Lezione 1
RENE:'CENNI'ANATOMICI'
Colonna#del#BerLn#
Piramide#
Rapida occhiata all’anatomia renale. Questa è una sezione sagittale del rene: l’interno de parenchima
renale non è omogeneo. Abbiamo questi “coni” con la punta che guarda verso l’ilo del rene: sono le piramidi
renali. Al di fuori delle piramidi renali, prima della capsula, abbiamo la zona della corticale. Tra una
piramide e l’altra ci sono le colonne del Bertin. Ciascuna piramide ha la punta del cono che viene abbracciata
da un calice: è la via di deflusso dell’urina, che poi si continua nella pelvi e nell’uretere. Tutto quello che
viene filtrato dal plasma per arrivare al calice si chiama “pre-urina”: una situazione intermedia tra la
concentrazione del plasma privato dalle proteine e quella che filtra all’interno del sistemi dei tubuli (urina
definitiva).
Il rene è un’interfaccia tra il sistema tubulare che poi si continua con le vie urinifere e il sistema
vascolare: in tutte le parti del parenchima renale c’è una costante interfaccia tra vasi e tubuli. È un sistema
che scambia in maniera passiva e attiva.
Il peso del rene è piuttosto limitato: 150 g ciascun rene, quindi meno dello 0,5% del peso corporeo. Il
flusso ematico renale è un 1/4 della GS: al rene arriva un’enorme quantità di sangue, una circolazione
funzionale. La funzione del rene infatti si basa sulla filtrazione di grandi quantità di plasma e sulla
manipolazione in quest’interfaccia tubulo-vascolare del contenuto della pre-urina. Grande parte di questa
portata renale ha dunque un significato funzionale, non nutritivo.
RETE'VASCOLARE'RENALE'
Peso#≈#150#g#(<#0.5%#peso#corporeo)#
#FER##≈#25%#GC#
ARTERIA#RENALE#
ARTERIE#SEGMENTALI##ART.#CORTEX#CORTICIS#
ARTERIE#INTERLOBARI#
ARTERIE#ARCUATE##VASA#RECTA#
ARTERIE#INTERLOBULARI#
ARTERIOLE#AFFERENTI#
GLOMERULI#ARTERIOSI#
ARTERIOLE#EFFERENTI#/#VASA#RECTA#SPURIA#
Questa è la sequenza dei vasi renali. La circolazione renale è una circolazione molto specializzata,
quindi è diversa da ogni altro tessuto dell’organismo. Si parte dall’arteria renale, da cui dipartono arterie
interlobari che scorrono fino ad arrivare ai vari lobi del rene. Una volta che sono risalite fino al confine
cortico-midollare (midollare: piramidi; corticale: il resto) le arterie scorrono orizzontalmente aripetto alle basi
delle piramidi e si chiamano arterie arcutate. Dalle arterie arcuate si staccano vasi che si approfondiscono
nelle piramidi (vasi retti) e altri che vanno in corticale (arterie interlobulari arteriole).
→
DUE'LETTI'CAPILLARI'IN'
SERIE'
1.#CAPILLARI#
GLOMERULARI#ad#alta#
pressione#(FILTRAZIONE);#
2.#CAPILLARI#
PERITUBULARI#a#bassa#
pressione##
(RIASSORBIMENTO)#
Il#livello#pressorio#di#
alimentazione#del#sistema#
è#regolato#dal#calibro#
dell’ARTERIOLA#
AFFERENTE.#
I#2#comparLmenL#sono#
separaL#dall’ARTERIOLA#
EFFERENTE,#il#cui#stato#di#
contrazione#regola#
l’equilibrio#
idrostaLco#tra#filtrazione#
e#riassorbimento#di#
liquidi.#
Guardiamo la circolazione a più alto ingrandimento. Qui siamo al confine tra la midollare e la
corticale: in rosso c’è un’arteria arcutata, che demarca il confine tra la base della piramide e la corticale.
Vediamo i vasi retti staccarsi verso il basso: hanno un caratteristico andamento a forcina e si
approfondiscono nelle piramidi fin quasi all’apice; dalla parte opposta si staccano le arterie interlobulari, che
si portano in alto fino alla capsula esterna. Nella salita staccano arteriole afferenti, che portano il sangue al
glomerulo renale. Il glomerulo è la sede della filtrazione. Dal glomerulo esce l’arteriola efferente, da cui si
origina una rete capillare che accompagnerà i tubuli nel loro decorso.
Nella circolazione renale ho due reti capillari poste in serie: una prima rete è quella del glomerulo
(l’arteriola afferente quando forma il glomerulo genera dei capillari che confluiscono dando origine
all’arteriola efferente), la seconda è la rete capillare che accompagnerà i tubuli (arteriola efferente →
metarteriola rete peritubulare). La prima rete è chiamata rete mirabilis arteriosa: una circolazione di
→
capillari tra due arteriole. La seconda rete capillare è una classica rete capillare.
