IMMUNOPATOLOGIA.
Reazioni immunopatogene; reazioni di ipersensibilità; tolleranza e
autoimmunità; le malattie autoimmuni; trapianti e rigetto; le
immunodeficienze.
FISIOPATOLOGIA DELLA TERMOREGOLAZIONE
Ipertermie, ipotermie e febbre.
FISIOPATOLOGIA DEL SANGUE
Composizione del sangue; ematopoiesi ed eritropoiesi; assorbimento e
trasporto del ferro; emoglobina ed emoglobinopatie; anemie.
FISIOPATOLOGIA DELLE CELLULE ENDOTELIALI
Anatomia funzionale: caratteristiche generali, le strutture adesive, la
matrice extracellulare, le integrine, le giunzioni intercellulari. Funzioni
specifiche delle cellule endoteliali. L’angiogenesi, l’angiogenesi
tumorale, i progenitori endoteliali e vasculogenesi nell’ adulto.
FISIOPATOLOGIA DEL METABOLISMO DEI LIPIDI
Generalità. Le lipoproteine: biosintesi e metabolismo. Trasporto dei
grassi esogeni ed endogeni, trasporto inverso del colesterolo dai tessuti
periferici al fegato, regolazione ormonale del trasporto e del
metabolismo lipidico. Alterazioni delle lipoproteine:
iperlipoproteinemie. Ipoliproteinemie: generalità e classificazione.
ARTERIOSCLEROSI ED ATEROSCLEROSI
Introduzione e definizione; le lesioni dellaterosclerosi; la genesi dei
sintomi dellaterosclerosi; fattori di rischio per laterosclerosi.
ONCOLOGIA
Oncogeni e oncosoppressori: concetti generali e studio
particolareggiato di alcuni oncogeni e oncosoppressori importanti nei
tumori umani. Meccanismi di oncogene addiction. Cancerogenesi
chimica e fisica. Cancerogenesi virale e da microrganismi. Eziologia,
epidemiologia ed ereditarietà dei tumori. Fattori genetici ed ambientali.
Tumori solidi e tumori del sangue. Principi di radioterapia e
chemioterapia dei tumori. Terapia biologica dei tumori. Immunoterapia
dei tumori. Infiammazione e cancro.
IMMUNOPATOLOGIA
Nelle patologie del sistema immunitario si può avere a che fare con un
numero abbastanza elevato di malattie, dovute:
ad un iper-funzionamento del sistema immunitario ( ad esempio: le
allergie)
ad un cattivo funzionamento ( ad esempio: le malattie autoimmuni)
ad una situazione in cui il sistema immunitario non funziona proprio
( ad esempio: le sindromi da immunodeficienza come AIDS ( questa è
una sindrome da immunodeficienza secondaria ma ci sono anche
sindromi da immunodeficienza primarie che sono altrettanto gravi)).
Tra le reazioni immunopatogene più comuni ci sono le reazioni di
ipersensibilità ( che vengono chiamate: immunomediate o
immunopatogene classiche). Sono delle reazioni del sistema
immunitario che avvengono in un momento sbagliato o in quantità
superiori alla norma, che invece di indurre una risposta utile per tutto
l’organismo, provoca un effetto completamente contrario, e quindi
l’insorgenza di una malattia. Vengono classificate in 7 tipologie, ma
studieremo solo le prime 4:
1. Reazioni di ipersensibilità di I tipo: dette anche allergie o di
ipersensibilità immediata o anticorpo-mediate;
2. Reazioni di ipersensibilità di II tipo: dette anche citolitiche o
citotossiche ( dovute ad esempio all’ingestione di farmaci a cui siamo
allergici);
3. Reazioni di ipersensibilità di III tipo: dette anche da
immunocomplessi o siero;
4. Reazioni di ipersensibilità di IV tipo: dette anche ritardata o cellulo-
mediata
TUTTE le reazioni di ipersensibilità, a diverso titolo, hanno qualcosa in
comune sia con le patologie da immunodeficienza sia con le patologie
autoimmuni. Le reazioni di ipersensibilità si dividono in ritardate e
immediate, in base al tempo che intercorre tra l’inizio della reazione
immunitaria a quando questa si sviluppa nell’organismo. L’allergia è
immediata perché come entra l’allergene, noi cominciamo ad esempio a
starnutire, quindi il tempo che intercorre è veramente molto breve.
Mentre in alcuni tipi di trapianti, ad esempio, abbiamo una reazione di
IV tipo, solo che avviene in un arco di tempo più ampio perché
l’attivazione necessita di una serie di processi del sistema immunitario
che impiegano giorni/ settimane per svilupparsi e non semplicemente
minuti od ore.
