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Fisiologia – ECG cap3 Appunti scolastici Premium

Appunti di Fisiologia ECG cap3. Appunti di Fisiologia – ECG cap3. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Traduzione della 5 edizione inglese di : The ECG made easy cap 3. Il ritmo cardiaco, La ritmicità intrinseca del cuore, Aritmia sinusale, ecc.

Esame di Fisiologia docente Prof. L. Manasseri

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ESTRATTO DOCUMENTO

hystamina@hackmed.org John Hampton - CAPITOLO 3 http://www.hackmed.org

frequenza di depolarizzazione più bassa di quella del nodo SA. Il cuore è guidato dalla

zonea qualsiasi essa sia, che si depolarizza più rapidamente. In condizioni normali, questa

zona è il nodo SA che ha una frequenza di circa 70 bpm. Se il nodo SA è difettoso, la

guida è presa da un centro situato più al disotto, nel muscolo atriale, o nella regione

circondante il nodo AV (la zona giunzionale), che hanno una frequenza di scarica di 50

bpm.

Se queste zone sono anch'esse difettose, o se la conduzione nel fascio di HIS è bloccata

(come nel blocco AV di terzo grado, capitolo 2), un il ventricolo prenderà il comando con

una frequenza ventricolare di circa 30 bpm.

Questi ritmi lenti di protezione si chiamano ritmi di fuga, perchè si verificano quando i

centri secondari di depolarizzazione "fuggono" dalla normale inibizione eservitata dal

nodo SA che ha una frequenza maggiore di depolarizzazione.

I ritmi di fuga si generano, quindi, in risposta a problemi situati a monte della via di

conduzione.

E' importante non tentare di fermare questi ritmi: il cuore potrebbe infatti cessare del tutto

di contrarsi.

Ritmo di fuga atriale

Se il nodo SA diminuisce la sua frequenza ed un centro secondario atriale prende il

comando del ritmo, ci troviamo di fronte ad una fuga atriale.

FUGA ATRIALE

Note: Dopo un battito sinusale, il nodo SA non si depolarizza.

Dopo un ritardo si osserva un'onda P anormale perchè

l'attivazione dell'atrio è iniziata in una parte più lontana

dal nodo SA. 27

hystamina@hackmed.org John Hampton - CAPITOLO 3 http://www.hackmed.org

Fuga giunzionale

Se la zona circostante il nodo AV prende il comando, si dice che il ritmo è nodale.

FUGA NODALE

Note: Frequenza sinusale a 100 bpm; ritmo di scappamento

giunzionale a 70 bpm. Assenza di onde P nei battiti

giunzionali, complesso QRS normale

Fuga vetricolare

Una fuga ventricolare si ha, spesso, quando la conduzione tra gli atri ed i ventricoli si

interrompe. Il blocco completo costituisce il ritmo di fuga ventricolare più classico.

BLOCCO CARDIACO COMPLETO

Note: Onde O regolari.

Onde P alla frequenza di 145 bpm.

QRS regolari, ma alterati a causa di una conduzione

anormale a livello ventricolare.

QRS di scappamento

a 15 bpm. Assenza di relazione tra onda P complessi QRS.

Il ritmo cardiaco può essere comandato da un centro ventricolare che si depolarizza con

una frequenza di scarica più elevata di quella che si osserva nel blocco completo. Questo

è un ritmo idioventricolare accelerato. 28

hystamina@hackmed.org John Hampton - CAPITOLO 3 http://www.hackmed.org

RITMO IDIOVENTRICOLARE ACCELERATO

Note: Dopo tre battiti sinusali, il nodo SA non si depolarizza.

Un centro di scappamento situato nel ventricolo prende il comando.

Complessi QRS allargati e onde T anormali.

Sebbene l'ECG assomigli a quello di una tachicardia ventricolare, il ritmo ventricolare

accelerato è benigno e non si deve trattare. Si diagnosticherà una tachicardia ventricolare

se la frequenza è superiore a 120 bpm.

EXTRASISTOLE

Qualsiasi parte del cuore può depolarizzarsi anticipatamente e il battito cardiaco risultante

viene detto extrasistole. Si può anche utilizzare il termine ectopico per indicare che la

depolarizzazione nasce in una zona anormale.

