IPETROFIA E IPOTROFIA
In certe situazioni alcuni organi o tessuti possono aumentare di volume. L’incremento di materia vivente
strutturalmente e funzionalmente valida si definisce ipertrofia. Non sono dunque tali gli ingrandimenti
dovuti all’aumento del contenuto di acqua (edema), di sangue (stasi) o di materiali diversi come le steatosi,
glicogenosi, amiloidosi. In questi casi si parla infatti di pseudoipertrofie.
L’ipertrofia degli organi e dei tessuti può realizzarsi:
1. Per aumento di volume delle cellule che lo costituiscono,
2. Per aumento numerico di queste cellule (iperplasia). Questa risposta iperplastica è ovviamente
possibile solo in tessuti che hanno cellule in grado di replicarsi.
L’ipertrofia di un tessuto è in genere causata da una aumentata richiesta funzionale e dunque da un
iperlavoro. Si osserva ad esempio ipertrofia del rene quando l’organo controlaterale viene parzialmente o
totalmente distrutto da processi patologici o asportato per necessità. Dal punto di vista delle unità
funzionali questa è senz’altro una ipertrofia perché non può aumentare il numero dei nefroni, ma si può
osservare anche una iperplasia visto che si ha un aumento del numero delle cellule nei tubuli contorti.
Un altro esempio di iperplasia (rigenerativa) è quella del midollo osseo che si verifica qualora, per
emoraggia o emolisi, si ha una riduzione del numero degli eritrociti circolanti. Iperplasia del midollo osseo
che, seppure non rigenerativa, obbedisce comunque ad un’aumentata esigenza funzionale, si ha nei
soggetti che vivono ad alte quote, dove la pressione parziale dell’ossigeno è minore. Da non dimenticare,
infine, l’ipertrofia cardiaca che può essere fisiologica (durante l’attività fisica) o patologica e che inoltre può
essere estesa a tutto il miocardio o segmentaria. Il limite dell’ipertrofia cardiaca risiede nel fatto che i
miocardiociti ipertrofici sono più proni all’ischemia di quelli normali, muoiono più facilmente e vengono
sostituiti da tessuto fibroso. Questo perché nel caso di ipertrofia aumenta l’apporto sanguigno senza che si
abbia una sufficiente neoformazione di capillari. C’è dunque difficoltà di nutrizione che porta anche ad un
aumento della frequenza cardiaca.
Data la prevalenza della componente proteica nella struttura della cellula, è comprensibile che l’aumento di
volume cellulare nell’ipertrofia si realizzi essenzialmente con l’aumento della quantità di proteine. Ciò è
dovuto sia ad un aumento della sintesi proteica che dipende essenzialmente dall’aumento del numero dei
polisomi, ma ancora di pi&ug