installano in una situazione di profonda crisi politica caratterizzata da bassa legittimità del

regime vigente, da politicizzazione delle classi inferiori, da minaccia agli interessi delle classi

medie, da profonda crisi economica, da illegalità, disordine, violenza e corruzione;

d. Prevalenza degli interessi corporativi

22. Che cosa caratterizza la nuova professionalità dei militari?

a. L’acquisizione di maggiori conoscenze teoriche, la trasformazione degli eserciti in corpi

altamente differenziati con maggiore coesione, spirito di corpo, capacità manageriali e

maggiore disposizione a prendere e mantenere il potere, maggiore sicurezza nelle proprie

capacità di governo, una diversa ideologia basata sulla dottrina della sicurezza nazionale e

una più scarsa disponibilità a lasciare il potere ai civili o a cercare legittimazione esterne.

23. come si definisce un regime civile-militare?


ACQUISTATO

9 volte

PAGINE

19

PESO

160.76 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Scienza politica con i seguenti argomenti trattati: principali attori politici, Policy, Polity, definizione minima di democrazia, democrazia procedurale, incertezza democratica, distinzione fra democrazia rappresentativa e diretta, democrazia consensuale e la democrazia Westminster, prima democratizzazione secondo Dahl.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze politiche
SSD:
Università: Macerata - Unimc
A.A.: 2009-2010

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Scienza Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Macerata - Unimc o del prof Lanzalaco Luca.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Corso di laurea in scienze politiche

Riassunto esame Storia dei paesi afro-asiatici, prof. Dirar, libro consigliato Africa: la storia ritrovata, Calchi Novati
Appunto
Riassunto esame Sociologia economica, prof. Pavolini, libro consigliato Sociologia economica,Volume II, Trigilia
Appunto