La NEUROPSICOLOGIA studia l’effetto dei danni cerebrali sul comportamento ; si
occupa anche di studiare come le mappe corticali si modificano in seguito ad amputazioni
(periferiche).
Rapporto mente/ cervello:
Ippocrate_cervello=sede delle sensazioni ma anche dell’intelligenza
Aristotele_sede dell’intelligenza è il cuore
Galeno_osservava l’effetto del trauma cranico sui gladiatori; esperto di dissezioni
anatomiche sul cervello di pecora
Vesalio_disegni di diversi livelli di sezione degli organi
Cartesio_dualismo mente-corpo, concetto ancora attuale perché soprattutto
nell’educazione/istruzione dei bambini si tende a tenerle separate (discipline come la
psicosomatica tendono invece a raccordare le due dimensioni)_ha avuto l’intuizione del
movimento riflesso
Fine XVIII secolo_si sapeva dell’esistenza certa del SNC, diviso in sostanza grigia e
sostanza bianca. Si avevano inoltre conoscenze macroscopiche dell’anatomia
dell’encefalo (emisferi, circonvoluzioni,…). Si erano individuati anche i lobi e i solchi. Il
cervello era descritto su piantine topografiche.
Galvani_scoperta della bioelettricità; nel sistema nervoso ci sono correnti elettriche.
Volta_chiarisce meglio i meccanismi scoperti da Galvani. La contrazione muscolare è
dovuta a uno scambio di elettricità, piuttosto che a una proprietà animale.
Bell-Magendie_distinzione tra neuroni/vie sensoriali e motorie. Esperimenti con metodo
della lesione sperimentale.
Gall_la frenologia
Flourens_scoperte sul ruolo del cervelletto col metodo della lesione sperimentale;
conclude però che tutte le porzioni del cervello partecipano nella stessa misura a tutte le
funzioni mentali
Ferrier_rimozione corteccia motoria; si cominciano a fare mappe fisiologiche
MACROANATOMIA_studio dell’anatomia descrittiva, sezionando gli organi
MICROSTRUTTURA del SN e della corteccia cerebrale. Broadmann_suddivisione della
corteccia in aree, tutt’ora utilizzata; non sapeva a cosa servivano le diverse aree, ma
aveva individuato diverse strutture delle cellule in aree diverse.
Fino alla seconda metà dell’800 si sapeva la localizzazione dell’area del movimento nella
corteccia frontale e della visione nell’area occipitale. Nel 1861 Broca scoprì un’area che
se danneggiata produceva afasia, rendeva impossibile in particolare la produzione del
linguaggio (non tanto la comprensione). Successivamente Wernicke scoprì un’area
importante per la comprensione del linguaggio
NEUROSCIENZE COGNITIVE_raccordo tra neuropsicologia (localizzazione cerebrale)
e psicologia cognitiva. È una disciplina molto ampia che usa i metodi delle neuroscienze,
cioè fisiologici, per studiare i processi psichici superiori.
Metodi di studio invasivi sugli animali e metodi di studio sull’uomo. Si cerca di fare
correlazioni tra struttura del cervello e comportamento. Tra animale e uomo cortecce
analoghe hanno localizzazione diversa e alcune parti nell’animale non ci sono.
Registrazione dell’attività di singoli neuroni (invasivo)
Immagini strutturali (come è fatto l’organo)_ radiografia con contrasto, TAC, RM (non
usa radiazioni come la radiografia e la TAC e ha una risoluzione spaziale molto
maggiore)
Immagini funzionali (quanto è attivo il cervello in certe situazioni)_ RMf, PET
La RM funzionale misura quanto sangue ossigenato consumano i neuroni
La PET misura quanto zucchero consumano i neuroni emettendo sostanze radioattive.
Oppure si lega la sostanza radioattiva alla dopamina (per esempio per diagnosticare il
Parkinson).
Registrazione dell’attività elettrica del cervello: EEG, PE (potenziali evocati)
Disfunzioni cerebrali:TMS (stimolazione magnetica transuranica), neuropsicologia
La struttura del neurone e delle cellule gliali
I NEURONI possono avere forme diverse, ma hanno tutti un corpo centrale e dei
prolungamenti, i dendriti (più forti e numerosi) e un assone (può essere molto lungo,
anche più di un metro); questi hanno una funzione diversa.
L’ASSONE termina con una struttura detta terminale sinaptico che entra in contatto con
la membrana di un altro neurone o di un muscolo (giunzione neuro-muscolare). Ci sono
meccanismi che permettono la comunicazione tra due cellule. All’interno dei
prolungamenti c’è il citoscheletro, importante perché consente il trasporto di sostanze
come i neurotrasmettitori dal nucleo fino alla terminazione sinaptica (in particolare sui
microtubuli c’è la chinesina). Infatti una causa di morte del neurone è la rottura di un
assone, perché non vengono più trasportate le sostanze vitali. Esiste anche una morte
retrograda, se muore il neurone post-sinaptico (il neurone non lavora più e autodegenera,
per esempio quando l’organo bersaglio non esiste più). Il trasporto principale è
anterogrado (dal corpo cellulare alla terminazione), ma esiste anche l’inverso.
