Anna Lagovini, aa 2020-2021 Prof.ssa Lorenzon
FISIOLOGIA CELLULARE
COMUNICAZIONE TRA CELLULE
Processo fondamentale per organismi pluricellulari.
Organismo pluricellulare: organismo evoluto formato da gruppi di cellule che si sono specializzate in
determinati meccanismi fisiologici. Queste devono sapere cosa fanno le altre per mantenere un equilibrio
tramite la comunicazione cellulare.
L’equilibrio è lo stato di buona salute (l’organismo cerca di star bene), definito OMEOSTASI. Questa è
garantita attraverso un coordinamento dei diversi meccanismi fisiologici di cui è capace l’organismo
pluricellulare che si basa sulla comunicazione tra le cellule (anche molto lontane tra loro).
Esistono due tipi di comunicazione:
- Di tipo chimico
- Di tipo elettrico
COMUNICAZIONE CHIMICA
Una cellula trasmette il messaggio e l’altra lo riceve.
È una comunicazione chimica perché il veicolo tra le due cellule è una molecola, il messaggero chimico (o
segnale chimico). Questo è un messaggero extracellulare ed è una molecola di basso peso molecolare.
La cellula secretoria che invia il messaggio deve contenere tutti i meccanismi necessari per la sintesi e per la
secrezione del messaggero chimico. La cellula ricevente viene definita target (o bersaglio).
COMUNICAZIONE PARACRINA: il caso più semplice di comunicazione chimica tra le cellule prevede la
presenza di due cellule molto vicine tra di loro (es. comunicazione all’interno dello stesso tessuto ma tra
cellule diverse).
Il messaggero si muove da una cellula all’altra per diffusione: viene riversato nell’ambiente extracellulare
(ambiente acquoso) e si muove per gradiente di concentrazione verso l’altra cellula. Il processo di
diffusione è molto rapido e funziona per brevi distanze.
La cellula ricevente si accorge del segnale tramite un recettore.
COMUNICAZIONE ORMONALE: la cellula secretoria e quella bersaglio sono molto distanti tra loro
(appartengono a tessuti diversi). Il messaggero viene rilasciato nel sangue che lo trasporta verso la cellula
target vengono trasportate diverse molecole segnale contemporaneamente.
Il messaggero viene chiamato ORMONE.
La cellula secretoria appartiene ad una ghiandola endocrina (che ha il compito di produrre ormoni).
La cellula bersaglio deve riuscire a riconoscere il messaggero giusto, questa risposta specifica si basa
sull’esistenza di una proteina recettore. Questa è solitamente una glicoproteina che ha un’affinità
strutturale e chimica specifica per una determinata molecola segnale. Queste due interagiscono tra loro
attraverso un meccanismo “chiave-serratura”: la molecola segnale si avvicina alla molecola recettore su cui
riesce ad incastrarsi e questo consente di stabilizzare la posizione della molecola segnale tramite delle
interazioni chimiche.
Le proteine recettore possono essere sia transmembrana (di superfice; sono glicoproteine) che
intracellulari (si trovano nel citoplasma o nel nucleo; sono proteine).
Le molecole si possono classificare in due grandi categorie: 1
Anna Lagovini, aa 2020-2021 Prof.ssa Lorenzon
- Messaggeri chimici lipofili: si sciolgono meglio in ambiente non acquosopuò oltrepassare il
doppio strato fosfolipidico (per recettori intracellulari)
- Messaggeri chimici idrofili (per recettori di superfice)
A seconda del tipo di recettore si attivano tre diversi meccanismi di attivazione cellulare:
- Per i recettori intracellulari: la fine della comunicazione cellulare consiste nella regolazione
dell’espressione genicala cellula bersaglio risponde modificando il suo profilo di espressione
genica (compaiono delle proteine nuove o scompaiono delle proteine, a seconda che l’espressione
genica venga attivata o inibita). Il messaggero entra nella cellula dove trova il recettore e si forma il
complesso molecola-recettore. Ci sono delle sequenze presenti nel doppio filamento di DNA, HRE
(hormone response element) specifiche per un determinato recettore, che sono riconosciute dal
recettore nel momento in cui lega il messaggero. Questa interazione tra recettore e sequenza HRE
porta alla sintesi di determinate proteine.