Reazioni di ipersensibilità di tipo I Coinvolgono gli anticorpi, in
particolar modo le IgE. Le
IgE sono le immunoglobuline
che normalmente attivano un
particolare gruppo di cellule
del sistema immunitario che
sono gli eosinofili, questi
quando vedono un patogeno (
principalmente un parassita)
circondato da IgE, attaccano
il parassita attraverso il
recettore Fc ( la porzione
costante dell’anticorpo,
legano la IgE e inglobano
all’interno dell’eosinofilo stesso il parassita circondato da IgE
degradandolo. E’ noto che individui che hanno infezioni parassitarie, se
in quel momento facessero un prelievo ematico, avrebbero una
concentrazione di eosinofili estremamente elevata, proprio perché
questo gruppo di cellule interviene fisiologicamente o
fisiopatologicamente nella risposta ai parassiti. Le allergie sono una
patologia mentre la risposta degli eosinofili ai protozoi è una risposta
fisiologica, nel senso che devo eliminare un parassita così come devo
eliminare un batterio dal mio organismo.
Nelle allergie le IgE intervengono in maniera specifica perché legano il
recettore Fc delle immunoglobuline presenti sulla superficie del
mastocita. Questo legame innesca una serie di reazioni che porta alla
degranulazione del mastocita, dell’istamina contenuta all’interno dei
mastociti e innesco della risposta infiammatoria. Con conseguenze più o
meno importanti a seconda della dimensione della risposta allergica che
viene montata dal sistema immunitario. A questa classe appartengono:
asma, rinite, congiuntivite, fino ad arrivare a situazioni più gravi in cui
l’allergia se non controllata può determinare anafilassi sistemica, cioè
una reazione allergica dell’intero organismo che può portare anche alla
morte.
Reazioni di ipersensibilità di tipo II
Coinvolgono essenzialmente le IgG. Gli anticorpi in qualche modo,
vedono degli antigeni sulla superficie delle nostre cellule e li attaccano,
cosa che normalmente non dovrebbe avvenire, per il discorso della
tolleranza e della distinzione tra self e non-self. Quello che succede in
molte reazioni di tipo II è che se una sostanza ingerita, per esempio un
farmaco, si lega ad un antigene di superficie di una cellula del nostro
corpo, ne modifica il determinante antigenico. Modificando il
determinante antigenico, gli anticorpi circolanti non vedo più i nostri
antigeni come self, ma li vedono come non-self, e quindi cominciano ad
attaccarli ( modo per cui chi è allergico alla penicillina ad esempio, se
non trattata in tempo può andare in contro ad anemie, in quanto le
cellule più colpite sono i globuli rossi. Accade che questi vengono
circondati da antigeni non-self, vengono riconosciuti dai macrofagi
circolanti gli immunocomplessi presenti sulla superficie dei globuli
rossi, vengono attaccati e distrutti). Sulla superficie dei globuli rossi
sono esposti i determinati antigenici più i gruppi Rh, quando nel sangue
della mamma sono presenti gli anticorpi contro l’Rh del neonato, gli
anticorpi della mamma ( che sono gli unici a poter passare la placenta),
quando arrivano a contatto con i globuli rossi del neonato, li attaccano
determinando anemia.
Reazioni di ipersensibilità di tipo III
Quando attraverso trasfusioni, cibo o pillole ingeriamo sostanze di altre
specie, queste vengono viste come non-self dal nostro sistema
immunitario e potenzialmente attaccabili. Per anni si usava l’insulina
del maiale per combattere il diabete e in queste persone si osservava
una reazione avversa, in particolar modo vi era un titolo anticorpale
anti-insulina molto elevato e soprattutto si osservava danno endoteliale
diffuso, in particolar modo tra i tessuti più colpiti c’è quello del rene,
infatti la glomerulo nefrite è una reazione di III tipo dovuta
essenzialmente a questa ingestione di sostanze che vengono viste come
non-self dal ostro organismo. In genere anche le trasfusioni che
venivano fatte in maniera non controllata, in cui non si sapeva la
compatibilità poteva sviluppare reazioni di questo tipo.
