11.03.2020
SISTEMA ENDOCRINO
Il sistema endocrino come quello nervoso concorre alla comunicazione tra gli organi permettendo
le integrazioni delle varie funzioni.
Il sistema endocrino utilizza dei messaggeri che sono estremamente diversi rispetto a quelli
utilizzati dal SN.
Infatti, il SN dà origine a segnali precisi con trasmissione molto rapida permessa dai segnali
elettrici e chimici e dà una risposta precisa perché tutte le cellule contattate dal SN sono
sollecitate alla risposta (risposta puntiforme).
Il SE, invece, è estremamente diverso; anch’esso ha un segnale molto persico, che si basa su
molecole ormonali che agiscono su recettori specifici localizzati sui tessuti periferici. Quindi, la
risposta è specifica, ma estremamene lenta perché si serve del liquido circolatorio e dei liquidi
interstiziali per far circolare l’ormone, che è il messaggero.
Il grande vantaggio del sistema endocrino è che con un unico messaggio può contattare più
organi e la loro possibilità di risposta dipende dalla presenza o meno dei sistemi recettoriali.
Sistema nervoso Sistema endocrino
Segnale preciso Segnale preciso
Trasmissione veloce Trasmissione lenta
Risposta puntiforme Risposta specifica, ma diffusa
Utilizzo di segnali chimici ed elettrici Utilizzo di ormoni
Gli ormoni sono lasciati nel torrente circolatorio solo in caso di necessità, per questo intervengono
processi omeostatici.
nei ormoni controbilanciano l’alterazione ambientale che ne hanno causato il rilascio.
àGli
Esempio: inulina è rilasciata quando si ha un aumento del glucosio ematico e il suo effetto è
quello di ristabilire il livello di glucosio in ragne fisiologici/standard.
Il sistema endocrino è coinvolto anche in alcuni processi che sono fondamentali per la
sopravvivenza, come:
- Crescita
- Sviluppo
- Maturazione
- Riproduzione
- Invecchiamento
questa azione si coordina con l’azione del sistema nervoso mentendo sempre le due
àIn
distinzioni: SN molto rapido, ma selettivo, SE più lento ma diffusivo.
Il sistema endocrino si serve di 3 elementi essenziali:
Ormoni:
1. che sono di natura diversa
Ghiandole endocrine:
2. ben definite e sono presenti in vari organi.
Tessuti: proforme ormonali,
3. che cooperano alla formazione delle come rene e cute. Essi
sono responsabili delle modifiche che portano alla formazione dell’ormone maturo.
Ghiandole endocrine più importanti:
- Ipotalamo
- Ipofisi e Epifisi
- Ghiandola tiroidea e paratiroidi
- Ghiandola del surrene
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- Timo
SI hanno poi una miriade di cellule a funzione endocrina:
peptide natriuretico atriale
- Cellule legate al cuore: che controlla la pressione arteriosa
fibroblasti peritubulari
- Cellule nel rene: i sintetizzano EPO. Nella regione midollare, invece,
prostaglandine
le hanno azione vasodilatatrice. Mentre a livello della macula densa, la
renina consente la conversione di angiotensina a angiotensina II
leptina
- Cellule nel tessuto adiposo: la regola l’appetito a lungo termine
- Cellule del tratto digerente: vi sono 10 ormoni che regolano l’alimentazione e la digestione
gastrina, serotonina, secretina, coleciostochinina, grelina.
tra cui: osteoblasti osteocalcina
- Cellule del tessuto osseo: e inibiscono la deposizione di grassi (=
bilancio energetico)
ASSE IPOTALAMICO-IPOFISARIO
Questo asse è fondamentale perché controlla la funzionalità della maggior parte delle ghiandole
endocrine preseti all’interno del nostro organismo
Tale struttura è formata da:
Ipotalamo:
1. formato da una serie di nuclei a funzione endocrina. In quanto opera all’interno
del SN, l’ipotalamo, rappresenta la struttura grazie al quale i cambiamenti ambientali
esterni e interni sono rilevati e questi permettono l’alterazione dell’attività endocrina.
Costituisce un centro integrativo essenziale per la sopravvivenza di un organismo; è
connesso in entrata e in uscita con il SNC e comunica per via ematica segnali agli organi
periferici rispondendo alle loro sollecitazioni.
Ipofisi:
2. struttura ghiandolare a tutti gli effetti. Grazie ai suoi ormoni controlla diversi tessuti,
ma anche direttamente ghiandole. L’ipofisi, a sua volta è formata da:
Adenoipofisi:
a. lobo anteriore all’interno delle quale si trovano le cellule endocrine. È
di dimensioni maggiori rispetto all’altro lobo ed è in grado di sintetizzare e
secernere 6 ormoni differenti.