- Per i recettori di superficie
o RECETTORI CON ATTIVITÀ ENZIMATICA: questi recettori hanno un’attività enzimatica
protein-chinasienzimi che catalizzano la fosforilazione (trasferimento di gruppi fosfato)
dall’ATP a proteine in specifici residui
amminoacidici (tirosina, serina e treonina)i
recettori possono essere tirosina-chinasi (i
più utilizzati), serina-chinasi o treonina-
chinasi. Questi recettori sono
transmembrana, nella regione extracellulare
si ha il sito recettoriale (punto di incastro per
il messaggero). Quando il messaggero si lega,
la proteina cambia conformazione e si
attivano le sue proprietà enzimatiche (finché
non è presente il messaggero la proteina è
inattiva, non catalizza niente)nella cellula
bersaglio aumentano i livelli di proteine
fosforilate, queste sono dei fattori di
trascrizionehanno a che fare con la regolazione dell’espressione genica nel nucleo. Il 2
Anna Lagovini, aa 2020-2021 Prof.ssa Lorenzon
recettore resta a livello di superficie e, attraverso una cascata di fosforilazione, si collega al
nucleo dove si ha la regolazione dell’espressione genica
o RECETTORI ACCOPPIATI A PROTEINE G: il recettore interagisce con proteine G trimeriche
(costituite da tre subunità: alfa, beta, gamma; la alfa è quella che lega GTP o GDP). Il
complesso recettore-messaggero attiva la proteina G che va ad interagire
con un enzima di membrana (nella maggior parte) separato dal recettore. Esistono
tre tipi di enzimi:
adenilil-ciclasi (enzima che trasforma l’ATP i cAMP)aumento di cAMP
nella cellula. L’AMP (ATP defosforilato tramite adenilil-ciclasi) ciclico è un
secondo messaggero.
fosfolipasi C: enzima che determina la sintesi di IP (secondo messaggero) e
3
DAGliberazione di calcio dai depositi intracellulari
fosfolipasi A: determina la variazione di concentrazione di acido
arachidonico (secondo messaggero), importante nei processi infiammatori
Si arriva alla fosforilazione di proteine (fosforilate in serina, treonina o tirosina) tramite
2+
protein-chinasi A (attivate da cAMP) o proteina chinasi C (attivate da Ca ).
Con la fosforilazione cambia la funzione delle proteine
con un canale ionico (trasporto di membrana).
10/03/2021
[Messaggio extracellulare che si lega al suo recettore (acetilcolina) che attiva la proteina G che attiva la
fosfolipasi C (membrana) questa catalizza la sintesi di IP3 (secondo messaggero) che diffonde nel
citoplasma verso i depositi intracellulari di Ca e lo fa liberare].
COMUNICAZIONE ELETTRICA 3
Anna Lagovini, aa 2020-2021 Prof.ssa Lorenzon
È la comunicazione più veloce. È lo scambio di segnali elettrici, i POTENZIALI D’AZIONE, tra cellule. Le uniche
cellule che comunicano in questo modo sono le cellule eccitabili, queste sono i neuroni e le cellule
muscolari (lisce, striate cardiache e striate scheletriche).
Diversi neuroni, in sequenza, collegano due zone lontane trasmettendo il potenziale d’azione. I neuroni,
uno dopo l’altro, vengono definiti VIA NERVOSA. [SNC: cervello e midollo spinale, costituiti da fasci di
neuroni]. Il primo neurone genera un potenziale
d’azione e lo trasmette al neurone successivo e così
via fino ad arrivare al destinatario.
La via nervosa EFFERENTE è costituita da 4 neuroni e
il primo parte dalla corteccia cerebrale mentre
l’ultimo arriva alla periferia dell’organismo. Sono le
vie nervose motorie, ossia consentono di reagire agli
stimoli e di muoversi in maniera volontaria (arriva ai
muscoli scheletrici).
Le vie nervose AFFERENTI portano i segnali dalla
periferia dell’organismo al SNC, di queste alcune si
fermano al midollo mentre altre arrivano al cervello.
Queste sono le vie nervose sensoriali, ossia sono
quelle che consento all’organismo di captare quello
che succede nell’ambiente esterno e comunicarlo al
SNC.
La comunicazione elettrica può fermarsi al midollo
spinale e da qua il segnale può andare direttamente
ai muscoli. Questo tipo di comunicazione dà luogo ad
azioni (movimenti) stereotipati. La comunicazione che invece coinvolge il cervello determina un
comportamento di tipo complesso.
