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L’International Consortium of Brain Mapping (ICBN) ha

tramite risonanza magnetica (MRI).

adottato tali template come standard.

Differenze tra MNI Template e Talairach

Essi non hanno esattamene la stessa forma e dimensione

I lobi temporali nel template MNI si estendono circa 10 mm al di sotto rispetto al Talairach,

per cui è sempre necessario sapere in che tipo di sistema stiamo operando e operare le

adeguate operazioni di correzione.

La Corteccia Cerebrale

- Mantello laminato di neuroni

2

- Superficie di circa 2500 cm

- Spessore 2.5 4 mm

Cellule della corteccia cerebrale:

- Cellule stellate

- Cellule piramidali

- Cellule fusiformi (granuli): soma affusolato dal cui lato spuntano due ciuffi di dendriti

Organizzazione della corteccia cerebrale:

I principali strati della corteccia cerebrale:

1. molecolare (poche cellule, fibre di collegamento orizzontale)

2. granulare esterno (efferenze associative locali)

3. piramidale esterno (efferenze cortico-corticali e callosali)

4. granulare interno (afferenze) (proiezioni dal talamo e da altre aree corticale)

5. piramidale interno (efferenze midollo e tronco)

6. multiforme (delle cellule fusiformi) (proiezioni al talamo)

Classificazione dell’isocorteccia - 39 -

Distribuzione dell’isocorteccia

Anatomia del Proencefalo (aree di Brodmann) dell’organizzazione

Korbinian Brodmann (1909) definì 52 aree corticali sulla base

citoarchitettonica (tipi cellulari e organizzazione laminare).

- 40 -

- 41 -

Allocorteccia

Suddivisa in:

- archicorteccia

o ippocampo

- paleocorteccia

o corteccia piriforme/olfattiva

Il circuito di Papez - 42 -

Il caso clinico del paziente HM

All’età di 9 anni Henry Gustav Molaison rimase vittima di una caduta in bicicletta. Questo

incidente causò al piccolo Henry un trauma cranico con perdita di coscienza e a distanza di

breve tempo il bambino iniziò a soffrire di una grave forma di epilessia farmacoresistente.

Henry iniziò a soffrire di epilessia all’età di 10 anni e gli attacchi epilettici a partire dall’età di

15 anni iniziarono ad essere sempre più frequenti comportando nel giovane non solamente

una compromissione del suo stato di salute, ma anche un drastico abbassamento delle sue

performance scolastiche ed una incapacità a condurre una regolare vita sociale.

Nell’anno 1953 Henry Gustav Molaison, all’età di 27 anni, decise di sottoporsi ad un

intervento chirurgico per porre fine agli attacchi epilettici di cui soffriva

L’operazione neurochirurgica fu condotta da William Beecher Scoville con lo scopo di ridurre

gli effetti dell’epilessia. Scoville, che fino ad allora aveva trattato pazienti con simili patologie

rimuovendo porzioni del lobo frontale, per la gravità delle condizioni di Henry decise di

applicare una variante innovativa: asportò otto centimetri di entrambi i lobi temporali

mediali, l’amigdala e i due terzi anteriori dell’ippocampo.

Amnesia anterograda e retrograda

Anatomia del Lobo Frontale

Solchi e giri del lobo frontale: –

1. giro frontale superiore solco frontale superiore (a)

2. giro frontale medio solco frontale inferiore (b)

3. giro frontale inferiore scissura silviana (S)

4. giro precentrale (F ascend.) solco precentrale (c)

Giro frontale inferiore:

pars orbitalis (≈ AB 47)

- pars triangularis (≈ AB 45)

- pars opercularis (≈ AB 44)

- - 43 -

Anatomia del Lobo Temporale

Il planum temporale è fortemente lateralizzato a sinistra nei destrimani normolettori.