I DENDRITI sono i prolungamenti che ricevono le informazioni (mentre l’assone la
trasmette, perciò l’assone stimola il dendrite della cellula successiva e così via). A ogni
dendrite si collegano numerose sinapsi, che si appoggiano su piccole estroflessioni dette
spine dendritiche, che sembrano essere meno nei soggetti sottoposti a deprivazione
sensoriale.
Classificazione in base al numero di neuriti: pseudo-unipolari (hanno un prolungamento
che si divide in due in base alla funzione, uno riceve e uno trasmette) sono i neuroni
sensoriali; bipolari (ha due evidenti prolungamenti) per esempio quelli della retina;
cellule multipolare (un assone e tanti dendriti).
Classificazione in base alla struttura dell’albero dendritico (il numero di dendriti
determina la funzione della cellula): cellula stellata (dendriti attorno al nucleo, riceve
tante informazioni sensoriali ed è collegata a tutte le cellule intorno); cellule piramidali
(corpo cellulare a forma di triangolo con un dendrite apicale molto lungo) si trovano nella
corteccia cerebrale e collegano in senso verticale gli strati della corteccia, il suo corpo
cellulare sintetizza tutte le informazioni degli strati precedenti.
Alcuni neuroni servono per raccogliere informazioni sensoriali, poi ci sono neuroni
motori che mandano informazioni al muscolo. La maggior parte però sono interneuroni
cioè non hanno nessuna delle due funzioni, ma mettono in comunicazione altri neuroni.
Le CELLULE GLIALI sono cellule di supporto che non trasmettono segnali, ma hanno
altre funzioni. Le più numerose sono gli astrociti, chiamati tamponi del potassio perché lo
assorbono. Ci sono poi gli oligodendrociti e le cellule di Schwann, cellule mieliniche che
avvolgono l’assone di alcuni neuroni, le prime nel SNC le altre nel periferico. La cellula
si avvolge all’assone molte volte, poi perde il citoplasma e lascia la membrana cellulare,
cioè la mielina. Questa serve per aumentare la velocità di conduzione dell’informazione.
Esistono anche fibre amieliniche.
La membrana del neurone a riposo.
Lungo gli assoni il segnale elettrico viaggia a velocità molto elevate, in maniera
unidirezionale e precisa. I neuroni stessi si comportano come batterie, cioè sono strutture
cariche elettricamente che quando vengono stimolate cambiano voltaggio.
La cellula a RIPOSO ha un potenziale di –65 mV. Quando riceve un segnale la cellula ha
un potenziale d’azione.
A riposo tra l’interno e l’esterno della cellula c’è una differenza di potenziale. Nel
+ + ++
potenziale di riposo entrano in gioco gli IONI Na sodio, K potassio, Ca calcio (per le
-
funzioni che richiedono una contrazione), Cl cloro; questi sono i principali responsabili
del mantenimento del potenziale di riposo e sono attivi nel potenziale d’azione. Gli ioni
sono idratati, cioè immersi nell’acqua (tutti gli ioni attraggono l’acqua in quanto sostanza
polare). Non possono perciò oltrepassare la membrana cellulare (fatta da fosfolipidi), ma
attraversano i canali ionici, cioè proteine complesse di forma tridimensionale tale da
creare un foro tra l’interno e l’esterno della membrana. Il canale è lipofilo all’esterno
(perché si attacca alla membrana lipidica) e l’interno idrofilo. I canali sono selettivi
(passano solo certi ioni) e possono essere attivi o inattivi (aperti o chiusi). I canali passivi
sono sempre aperti: ogni membrana massonica contiene un certo numero di canali passivi
(per il sodio, il potassio e il calcio). Gli ioni passano attraverso la membrana per
diffusione (per equilibrare la concentrazione della sostanza) e per elettricità. Differenza di
potenziale= energia che attira le sostanze da una parte all’altra (dipendentemente dalla
differenza di potenziale e dalla conduttanza, cioè quanta sostanza riesce a passare: nel
caso del neurone quanti canali ci sono).
Legge di Ohm_la differenza di potenziale e la conduttanza determinano quanta corrente
passa I (corrente)= g(conduttanza)V(differenza di potenziale).
+
Il potassio K è concentrato maggiormente all’interno della membrana. Esce attraverso i
canali e si accumula sull’esterno della membrana che si carica positivamente. Quando la
carica è troppo forte si blocca l’uscita del potassio (l’interno della membrana è
relativamente più negativo). Si è creato così un equilibrio ionico che corrisponde al
potenziale di equilibrio ionico (equilibrio elettrochimico).
+
L’Na invece è concentrato all’esterno e fa il percorso inverso.
Il potenziale di equilibrio per ciascuno ione si calcola con l’equazione di Nerst.
