Focus Senegal
Introduzione al focus Senegal
Conferenza che riguarda il focus Senegal, introdotto ad inizio del corso. (creata una cartella “focussenegal” in blackboard). Intervento dell’avv. Zotti e del Dott. Corsi. La prima affermazione che si può fare è: “Il Senegal è un buon posto per fare affari”.
Caratteristiche principali del Senegal
L’Africa è un continente che ha delle differenze interne enormi, non si può parlare di diritto africano. Il Senegal viene considerato la “gazzella d’Africa”, un paese veloce, dinamico, attento, attivo e presente rispetto ai mercati e al business interno ed internazionale. Viene considerato uno dei paesi più interessanti. Tra le motivazioni principali troviamo:
- Stabilità storica e politica già dal 1960, da quando è indipendente. Comprovato dal fatto che ha avuto solo 4 presidenti che hanno concluso i loro mandati (rinnovabili per 2 volte, durata di 5 anni). Il presidente attuale, Macky Sall, ha dato un giro di volta importante alle attività del paese.
- Posizione geografica favorevole, con un porto internazionale ed importante, lo stesso vale per l’aeroporto recentemente realizzato, una linea ferroviaria e strade di comunicazione all’avanguardia. Dakar (la capitale) è una città cosmopolita che nel 2022 ospiterà le olimpiadi giovanili estive.
- Dakar è gemellata con Milano dal 1974, questo fa capire come anche l’Italia ha posto attenzione nei confronti del paese.
- Alta crescita demografica.
- Agricoltura presente, i giovani lasciano la parte agricola e si trasferiscono in città per fare esperienze.
- È una città che sta cominciando ad avere problemi di inquinamento atmosferico e sonoro, simbolo di modernizzazione.
- È un paese di giovani, che hanno molte aspettative e possibilità da parte del governo che è presente, hanno la possibilità di superare il problema dell’analfabetismo nonostante sia ancora abbastanza problematico.
- Religione islamica, nel diritto questa caratteristica influenza la gestione e l’economia.
- Economia aperta, presenza di multinazionali con vari finanziamenti ancora in corso.
- Valuta ancorata all’euro.
- Presenza di industrializzazione, economia in crescita, ottica nel rispetto della modernizzazione.
Contesto economico
Il Senegal ha avuto ed ha ancora una stabilità politica ed economica difficile da trovare in altri paesi del continente. Dopo l’indipendenza dal 1960, i presidenti hanno rappresentato una volontà popolare. Questo ha contribuito ad accrescere la credibilità nei confronti degli investitori stranieri. Per quanto riguarda la valuta, il Senegal ha adottato “CFA” (franco francese delle colonie francesi d’Africa) una valuta creata all’indomani della 2a guerra mondiale, in seguito agli accordi di Bretton Woods. La Francia decise di adottare il CFA, nel 1958 cambiata in “franco della comunità francese d’Africa”, mantenendo comunque la stessa sigla.
Vi fu subito la divisione delle ex colonie francesi in due gruppi di paesi, la 1a di cui fa parte anche il Senegal chiamato “unione economica e monetaria dell'ovest africana” che fa capo ad un istituto di emissione che è la banca centrale degli stati dell’Africa dell’ovest, il 2o gruppo è la “comunità economica monetaria dell’Africa centrale” che fanno capo alla banca degli stati dell’Africa centrale. Abbiamo due banche sovranazionali che hanno entrambe adottato il CFA. Recentemente ci sono state delle forti critiche a questo sistema, poiché le valute sono garantite dalla banca centrale francese presso cui questi paesi hanno costituito delle riserve auree, per garantire la moneta.
Il cambio viene fissato rispetto all’euro, il tesoro francese che ha queste riserve garantisce la convertibilità delle valute. Questo vuol dire che il ministero del tesoro francese incide notevolmente sulle politiche monetarie di questi stati. La critica nasce proprio per questo, perché la Francia stava controllando questi stati attraverso la convertibilità delle valute (neocolonialismo economico). Macron si è offerto di rivedere questo sistema, però la Francia non poteva decidere da sola: doveva ricevere un input anche da parte dei leader di questi paesi. Ma fino ad ora questo non è successo perché alcuni stati, come il Mali, in seguito all’indipendenza avevano mantenuto una moneta molto debole, crescente inflazione che provocava problemi all’export.
