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Flat tax: aspetti di equità ed efficienza

La flat tax viene considerata, secondo la scienza delle finanze, un sistema fiscale di imposizione sui redditi non progressivo che si basa su un'aliquota fissa. Attualmente, diversi paesi nel mondo hanno adottato regimi fiscali basati sulla “tassa piatta”, anche se assumono diverse sfumature l’uno dall’altro e presentano in realtà molte differenze rispetto ai classici regimi di flat tax. A prescindere dalle diverse declinazioni dei regimi di flat tax nel mondo, il dibattito sugli aspetti di equità ed efficienza si è sempre concentrato sulla contrapposizione tra un sistema di tassazione di tipo progressivo e un sistema basato sulla tassa piatta, volto a individuare quale dei due possa definirsi ottimale.

Flat tax: imposta ottimale?

Può dirsi dunque la flat tax una imposta ottimale? Nel 1971 viene proposto, dal premio Nobel James Mirrlees, il primo modello generale di tassazione ottimale sul reddito che tiene conto del trade-off tra equità ed efficienza. Il modello considera individui eterogenei tra loro, caratterizzati da abilità individuali che ne determinano la singola produttività e non osservabili dal fisco. Il fisco può, però, osservare il reddito prodotto singolarmente.

Per introdurre progressività con fini redistributivi si tasseranno maggiormente i redditi più alti, per andare a colpire gli individui con maggiori abilità. Nonostante lo scopo di questa tassazione progressiva sia rendere più equo il prelievo, i soggetti maggiormente tassati saranno indotti a ridurre il proprio impegno lavorativo per pagare minori imposte. In questo modello sorge un problema di asimmetrie informative, infatti, dato che il pianificatore sociale non conosce le singole abilità dei contribuenti, un tipo di tassazione progressiva che trasferisce reddito da soggetti con alta abilità a quelli meno abili non otterrà l’effetto desiderato.

Viene evidenziato in questo passaggio un grande difetto della tassazione progressiva: l’incentivo a eludere il fisco per redditi tendenzialmente alti. Il modello di Mirrlees sembra quindi suggerire una tassazione di tipo flat, infatti egli afferma che: «Forse la caratteristica più sorprendente dei risultati è la vicinanza alla linearità della funzione d’imposta». L’imposta di cui parla è una flat tax con aliquota unica associata a un trasferimento universale uniforme.

Si palesa così un evidente trade-off tra equità ed efficienza: la minimizzazione del sacrificio totale che, detto in altre parole, è l’obiettivo di massima utilità prodotta dal reddito al netto dell’imposta.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/03 Scienza delle finanze

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