Neuroipofisi:
b. lobo posteriore. È un’estensione del SN perché è collegato
peduncolo ipofisario.
all’ipotalamo dal In questa zona sono presenti gli assoni
terminali dei neuroni magnoellulari. Inoltre, è in grado di secernere 2 ormoni diversi:
vasopressina e ossitocina.
Lobo intermedio:
c. funzione incerta
Ipotalamo e ipofisi sono altamente legate tra di loro con
strutture nervose e vascolari e danno origine a una
complessa unità funzionale che controlla:
- Metabolismo idrico
- Secrezione di latte
- Crescita corporea
- Riproduzione
- Crescita e attività secretoria di tiroide, ghiandole
surreali e gonadi
Adenoipofisi e neuroipofisi sono diverse, infatti la struttura dell’adenoipofisi è più ghiandolare
mentre quella della neuroipofisi ricorda più il SN. Questo perché sono strutture che derivano da due
tessuti embrionali differenti.
La neuroipofisi deriva da un’estroflessione del diencefalo, mentre l’adenoipofisi è un’estroflessione
del tessuto epiteliale che ricopre il tratto digerente. Durante lo sviluppo le due strutture si sono
avvicinate fino a prendere contatto per poi fondersi, andando a formare la vera e propria ipofisi. Le
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connessioni con il SN non sono andate perse, infatti tale comunicazione è mantenuta dal peduncolo
ipofisario, invece la connessione con il tubo digerente durante lo sviluppo viene a mancare.
Nell’insieme le due strutture sintetizzano e rilascino 16 ormoni che agiscono controllando la
funzione della maggior parte di ghiandole e organi.
Proprio per questo, l’asse ipotalamico-ipofisario è alla base della funzione endocrina.
à
Grazie all’ipotalamo e alle connessioni con il SN, quest’asse rende conto di come le condizioni
ambientali, come stress e cambiamenti emotivi, registrate dal SNC, possano influenzare la
secrezione ormonale tramite meccanismi, tipicamente nervosi, che si affiancano a meccanismi
tipicamente ormonali basati sul feadback fisiologico del controllo del rilascio degli ormoni stessi.
Come l’ipotalamo controlla le funzioni dell’ipofisi?
Ci sono 2 meccanismi con cui l’ipotalamo si contatta con l’ipofisi e ne controlla la funzione:
1. Condiviso con alcuni neuroni a funzione endocrina che si trovano nella parte anteriore
dell’ipotalamo. Questi neuroni secernono ormoni nel letto capillare che regolano la
funzione dell’ipofisi.
2. Ci sono due nuclei nella parte posteriore dell’ipotalamo molto importanti in quanto essi
.
stessi secernono e rilasciano a livello dell’ipofisi posteriore gli ormoni
• NEURONI MAGNOCELLULARI:
A livello della neuroipofisi vi sono i neuroni
magnocellulari sono neuroni a funzione
endocrina e sono definiti magnocellulari per
le loro importanti dimensioni; essi hanno il
corpo cellulare in due corpi posteriori
nucleo paraventricolare il
dell’ipotalamo: il e
nucleo sopraottico. L’assone di questi
neuroni si porta a livello della neuroipofisi,
quindi nella regione posteriore dell’ipofisi,
mediante il peduncolo ipofisario e a livello
della neuroipofisi si rilasceranno nel torrente
circolatorio gli ormoni che essi stessi
sintetizzano.
Il collegamento tra ipotalamo e ipofisi
à
posteriore è di tipo nervoso.
Nel corpo cellulare, situato nell’ipotalamo, avviene la sintesi e l’immagazzinamento degli ormoni in
vescicole che sono trasportate lungo l’assone, che attraversa il peduncolo ipofisarico, terminando
poi a livello della neuroipofisi in prossimità di un letto capillare: qui, mediante un meccanismo di
esocitosi regolata, vengono rilasciati direttamente nel torrente circolatorio gli ormoni sintetizzati dai
neuroni magnocellulari. ossitocina
Sono solo 2 gli ormoni che sono sintetizzati dai neuroni magnocellulari: e
vasopressina. La natura dei 2 peptidi è molto simile: essi sono costituiti dallo stesso numero e dagli
stessi amminoacidi, ad eccezione di un solo un amminoacido, l’isoleucina presente nell’ossitocina,
e la fenilalanina presente nella vasopressina.
OSSITOCINA
Anch’essa è prodotta dai nuclei sopraottici e paraventricolari ed agisce a livello delle ghiandole
cervice uterina
mammarie e dell’utero. In particolare, agisce a livello della dove induce le
ghiandola mammaria
contrazioni, e a livello della dove favorisce
la fuoriuscita del latte.