Il potenziale di riposo (-65 mV) è più vicino al potenziale di equilibrio del potassio (-80
+
mV) che del sodio (62 mV). Perciò la membrana è molto più permeabile al K (40 volte
di più).
Nella membrana ci sono enzimi detti pompe sodio/potassio che portano sodio fuori e
potassio dentro, cioè contro gradiente e consumando perciò energia sotto forma di ATP.
+ +
È questa la ragione per cui c’è più K dentro e più Na fuori.
Se manca energia biochimica, che dà gli ioni, il neurone non funziona più.
Gli astrociti assorbono potassio all’esterno della membrana dove se ne accumula di più e
lo buttano dove ce n’è di meno per mantenere costante la concentrazione.
Il potenziale d’azione
Il neurone può spendere la sua energia potenziale di riposo se ci sono le condizioni.
Quando al neurone arriva uno STIMOLO, questo squilibra il potenziale di equilibrio.
L’impulso nervoso è in grado di percorrere lunghe distanze da un neurone all’altro in
tempi brevissimi.
Gli stimoli meccani sono in grado di far deformare la membrana di neuroni sensoriali,
facendo così aprire nuovi canali per il passaggio di ioni. I canali si possono aprire anche
per effetto di un neurotrasmettitore. Oppure un canale si apre a seconda del voltaggio,
cioè quando questo varia rispetto ai –65 mV del potenziale di riposo.
Lo stimolo meccanico, aprendo i canali, fa sì che Na+ entri nella membrana cellulare che
è negativa. Il potenziale diventa così più positivo, in base all’intensità dello stimolo.
Questo si chiama corrente locale perché tende ad esaurirsi quando finisce lo stimolo, è
cioè limitata ad una sola zona della membrana. Lo stesso avviene quando è un
neurotrasmettitore ad aprire i canali. Se la corrente che entra è positiva (come succede
quando il neuritrasmettitore è il glutammato) si genera un PPSE (Potenziale Post
Sinaptico Eccitatorio), se invece è negativa (per esempio in presenza di GABA) si genera
un PPSI (Potenziale Post Sinaptico Inibitorio).
Alcuni neuroni conducono meno di altri.
Un PPSE piccolo non attiva il neurone. Infatti piccole comunicazioni avvengono
continuamente tra i neuroni per mantenere in vita le sinapsi.
In ogni momento un neurone viene stimolato in più punti (integrazione sinaptica) e si
attiva solo se nell’insieme la stimolazione è sufficientemente alta, cioè se supera un certo
valore detto SOGLIA. Ci sono delle costanti che calcolano quanti stimoli ci vogliono per
attivare un neurone.
Il punto dove l’assone si attacca al corpo cellulare presenta un CANALE VOLTAGGIO
DIPENDENTE AL Na+, che si attiva,cioè si apre, solo con un PPSE sufficientemente
alto, originando così il POTENZIALE D’AZIONE. Ciò accade solo nelle cellule
piramidali (per esempio quelle della corteccia motoria), mentre le cellule sensoriali fanno
partire subito il potenziale d’azione in presenza dello stimolo meccanico. I canali Na+
voltaggio dipendenti si aprono alla variazione del potenziale di membrana. La membrana
così si DEPOLARIZZA (cioè si attiva). I canali si aprono tutti assieme e in 1msec i
potenziale cambia bruscamente salendo. Si aprono a questo punto altri CANALI
VOLTAGGIO DIPENDENTE AL K+, che hanno una soglia più alta. Il K+ esce in massa
per gradiente elettrico e di concentrazione. Nel frattempo si disattivano i canali Na+ e in
questo modo si ha la RIPOLARIZZAZIONE (la parte interna della membrana torna ad
essere negativa).
Il PA è STEREOTIPATO, cioè sempre uguale, mentre le correnti locali sono diverse fra
loro in base allo stimolo, è TUTTO O NULLA, cioè se non si raggiunge la soglia non
parte, è SENZA DECREMENTO, cioè scorre lungo tutta la membrana dell’assone, non
si esaurisce come le correnti; ciò accade perché mentre una parte di membrana si
ripolarizza quella successiva si depolarizza e così via.
Fasi del PA: potenziale di riposo, fase crescente, potenziale a punta, fase decrescente
(ripolarizzazione), iperpolarizzazione (il neurone è meno sensibile).
Il PA è stato studiato sull’assone del calamaro gigante, poiché essendo molto spesso può
essere passato da un elettrodo.
Studi col metodo del blocco del voltaggio: un generatore decide l’intensità del potenziale,
in modo da registrare le correnti in quella fase. Si è così visto in quale fase c’è una
corrente entrante o uscente.
Ci sono dei periodi in cui un neurone è refrattario ad altri stimoli. C’è un periodo
refrattario RELATIVO, poiché i canali del potassio sono già aperti e serve uno stimolo
molto forte per far riattivare il neurone. Quando invece la proteina globulare chiude il
canale Na+ si ha un periodo refrattario ASSOLUTO, poiché il neurone è inattivabile. Ciò
ha anche la funzione di non far tornare indietro lo stimolo (si d