Anche nel caso dell’euro forte il problema dell’export ci sarebbe comunque, ma sarebbe un male minore rispetto al male provocato dalle valute locali. Macron quindi afferma che ci sarebbe da rivedere il sistema ma la spinta deve partire dai leader africani. Nel 2020, i paesi (tra cui il Senegal) che fanno parte dell’unione economica e monetaria dell’ovest africana, hanno pensato di adottare una nuova valuta chiamata ECO, legata sempre all’euro ma senza le ingerenze della banca del tesoro francese, cercando di scollegarsi dalla Francia. Bisognerà capire dal punto di vista delle riserve auree, come si potrà procedere nei confronti della banca centrale europea e delle banche nazionali.
PSE
È stata la banca mondiale a rilevare quanto il Senegal stesse e stia crescendo, una crescita costante e strutturale che prevede un PIL in aumento del 7%, nonostante la disoccupazione sia ancora elevata, anche tra i laureati e le donne che si trovano in una posizione svantaggiata. Quella del Senegal è una delle economie africane più in crescita, quando sin dal 2014 ci sono state una serie di iniziative economico-finanziarie ma anche giuridico-legali nei confronti della giustizia, interventi radicali ed importanti. Nel 2014 è stato promulgato il PSE, un testo, linee guida per le politiche economiche del paese.
In esso vengono individuate delle macro-aree che vedono nel 2035 l’obiettivo di trasformare il Senegal in un paese con settori produttivi all’avanguardia rispetto agli altri paesi africani e con un maggior coinvolgimento del settore privato (non solo comprendente le multinazionali provenienti dall’estero, ma anche le imprese locali – visto che l’obiettivo è anche di stimolare l’economia interna).
Il PSE prevede tre linee guida fondamentali:
- La trasformazione del concetto di economia e della sua crescita, un’economia diversa, una crescita posturale.
- Il capitale umano, la sua formazione, socialmente devono esserci degli interventi molto importanti perché parliamo di una ex colonia.
- Uno sviluppo sostenibile.
- La governance, le istituzioni e la pace e tanta sicurezza (anche se il Senegal non può essere considerato un paese pericoloso).
Per questo Sall ha avviato un programma politico riformista, ha ereditato un’economia con costi energetici molto elevati, situazione commerciale difficile ed un sistema amministrativo pubblico molto oneroso (il 60% del PIL del Senegal è fatto dall’apparato burocratico pubblico). Questo piano mira a consolidare e sviluppare con costanza e sistematicità tutta una serie di riforme proprietarie e un progetto di investimento volto ad una stabilità macro-economica ma anche una redditività elevata.
Allentare quelli che sono i colli di bottiglia dati dai dettami burocratici e migliorare il clima imprenditoriale che vede da una parte multinazionali aggressive e dall’altra PMI che arrivano dall’estero che vedono in questo paese possibilità di business e nello stesso tempo gli stessi senegalesi, essendo migranti per problemi economici (e non di guerra) tendono a ritornare nel loro paese come imprenditori realizzando iniziative importanti ed economicamente rilevanti.
Il PSE prevede realizzazione di autostrade, interventi sulla famiglia (edilizia non solo legata a Dakar ma anche legata alle zone agricole e limitrofe), fino ad uno sviluppo comunitario, in quanto il Senegal è firmatario di convenzioni bilaterali con diversi paesi, è anche inserito in progetti della comunità europea. Non dimentichiamoci però che vi è ancora mancanza di acqua nel paese, che portano problemi di approvvigionamento dell’elettricità, che comporta un vero e proprio programma di sviluppo per la produzione di elettricità a livello nazionale, portando l’espansione della materia prima anche in zone meno industrializzate.
Risorse minerarie e petrolifere
Il Senegal può essere sfruttato dal punto di vista delle miniere (di ferro), petrolio, oggetto di sfruttamento da parte di diversi paesi. Una delle priorità è il rilancio dell’agricoltura. Accanto a questi aspetti non vanno dimenticati gli aspetti giuridici-legali, non solo gli accordi tra paesi ma anche le relazioni formali e di sviluppo sul territorio tra i diversi interlocutori. Il Senegal, essendo un paese africano, ha delle tradizioni proprie molto radicali a livello giuridico.