I segnali che dettano la secrezione di questo ormone sono segnali nervosi che sono avvertiti o a
livello della ghiandola mammaria o a livello della cervice uterina. In particolare, la pressione
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esercitata dal bambino al momento del parto sulla cervice uterina determina lo stiramento dei
meccanocettori presenti sulla parete uterina stessa e causa l’attivazione di una via nervosa
arriva ai neuroni ipotalamici. Così
segnale ascnedente
complessa che determina un che
l’ossitocina viene rilasciata. Il rilascio dell’ossitocina è controllato da un feedback positivo.
Anche la suzione del bambino determina l’attivazione della via nervosa che sta alla
base del rilascio dell’ossitocina.
VASOPRESSINA, ADH, ormone antidiuretico
Agisce a livello del rene e viene sintetizzato a partire dai neuroni magnocellulari nei nuclei sia
sopraottico che paraventricolare. Tale ormone è rilasciato a livello della neuroipofisi nel torrente
bilancio idrico
circolatorio ed interviene nel perché una volta rilasciato, il suo bersaglio d’azione è
il dotto collettore dove, andando a controllare le acquaporine, presenti sulle membrane luminari
che tappezzano le pareti del dotto, controlla in modo
regolato l’assorbimento di acqua.
La sua secrezione è strettamente controllata: come tutti gli ormoni, viene rilasciato
solo quando il corpo ne ha l’esigenza ed i segnali chimici e nervosi che permettono la sua
secrezione sono:
1. Variazione dell’osmolarità e delle soluzioni a livello del circolo sanguigno: questo fattore
viene sentito direttamente da neuroni ipotalamici ed è rappresentato dall’aumento
dell’osmolarità dei liquidi circolanti dettando il rilascio di questi ormoni.
seno carotideo
2. Caduta pressione sanguigna: è un segnale avvertito dal (nella periferia), ed
è rappresentato da una caduta della pressione sanguigna. Neuroni presenti a livello del
seno carotideo (barocettori) avvertono questo cambiamento di pressione e grazie alle
connessioni nervose a livello dell’ipotalamo posteriore indirizzano la secrezione
dell’ormone dell’arco aortico:
3. Caduta volume sanguigno a livello (anche questo percepito nella
periferia) qui ci sono dei volocettori (percepiscono variazioni di volume) che sono connessi
mediante fibre nervose ai neuroni ipotalamici e una diminuzione del volume detta il rilascio
dell’ormone stesso.
• NEURONI PARVOCELLULARI
Il secondo meccanismo con cui ipotalamo e ipofisi si connettono coinvolge la
neuroni
parte anteriore sia ipotalamica che ipofisaria. Qui abbiamo la presenza di
parvocellulari con funzione neuroendocrina e che governano l’attività: essi sono
piccoli e originano da diversi nuclei presenti a livello ipotalamico, ma terminano
mediana.
tutti a livello dell’eminenza Questa è la regione di connessione tra
ipotalamo e ipofisi; a livello dell’eminenza mediana esiste un letto capillare a
livello del quale i neuroni rilasciano i loro ormoni che non sono altro che fattori
che promuovono o inibiscono il rilascio degli ormoni dell’ipofisi. Questi neuroni
parvocellulari terminano quindi in un letto vascolare che poi irrora l’adenoipofisi.
La connessine tra ipotalamo e ipofisi anteriore è una connessione di tipo
à
vascolare. SISTEMA PORTALE IPOTALAMICO-
Il meccanismo di comunicazione vascolare è dettato dal
IPOFISARICO, uno dei sistemi portali del nostro organismo.
l’arteria ipofisaria superiore
Il sangue entra a livello dell’eminenza mediale attraverso e a livello
dell’eminenza forma un plesso capillare a livello del quale terminano i neuroni parvocellulari. Il
sangue nel plesso viene raccolto da 2 vasi, i vasi portali, lunghi vasi che attraversano il peduncolo
ipofisario e si portano all’interno dell’adenoipofisi. Qui costituiscono il secondo plesso capillare
che serve a distribuire gli ormoni ipotalamici alle cellule nell’adenoipofisi e a raccogliere il prodotto
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generato dalle cellule dell’adenoipofisi nel distretto sanguigno che esce poi dall’ipofisi attraverso
vena ipofisaria.
la
Come avviene la regolazione del rilascio?
Gli ormoni sono sintetizzati a livello ipotalamico dai neuroni parvocellulari che terminano a
livello del primo plesso capillare, cioè nell’eminenza mediana: qui sono rilasciati nel torrente
circolatorio (vescicole gialle). Attraverso i vasi portali, gli ormoni ipotalamici raggiungono
l’adenoipofisi e entrano nel secondo letto capillare che ha una duplice funzione:
- Consente agli ormoni di entrare in contatto con tutte le
cellule dell’adenoipofisi e sotto il controllo dei neuroni
ipotalamici viene deciso se rilasciare o inibire la secrezione
di ormoni opportuni.
