Sistema somatosensoriale
Anche per il somatosensoriale si partirà dal tipo di stimolo che dobbiamo recepire, poi la periferia che trasduce (che trasforma lo stimolo in attività nervosa) e poi come lo stimolo via via arriva fino alla corteccia.
Quando si parla di sistema somatosensoriale, ovvero di sensibilità somatica cioè del corpo, si deve pensare a una sensibilità presente nella pelle (che ci dà informazioni rispetto al tatto, la temperatura, ecc.), ma anche a una sensibilità interna (cioè abbiamo anche una sensibilità dei muscoli, se sono in tensione o no, ecc.).
Questa differenza temperatura-tatto (sono due grandezze fisiche diverse) fa sì che, a differenza del sistema visivo o acustico, i recettori in questo caso trasducono diverse tipologie di energia (nella visione era solo la luce, nell’acustico era esclusivamente l’onda di pressione dell’aria quindi uno stimolo meccanico). Qui avremo anche in questo caso meccanorecettori (tatto), però avremo anche termo recettori (recettori che non sono sensibili alla deformazione meccanica ma alla temperatura), oppure chemorecettori (che possono darci informazioni sulla sostanza chimica di quel punto, per esempio sulla nostra pelle se c’è una ferita, quindi le cellule si rompono e le sostanze contenute al loro interno vengono riversate all’esterno quindi il mezzo chimico cambia e i chemorecettori ci avvertono).
Modalità del sistema somatosensoriale
Abbiamo all’interno del sistema somatosensoriale diverse modalità (una sensibilità basata su una stessa classe di recettori e quindi uno stesso tipo di energia recepibile), quindi nel sistema somatosensoriale abbiamo 4 modalità:
- Modalità tattile: il tipo di energia (lo stimolo) è meccanica e i recettori sono meccanorecettori/meccanocettori cutanei, cioè posti sulla pelle, perché il tatto è una sensibilità della pelle rispetto a stimoli che provengono dall’esterno.
- Modalità propriocettiva (propriocezione): il tipo di energia (lo stimolo) è meccanica, solo che in questo caso i recettori sono posti all’interno del corpo (in particolare nei muscoli, tendini e articolazioni) e servono per capire se il muscolo è allungato, se preme sul tendine, ecc.
- Modalità termica: il tipo di energia è termico e i recettori sono principalmente cutanei ma anche interni per il caldo e per il freddo, quindi ci saranno recettori che si attivano quando la temperatura sale e altri che si attivano quando la temperatura scende.
- Modalità nocicettiva per stimoli nocivi (la sensibilità al dolore): il tipo di energia che viene rilevata è di vario tipo perché può farci male sia uno stimolo meccanico che uno stimolo termico o anche chimico, quindi avremo sia meccanocettori, termocettori che chemocettori. Questi possono essere addirittura lo stesso recettore polimodale oppure distinti (i meccanocettori della modalità nocicettiva rispetto ai meccanocettori del tatto li dividerò perché la sensazione evocata è molto diversa - se sono attivati i meccanocettori della modalità nocicettiva la sensazione evocata è un dolore, altrimenti se è attivato quello della modalità tattile può essere una carezza).
Tutti questi recettori, sono posti sulla terminazione di assoni che provengono da un unico tipo di cellula che si chiama cellula dei gangli delle radici dorsali. In pratica, l’organizzazione di questi recettori è estremamente stereotipata: appartengono a modalità sensoriali diverse. Abbiamo questa cellula dei gangli delle radici dorsali con un assone che arriva per esempio alla pelle. Nella pelle ha una terminazione e lì ci sarà un terminale (dove finisce l’assone) dove non c’è un terminale presinaptico ma sul terminale sono posti dei canali a controllo meccanico, termico, oppure chimico. A seconda di quali canali sono posti sulla terminazione, avremo ovviamente meccanocettore tattile per i canali a controllo meccanico, se ci sono quelli a controllo termico avremo un termocettore; e a livello della terminazione quindi si genereranno un potenziale di recettore che poi darà origine, farà innescare a livello del primo nodo di Ranvier un potenziale d’azione e quindi la terminazione che può essere sulla pelle farà viaggiare il potenziale d’azione verso il midollo spinale oppure verso il cervello (a seconda se è un nervo cranico o del resto del corpo).
Diverse modalità passano da uno stesso tipo di cellule (ci sono cellule diverse) però ciascuna cellula può avere canali diversi ed è questo che genera la diversità. Quindi ad ogni cellula dei canali delle radici dorsali risponde solo un tipo di stimolo e trasporta quindi una sola modalità (risponde solo a uno stimolo perché è specializzata, ha degli specifici canali).
Sensibilità del cranio e nervi spinali
Per quanto riguarda il cranio la sensibilità è data da un nervo che non va nel midollo spinale ma a livello del midollo allungato, che si chiama 5° nervo cranico ed è il trigemino, e si chiama così perché ha 3 branche e danno la sensibilità sul viso (quando si ha un’irritazione, siccome il trigemino ha una componente nocicettiva, provoca dolore).
Per il resto del corpo sono tutti nervi spinali. L’assone delle cellule dei gangli delle radici dorsali è fatto a T: da una parte arriva al soma, ma poi prosegue verso il midollo spinale in cui entra attraverso le radici dorsali (il midollo spinale ha un ingresso dorsale che chiamerò radici dorsali e attraverso queste radici dorsali passano tutti gli assoni in entrata verso il midollo spinale) quelli in uscita passano ventralmente.
Quindi il corpo cellulare delle cellule dei gangli delle radici dorsali in realtà non sta nel midollo spinale ma in alcuni gangli (insieme di neuroni uno vicino l’altro) che contengono i corpi cellulari delle cellule dei gangli delle radici dorsali e questi gangli sono posizionati subito fuori la colonna vertebrale. A volte, sulle terminazioni sono posizionate delle strutture particolari che modulano la risposta dell’assone (per esempio il recettore corpuscolo del Pacini ha intorno alla terminazione tanti strati di membrana e se c’è una pressione sul terminale, all’inizio si trasmette subito, poi però gli strati si ridispongono).
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