L'ECG di una extrasistole che nasce a livello atriale, nella regione giunzionale o nodale o

ancora nel muscolo ventricolare è lo stesso di quello di un battito di fuga corrispondente,

con la sola differenza che l'extrasistole si produce precocemente mentre il battito di fuga si

produce in ritardo (quest'ultimo è infatti un meccanismo di protezione).

Le extrasistoli atriali hanno un onda P anormale mentre invece l'extrasistole giunzionale

non ha alcuna onda P. I complessi QRS delle extrasistoli atriali o giunzionali sono

naturalmente identici a quelli di un ritmo sinusale (la conduzione a livello ventricolare infatti

è inalterata).

EXTRASISTOLE ATRIALI E GIUNZIONALI

Note:Il tracciato mostra un ritmo sinusale con delle extrasistole giunzionali ed atriali. I battiti sinusali, giunzionali ed atriali

hanno dei complessi QRS identici: la conduzione oltre il fascio di HIS è normale. Un'extrasistole giunzionale non ha onde

P. Un'extrasistole atriale ha onde P di forma anormale. 29

hystamina@hackmed.org John Hampton - CAPITOLO 3 http://www.hackmed.org

Al contrario, le extrasistoli ventricolari hanno dei complessi QRS anormali che sono

tipicamente allungati.

Le extrasistoli ventricolari sono generalmente di scarsa importanza, tuttavia quando

queste si generano troppo precocemente, sovrapponendosi ad una onda T precedente

(espressione di una ripolarizzazione ventricolare), possono scatenare una fibrillazione

ventricolare ed essere potenzialmente pericolose.

Gli effetti delle extrasistole sopraventricolari e ventricolari sull'onda P successiva sono

illustrate nei 2 esempi successivi:

una extrasistole sopraventricolare sposta il ciclo dell'onda P successiva (pausa

- compensatoria.

EXTRASISTOLE SOPRAVENTRICOLARE

Note: 3 battiti sinusali sono seguita da un'extrasistole giunzionale. Non ci sono onde P al momento previsto. Dopo la

pausa compensatrice, l'onda P successiva è in ritardo.

una extrasistole ventricolare, al contrario, non ha effetti sul nodo SA e di

- conseguenza la successiva onda P appare al momento previsto.

EXTRA SISTOLE VENTRICOLARE

Note: 3 battiti sinusali sono seguiti da un'extrasistole ventricolare. Non si osservano onde P dopo questo battito, ma

l'onda P successiva arriva al momento previsto.

LE TACHICARDIE: I RITMI RAPIDI

Dai centri situati nell'atrio, nella regione giunzionale e nei ventricoli, possono essere

inviate delle scariche ripetute che provocano una tachicardia duratura. Si possono

adottare i criteri precedentemente descritti per determinare l'origine dell'aritmia e per

cercare di identificare l'onda P. 30

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a) Tachicardie sopraventricolari

1. Tachicardia atriale (centro anomalo situato nell'atrio)

Nella tachicardia atriale, l'atrio si contrae con una frequenza superiore a 160 bpm.

TACHICARDIA ATRIALE

Note: si possono osservare le onde P sovrapposte sulle onde T del battito precedente. I complessi QRS e le onde T

hanno la stessa forma dei battiti sinusali.

Il nodo AV non può condurre delle frequenze atriali superiori a 200 bpm, quindi se la

frequenza atriale supera questo livello, si può produrre un blocco atrio-ventricolare: non

tutte le onde P sono quindi seguite da una complesso QRS. La differenza tra questo tipo

di blocco atrio-ventricolare e il blocco cardiaco di secondo grado è che nel caso di blocco

atrio-ventricolare associato ad una tachicardia, il nodo AV funziona correttamente e

impedisce l'attivazione rapida dei ventricoli (alla quale conseguirebbe un inefficiente

svuotamente ventricolare). Nel caso di un blocco AV di primo, secondo e terzo grado, il

nodo AV non funziona correttamente.

Se la frequenza atriale è superiore a 250 bpm, non tutte le onde P vengono trasmesse ai

ventricoli: si ha dunque un flutter atriale.

FLUTTER ATRIALE (4/1)

Note: Ci sono 4 onde P per complesso QRS, e l'attivazione ventricolare è perfettamente regolare a75 bpm.

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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Fisiologia
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Manasseri Luigi.

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