Anatomia del Lobo Occipitale

Anatomia del Lobo Parietale

• lobulo parietale superiore: AB 5 (verde) e 7 (giallo) [solco

intraparietale]

• lobulo parietale inferiore: AB 39 (rosso) e 40 (blu)

o giro angolare: AB 39;

o giro sopramarginale: AB 40 - 44 -

Ricapitolando – superficie laterale - 45 -

Anatomia del lobo limbico

Ricapitolando – superficie mediale

Il lobo dell’insula - 46 -

I nuclei della base

Formazione neuronale, pari e simmetrica, costituita dall’insieme di

Lenticolare: globo

pallido e putamen. Il n. l. è situato ventralmente al nucleo caudato e lateralmente al talamo,

da cui è separato per mezzo di un fascio di fibre mieliniche che formano la cosiddetta

capsula interna; è connesso con la corteccia prefrontale, temporale e parietale.

Striato: formazione di sostanza grigia situata alla base di ciascuno dei due emisferi

cerebrali, lateralmente al talamo; fa parte del sistema extrapiramidale e partecipa al controllo

del movimento. Il c. s. è suddiviso in nucleo caudato, putamen e nucleo pallido.

I nuclei della base

a) Fasci di proiezione: diretti ai nuclei sottocorticali, al cervelletto, al tronco e al midollo

spinale

b) Fasci di connessione cortico-corticale

1) sistema delle commissure

- corpo calloso

- commissura anteriore

- commissura posteriore

2) fasci di associazione

3) fasci a u

Le commissure:

A. Commissura anteriore: giro temporale inferiore e medio dei due emisferi

B. Commissura posteriore: aree mesencefaliche

C. Corpo Calloso:

Le fibre che costituiscono il tronco del corpo calloso possono essere divise in quattro

gruppi:

1. fibre superiori esterne: originano dalle porzioni posteriori dei lobi frontale e temporale

e dall'intero lobo parietale

2. fibre superiori interne: originano da formazioni della faccia mediale dei lobi frontale

(circonvoluzione frontale interna, lobulo paracentrale, circonvoluzione precentrale),

parietale (circonvoluzione parietale superiore, circonvoluzione postcentrale) e limbico

(giro del cingolo)

3. fibre medie: originano dai lobi frontale (circonvoluzione frontale media, porzione

mediana della circonvoluzione precentrale) e parietale (circonvoluzione parietale

inferiore, porzione mediana della circonvoluzione postcentrale)

4. fibre inferiori: originano dal lobo dell'insula (opercolo silviano) e in parte dal lobo

temporale.

Le fibre del ginocchio originano dalle porzioni anteriori ed orbitarie dei due lobi frontali.

Le fibre che passano per lo splenio, infine, originano da formazioni temporali

(circonvoluzione temporale media), limbiche (giro del cingolo) e, soprattutto, parietali

ed occipitali.

Due fascicoli importanti

Fascicolo longitudinale superiore: connessione tra aree della corteccia frontale e della

corteccia parietale decorre superiormente all’insula.

- 47 -

Fascicolo arcuato: connette area di Broca con area di Wernicke.

Il Diencefalo

Il diencefalo si suddivide in:

- talamo;

- ipotalamo.

È un insieme di nuclei profondi posti

all’altezza del terzo ventricolo e

circondati dai due emisferi cerebrali.

Due fascicoli importanti

Struttura ovoidale, lunga circa 40 mm e larga circa 16 con uno spessore medio di 2 cm.

Lamina midollare interna: fascio di sostanza bianca a forma di Y che attraversa il talamo e

lo suddivide in diverse porzioni:

1. porzione anteriore;

2. porzione mediale;

3. porzione laterale;

+ n intralaminari 

+ n della linea mediana nuclei posti lungo la linea mediana in congiunzione tra le due

strutture talamiche (talamo dx, talamo sx).

- 48 - …………..

- 49 -

- 50 -

L’ipotalamo - 51 -

L’amigdala - 52 -

Il tronco dell’encefalo

La sostanza grigia ha un’organizzazione meno uniforme rispetto a quella che descriveremo

nel midollo.

Si riconoscono nuclei specifici:

1. nuclei della formazione reticolare;

2. nuclei dei nervi cranici;

3. altri nuclei specifici (esempio: nucleo rosso, locus coeruleus).

I nervi che originano dai nuclei del tronco encefalico, hanno una sede di emergenza meno

regolare rispetto ai nervi spinali vengono chiamati nervi cranici.

