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Emostasi e trombofilia

Per comprendere meglio i meccanismi fisiopatogenici che sono alla base delle patologie relative all’apparato cardiovascolare, accanto alla già citata omeostasi vascolare, è necessario introdurre il concetto di omeostasi cellulare. Per omeostasi cellulare s’intende l’equilibrio tra un adeguato apporto ematico con un ambiente liquido normale che si realizza quando i parametri relativi alle pressioni idrostatica, osmotica ed oncotica vengono mantenuti a livelli fisiologici.

Le alterazioni di tali parametri, infatti, oltre a comportare l’insorgenza di patologie strettamente legate ad alterazioni emodinamiche (iperemia attiva e passiva; scompenso cardiaco destro e sinistro; ostacolo del ritorno venoso), risultano essere determinanti anche nella genesi dei disturbi idrodinamico-osmotici tra i quali il più significativo è l’edema.

Distribuzione dell'acqua totale nell'organismo

Per comprendere come effettivamente le alterazioni dell’omeostasi cellulare possano portare ad edema, bisogna considerare la distribuzione dell’acqua totale nell’organismo: c’è, infatti, una quota intracellulare ed un’altra extracellulare a sua volta scissa in una componente intravasale ed in una extravasale/intestiziale. Nella componente intravasale è fondamentale la pressione osmotica il cui contenuto elettrolitico (Na e K) è regolato da quella intracellulare mediante la pompa Na/K, mentre il contenuto proteico (soprattutto albumina) dalla funzionalità epatica.

Allora cos’è che regola l’entrata e l’uscita di liquidi tra plasma sanguigno e liquido interstiziale?

Edema e legge di Starling

Facendo, dunque, riferimento a tale schema si riesce a capire perché frequentemente nelle embolie polmonari può insorgere edema polmonare: l’aumentata pressione idrostatica che spinge i liquidi nell’interstizio non è controbilanciata dalla pressione oncotica che tenderebbe a richiamarli nel lume vasale. Volendo ora dare una definizione di edema possiamo definirlo come un accumulo di liquido in eccesso negli spazi interstiziali e nelle cavità del corpo dovuto ad un’alterazione dell’omeostasi cellulare.

Sulla scia di quanto suggerito dalla legge di Starling, si riesce a comprendere anche come le cause fisiopatologiche dell’edema siano strettamente legate ad alterazioni riguardanti una o entrambe le “forze di entrata ed uscita”:

  • Aumento della pressione idrostatica (in cui si annoverano maggiormente l’ostacolo al ritorno venoso, la pericardite costrittiva e lo scompenso cardiaco congestizio);
  • Riduzione della pressione osmotica plasmatica (ipoproteinemia da sindrome nefrosica; cirrosi epatica);
  • Ostruzione linfatica;
  • Ritenzione di sodio;
  • Infiammazione.

In ultima analisi è da tenere in considerazione che l’edema può essere sistemico, generalizzato (anasarca) e a carattere essudatizio o trasudatizio.

Emostasi e trombofilia

Nelle lezioni precedenti si è accennato al concetto di emostasi e al meccanismo della cascata coagulativa che ne esplica l’attività. Quello che si propone di fare adesso è di descrivere nel dettaglio le varie fasi del processo coagulativo facendo riferimento...

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

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