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ANALISI DELLA DOMANDA

Fonte: http://209.85.129.132/search?q=cache:BYYo7x5cqCcJ:www.myhotweb.net/nemorense/appunti/ANALISI%2520DELLA

%2520DOMANDA.doc+neoemozioni&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it

PAROLE CHIAVE

Emozioni E’ il vissuto che risulta dalla simbolizzazione affettiva degli oggetti nel contesto.

Parallelo tra emozione e percezione: la percezione consente di organizzare il contesto nel suo

significato cognitivo, la simbolizzazione affettiva consente di organizzarlo emozionalmente.

Percezione e simbolizzazione affettiva sono in stretta interazione fondando la relazione tra contesto

ed individuo.

Le emozioni si possono considerare quali risposte primitive agli stimoli del contesto, servono per

costruire relazioni e dare alle relazioni stesse un senso ed uno scopo.

Collusione E’ la simbolizzazione affettiva del contesto da parte di chi a quel contesto partecipa,

ed è alla base del rapporto tra individuo e contesto. E’ un processo di socializzazione delle

emozioni, che proviene dalla condivisione emozionale di situazioni contestuali, è il tramite

emozionale che fonda ed organizza la costruzione delle relazioni sociali, grazie alle emozioni

condivise. Colludere significa condividere emozionalmente le stesse simbolizzazione affettive entro

un contesto comune e partecipato. La collusione, se non è pensata, si trasforma in agito emozionale

(cioè in un’azione). La collusione ha sempre funzione di adattamento alla realtà.

Relazione individuo-contesto Lo psicologo non ha a che fare con singole persone, ma con

relazioni tra individuo e contesto. Il problema che viene portato dallo psicologo, oggetto di analisi

della domanda, è sempre un problema che concerne la relazione tra individui e contesto.

Convivenza Lo psicologo sviluppa sistemi di convivenza, come relazione tra sistemi di

appartenenza ed estraneo, fondate su regole del gioco convenute. Questa definizione emancipa la

psicologia dal modello medico, fondato su prassi per alleviare la sofferenza psichica.

Relazione sistema d’appartenenza-estraneo E’ il luogo dello sviluppo della convivenza. I

sistemi d’appartenenza sono relazioni fondate sulla dinamica emozionale (la famiglia).

Regole del gioco E’ il sistema di convenzioni, regolate emozionalmente, che consente la

relazione con l’estraneità. Le più semplici regole del gioco sono di tipo normativo (le buone

maniere, ecc.). Le più complesse, consentono di organizzare la relazione sociale in alternativa al

“potere senza competenza”. 

Dinamica “possesso-scambio” Il possesso esaurisce la simbolizzazione emozionale dell’altro,

negandone l’estraneità, il possesso dell’altro è la fantasia che regge le relazioni entro i sistemi

familisti, fondati sull’affiliazione e sul potere (potere senza competenza). Lo scambio,

d’informazioni e di conoscenza competente, è la funzione resa possibile dalla relazione fondata sul

riconoscimento d’estraneità (potere competente).

Obiettivo Si tratta di una prospettiva di sviluppo metodologica, in quanto non prevede uno stato

terminale progettato e valorialmente connotato del processo psicologico, quale il perseguimento

della gratitudine, della maturità, della normalità. L’obiettivo che si persegue entro il costrutto in

analisi è fondato sulla dinamica d’evoluzione delle simbolizzazioni emozionali del contesto e sulla

sostituzione dell’agito emozionale con il pensare le simbolizzazioni stesse. Ciò consente di fondare

la relazione con l’estraneo e di rendere possibile o scambio produttivo. Questa evoluzione potrà

seguire linee e modi di realizzazione differenti in base ai contesti entro i quali si interviene.

Metodologia fondata sulla sospensione dell’agito collusivo nei confronti delle simbolizzazioni

emozionali proposte da chi pone la domanda, e sull’istituzione, essa pure collusiva, d’un pensiero

sulle emozioni stesse. Con l’analisi della domanda si persegue un pensiero, esso pure

inevitabilmente emozionato, su quanto viene agito da chi pone la domanda, sia in relazione “qui ed

ora” con lo psicologo, sia nella narrazione del problema per cui si richiede l’intervento, riferito al

“là e allora”, della propria esperienza contestuale.

Il metodo si fonda su una relazione entro la quali si fanno ipotesi di sviluppo. La psicologia come

metodo d’indagine in cui lo psicologo tiene presente che, nell’analizzare la domanda nella sua

dinamica emozionale, la relazione di domanda riproduce il problema che la persona racconta nel là

ed allora. 

Polisemia percezione e collusione istituiscono la relazione tra individuo e contesto, consentendo

di organizzarlo (il contesto) in dimensioni definite e coerenti con le competenze percettive ed

emozionali. Entrambe in relazione definiscono la dimensione sociale del rapporto con la realtà. La

polisemia confonde ed omogeneizza, fondandosi sui principi della generalizzazione e della

simmetria (amico-nemico, alto-basso, dentro-fuori, ecc.). Lo stabilire rapporti con gli oggetti, di

contro, consente la differenziazione e la distinzione tra differenti elementi della realtà, permettendo

di definire la modalità della differenziazione: più alto, più basso, ecc. Si può notare come cambi la

dinamica simbolica da simbolizzazioni altamente polisemiche (amico-nemico), a categorizzazioni

della realtà più organizzate e differenziate, quali le neoemozioni (pretendere, controllare, diffidare,

provocare, obbligare, lamentarsi, preoccuparsi), quindi le culture locali. La trasformazione della

polisemia emozionale di base rende capaci di esprimere, nel loro manifestarsi, relazioni più evolute

o più primitive con gli oggetti della realtà.

