Patologia e fisiopatologia dell'animale (unità 2)
Fisiopatologia del circolo periferico
Disturbi locali
- Emorragia
- Iperemia
- Ischemia
- Trombosi
- Embolia
Alcune tra queste alterazioni di circolo periferico sono più conosciute e scontate, altre invece necessitano di maggiori precisazioni a riguardo.
Emorragia
Fuoriuscita di sangue dai vasi. Può essere di vario tipo a seconda del tipo di vaso interessato che ne condiziona ovviamente anche la gravità. Ne abbiamo tre tipologie:
- Arteriosa
- Venosa
- Capillare: espressione di altre patologie
Le forme più gravi sono ovviamente quelle arteriose, nei quali vasi il sangue ha anche una differente fuoriuscita. La pressione del vaso arterioso fa sì che il sangue zampilli durante un'emorragia, a differenza dell'emorragia venosa durante la quale il sangue fuoriesce in maniera più lenta e defluisce dalla zona della soluzione di continuo. Infine abbiamo l'emorragia capillare che sono le forme più semplici che possono essere però espressione di altri tipi di patologia a volte anche con una certa gravità. L'entità e la gravità dipende naturalmente dal tipo di vaso interessato.
Distinguiamo le emorragie in:
-
Esterne, che prendono nomi diversi a seconda della tenda da cui fuoriesce il sangue. Abbiamo diversi esempi:
- Epistassi: perdita di sangue dal naso
- Emottisi: presenza di sangue con l’ispettorato (nel materiale della tosse)
- Enterorragia e melena: per enterorragia si intende la presenza di sangue nell’apparato gastroenterico, mentre per melena si entra più nello specifico e si intende la presenza di sangue digerito di colore scuro che tinge le feci (contatto dell’emorragia con l’acido gastrico e quindi emorragia nella parte alta dell’apparato gastroenterico). Si ottiene una melena con le ulcere gastriche oppure con quelle ulcere che hanno una grande vicinanza con HCl gastrico come quelle nella prima sezione del duodeno. Abbiamo presenza di melena quando il sangue viene deglutito da parte dell’animale e quindi arriva a livello dello stomaco nel quale l’emoglobina viene a contatto con l’acido cloridrico e quindi prende un colore scuro. Non si presentano necessariamente colorazioni nerastre nelle feci, ma dobbiamo andare a cercare sangue occulto con analisi del materiale fecale
- Ematuria: presenza di sangue nelle urine
- Metrorragia: presenza di sangue nell’utero
-
Interna: l'emorragia quando è interna e a volte quando gli animali hanno una situazione da emorragia interna non necessariamente sono accompagnate da emorragie esterne. Animali che presentano avvelenamenti da rodenticidi e/o anticoagulanti a volte può presentare un'emorragia esterna derivata dalla rottura delle mucose, ma possiamo anche avere un animale in shock, in collasso cardiocircolatorio perché può presentare emorragie interne. Un animale in shock a seguito di un investimento, per esempio, oltre a presentare emorragie esterne, può anche averne di interne per rottura di organi come milza e fegato. In questo tipo di emorragia il sangue può raccogliersi in cavità diverse:
- In cavità preformate: in questo caso il sangue si potrà raccogliere in cavità toracica (emotorace), nel sacco pericardico (emopericardio) ma anche in cavità addominale (emoperitoneo)
- In cavità neo formate: queste cavità sono create dal sangue (come nelle cavità neo formate di pus) che si fa spazio nei tessuti. Si parla in questo caso di ematoma, che è un'emorragia abbastanza consistente che prevede il passaggio di sangue nel tessuto circostante e questo può accadere un po’ in tutti i tessuti: ematoma sottocutaneo, ematoma nel tessuto muscolare, ematoma in organi interni (ad esempio nella milza può capitare che si rompa il parenchima ma non la capsula e lì si formi l’ematoma). Il sangue presente all’interno dell’ematoma sarà sangue coagulato e la zona dove è presente questo accumulo sarà anche deformata
- A livello interstiziale: l'emorragia meno importante, può accadere anche che il sangue si accumuli a livello interstiziale creando emorragie di varia entità. Le petecchie sono le emorragie puntiformi (a capocchia di spillo) di piccole dimensioni, spesso a livello capillare, e sono solitamente espressione di o problemi a carico delle piastrine (poche o che non funzionano diverso problema, però, da problemi alla cascata della coagulazione che provoca emorragie copiose) o a carico di capillari (possono essere fragili). Tra le emorragie che si verificano a livello interstiziale abbiamo le ecchimosi, le quali non sono così gravi come l’ematoma, ma consistono in uno stravaso di sangue un po’ più importante rispetto alle petecchie, che provoca un'emorragia più copiosa rispetto a quella semplice capillare ed è quella che noi vediamo come il classico livido a seguito di traumi non di così grave intensità. Il livido assumerà durante la sua guarigione varie colorazioni dal blu-violaceo dovuto alla rottura dell’emoglobina che attiverà l’azione dei macrofagi, la quale trasformerà il colore in giallastro per la fagocitosi dell’emoglobina stessa fino a poi scomparire totalmente quando tutto il sangue viene metabolizzato e digerito dai macrofagi (il colore del livido dipende dall’eliminazione, dalla metabolizzazione e dalla degradazione delle varie componenti dei globuli rossi, soprattutto dell’emoglobina, da parte dei macrofagi tissutali).