AZIONE STEREOTIPATA: sono comportamenti fissi, cioè che sono identici, a fronte di uno stimolo specifico,
in tutti gli individui. Questi vengono definiti RIFLESSI. [Es. se qualcuno ci soffia sugli occhi, noi li chiudiamo;
se si punta una luce sulla pupilla questa si restringe]. I riflessi servono per valutare la comunicazione
elettrica. Es. martelletto sul ginocchio (“riflesso rotuleo” o “riflesso da stiramento”): il colpo fa partire un
potenziale d’azione che arriva al midollo spinale. Qui la via afferente contatta la via efferente che fa partire
una risposta fino al muscolo (la gamba si estende). Se si calcola l’intervallo di tempo tra il colpo e
l’estensione della gamba si misura un tempo di latenza di circa 3,5 millisecondi.
MOVIMENTI COMPLESSI: sono comportamenti che non si possono prevedere. Es. se si mettono due
individui in una stanza e si modifica la temperatura, non è detto che le due persone sentano caldo/freddo
nello stesso momento e non è detto che si comportino nello stesso modo (uno si toglie la maglia, l’altro
apre la finestra o si sventola con un foglio). In questo caso gli stimoli arrivano al cervello che decide cosa
fare.
POTENZIALE D’AZIONE
Si basa sulla presenza di canali ionici e potenziale di membrana, entrambi presenti in tutte le cellule.
Canali ionici: sono meccanismi di trasporto di membrana e sono meccanismi passivi (non hanno bisogno
dell’idrolisi di ATP). Servono per trasportare ioni attraverso il doppio strato fosfolipidico in entrambe le
direzioni. Gli ioni, passando attraverso la proteina, creano delle micro-correnti.
Sono delle proteine transmembrana e sono organizzate in modo tale da costituire un cilindro cavo (poro 4
Anna Lagovini, aa 2020-2021 Prof.ssa Lorenzon
ionico) all’interno del quale passano gli ioni.
Esistono due forze guida che permettono lo spostamento degli
ioni:
- GRADIENTE CHIMICO: gli ioni non hanno la stessa
concentrazione all’interno del citoplasma e nell’ambiente
extracellulare: si muovono verso la concentrazione minore per
equilibrare le due concentrazioni;
- GRADIENTE ELETTRICO: gli ioni portano carica e si forma
quindi, a causa del gradiente chimico, una diversa
concentrazione di cariche tra interno ed esterno della
cellulase all’interno della cellula si forma una maggior
concentrazione di cariche negative, gli ioni positivi tenderanno
ad entrare.
Gli ioni per muoversi dentro o fuori dalla cellula devono tener conto di entrami i gradienti (gradiente
elettrochimico).
Tutti i canali ionici sono caratterizzati da un meccanismo di apertura del canale, da una specifica cinetica e
conduttanza e da una specifica permeabilità.
[Patch clamp: tecnica che si basa sull’utilizzo di
elettrodi che vengono avvicinati alla superficie
cellulare dove ci sono i canali ionici. L’elettrodo
registra il flusso di ioni attraverso la proteina: si
viene a creare un grafico a onde quadre in cui viene
mostrato quanti ioni passano (proporzionale alla
deflessione) e per quanto tempo passano.] La
proteina canale passa da uno stato chiuso, in cui non
trasporta niente, ad uno stato aperto (cambia di
conformazione) in cui gli ioni possono passare. Da un
punto di vista termodinamico, la configurazione
chiusa è quella a minor energiaconfigurazione più
stabile.
L’organizzazione tridimensionale della proteina cambia in seguito a quattro meccanismi:
- CANALI LIGANDO-DIPENDENTI: i canali passano dalla
configurazione chiusa a quella aperta se è presente una
molecola extracellulare, il ligando, che interagisce
chimicamente con la proteina canale su determinati siti
recettoriali. (es. nella comunicazione nervo-muscolo il nervo
rilascia l’acetilcolina che si lega alla proteina canale facendola
aprire)
- CANALI ATTIVATI DA FOSFORILAZIONE: le proteine canale
vengono fosforilate e passano alla forma aperta attivandosi
(sono controllati dalle protein-chinasi)
- CANALI VOLTAGGIO-DIPENDENTI: sono i canali coinvolti
nella formazione del potenziale d’azione. Questi tengono
conto della distribuzione di carica tra interno ed esterno della
cellula: sono chiusi in un determinato campo elettrico che se si
5
Anna Lagovini, aa 2020-2021 Prof.ssa Lorenzon
inverte permette l’apertura del canale (es. cariche positive
all’esterno e negative all’internoproteina chiusa; all’inverso
proteina aperta)
- CANALI ATTIVATI DA STIRAMENTO: i canali sono legati al
citoscheletrosi aprono quando il citoscheletro cambia la sua
organizzazione (e di conseguenza anche la cellula cambia di
forma). (es. sono coinvolti nella percezione nello spazio: se si
alza un piede si sente tutto il peso sull’altro: i canali attivati da
stiramento sono attivati solo sul piede su cui ci si appoggia e
solo questi mandano il potenziale d’azione al cervello)
12/03/2021
CONDUTTANZA: la proteina canale ha un poro più o meno grande a seconda del tipo di canale e più grandi
sono le dimensioni del poro maggiore è il numero di cariche che possono passare (conduttanza maggiore).