Reazioni di ipersensibilità di IV tipo
Queste non coinvolgono anticorpi ma i linfociti sia di tipo 1 che 2 (TH1e
TH2). I TH1 sono linfociti che sono CD4 ( tutti i linfociti helper sono
CD4 mentre i citotossici sono CD8). All’interno dei CD4 ci sono
moltissime sottofamiglie di cui studiamo solo: 1,2,17 e Treg ( linfociti T
regolatori). I TH1 sono T-helper che intervengono soprattutto
nell’attivazione della risposta immunitaria indotta dai macrofagi; i
macrofagi che non sono in grado di distruggere da soli un patogeno,
una volta che è stato internalizzato, espongono sulla superficie
frammenti del patogeno complessati con MHC di classe II, questo viene
riconosciuto dal T-receptor dei linfociti T che si attiva e li aiuta a
distruggere il patogeno. Il granuloma è un esempio di questo processo,
dove abbiamo i linfociti T che cercano di aiutare i macrofagi a
distruggere il patogeno, ma non ce la fanno e così si forma il
granuloma. TH2 invece sono una popolazione di linfociti T che attivano
principalmente i linfociti B a diventare anticorpi di una determinata
classe. I linfociti T citotossici (CTL) sono CD8, uccidono soprattutto,
mentre gli helper attivano principalmente, sono quindi in grado di
indurre l’apoptosi in quelle cellule bersaglio che espongono degli
antigeni che vengono riconosciuti dal TL-receptor. I CTL riconoscono gli
antigeni complessati con MHC di classe I. Le reazioni immunologiche
mediate da questi linfociti, prevedono o l’attivazione dei macrofagi ( ad
esempio nel caso della dermatite da contatto oppure nella reazione alla
tubercolina. In questo caso si ha un’infiammazione localizzata alla zona
di contatto.) oppure iperattivazione dei linfociti B, che producono IgE,
con una specie di reazione allergica però più ritardata. Queste reazioni
pseudo-allergiche sono quelle che si instaurano in corso di allergia. La
persona che la prima volta diventa un soggetto asmatico occasionale, ad
esempio, se continua a inalare le sostanze che hanno provocato l’asma
diventerà un asmatico cronico, quindi la reazione da tipo I si
trasformerà in tipo IV. Le reazioni di ipersensibilità che vedono coinvolti
i linfociti T citotossici sono quelle più frequenti nel rigetto dei trapianti,
che si dividono in:
Acuto
Iperacuto
Ritardato
A seconda del tipo di danno da trapianto avuto. In questo caso non c’è
attivazione di cellule, c’è distruzione delle cellule che vengono
riconosciute non-self dal nostro sistema immunitario.
ALLERGIE
Le allergie sono indotte da alcuni antigeni specifici che noi chiamiamo
allergeni. Gli allergeni non sono altro che antigeni come tutti gli altri
che hanno però la caratteristica di produrre al primo incontro con il
sistema immunitario di scatenare alcuni eventi che saranno deleteri dal
secondo incontro in poi.
La prima volta che noi abbiamo a che fare con un allergene, dal punto
di vista sistemico non succede niente, dalla seconda volta in poi
cominciano i danni. Gli allergeni sono contenuti un po’ in tutto quello
che ci circonda ( polline delle piante, alcuni veleni, farmaci, cibo ). La
via di accesso di un allergene è variabile: lo possiamo respirare,
possiamo subire una iniezione sottocutanea ( puntura di ape o
calabrone ad esempio) oppure per via endovenosa ( come nel caso delle
trasfusioni). La conseguenza di questi contatti è assolutamente
variabile, nella maggior parte dei casi è una situazione controllabile; in
casi più gravi l’allergia può provocare un aumento della permeabilità
vascolare, formazione di edema locale o diffuso e spesso può portare a
collassi, anafilassi ( ad esempio nei casi di gravi allergie si può avere
l’occlusione della trachea ). L’allergia a sostanze presenti nel cibo può
portare a vomito o diarrea occasionale oppure in casi più grave si ha
una grave perdita di liquidi che può portare alla morte. L’allergia si
divide in due tipi importanti di reazioni:
Reazione acuta ( allergia vera e proprio, tipo I)
Reazione cronica ( che è una reazione di tipo IV, l’evoluzione della
reazione di tipo I)
Le immunoglobuline sono le IgE prodotte da specifici linfociti attivati
dai linfociti T e dai mastociti. I linfociti TH2 attivano, in questo caso, i
linfociti B attraverso la produzione di due citochine, in particolar modo
IL4. In generale IL4 è la citochina che viene secreta dai TH2 per
l’attivazione dei linfociti B. IL4 da un lato attivano linfociti B dall’altro
sono in grado di richiamare e attivare gli eosinofili che subentrano nella
seconda parte dell’allergia. La cellula che gioca il ruolo principale è il
mastocita che induce la sintesi di istamina, sono quindi i responsabili
della reazione allergica immediata. La reazione allergica si divide in tre
momenti:
1. Fase iniziale o di sensibilizzazione: è la fase in cui il nostro sistema
immunitario vede per la prima volta l’antigene, cioè l’allergene;
2. Fase di attivazione
3. Fase effettrice: avviene dal secondo contatto in poi con l’allergene
ed è la risposta di ipersensibilità vera e propria.