Patogenesi dell'emorragia
- Per ressi: traumatica, rottura traumatica ed improvvisa dei tessuti e dei vasi
- Per diabrosi: dove c’è una rottura nell’ultima parte del vaso che dipende da una lenta erosione dei tessuti che poi raggiungono anche la parete vasale, quindi dovuta all’estensione di processi patologici originati da zone contigue. Come esempio si possono considerare le ulcere gastroenteriche che quando si espandono vanno a coinvolgere i letti vasali che stanno alla loro base, ma anche lesioni granulomatose tubercolari e neoplasie
- Per diapedesi: fuoriuscite che riguardano le infiammazioni a carattere emorragico che prevedono la fuoriuscita di globuli rossi insieme alle cellule infiammatorie, quando l’aumento della permeabilità capillare è particolarmente spiccato. Si può associare anche nelle forme di iperemia passiva
Iperemia
Si intende l’aumento del contenuto di sangue all’interno di un organo o tessuto. L’aumento del contenuto di sangue all’interno di un organo o un tessuto non determina necessariamente, a patto che aumenti la capacità di sangue che arriva al tessuto, un evento negativo. Quando l’aumento del sangue dipende da un aumentato afflusso di sangue arterioso parliamo di iperemia attiva (→aumento di afflusso). L’iperemia non è necessariamente attiva, ma possiamo trovarci di fronte anche ad un aumento di sangue in un organo o tessuto perché non si ha un normale deflusso di sangue a livello venoso, si ha quindi un ristagno di sangue venoso e si tratta iperemia passiva o da stasi (→diminuito deflusso). In questo ultimo caso il sangue ha difficoltà ad andarsene a causa di qualcosa che lo blocca e questa non è una condizione positiva per l’organo perché al suo interno è contenuto sangue che ristagna non più ossigenato e quindi le cellule non ricevono un adeguato apporto di sostanze nutritive e ossigeno.
Iperemia attiva
(iperemia in cui arriva una maggiore quantità di sangue all’organo o al tessuto)
- Congestizia: è l’iperemia tipica di quando un organo o un tessuto è sede di infiammazione, ma in realtà possiamo anche avere un aumento di flusso di sangue anche per motivi non-infiammatori, come motivi funzionali (muscolo a riposo riceve meno sangue di quando è in attività oppure nell’apparato gastroenterico durante la fase digestiva), calore (quando applichiamo calore ad una zona del corpo oppure quando sentiamo caldo, la zona si arrossa per vasodilatazione come metodo di dispersione del calore in eccesso), stimolazioni meccaniche (si stimola la riattivazione della circolazione per riattivare la funzionalità di un arto che, per esempio, ha perso la mobilità per vari motivi). Abbiamo poi anche iperemia attiva congestizia neurogena che sono più evidenti nella specie umana per stimoli psicogeni (rossore del volto per un'emozione particolare), nevralgie (dolorabilità per l’iperstimolazione di terminazioni nervose che si arrossano), malattie infettive come polmoniti estese e meningiti