- Costruire l’intervento sulla base di un’analisi della domanda, significa non agire la

collusione tra fantasie del committente e quelle dello psicologo. Non colludere significa

confermare il ruolo neoemozionale proposto nella domanda per recuperare la funzione

competente di supporto allo sviluppo. Costruire la committenza non vuol dire solo non

colludere con le fantasie implicite del richiedente l’intervento, ma significa far assumere, a

chi pone la domanda, una committenza sul pensiero invitando il committente a guardare

criticamente ai motivi che sostengono la sua domanda. Si tratta di confermare i criteri e le

emozioni ad essi associate che hanno permesso una prima definizione del problema.

Significa chiedere il perché si sta ponendo quella domanda.

- Costruire una committenza significa spostare l’attenzione dalla realtà “oggettiva” delle cose

scoprendo che i dati di fatto sono i propri modi di simbolizzare emozionalmente la realtà.

- Dipendenza, controllo, pretesa di fusionalità, ecc. non sono caratteristiche delle persone, ma

delle relazioni tra persone.

Nell’Analisi Della Domanda si pongono tre elementi fondamentali che ne reggono la prassi:

1) il fallimento della collusione

2) la riproduzione, nella relazione di domanda, di una situazione fantasmatica-emozionale che

ripropone gli elementi della collusione fallita

3) l’individuazione di linee di sviluppo

1) - A volte il fallimento della collusione si può individuare nell’evoluzione neoemozionale della

relazione che, a partire da una domanda di realtà, mette in discussione l’utilità della relazione

fusionale, pretendente, preoccupata, ecc., orami obsoleta.

2) - Quando una persona parla con lo psicologo per chiedere un intervento propone due fuochi

d’attenzione:

1) il racconto del problema (là ed allora)

2) la dinamica affettiva della relazione con lo psicologo (che si dispiega nel qui ed ora)

MODELLO ISO

I Individuo che porge la domanda

S Setting della relazione tra chi pone la domanda e lo psicologo

O Organizzazione entro cui è insorto il problema O

Organizzazione entro

cui è insorto il

Narrazione problema

Là e allora

I Analisi della Domanda

Comprensione grazie ad

Individuo che S del fallimento

porge la domanda collusivo avvenuto in O

S

Relazione Setting della relazione

emozionale

Qui ed ora tra chi pone la

domanda e lo

psicologo

3) – Gli obiettivi possibili sono sostanzialmente di due tipi:

Ortopedici (ad ortos – all’origine) sono voti a riportare il sistema ad un modello definito

nelle sue componenti, considerato (dallo psicologo, dal committente, da chi pone la domanda,

dal sistema sociale che legittima l’intervento) come utile e desiderevole. Un modello che

consente di considerare lo stato problematico entro cui s’interviene quale “scarto dal modello”.

Gli obiettivi di tipo ortopedico tendono alla riconduzione ad uno stato di normalità, alla

recessione di un sintomo, alla modificazione di comportamenti verso modelli più adeguati alla

realtà, ecc. Quando lo psicologo di propone di ridurre lo scarto e di ricondurre persone,

organizzazioni, ecc., al modello desiderato si ha una collusione tra fantasie dello psicologo e

quelle del committente. Allo stesso modo quando lo psicologo opera entro un preciso e forte

mandato sociale, è questo che sancisce e definisce il suo obiettivo: modificare comportamenti.

Ciò che caratterizza questo tipo di interventi sta nella riduzione dello scarto dal modello, tramite

il raggiungimento di un “fine” prestabilito in sede di committenza.

Sviluppo Sono volti alo sviluppo di una persona o di un sistema sociale che si fonda sulla

competenza a trattare con l’estraneo, ad istituire una relazione di scambio con l’altro.

L’importante non è raggiungere l’esito finale previsto, ma acquisire una competenza a

direzionare un processo.

Ad esempio, la dinamica familistica è volta alla negazione dell’estraneità, nel tentativo di

ricondurre ogni relazione agli stereotipi della relazione familiare.

Al centro degli obiettivi di sviluppo si possono porre due dimensioni psicologiche fondanti: il

distacco dalle relazioni familistiche, ed il perseguimento della solitudine quale punto di partenza

per la relazione con l’estraneo. Il passaggio dalla collusione familistica alla solitudine permette

la costruzione della relazione con l’estraneo quale figura da conoscere al fine d’istituire una

relazione di scambio. Per istituire un rapporto di conoscenza con l’estraneo è innanzitutto

necessario passare dalla solitudine: quella solitudine che aiuta a riconoscere che, dell’altro, non

ne so nulla, che conosco ben poco delle sue esigenze e delle sue aspettative. La solitudine è data

dal superamento della confusione emozionale che deriva dal mettere negli altri le proprie

fantasie, seguendo la sostituzione del mondo esterno con il mondo interno quale modo di

funzionamento del sistema inconscio. Con la solitudine la realtà si configura quale risorsa con

cui confrontarsi entro un rapporto realistico, si può così riorganizzare il proprio sistema

emozionale costruendo nuove dinamiche collusive fondate su

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

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