Capitolo 3: Il ritmo cardiaco
Fino ad ora, abbiamo considerato soltanto la propagazione dell'onda di depolarizzazione generata dalla normale attivazione del nodo SA. Quando la depolarizzazione comincia nel nodo SA si dice che si tratta di un ritmo sinusale. Tuttavia, la depolarizzazione può cominciare altrove: il ritmo così generato viene definito in base al punto in cui la sequenza di depolarizzazione inizia (es. ritmo ventricolare se inizia dal ventricolo).
Elementi da considerare
Ricordare: Le anomalie del ritmo sono facili da osservare: i due elementi da considerare sono l'onda P e la larghezza del complesso QRS.
Principi
Quando si prova ad analizzare un ritmo cardiaco, bisogna ricordare che:
- La contrazione atriale è accompagnata da un'onda P.
- La contrazione ventricolare è accompagna da un complesso QRS.
- La contrazione atriale precede normalmente la contrazione ventricolare, ed ogni contrazione atriale è seguita da una contrazione ventricolare.
La ritmicità intrinseca del cuore
La maggior parte delle zone del cuore possono depolarizzarsi spontaneamente e ritmicamente. La frequenza di contrazione dei ventricoli è controllata dalla zona del cuore che ha la più elevata frequenza di depolarizzazione. Il nodo SA possiede normalmente la più elevata frequenza di depolarizzazione e, di conseguenza, la frequenza cardiaca sarà uguale alla frequenza di depolarizzazione del nodo SA.
La frequenza di depolarizzazione del nodo SA è controllata dal nervo pneumogastrico (X nervo cranico) e da riflessi nervosi che nascono a livello dei polmoni: questo è il motivo per cui, in soggetti giovani, normali, si possono osservare modificazioni della frequenza cardiaca correlate agli atti respiratori: questa è l'aritmia sinusale.
Aritmia sinusale
Note: Un'onda P per complesso QRS. Intervallo PR costante. Modificazione progressiva dell'intervallo R-R da un battito all'altro.
Un ritmo sinusale lento (bradicardia sinusale) accompagna l'allenamento sportivo, gli svenimenti, le ipotermie, mixedema e lo si osserva, spesso, dopo una crisi cardiaca. Un ritmo sinusale rapido (tachicardia sinusale) compare con lo sforzo fisico, la paura, il dolore, le emorragie e la tireotossicosi. Non c'è una frequenza particolare che caratterizza la tachicardia o la bradicardia. Questi sono solo dei termini descrittivi.
Origini dei ritmi cardiaci anormali
I ritmi cardiaci anormali possono prendere origine in tre punti: a livello atriale, nella regione circostante il nodo AV (detti ritmi nodali o più esattamente giunzionali) e nel muscolo ventricolare. Nello schema sottostante le stelle indicano i punti, a livello del muscolo atriale e ventricolare, da cui più frequentemente può nascere l'onda di depolarizzazione. I ritmi anormali possono comunque nascere in qualsiasi punto del muscolo ventricolare o atriale. I ritmi sinusali, atriali e giunzionali sono dei ritmi sopraventricolari.
Nei ritmi sopraventricolari, l'onda di depolarizzazione si propaga verso i ventricoli seguendo un percorso normale, attraverso il fascio di HIS e le sue branche. La morfologia del complesso QRS è, di conseguenza, inalterata, indipendentemente dal fatto che la depolarizzazione abbia avuto inizio nel nodo SA, nel muscolo atriale o nella regione di giunzione.
Nei ritmi ventricolari, l'onda di depolarizzazione si propaga nei ventricoli per una via anomala e, di conseguenza, più lenta. Il complesso QRS risulta quindi allargato e alterato nella morfologia. Anche la ripolarizzazione è modificata, deformando l'onda T.
Nozioni da ricordare
- I ritmi sopraventricolari hanno dei complessi QRS normali.
- I ritmi ventricolari hanno dei complessi QRS allargati.
- La sola eccezione a questa regola si ha quando al ritmo sopraventricolare si associa un blocco di branca destra o sinistra (da soli responsabili di anomalie del complesso QRS, vedi capitolo 2).
Varietà dei ritmi anormali
I ritmi che nascono nel muscolo atriale, nella zona di giunzione o nel muscolo ventricolare possono essere lenti e duraturi.