- Collaterale: gli organi sono irrorati da un'arteria principale, però alcuni organi e alcuni tessuti hanno anche collegamenti con le zone adiacenti che rappresentano dei circoli arteriosi collaterali che possono aprirsi quando c’è un’ostruzione parziale o totale nella via principale. Se il sangue non arriva dalla via principale, arriva dalle zone adiacenti così che l’organo possa essere irrorato almeno parzialmente. Può essere un vantaggio per alcuni organi e può essere una possibilità in più, anche se ci sono organi dove le arterie sono terminali, come il cuore, nei quali quindi non c’è possibilità di un circolo collaterale. In questi organi nel caso in cui le arterie principali siano ostruite l’organo perde la funzionalità (nel cuore c’è l’infarto)
- Ex-vacuo: iperemia attiva che si può verificare quando ci sono abbondanti raccolte di liquidi che comprimono gli organi adiacenti e fanno pressione anche sui vasi sanguigni degli organi stessi (organi addominali nel caso delle asciti) e quindi una volta che si vanno a svuotare la pressione diminuisce improvvisamente e l’animale va in collasso perché tutto il sangue affluisce dove prima non riusciva. È quindi un'iperemia attiva che avviene per svuotamento di abbondanti raccolte liquide all’interno delle grandi cavità sierose
Iperemia passiva
(iperemia in cui il sangue non riesce a defluire)
- Locale: problema locale per compressione o ostruzione parziale o totale di un tronco venoso che fa defluire il sangue da un distretto. Questo può essere a causa di processi infiammatori, neoplasie, aderenze e cicatrici per quanto riguarda la compressione oppure trombi venosi per quanto riguarda le ostruzioni
- Generale: situazione nella quale viene ostacolato il ritorno venoso per o insufficienza cardiaca destra, per quanto riguarda la pompa cardiaca (riguarda esclusivamente o anche il settore destro). C’è un ristagno di tutto il letto circolatorio venoso nei soggetti che hanno cardiopatie che interessano il settore destro (ed è una delle fasi che fanno sì che si formino gli edemi che vedremo dopo)
Ischemia
Argomento opposto ma che può essere collegato con alcune forme di iperemia. Si intende la diminuzione o soppressione totale del flusso arterioso in un tessuto o in un organo. In questo caso il sangue che arriva in un tessuto o in un organo arriva ad indurirsi fino ad arrestare totalmente il flusso del sangue.
Cause intrinseche al vaso:
- Spasmo della muscolatura liscia viscerale (vasocostrizione importante a causa, per esempio, del freddo che può portare fino alla necrosi, soprattutto delle estremità che sono le zone meno irrorate)
- Ispessimento della parete vasale che riduce il lume vasale (presente soprattutto nell’uomo per le placche del colesterolo che possono portare la riduzione di afflusso di sangue e addirittura la formazione di trombi)
- Trombosi
- Embolia
- Iperemia passiva (se il flusso venoso di sangue deossigenato ristagna, il sangue arterioso ha difficoltà ad arrivare in sito e quindi a portare sangue ossigenato, e quindi c’è un minore afflusso di flusso arterioso)
Cause estrinseche al vaso:
- Recisione o legatura di un vaso (errori durante le operazioni chirurgiche)
- Compressione (neoplasia, tessuto cicatriziale, aderenze, processi infiammatori...)
Tempo
Le ischemie oltre ad essere differenti per il vaso interessato, cambiano anche in base al tempo. Solitamente le ischemie che perdurano per meno tempo causano danni meno gravi.
