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Infarto del miocardio

Sapete cos’è l’infarto del miocardio perché ne abbiamo parlato la scorsa volta, appartiene ad una cardiomiopatia ischemica ed è caratterizzato dall’occlusione di un vaso coronarico con necrosi del tessuto a valle. Il cuore ha bisogno di ossigeno per dare un adeguato apporto metabolico; i fattori che a livello cardiaco determinano un aumento del consumo di ossigeno sono:

  • Frequenza cardiaca
  • La contrattilità
  • Lo stress parietale

Lo stress parietale è la pressione sviluppata al suo interno che dipende anche dal raggio della cavità. Più è alta è la frequenza maggiore è il consumo di ossigeno; allo stesso modo la contrattilità cioè quando il cuore si contrae maggiormente si ha un maggiore consumo di ossigeno, come il muscolo che quando fa un lavoro più pesante ha bisogno di una maggiore quantità di ossigeno per nutrirsi. In una condizione in cui il cuore sta in una situazione di base ad esempio quando una persona è seduta e la condizione in cui una persona fa una salita, varia anche la contrattilità e l’apporto di ossigeno. Un cuore dilatato, come avviene nelle insufficienze valvolari, accoglie una maggiore quantità di sangue e quindi ci sarà maggiore stress di parete.

Quando lo stress di parete è eccessivo cosa succede? Nel cuore decorrono le coronarie, quindi quando aumenta la pressione le coronarie vengono schiacciate, soprattutto nella fase diastolica in cui avviene il riempimento. Quindi è la pressione all’interno della cavità che provoca lo stress sulla parete.

Ischemia miocardica

L’ischemia miocardica è il risultato di uno squilibrio che si viene ad instaurare tra la domanda di ossigeno da parte del tessuto miocardico e l’offerta dello stesso; cioè se noi abbiamo un cuore di una persona che sta facendo uno sforzo, richiede un maggiore apporto di ossigeno e quindi un maggiore flusso di sangue, ma se nella coronaria abbiamo una stenosi, il flusso di sangue è ridotto e quindi nonostante il cuore lo richiede non glielo possiamo dare e in quel caso abbiamo l’ischemia miocardica.

Fattori della genesi dell'ischemia miocardica

  • Riduzione del flusso coronarico
  • Aumento del consumo di ossigeno

All’interno di un normale vaso abbiamo la porzione endoteliale e quand’è che si viene a formare l’alterazione che determina stenosi del vaso e quindi la formazione della cosiddetta placca aterosclerotica? Man mano si ha il deposito delle strie lipidiche, la formazione dell’ateroma intramurale con la capsula fibrosa, rottura della capsula fibrosa e quindi formazione del trombo. Chiaramente tutto questo presuppone una disfunzione dell’endotelio che favorisce anche l’attecchimento delle piastrine e quindi di conseguenza la formazione del trombo.

È chiaro che la placca aterosclerotica determina un processo infiammatorio molto importante perché nel momento in cui si ha il danno a carico della parete si ha l’attivazione di tutta quella componente infiammatoria che provoca la produzione di mediatori che favoriscono anche la crescita delle cellule muscolari all’interno del vaso e quindi favoriscono la formazione del cosiddetto cappuccio fibroso.

Considerando una condizione in cui il cuore deve dare un maggiore apporto di ossigeno, un maggiore apporto di sangue, se il lume è piccolissimo, o fai la salita, o fai la scalata, sangue più di tanto non ne passa e quindi si instaura l’ischemia miocardica.

Stabilità della placca

La placca può essere instabile perché abbiamo poche cellule muscolari lisce, un cappuccio fibroso sottile, cellule infiammatorie, ma soprattutto l’endotelio è eroso; invece nella placca stabile l’endotelio è intatto. Ma soprattutto la differenza è anche la mancanza di cellule infiammatorie perché sono responsabili dell’avvio del processo che porta alla proliferazione cellulare e quindi alla formazione del processo patologico.

L’erosione dell’endotelio comporta l’adesione di monociti, quindi si viene ad instaurare un processo infiammatorio che comporta la proliferazione delle cellule muscolari e quindi la formazione del cosiddetto cappuccio fibroso. Un ruolo importante è dato anche alle LDL: il colesterolo LDL è quello cattivo perché sappiamo che provoca dei processi di ossidazione.

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

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