- Consente di raccogliere il prodotto ormonale (vescicole
azzurre) dell’adenoipofisi e
attraverso la vena ipofisaria, lasciare l’adenoipofisi e
raggiungere il sistema circolatorio
dove gli ormoni andranno a attivare recettori presenti su
ghiandole dei tessuti muscolari.
livello dell’adenoipofisi è fondamentale avere un sistema
àA
portale e non una semplice connessione nervosa perché gli ormoni
sintetizzati dall’adenoipofisi e quindi i fattori che
rilasciano o inibiscono l’attività delle cellule dell’adenoipofisi sono
molteplici. Quindi solo un sistema capillare può garantire che anche
una piccola quantità di ormoni rilasciati dall’ipotalamo possano
entrare in contatto con tutte le cellule dell’adenoipofisi e quindi controllarne la funzionalità.
Gli ormoni rilasciati dal sistema ipotalamico-ipofisario anteriore sono:
Ormoni rilasciati dai neuroni ipotalamici
- (sono 7): a seconda se promuovono o
inibiscono il rilascio di ormoni da parte dell’adenoipofisi vengono chiamate trofine e
inibine. Di norma predominano le trofine sulle inibine, che, in modo estremamente
Selettivo, vanno a controllare gli ormoni che sono rilasciati a livello dell’ipofisi
anteriore. Gli ormoni rilasciati dall’ipotalamo sono:
• Dopamina o PIH
• Ormone che induce il rilascio di prolattina PRH
• Ormone tireotropo TRH
• Ormone di rilascio della corticotropina CRH
• GHIH
• GHRH
• Ormone di rilascio delle gonadotropine GnRH
Ormoni rilasciati dall’adenoipofisi:
- sono 6 ormoni che hanno funzione trofica o tropica
sulle ghiandole periferiche, in modo specifico
• Prolattina
• Ormone tireostimolante o TSH
• Ormone adrenocorticotropo ACTCH
• Ormone della crescita GH
• Ormone follicolostimolante FSH
• Ormone luteinizzante LH
Esempio: la prolattina agisce a livello della mammella favorendo l’attivazione delle
ghiandole mammarie e la produzione di latte. Quindi, l’attività della mammella è sotto il
controllo dell’ormone ipofisarico, la prolattina, che a sua volta è controllata da due
fattori: il primo che induce il rilascio della prolattina (PRH), mentre il secondo che
inibisce la prolattina, il fattore inibente il rilascio di prolattina (PIH) che è la dopamina.
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le cellule dell’adenoipofisi rilasciano ormoni trofici o tropici che attivano le ghiandole endocrine
à
o sostengono la funzione di organi periferici
Sono diverse le ghiandole a funzione endocrina regolate dall’asse ipotalamico-ipofisarico e
queste possono controllare la funzionalità di tessuti bersaglio o di altre ghiandole. Solo 2 ormoni
prodotti dall’adenoipofisi agiscono sui tessuti bersaglio e sono la prolattina, a livello della
ghiandola mammaria e l’ormone della crescita a livello di diversi target come il sistema muscolo
scheletrico. Tutti gli altri ormoni, invece, agiscono su altre cellule che fanno parte di ghiandole
endocrine, regolandone la funzionalità e sono l’ormone tireostimolante che agisce a livello della
tiroide, l’ormone adrenocorticotropo che agisce a livello del surrene, le gonadotropine (ormone
luteinizzante e follicolo stimolante) che agiscono a livello delle gonadi (ovaio o testicolo).
proprio questi 4 ormoni che controllano le ghiandole periferiche che costituiscono gli assi
àSono
endocrini del nostro organismo.
ASSI ENDOCTRINI
Sono 3 gli assi endocrini che abbiamo nel nostro organismo:
Asse ipotalamico-ipofisarico-tiroideo,
1. fondamentale per controllare l’attività della tiroide
e il rilascio degli ormoni tiroidei.
Asse ipotalamico-ipofisarico-ghiandola del surrene,
2. che è molto importante per
controllare i livelli circolanti di cortisolo.
Asse ipotalamico-ipofisarico-gonadico,
3. che è fondamentale per controllare l’attività e lo
sviluppo delle gonadi e la secrezione di androgeni, estrogeni e progesterone.
Meccanismo di rilascio degli ormoni
All’interno degli assi, il meccanismo di regolazione degli ormoni è estremamente peculiare ed
feedback
è sotto il controllo di un
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