Il tronco dell’encefalo è attraversato da tutte le vie ascendenti e discendenti che portano

informazioni da o verso il cervello (fanno parte della sostanza bianca del tronco encefalico).

- 53 -

Il Mesencefalo - 54 -

Il ponte

• Posizionato posteriormente al quarto ventricolo.

• Il 90% delle fibre discendenti dalla corteccia fanno sinapsi nei nuclei del ponte.

• Gran parte delle fibre vanno al cervelletto controlaterale.

• Alcune fibre attraversano il ponte in senso longitudinale: sono le vie cortico-spinali

piramidali. - 55 -

Il bulbo

È il tratto più caudale di tronco encefalico, anche detto midollo allungato.

Contiene fibre ascendenti dei fascicoli gracile e cuneato con i relativi nuclei. Queste fibre si

decussano formando il lemnisco mediale (tattile-propriocettiva.)

Altre fibre ascendenti sono quelle del fascio spino-talamico (termica-dolore) che non si

fermano qui.

Qui sono presenti anche le piramidi bulbari e la decussazione delle vie piramidi.

- 56 -

La formazione reticolare

É un sistema diffuso di cellule disposto longitudinalmente nel bulbo, ponte e mesencefalo.

Queste cellule sono riccamente interconnesse (sistema simile a quello degli interneuroni

della zona intermedia del midollo vedi prossima lezione).

Molti neuroni hanno lunghe connessioni longitudinali (simili a quelle dei neuroni del sistema

propriospinale del midollo - vedi prossima lezione).

Proiezioni discendenti al midollo e ascendenti alla corteccia.

Riceve vaste afferenze dalle vie sensoriali e dalla corteccia e modula:

1. le afferenze periferiche;

l’attivazione

2. motoria di origine midollare;

3. lo stato di veglia e di coscienza.

La stimolazione diretta della FR può̀ produrre uno stato di attivazione generalizzato.

Sono considerati nuclei della sostanza reticolare:

• Nuclei del rafe (ponte e bulbo) contengono neuroni serotoninergici e hanno funzioni

modulatorie sulla corteccia (stato di veglia) e sulle afferenze sensitive nel corno posteriore

della sostanza grigia del midollo (analgesia).

• locus coeruleus (mesencefalo).

I nervi cranici - 57 -

- 58 -

- 59 -

I ventricoli

Il liquor

Il LCS è secreto in larga parte dai plessi corioidei dei ventricoli laterali, del terzo e del

quarto ventricolo con un rinnovamento quindi nelle 24 h di 3-4 volte.

In termini generali si può̀ affermare:

1. Circa il 70% del LCS origina dai plessi corioidei

2. Il restante 30% circa è di origine extra-plessuale

Al LCS sono attribuite due funzioni principali:

“ammortizzatore” per le sollecitazioni meccaniche legate alle variazioni di

1.

movimento e di posizione del capo nello spazio (è un liquido viscoso);

- 60 -

2. organo di omeostasi del SNC.

Circolazione liquorale

1. liquor viene prodotto in nei plessi corioidei dei VENTRICOLI

i plessi corioidei sono delle anse capillari poste nella faccia interna dei ventricoli

2. il liquido passa poi nello spazio sottoaracnoideo dove circola e viene riassorbito a

livello delle granulazioni del Pacchioni

corpuscoli bianco-grigiastri che si sviluppano nell'intervallo tra una meninge e l'altra.

Le meningi

Tessuto connettivo di rivestimento del cervello e del midollo:

• dura madre;

• aracnoide;

• pia madre. - 61 -

- 62 -

Il cervelletto

Anche il cervelletto ha una sua corteccia, dei nuclei profondi e la sostanza bianca.

Comunica con il tronco encefalico attraverso i peduncoli cerebellari.

È coinvolto in:

• controllo fine del movimento;

• apprendimento di movimenti complessi;

• equilibrio;

• andatura (atassie). - 63 -

Il midollo spinale

Porzione estrema del ROMBOENCEFALO.

È accolto nel canale vertebrale, ha la forma

di un lungo cilindro lungo circa 44cm, il

diametro di 1 cm ed il peso di 28 g.

