DSM (Diagnostic Statistical Manual)
Il Diagnostic and Statistical Manual of mental disorders (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi mentali), noto con l'acronimo di DSM, è uno degli strumenti diagnostici più utilizzati per i disturbi mentali da medici e psichiatri di tutto il mondo.
Accenni storici introduttivi
L'interesse verso una classificazione dei disturbi psichici nasce tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. In questo periodo nasce la psicologia clinica, la psicoanalisi inizia ad ottenere i primi riconoscimenti ufficiali e la psichiatria inizia a porsi i primi interrogativi rispetto alla sua funzione terapeutica. Soprattutto, nasce il Sistema Classificatorio Krepeliano (da Krepelin), che raggiunge una diffusione mondiale. Motivo di questo successo consiste nel fatto che la malattia mentale entra a far parte della medicina.
Tuttavia, il sistema classificatorio si rivela poco flessibile e non del tutto adeguato alla realtà clinica dei pazienti, per cui nasce la necessità di individuare nuovi approcci, soprattutto da parte di quei tecnici e operatori che si occupavano del censimento.
Viene così considerata la proposta di un'unica nomenclatura che riguardasse le cause del decesso e applicabile in tutte le nazioni: il risultato è una nomenclatura che costituirà la base dell'ICD (sistema classificatorio del Commonwealth) (1948).
Da lì a pochi anni (1952) nasce il DSM I, in quanto si cercava un sistema classificatorio di facile applicazione che rispecchiasse il pensiero psichiatrico contemporaneo. Da allora sono state numerose le edizioni del DSM: DSM-II (1968), DSM-III (1980), DSM-III-Revised (1987) e infine il DSM-IV (1994), quello attualmente in uso (si prevede nel 2010 il DSM-V).
Caratteristiche DSM
Nonostante le varie edizioni, è però possibile rilevare alcuni elementi in comune tra le varie edizioni, soprattutto per le ultime (DSM-III, DSM-III-R e DSM-IV), ovvero:
- Si basano su un approccio ateorico: In quanto l'inclusione di teorie eziologiche poteva ostacolare l'utilizzo del manuale da parte di clinici appartenenti a diversi orientamenti teorici.
- La struttura: "Si basano su un sistema multiasse": Ovvero distingue i disturbi in 5 assi così ripartiti:
- Asse I: Disturbi clinici e altre alterazioni che possono essere oggetto di attenzione clinica (considerati disturbi temporanei, "non strutturati").
- Asse II: Disturbi di personalità e ritardo mentale (considerati, invece, disturbi stabili, "strutturati").
- Asse III: Condizioni mediche generali.
- Asse IV: Problemi psicosociali e ambientali.
- Asse V: Valutazione globale del funzionamento.
-
Fondamenti di psicologia e neuropsicologia clinica
-
Fondamenti di psicologia clinica
-
Appunti Fondamenti della Neuropsicologia
-
Fondamenti epistemologici