I capillari glomerulari sono ad alta pressione, dal momento che sono interposti tra due arteriole: se
ricordiamo il diagramma della pressione sanguigna nei confronti delle varie tipologie di vasi (arterie,
arteriole, capillari, venule, vene), nella zona delle arteriole la pressione è più elevata rispetto ai capillari.
Avendo i capillari una pressione notevolmente più alta della norma, avremo solo filtrazione. La rete di
capillari secondaria, che si forma a valle del glomerulo (capillari veri), è una rete a pressione particolarmente
bassa. La rete capillare di prima ci ha fatto dissipare energia, quindi abbiamo un calo di pressione rispetto ai
capillari normali. Questo è un aspetto positivo: in base all’ipotesi di Starling degli scambi capillari questa
seconda rete capillari è deputata esclusivamente al riassorbimento. Se nei capillari sistemici lo stesso
capillare prima filtra e poi assorbe, nel rene le due funzioni avvengono in due distretti separati e distinti: il
distretto glomerulare (filtrazione) e il distretto peritubulare (riassorbimento). Il rene inizialmente filtra tutto
(secrezione di massa, aspecifica), quindi riassorbe le sostanze utili lungo il tubulo (ed eventualmente secerne
ulteriori sostanze dannose: lavoro sulle singole molecole).
Il livello pressorio di alimentazione del sistema chiaramente è regolato dal calibro dell’arteriola
afferente, che essendo arteriola è piena di fibre muscolari lisce e quindi può regolare in maniera molto
dinamica il suo calibro. I due compartimenti (la rete capillare arteriosa del glomerulo e la rete capillare vera
peritubulare) sono separate dall’arteriola efferente. Nel circolo sistemico abbiamo una sola sede di
regolazione (c’è solo un’arteriola!), qui invece abbiamo due livelli di arteriole, che possono essere controllate
singolarmente; tra le due abbiamo il glomerulo, a valle della seconda abbiamo la rete capillare. Il livello
pressorio di questi due compartimenti può essere molto ben regolato dallo stato di contrazione selettivo
dell’arteriola afferente ed efferente: si tratta quindi di un sistema idraluico più complesso rispetto alla
circolazione sistemica. CONSUMO'DI'OSSIGENO'DEL'RENE'
L’alto#flusso#emaLco#
renale#origina#dalla#
necessità#di#filtrare#molte#
L’alto#flusso#emaLco#
volte#al#giorno#il#plasma.#
renale#origina#dalla#
necessità#di#filtrare#molte#
volte#al#giorno#il#plasma.#
Gran#parte#del#consumo#
di#O #renale#è#dedicata#a#
Gran#parte#del#consumo#
2
sostenere#i#meccanismi#
di#O #renale#è#dedicata#a#
2
sostenere#i#meccanismi#
aavi#di#trasporto#
aavi#di#trasporto#
tubulare#
tubulare#
PRESSIONE'E'RESISTENZA'NEL'LETTO'VASCOLARE'RENALE'
PRESSIONE'E'RESISTENZA'NEL'LETTO'VASCOLARE'RENALE'
Per quanto il rene abbia un metabolismo molto attivo, la maggior parte del sanuge che vi giunge non
ha significato trofico. La richiesta energetica del rene (misurata come consumo di ossigeno) è direttamente
proporzionale all’entità di riassorbimento del sodio. Di tutte le molecole che il rene maneggia, il sodio è
determinante nel consumo di ossigeno. Il riassorbimento di Na⁺ gioca un ruolo centrale nella funzione del
rene e tutti i meccanismi di trasporto renali sono collegati al riassorbimento del Na⁺: in effetti anche
riassorbire un altro composto sfrutta il riassorbimento o il gradiente del Na⁺.
IL'NEFRONE'
IL'NEFRONE' VIE#
NEFRONI# VIE# URINIFERE#
NEFRONI# URINIFERE#
NUMERO#E#LAVORO#GIORNALIERO#
NUMERO#E#LAVORO#GIORNALIERO#
OPERANO#SU#VOLUME#PLASMATICO#
OPERANO#SU#VOLUME#PLASMATICO#
OPERANO#IN#PARALLELO#
OPERANO#IN#PARALLELO#
COMPOSTI#DA#PARTE'VASCOLARE'E#PARTE'TUBULARE'
COMPOSTI#DA#PARTE'VASCOLARE'E#PARTE'TUBULARE'
Il nefrone è l’unità funzionale del rene. Il rene è fondamentalmente un’interfaccia continua tra sitema
vascolare e tubulare: nel nefrone i due sistemi si interfacciano. Guardiamo l’immagine in alto: il nefrone è
interposto tra arteria e vena renale, e da questo tramite originano le vie urinifere. Nel nefrone abbiamo
un’alimentazione da parte del sangue arterioso, parte del plasma passa nella via urinifera e il resto torna al
sistema venoso, che confluirà nella vena renale.