Dakar Commercial Court
Un’importante riforma in questo senso è quella di istituire la Dakar commercial court, tra il 2017 e il 2018 ha creato questo istituto con il fine ultimo di dare importanza ai contenziosi commerciali creando un clima imprenditoriale più consono, per far capire che l’imprenditore che arriva in Senegal ritrova delle condizioni favorevoli e positive anche sul livello della giustizia, sentendosi tutelato di diritti e doveri. È stato creato questo organismo che ha la caratteristica di avere procedimenti veloci, con contenziosi risolti nell’arco temporale di 90 giorni, la conciliazione è obbligatoria (fattore importante). I giudici sono di due tipi: consolari e giudici che nascono dal mondo dell’imprenditoria. Attraverso questo tipo di riforma questo paese viene visto come paese che cerca di tutelare gli investimenti che provengono dall’estero.
Forma di governo
Vi è la presenza di un presidente, in quanto il Senegal è una repubblica semipresidenziale, ha una sua costituzione e dovrebbe esistere una separazione dei poteri. Ma nella realtà non è proprio così, perché il presidente ha ampio controllo delle dinamiche amministrative del paese e, oltretutto, ha controllo sulla nomina dei giudici, controllando anche la parte della giustizia del paese. Il sistema giudiziario, di fatti, è un sistema misto basato sulla civil law francese ma allo stesso tempo si basa su di un sistema di diritto consuetudinario precoloniale che deriva dal diritto islamico senegalese. Con l’indipendenza, conclusa la colonizzazione, il Senegal ha tentato di abolire i tribunali consuetudinari che hanno fatto parte di una certa cultura e tradizione. Ancora oggi queste pratiche sussistono con una separazione dei diritti.
Il diritto di famiglia fa parte di queste consuetudini, la parte commerciale è gestita da questa giustizia riformata, in quanto è una legittimazione che deve essere ampiamente riconosciuta da chi proviene dall’estero.
Il terziario
Per quanto riguarda il settore bancario, il tasso di diffusione dei conti correnti bancari all’interno della popolazione è ancora molto basso, diffuso ma non molto nelle corde di questo popolo. C’è un problema di sostanza in quanto il credito alle imprese a lungo termine è ancora poco diffuso, non fa parte del business quotidiano come invece lo è nelle nostre imprese. Lavorare con le banche fa parte delle aziende ed in Senegal questo ancora deve consolidarsi, le banche più importanti sono o africane o francesi, quelle estere stanno cominciando ad arrivare (questo ambito deve perciò ancora svilupparsi).
La pandemia
In riferimento al COVID, questo ha segnato in maniera sostanziale il Senegal, il presidente ha infatti richiesto di azzerare i debiti africani ed i debiti privati, perché per i paesi come questi recuperare una situazione di crisi come questa è estremamente difficile, ed infatti è stata la Cina che ha azzerato il debito nei confronti del Senegal (20 mln $). Allo stesso tempo ha accordato un prestito di 7 mln di $ per scuole, strade ecc. La Cina non è molto amata in Senegal, in quanto usa personale e prodotti che arrivano dal suo paese (export di manodopera e prodotti cinesi in Senegal).
Attrattività
Il Senegal viene considerato un paese business friendly da parte degli studiosi perché anche grazie alle riforme attuate negli anni, il paese ha raggiunto un buon livello di infrastrutture, gli investimenti stranieri sono stati di successo. All’inizio gli investimenti stranieri erano rappresentati da aziende francesi, poiché sulla base del rapporto coloniale, avrebbero avuto dei rapporti privilegiati. Anche le aziende statunitensi, la Germania e l’Italia sono diventate partner commerciali. L’Italia è uno dei primi 10 paesi partner, perché in Italia vi è una forte comunità senegalese che ha mantenuto rapporti con il paese d’origine.
Accanto agli investitori francesi (molto numerosi) che partecipano a progetti di infrastrutture e di sviluppo dei porti commerciali di Dakar, abbiamo gli investimenti dei senegalesi di ritorno, che sono emigrati per motivi di studio o lavorativi in altri paesi, svolte determinate attività in determinati settori sono tornati in Senegal costituendo società locali o in partnership con società straniere, in ambiti in cui avevano già lavorato quando erano all’estero. Un esempio è il caso “Le Groupe Kirene” società che ha sede a Dakar, che opera nel settore agroalimentare delle bevande, in quanto è stata scoperta una sorgente di acqua a Kirene (in Senegal). La società si è occupata dello smercio di acqua nelle bottiglie oltre che per la produzione di latte, latticini e succhi di frutta. È un esempio di come questa società, che si sta espandendo, ha fatto numerosi investimenti in macchinari e produzione. Allo stesso tempo, anche nel settore alberghiero molti senegalesi, che hanno lavorato sia negli USA, nord America ed Europa, sono tornati riportando il modello dei villaggi turistici.