- Temporanea: è di solito meno grave di un'ischemia permanente, ma dipende anche dalla possibilità dell’organo e del tessuto. Ad esempio un'ischemia anche molto breve al SNC può creare effetti devastanti, a differenza di altri tessuti che invece sono più resistenti come la cute
- Relativa: possiamo averla nel cuore in quei soggetti che hanno parziali ostruzioni delle arterie coronarie che a riposo garantiscono l’irrorazione della zona. Dal momento in cui però il soggetto inizia a fare attività e sforzi, si possono osservare dolori e sofferenza cardiaca (poco sangue rispetto all’attività funzionale)
- Permanente: può avere conseguenze differenti a seconda dell’organo o del tessuto colpito e anche in base alla sua entità. Se è moderata può portare ad atrofia, che è una riduzione di volume e funzionalità di quell’organo o tessuto che colpisce solo certe zone (il tessuto muscolare può andare incontro ad atrofia, cosa che il miocardio e il tessuto cerebrale non possono fare), mentre se totale porta all’infarto, che è una vera e propria necrosi della zona
Infarto
Conseguenza più grave dell’ischemia, quando si arresta completamente il flusso di sangue ad un organo. Come conseguenza si ottiene la necrosi di un tessuto conseguente alla soppressione brusca del circolo arterioso, che può avvenire sia in maniera graduale del flusso che immediata. Non necessariamente porta a morte e non è necessariamente legato al miocardio. Un infarto può colpire tutti i tessuti e gli organi in cui avviene una necrosi ischemica. Ne esistono di due tipologie:
- Infarto bianco: occlusione di un’arteria terminale, ma dove c’è assenza del circolo collaterale (ad esempio il miocardio, ma non esclusivamente di questo tessuto) e quindi la zona assume un colorito biancastro
- Infarto rosso o emorragico: occlusione dell’arteria terminale di una zona che però presenta di un circolo collaterale (ad esempio il polmone o l’intestino) e quindi la zona necrotica assume un aspetto a piramide rovesciata di colorazione rossastra. In questo caso naturalmente il circolo collaterale non è in grado di garantire la vitalità del tessuto
Conseguenze dell’ischemia dipendono da:
- Durata
- Entità e tipo di arteria colpita
- Esigenze del tessuto colpito (miocardio e tessuto nervoso sono i più sensibili)
- Stato precedente del tessuto colpito (nel caso dell’infarto del miocardio se è stata una zona già precedentemente infartuata può avere conseguenze peggiori rispetto ad una prima situazione infartuaria. Non sempre un infarto non si può recuperare, di certo un secondo infarto può avere conseguenze più gravi rispetto ad un primo evento infartuale)
Trombosi
È anche una delle cause di ischemia ed è la formazione di masse solide nelle cavità cardiache o all’interno dei vasi, in vita, a partire dai normali costituenti di sangue. Il trombo, pur essendo biologicamente simili, è diverso dal coagulo. Il trombo è una massa solida aderente alla parete del vaso, friabile, irregolare e non omogeneo, mentre il coagulo non è aderente alla parete del vaso superficiale, ha una superficie liscia e dalla consistenza elastica. Il coagulo, inoltre, si forma in conseguenza dell’arresto del flusso del sangue e quindi può avvenire anche dopo la morte dell’animale.
La trombosi è quella situazione in cui si attiva il processo della coagulazione in conseguenza a qualcosa che è avvenuto che ha alterato la parete vasale e quindi il trombo va ad aderire alla parete stessa laddove c’è stata l’alterazione. L’organismo risponde come se ci fosse stata la rottura della parete del vaso.
Il trombo si differenzia in base alla sua composizione, quindi se è formato prevalentemente da piastrine (trombo bianco), se formato prevalentemente da globuli (trombo rosso) o da entrambi (trombo misto). Può avere anche diversa nominazione a seconda dei diversi siti di localizzazione: trombo arterioso, trombo venoso o trombo intracardiaco. Assume poi diversi nomi in base alla sua “funzione” e a come si comporta: trombo ostruente (ostruisce tutto il vaso), trombo parietale (aderisce alla parete parietale) e trombo cavaliere (formazione di biforcazioni in un vaso).
Cause della trombosi
Le cause sono racchiuse nella cosiddetta triade di Virchow, che è l’insieme dei meccanismi patogenetici che causano la trombosi:
- Alterazione della parete vasale: come una lesione endoteliale e quindi tutto ciò che ha leso la parete interna del vaso, di qualsiasi natura sia
- Alterazione del flusso ematico: ad esempio stasi o in modo opposto turbolenze che facilitano l’alterazione delle valvole cardiache e della parete vasale
- Ipercoagulabilità
Conseguenze della trombosi: sono variabili a seconda del vaso e dell’organo colpiti, se ostruzione completa o no. I più gravi sono:
- Infarto
- Embolia
Embolia
Presenza in circolo di sostanze estranee alla normale composizione del sangue definite emboli e con esso non miscibili. Un embolo può essere composto dal trombo, ma anche da altre sostanze. Quella in immagine è una patologia visibile negli esseri umani come la presenza di vene varicose che provocano la produzione di emboli. Gli emboli sono solidi:
- Frammenti di trombi
- Frammenti di tessuti necrotici
- Emboli neoplastici (emboli microscopici che non ostruiscono il flusso sanguigno, ma che possono essere causa di metastasi a distanza anche se non è sempre così)
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