Nel rene ci sono più di un milione di nefroni. Partendo dal glomerulo, incontriamo il tubulo contorto
prox, l’ansa di Henle, il tubulo contorto distale e il dotto collettore. C’è sempre un contatto tra sistema
vascolare e tubulare: ogni parte del tubulo è accompagnato da un vaso sanguigno; l’accoppiamento inizia
nel glomerulo e continua fino alla papilla. I nefroni sono unità che funzionano in serie, non in parallelo: ogni
nefrone svolge il suo compito fino alla fine, e una convergenza tra più unità è presente solo a livello di dotto
collettore.
La regione tubulare del nefrone non è identica lungo il suo decorso, a testimonianza di una funzione
diversa svolta nelle varie parti. In ogni caso si tratta sempre di un monostrato di cellule epiteliali su
membrana basale: in certi punti sono alte, con orletto a spazzola e mitocondri (trasporto atitvo intenso), in
altri punto sono piatte con pochi mitocondri (parte sottile ansa di Henle: trasporti passivi). Quando parliamo
di tratto spesso e sottile ci riferiamo all’altezza delle cellule che tappezzano il tubulo.
COMPOSIZIONE'DEL'NEFRONE'
COMPOSIZIONE'DEL'NEFRONE'
Nomenclatura delle varie parti del nefrone. Per chiarezza la parte tubulare e vascolare sono separate,
ma sono in realtà sono assolutamente sovrapposte.
La parte vascolare è semplice: arteriola afferente, glomerulo arterioso e arteriola efferente. L’arteriola
efferente può generare due tipi di vasi: la rete capillare peritubulare o i vasi retti spuri (sono
morfologicamente identici a quelli che si generano a partire dalle arterie arcuate).
Passiamo alla parte tubulare. La capsula di Bowman corrisponde al glomerulo arterioso: è un fondo
cieco del tubulo che si adatta sul glomerulo arterioso ed accoglie il filtrato del plasma che avviene a livello
dei capillari glomerulari. Dalla capsula di Bowman, che rappresenta l’inizio del tubulo, entriamo nel tubulo
controrto prox (TCP), diviso in tre porzioni: prox, media, dist (la divisione indica che avvengno trasporti
diversi). Dopo il tubulo prossimale entriamo nell’ansa di Henle, che è di lunghezza variabile (alcune
arrivano quasi fino alla papilla, altre di fermano a metà strada della piramide). Tutte le anse sono
caratterizzate da una sottile parte discendente, un tratto sottile ascendente e infine un tratto spesso
ascendente. Al tratto spesso ascendente fa seguito il tubulo contorto distale, che si continua nel dotto
collettore. È un canale che parte dalla parte più esterna della corticale ed attraversa tutto il parenchima fino a
raggiungere la papilla; passa attraverso tre regioni: dotto collettore corticale, dotto collettore midollare (per
ragioni fisiologiche distinguiamo in midollare esterno ed interno).
La cellula tubulare è l’esemplificazione dell’interfaccia: da un lato guarda il lume del tubulo con la
pre-urina, dall’altro è a contatto con la membrana basale, quindi l’interstizio e i capillari peritubulari. Quindi
sono le cellule del tubulo le vere interfacce. Sono cellule polarizzate: la membrana che guarda al tubulo e
quella che guarda l’interstizio sono profondamente diverse tra loro. La membrana che guarda il tubulo è
detta apicale o luminale, l’altra verso i capillari è detta basolaterale: sono diverse perchè la composizione di
canali e trasportatori è diversa. Dopo i neuroni, le cellule del tubulo renale sono le cellule più polarizzate
dell’organismo.
Nella figura in alto c’è il glomerulo renale. La parte vascolare è costituita, come abbiamo detto,
dall’arteriola afferente, che si sfiocca in capillari glomerulari, che convergono nell’arteriola efferente.
Entrambe le arteriole sono ricche di fibre muscolari: variandone il tono, vario il flusso e la pressione
intracapillare. I capillari sono ricoperti dalle cellule del foglietto viscerale della capsula di Bowman; il
foglietto parietale delimita la capsula esteriormente. La capsula si continua nel tubulo prox.
È chiara quindi la sequenza degli eventi: l’alta pressione presente nei capillari determina filtrazione
del plasma, come vedremo la barriera esercitata da questi capillari non fa passare le proteine plasmatiche
(sono capillari fenestrati, che fanno passare piccoli peptidi e molto liquido, ma non le proteine plasmatiche).