Da notare che la compagnia Grimaldi e la Costa Crociere, hanno degli uffici a Dakar in quanto il suo porto viene strettamente utilizzato dalle 2 compagnie per itinerari nella zona che raggiungono Capo Verde, ad un’ora di volo da Dakar e per andare in altre località.
Le aziende italiane
Per quanto riguarda gli effetti delle aziende italiane, ci sono delle medie aziende italiane che operano nel settore turistico e delle costruzioni, oltre che per quanto riguarda impianti industriali e meccanica (forte industrializzazione).
La coltivazione dell’arachide
Il settore terziario traina l’economia anche se negli ultimi anni si sta sviluppando il settore dell’agricoltura, collegato a quello agroalimentare. I governanti senegalesi hanno cercato di ovviare la monocultura dell’arachide, infatti intorno alla metà dell’800, quando la tratta degli schiavi è diventata fuori legge, Dakar era famosa per essere porto degli schiavi che venivano prelevati dall’interno che poi venivano smistati in nord America. Con l’abolizione, c’è stata l’attuazione dell’arachide, coltivazione di carattere estensivo avendo terreni per la coltivazione davvero estesi. Il Senegal divenne il primo produttore di arachide e primo esportatore. Nel corso degli anni si è cercata una maggiore diversificazione delle culture.
Senegalizzazione
Si parla poi di una politica di senegalizzazione che presenta due aspetti:
- Il Senegal non è una regione ricca di materie prime rispetto agli altri paesi, ma ha giacimenti di fosfati e miniere di ferro. Per quanto riguarda l’attività di estrazione della materia, interviene lo stato senegalese attraverso delle società appositamente costituite.
- Tendenza al ricorso del capitale straniero per aumentare l’industrializzazione. Intorno a Dakar, si sono create delle aree franche con forti esenzioni fiscali che costituivano società in quei territori. Di fatti sono state create delle aree industriali molto importanti.
Al di la della ricchezza delle materie prime, di alcuni stati, un’altra ricchezza è la terra con la possibilità di coltivare vaste estensioni, possibilità che non hanno più Europa, nord America ed Asia. Questo porta i paesi come la Cina, la Corea del sud e il Giappone, ad investire in Africa con una partnership nei settori delle costruzioni.
Soprusi giuridici e attivismo
Per quanto riguarda il diritto fondiario ancestrale, in Africa la terra appartiene al popolo che la occupa e se ne occupa. La terra è un bene primario, che viene sfruttata e diviene fonte di ricchezza. Sotto il profilo giuridico nascono delle questioni, poiché le multinazionali acquisiscono il diritto d’uso e sfruttamento per un tot di anni, concordandolo con il governo una serie di aiuti e benefici sociali. Gli avvocati delle multinazionali inseriscono nei contratti clausole ingannevoli, di fatti, recentemente sono nati dei gruppi di attivisti che cercano di combattere comportamenti giuridicamente ingiusti.
Il quesito che è stato posto è se il governo abbia mai chiesto il permesso al popolo per concedere i terreni agli stranieri, domanda giuridica ancora in corso senza risposta. Lo sfruttamento della terra e della popolazione (manodopera) attraverso salari bassi e pochi diritti sindacali tutelati. In questi gruppi di attivisti abbiamo le donne, le “madre terra”, che si ritrovano a tutelare i beni del loro territorio, istituendo movimenti nell’ottica di modificare accordi contratti condizioni ed intese a loro tutela.
Cina
La Cina guarda l’Africa con un occhio attento, è molto importante l’approccio che c’è stato tra Cina e Africa, in quanto il paese sta cercando di tutelarsi dai vecchi abusi effettuati dalla Cina nei confronti dell’Africa.
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Focus group
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Esempio di focus group
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Tesi: brand management: focus on football
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Focus Macroeconomia con esercizi, Economia applicata all'ingegneria