Occlusione intestinale nel neonato
Per occlusione intestinale (O.I.) si intende l’ostacolo alla progressione del contenuto intestinale, legato a cause estrinseche o intrinseche all’intestino, nel neonato quasi sempre conseguenti ad anomalie dello sviluppo. Costituisce una delle più comuni e gravi urgenze neonatali, che richiede una diagnosi ed una terapia tempestive per evitare gravi conseguenze sulla vitalità dei segmenti intestinali coinvolti. Quando le indagini cliniche, di laboratorio e di immagine non riescono ad accertare in breve tempo una diagnosi è indicato procedere senza ulteriori indugi ad una laparotomia esplorativa, insieme diagnostica e terapeutica.
Fisiopatologia
L’intestino neonatale contiene gas e chilo, formato dall’insieme delle secrezioni salivari, gastriche, biliari, pancreatiche e intestinali: il chilo inizia a formarsi in epoca fetale e dopo la nascita continua ad essere prodotto anche in assenza di alcun apporto alimentare. Un'occlusione intestinale intrinseca o estrinseca determina quindi l’accumularsi di secrezioni che distendono il viscere prossimale all’occlusione. L’aumento della peristalsi e della pressione endoluminale determinano vomito ed alterazioni nella vascolarizzazione del viscere, con conseguente ischemia della parete che diventa permeabile al passaggio di batteri dal lume alla corrente sanguigna (traslocazione batterica); l’ischemia può evolvere in necrosi e perforazione di parete, mentre l’accumulo massivo di fluidi nel terzo spazio porta in breve ad uno stato di shock.
Disturbi quali lo squilibrio elettrolitico o la disidratazione assumono nel neonato lo stesso significato fisiopatologico che nell’adulto; le minori dimensioni corporee e la scarsità delle riserve del neonato fanno però sì che le conseguenze dell’ostruzione divengano più preoccupanti e più gravi in tempi più brevi che nell’adulto. Infatti:
- Il vomito nel neonato è proporzionalmente maggiore.
- La distensione dell’intestino può raggiungere gradi notevoli per il minor sviluppo delle tonache muscolari (nel tenue del neonato lo spessore dello strato muscolare è uguale a quello della mucosa e della sottomucosa, mentre nel tenue dell’adulto è il doppio di quello di mucosa e sottomucosa prese insieme).
- La respirazione del neonato è principalmente di tipo diaframmatico e quindi una riduzione delle escursioni del diaframma, come avviene in presenza di distensione addominale, compromette l’ossigenazione. A ciò consegue un aumento della frequenza respiratoria, già di per sé elevata, date le scarse riserve respiratorie del neonato: ciò può facilitare l’insorgenza di atelettasia e di ipossia.
- L’ipotensione che segue alla riduzione della massa circolante (vomito, perdita di sangue nelle feci) porta ad un minor afflusso di sangue nei tessuti con conseguente aggravamento dello stato di ipossia, acidosi metabolica, iperbilirubinemia indiretta.