È collegato alla periferia da 33 paia di nervi

spinali di natura mista che fuoriescono a

livello dei forami intervertebrali.

Tra una vertebra e l’altra fuoriescono i nervi

spinali:

▪ 8 cervicali;

▪ 12 toracici;

▪ 5 lombari; 5 sacrali;

▪ 1 coccigeo. I mielomeri sono i vari segmenti del midollo da cui

originano i nervi spinali.

A livello di L1 il midollo si interrompe e nel canale vi

sono solo radici, cioè la cauda equina

Nei rigonfiamenti a livello cervicale e lombare

della sostanza grigia sono contenuti i motoneuroni

che innervano i muscoli degli arti.

I nervi spinali sono misti (componente sensoriale e

componente motoria).

- 64 -

La sostanza grigia midollare - 65 -

I dermatomeri

Afferenze al midollo formano:

1) Fibre Ascendenti lungo i cordoni posteriori;

2) Fibre che Ascendono o discendono di qualche livello e terminano nella zona intermedia

dove danno origine a riflessi poli-sinaptici (cioè mediato da interneuroni);

- 66 -

3) Fibre che terminano direttamente sui motoneuroni delle corna anteriori per i riflessi

mono sinaptici (riflesso rotuleo).

La sostanza bianca del midollo:

✓ Cordoni posteriori fascicolo gracile e cuneato sensibilità tattile e propriocettiva;

✓ Fascio spino-cerebellare controllo motorio;

✓ Fascio spino-talamico sensibilità termica e dolorifica;

✓ Fascio cortico-spinale (piramidale) e fascio rubro-spinale controllo motorio distale;

✓ Fasci reticolo vestibolo-tetto-spinali controllo motorio prossimale.

Le principali vie ascendenti sensitive sono rappresentate da:

- Fascicolo gracile: sotto T6 occupa tutto il cordone posteriore. Conduce informazioni

provenienti dalla parte media del torace e dagli arti inferiore. È costituito da fibre che

terminano a livello del nucleo gracile nel tronco encefalico. Conduce segnali per il dolore

la sensibilità tattile e discriminativa profonda e la propriocezione degli arti inferiori e del

tronco inferiore;

- Fascicolo cuneato: viaggia con il gracile al di sopra di T6 e trasporta lo stesso tipo di

informazione sensitiva. Arrivano al nucleo cuneato nel tronco encefalico;

- Fascio spino-talamico: trasporta le informazioni dolorifiche e termiche, le informazioni

tattili tipo solletico e prurito ed il contatto grossolano;

- Fascio spino-reticolare: porta stimoli dolorifici causati da lesioni tissutali;

- 67 -

- Fasci spino-cerebellari anteriori e posteriori: trasportano la sensibilità propriocettiva

proveniente dagli arti e dal tronco al cervelletto, localizzato posteriormente all’encefalo e

preposto al controllo motorio.

Le principali vie motorie discendenti sono rappresentate da:

chiamati anche fasci piramidali perché passano all’interno di

- Fasci cortico-spinali:

solchi presenti nel midollo allungato chiamate piramidi. Trasportano impulsi motori per i

movimenti di precisione;

- Fasci tetto-spinali: origina dal tetto del mesencefalo ed è coinvolto principalmente nella

rotazione della testa in risposta a stimoli visivi e sonori;

postura e del dell’equilibrio;

- Fasci reticolo-spinali: mantenimento della

equilibrio dell’orecchio interno.

- Fasci vestibolo-spinali: ■ □ ■

- 68 -

La Sensazione Somatica

1. Tatto

2. Temperatura

3. Dolore

4. Propriocezione

Il Tatto

Sensazione che ha origine sulla pelle.