L’esempio più facile di assunzione dell’allergene è l’inalazione,
attraverso le vie aeree. L’allergene entra per esempio nell’epitelio del
naso, della bocca, della laringe, della faringe, dei bronchi e così via,
trova nelle regioni sotto-epiteliali i macrofagi ( questi insieme con le
cellule dendritiche sono le cellule più importanti dell’immunità innata).
Quando penetra l’allergene, il macrofago lo vede come sostanza
estranea, lo internalizza, lo digerisce e lo espone con l’MHC di classe II
sulla membrana, dove arriva il linfocita TH1, lo vede e lo attiva. TH1 a
questo punto viene switchato in TH2, TH2 è in grado di attivare il
linfocita B a produrre una serie di anticorpi che riconoscono tutti
questo tipo di epitopo. Il processo è modulato dal fatto che TH2 produce
IL4 che attiva la sopravvivenza e i linfociti B. Se l’attivazione è tissutale,
ciò avviene al di sotto del tessuto con formazione dell’ematoma, se
viene trasportato dalla cellula dendritica al linfonodo, tutto questo
avviene nella regione del linfonodo, tra la midollare e la corticale, dove
si trova la zona di attivazione dei linfociti B, cioè il follicolo germinativo
che è pieno di linfociti B che stanno maturando, tutti legati ai linfociti T
attivatori. Questi secernono un solo tipo di IgE, perché sono
plasmacellule, così linfociti specializzati nella formazione di un solo tipo
di anticorpi, più grandi dei linfociti B normali. Le IgE vanno a legarsi
sulla superficie dei mastociti, dove sono stati esposti dei recettori per la
porzione Fc delle Ig. TUTTE le cellule del nostro organismo hanno
recettori per la porzione Fc delle Ig. Nel caso delle allergie i mastociti
espongono un numero di Ig inferiore alla norma, con un grado di
affinità per le Fc delle IgE superiore a quello di altre cellule. Al secondo
contatto, l’allergene introdotto, trova già i mastociti con l’anticorpo
legati, questo determina la degranulazione massiva dei granuli di
istamina per la reazione locale o diffusa. Si libera istamina perché
all’interno del mastocita, il contatto tra l’allergene, l’Ig e il recettore,
determina una trasduzione del segnale intracellulare. Questo attiva la
liberazione dei depositi di Ca, la fosfolipasi A e C, IP3, ecc.. Tra le altre
vie attivate c’è quella dell’acido arachidonico che è il precursore delle
prostaglandine. L’acido arachidonico è un componente essenziale della
membrana plasmatica, durante l’infiammazione la cellula va incontro a
necrosi, le fosfolipasi attaccano la membrana, i fosfolipidi vengono
degradati dall’acido arachidonico e viene sottoposto a sua volta a due
tipi di reazioni:
Se viene attaccato dalle lipo-ossigenasi forma i leucotrieni;
Se viene attaccato dalle ciclo-ossigenasi ( COX1 e COX2) forma le
prostaglandine.
Le ciclo-ossigenasi sono le basi degli anti-infiammatori. Un mastocita,
quindi, in seguito a questi legami, rilascia: leucotrieni, postaglandine,
istamina e mediatori dell’infiammazione ( tra cui principalmente IL1 e
TNF). I leucotrieni sono quelli che intervengono nella produzione di
muco, infatti in un soggetto asmatico si ha un’eccessiva produzione di
leucotrieni con conseguente eccesso nella produzione di muco. Nel caso
in cui l’attivazione dei mastociti avviene nelle vie aeree abbiamo
bronco-costrizione; quando avviene nel tratto gastro-intestinale,
abbiamo un aumento della peristalsi; quando avviene per via sistemica,
abbiamo un aumento della permeabilità sanguigna. L’aumento
dell’infiammazione porta all’aumento del trasporto dell’antigene ai
linfonodi e quindi il processo invece di migliorare peggiora. A livello
sistemico, se l’allergia dovesse persistere o colpire un vaso sanguigno,
la degranulazione mastocitaria porta a fenomeni più complessi, i danni
si avranno anche a livello cardiaco e vascolare, perché si avrà un
aumento della funzionalità cardiaca, con un’aumento della permeabilità,
a cui segue un’improvvisa ipotensione e ipossia ( campanello d’allarme
per l’ischemia), l’ipotensione porta ad una irregolarità cardiaca che può
provocare anafilassi con perdita di coscienza e morte se il
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