Nella capsula del Bowman accumulo un filtrato di plasma privato di proteine (preurina); se ne formano 180
litri al giorno.
Il tubulo contorto distale del nefrone ritrova il glomerulo e forma un complesso “tubulo-glomerulare”.
Questo complesso è molto importante per due ragioni:
1) in questa zona di contatto si forma l’apparato iuxta glomerulare, in cui avviene un controllo della
pressione arteriosa e la secrezione di renina;
2) funzionalmente è un modo per il nefrone di fare un controllo di qualità: il nefrone filtra plasma, poi
la preurina arriva al tubulo distale: qui controlliamo il Na⁺. Se il controllo di qualità mi dice che c’è stata
poca o troppa filtrazione, il sistema adatta direttamente la quantità di filtrazione del glomerulo.
TIPI'DI'NEFRONI'
# # # #CORTICALI' 'JUXTAMIDOLLARI'
Frequenza' ' '7 ' ' ' ' '1'
TIPI'DI'NEFRONI'
Glomerulo' 'corGcale ' 'giunzionale'
# # # #CORTICALI' 'JUXTAMIDOLLARI'
Frequenza' ' '7 ' ' ' ' '1'
AH' ' ' 'breve ' ' 'lunga'
Glomerulo' 'corGcale ' 'giunzionale'
AH' ' ' 'breve ' ' 'lunga'
Vasa'Recta' 'assenG' ' 'presenG'
Vasa'Recta' 'assenG' ' 'presenG'
AE'(Φ)' ' '<'AA ' ' '>'AA'
AE'(Φ)' ' '<'AA ' ' '>'AA'
Rete'Peritub. 'Ricca ' ' 'modesta'
' ##
Rete'Peritub. 'Ricca ' ' 'modesta'
' ## La maggioranza dei nefroni umani (in altri animali il rapporto è diverso) sono nefroni corticali,
specializzati nei trasporti. Il glomerulo si trova nella parte esterna della corticale, i tubuli contorti prox sono
molto sviluppati e l’ansa di Henle è poco sviluppata. La minoranza è rappresentata da nefroni iuxta-
midollari. Il glomerulo è in prossimità della midollare (ma sempre nella corticale...!!), il tubulo contorto
prossimale è poco sviluppato e viceversa l’ansa di Henle è molto sviluppata: a volte arriva in prossimità
dell’apice della piramide. La prima famiglia di nefroni è in grado di trasportare soluti, ma non di concentrare
le urine; la seconda famiglia è in grado di regolare la quantità di urine (concentrazione e diluzione delle
urine). I vasi retti retti sono assenti nelle anse abortive, presenti nelle lunghe anse. Nei nefroni in cui si forma
solo rete peritubulare il calibro dell’arteriola efferente è minore di quello dell’arteriola afferente; nei nefroni
iuxta-midollari l’arteriola efferente oltre alla rete peritubulare deve anche generare i vasi retti spuri, che
seguono il decorso dell’ansa di Henle, e quinid il calibro è maggiore di quello dell’arteirola afferente. La rete
peritubulare, soprattutto dei tubuli contorti, è ricca nel caso dei primi nefroni e più scarsa nei secondi.
L’uomo ha un rapporto di 7:1 tra i due tipi di nefroni, e infatti ha una modesta capacità di concentrare
le urine: questo si traduce in una limitata sopravvivenza in ambienti con poca acqua, come il deserto. Il rene
infatti non può azzerare il volume di urina perché è obbligato ad eliminare dei sali: l’unica via di
eliminazione dei sali è l’emuntorio renale. La pressione osmotica dei liquidi altrimenti crescerebbe. Il rene
ogni giorno sulla base della nostra alimentazione deve eliminare una certa quantità di soluti, e visto che non
li può eliminare solidi li deve eliminare in acqua e qui viene il volume minimo necessario per eliminare
questi soluti. Cioè in altre parole l’uomo può raggiungere al massimo 1400 milliosmoli /litro (5 volte
PROCESSI(RENALI(DI(BASE(
osmolarità del plasma). Il rene riesce a fare un lavoro osmotico tale che riesce ad eliminare un certo carico di
soluti in un volume 5 volte minore rispetto al rapporto che c’è nel plasma. Però questo se ho gravi restrizioni
idriche può non essere sufficiente: questo è quello intendo dicendo che l’uomo ha capacità di concentrazione
FILTRAZIONE(GLOMERULARE! !GLOMERULO!= !!
delle urine abbastanza limitate. Il ratto del deserto ha il 100% di nefroni iuxta-midollari: concentra le urine a
tal punto da limitare le perdite di acqua al minimo: può sopravvivere per tempi lughissimi solo con l’acqua
RIASSORBIMENTO(TUBULARE ( !UNITA’!
del metabolismo aerobio.
SECREZ
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