I meccanocettori

1) Corpuscoli di Pacini (campo recettoriale ampio):

• posizione: derma profondo

• dimensioni: 2mm lunghezza, 1mm diametro

2) Terminazione di Ruffini:

• piccoli corpuscoli del Pacini

3) Corpuscoli di Meiisner (campo recettoriale piccolo)

• posizione: creste della cute glabra

• dimensioni 1/10 Pacini

4) Dischi di Merkel:

• posizione: epidermide. d’azione dipende da:

La velocità di conduzione del potenziale

ampiezza dell’assone

1)

2) presenza della mielina - 69 -

La Corteccia Somatosensoriale

Giro post-centrale

Aree di Brodmann 1-2-3

Di fatto ad oggi gli ultimi studi suggeriscono che la prima

stazione di elaborazione delle informazioni sia 3b:

1) riceve da VPL e VPM;

2) neuroni particolarmente sensibili a stimoli

somatosensoriali;

3) lesioni in 3b -> danno sensazione somatica;

4) stimolazione elettrica di 3b -> esperienza

somestesica.

3a: afferenze propriocettive/muscolari

3b: afferenze tattili (superficie e forma degli oggetti)

3b invia afferenze a 1 (texture degli oggetti) e a 2 (forma

degli oggetti)

Corteccia parietale posteriore (aree 5 e 7)

- 70 -

Integrazione di informazioni somatosensoriali con informazioni visive programmazione dei

movimenti rappresentazione spaziale (esempio: ATASSIA OTTICA).

Corteccia parietale posteriore (lobulo parietale inferiore 39,40)

lesioni di questa regione nell’emisfero

Area associativa di ordine superiore destro provocano

Negligenza Spaziale Unilaterale (NSU).

La somatotopia di S1

Somatotopia: distribuzione topografica delle sensazioni somestesiche provenienti da

diverse porzioni di corpo Homunculus Sensoriale.

Il dolore

Nocicettori: terminazioni libere arborizzate.

Nocicezione: processo sensoriale che fornisce i segnali per la localizzazione della

sensazione dolorifica.

Tipi di dolore

• acuto e pungente attivazione delle fibre Aδ.

Dolore primario:

• Dolore secondario: tardivo e di lunga durata attivazione delle fibre C.

La via Spinotalamico

✓ Decussa nel midollo;

✓ viaggia nei cordoni ventrali;

✓ parte delle informazioni arrivano a VPL;

✓ parte delle informazioni arrivano ai nuclei intralaminari del talamo.

- 71 -

Il Sistema Uditivo

Il Suono udibili della pressione dell’aria.

Compressioni

Orecchio

Orecchio medio

Funzione dell’orecchio medio: amplificare le vibrazioni in arrivo sulla membrana timpanica

trasmettere con maggiore forza le vibrazioni alla finestra ovale. Pressione sulla finestra

ovale circa 20 volte maggiore della pressione sulla membrana timpanica.

parete dell’orecchio medio e al

Muscolo tensorio: connesso alla martello.

Muscolo stapedio: connesso alla parete del cranio e alla staffa.

Contrazione dei muscoli provoca irrigidimento degli ossicini e riduzione della conduzione

della vibrazione. (RIFLESSO DI ATTENUAZIONE)

- 72 -

Orecchio interno

Elicotrema: foro tramite cui la scala timpanica e quella vestibolare si connettono e

attraverso questo foro passa la PERILINFA.

ENDOLINFA: liquido contenuto nella scala media (simile al liquido intracellulare).

Proprietà della membrana basilare

È più stretta alla base e più larga di 5 volte all’apice

✓ la base è più rigida dell’apice

✓ in risposta alle vibrazioni della finestra ovale prodotte dalla staffa si produce movimento

di perilinfa e endolinfa, la membrana basilare risponde a questi movimenti producendo

un’onda lungo la sua superficie

l’onda arriva tanto più lontano quanto più il suono è a bassa frequenza

TONOTOPIA: aree della membrana basilare sono massimamente deformate e sensibili a

specifiche frequenze.

L’organo del Corti

✓ posto a ridosso della membrana basilare

✓ sovrastato dalla membrana tettoria

✓ composto da cellule ciliate, bastoncelli di Corti e cellule di

sostegno

a seconda della posizione si parla di cellule ciliate:

1) esterne;

2) interne (tra midollo e bastoncelli di Corti).

- 73 -


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AUTORE

Ren23

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2017-2018

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ren23 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti anatomo-fisiologici dell'attività psichica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Berlingeri Manuela.

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