FISIOLOGIA (13/03/07) prof. Chieffi Funaro Annalisa
Decima lezione: “La Propriocezione”
E’quella sensibilità che ci permette ad esempio ad occhi chiusi di conoscere quella che è la posizione dei
segmenti corporei nello spazio e se i segmenti corporei sono stazionari o in movimento. Questa
consapevolezza è il prodotto di un insieme di informazioni provenienti da recettori che sono localizzati
nei muscoli, nelle articolazioni, nelle capsule e nei legamenti, e di provenienza più profonda, ossea.
Questo è il grosso imput propriocettivo. A questa consapevolezza contribuiscono anche informazioni
tattili, ad esempio quelle che provengono dalla pianta dei piedi oppure quella che a livello della cute
riveste le articolazioni. Quindi anche loro contribuiscono, sebbene in minor misura, a quella che è la
consapevolezza del movimento articolare perché la pelle viene distesa. E il grosso imput propriocettivo
rappresentato dall’app. vestibolare. C’è tutto un insieme di informazioni profonde che ci permettono di
riconoscere la nostra posizione e se ci muoviamo nello spazio.
A livello muscolare ci sono i fusi neuromuscolari che sono frammisti tra le fibre extrafusali, che sono
dei recettori di allungamento. Vengono stimolati quando il muscolo si allunga. La struttura comprende
2-12 fibre intrafusali che vengono distinte a sacchetto e a catena nucleare. Nel primo caso i nuclei sono
raggruppati verso il centro della fibra intrafusale e nel secondo caso, invece, sono disposti in fila.
All’interno ci sono le miofibrille disposte ai due lati, quindi nelle due porzioni laterali della fibra
intrafusale, non stanno nella porzione centrale. Queste fibre intrafusali sono contenute in un tessuto, una
capsula connettivale. Nei fusi neuromuscolari si distingue un’innervazione afferente da un’innervazione
efferente. L’innervazione efferente modula la sensibilità del fuso allo stimolo adeguato,
all’allungamento; rende, quando attiva, più sensibile il fuso all’allungamento. L’innervazione afferente è
data dalle terminazioni primarie o anulo-spirali che si avvolgono attorno sia alle fibre a sacchetto che a
catena nucleare, si avvolgono a livello della parte equatoriale delle due fibre intrafusali; e poi abbiamo le
terminazioni secondarie ( cosiddette a fiorame). Lo stimolo adeguato è l’allungamento. Allungando il
muscolo e allungando i fusi neuromuscolari, si determina una distorsione, una deformazione di queste
terminazioni nervose, che provoca il potenziale recettoriale e si determina il potenziale d’azione. Queste
terminazioni sono la parte terminale del ramo periferico del neurone sensitivo primario( il cui corpo
cellulare sta nei gangli spinali e nelle radici dorsali). Quando viene allungato il muscolo abbiamo due
tipi di risposte: una risposta fasica o dinamica e una risposta tonica o statica. La risposta fasica è mediata
dalle terminazioni primarie che avvolgono le fibre intrafusali a sacchetto nucleare. La risposta tonica è
mediata dalle afferenze che provengono dalle fibre intrafusali a catena nucleare ( sia quelle anulo-spirali
che quelle a fiorame). Adesso vediamo in che cosa consiste la risposta fasica e quella statica. In
condizioni di riposo c’è una scarica di base. Per quanto riguarda le terminazioni primarie, nel momento
in cui il muscolo è allungato, aumenta la frequenza di scarica. Questa frequenza di scarica è più alta
quanto più velocemente è allungato. Quindi la risposta del recettore primario esprime un divenire, cioè è
in allungamento e quanto velocemente avviene questo allungamento. Ci segnala che c’è un movimento e
quanto rapido è questo movimento. Si parla anche di recettori di movimento. Poi rimane in questo nuovo
stato allungato e comunque la frequenza di scarica si mantiene più alta rispetto alla frequenza di scarica
di base. E’ quindi un recettore dinamico ma presenta anche un carattere statico perché questa frequenza
di scarica, che è elevata rispetto alla condizione di base, anch’essa è modulata da quanto è stato
allungato il muscolo. Le terminazioni primarie sono quindi dinamiche e statiche. La loro importanza è
principalmente quella di essere recettori dinamici. C’è una frequenza di base, io allungo il muscolo e
mentre lo allungo, aumenta questa frequenza di base. Lo tengo allungato, si riduce, però rimane
comunque più alta rispetto alla frequenza di base. La grossa sensibilità di questo recettore è durante
l’allungamento. Ha anche una proprietà di recettore statico perché ci dice anche di quanto è stato
allungato. La cosa più importante è la risposta fasica. I recettori secondari ( statici o di posizione),
durante l’allungamento, non presentano questo aumento notevole della frequenza di scarica. Aumentano
la loro frequenza in maniera proporzionale a quanto il muscolo è allungato. Non vengono attivati molto,
in maggior misura durante l’allungamento. Vengono attivati durante l’allungamento ma non segnalano
che sta avvenendo l’allungamento ma che il muscolo si è allungato. La loro risposta è tanto più alta
1
quanto più il muscolo è allungato. Sono quindi dei recettori statici detti anche recettori di posizione.
Quando noi compiamo un movimento e questo movimento si associa ad un allungamento del muscolo,
viene segnalato ai centri sia che sta avvenendo questo allungamento ( recettori di movimento) sia di
quanto il muscolo si è allungato ( recettori di posizione o statici). Quando il muscolo ritorna alla
lunghezza di partenza, mentre si accorcia i recettori primari non scaricano, invece i recettori secondari
continuano a scaricare ma con una frequenza progressivamente decrescente man mano che il muscolo si
accorcia. A livello del muscolo poi vedremo che fine fanno questi potenziali d’azione.
ORGANO TENDINEO DEL GOLGI
È disposto al confine tra il tendine e il muscolo. La particolare disposizione dei fusi e degli organi
tendinei del Golgi, nel muscolo, è tale che si