La corrente ionica sarà quindi di maggior ampiezza.
CINETICA: il canale può restare nello stato aperto per un periodo più o meno lungoil tempo di
permanenza nello stato aperto determina la cinetica del canale.
Queste diverse cinetiche e conduttanze si determinano tramite la tecnica del patch clamp: nel grafico le
deflessioni verso il basso definiscono la conduttanza, mentre la larghezza delle onde determina la durata
delle varie aperture.
Un’altra proprietà dei canali è la permeabilità (o selettività) che dipende in parte dall’ampiezza del poro
ionicoin base all’ampiezza possono passare ioni di diverse dimensioni. I canali con un ampio raggio sono
dotati di una maggior permeabilità (permeabili a più ioni) e
quindi di una minor selettività.
Le pareti interne del poro sono determinate dal profilo della
proteinaall’interno, verso il poro, sono esposti i residui
amminoacidici con i loro gruppi funzionali. Lo ione che entra
viene chimicamente analizzato dalle pareti della proteina
(interagisce con i gruppi funzionali degli amminoacidi): si
formano deboli interazioni con i residui amminoacidici. Questa
analisi chimica permette di suddividere i canali in due
categorie:
- Canali cationici: se la parete della proteina ha gruppi
funzionali che interagiscono bene con cationinon
interagisce invece con gli anioni
- Canali anionici
POTENZIALE DI MEMBRANA
È determinato da una diversa distribuzione delle cariche tra interno ed esterno della cellula. Per misurarlo
sperimentalmente si inserisce un elettrodo all’interno della cellula e uno nell’ambiente extracellularesi
determina se esiste una diversa distribuzione di carica tra i due lati. Esiste una prevalenza di carica comune
a tutte le cellulesi è visto che si ha una prevalenza di cariche negative all’interno della cellula e di cariche
positive all’esterno.
La differenza di potenziale tra esterno ed esterno (potenziale di membrana) viene misurato in mV
(millivolt). Questa differenza di carica è differente a seconda del tipo di cellula. Tutti i potenziali di 6
Anna Lagovini, aa 2020-2021 Prof.ssa Lorenzon
membrana sono indicati convenzionalmente come negativi (indica l’eccesso di cariche negative presenti
all’interno della cellula).
Come nascono i potenziali: la membrana cellulare è una membrana semi
permeabile (è permeabile solo ad alcune specie chimiche), questo deriva dal doppio
strato fosfolipidico e dalla presenza dei canali ionici (che trasportano alcuni ioni
piuttosto che altri).
Es: in un becher, suddiviso in due compartimenti da una membrana
semipermeabile, si mette da un lato NaCl e dall’altro KCl con le stesse
concentrazioni in soluzione acquosa. La membrana è permeabile, ad esempio, solo
agli ioni K che tenderanno ad oltrepassarla per arrivare ad un equilibrio chimico (il
gradiente di concentrazione spinge gli ioni K verso il compartimento 1, mentre il
gradiente chimico li spinge in direzione opposta). In questo modo si avrà però una
maggior concentrazione di cariche positive da un lato (Na e K) e negative dall’altro.
Gli ioni K continuano a spostarsi per mantenere l’equilibriola distribuzione di
carica non cambia.
Questa situazione di equilibrio viene descritta dall’equazione di Nernst: può
prevedere il valore della differenza di potenziale, posto che sia nota la distribuzione
ionica della specie permeabile nell’ambiente intra ed extracellulare.
Le membrane sono permeabili principalmente a tre ioni: sodio, potassio e cloro
(nella membrana sono presenti dei canali sempre aperti che trasportano costantemente questi tre ioni),
ognuno calcolabile con l’equazione di Nernst.
Il potenziale di membrana reale è una somma delle equazioni di Nernst dei vari ioni (si mettono a sistema le
tre equazioni) e si ottiene l’equazione di Goldman-Hodgkin-Katz (equazione GHK)
Il potenziale di membrana è uno stato di equilibrio (il valore numerico resta fisso nel tempo) ed è un
potenziale diffusivo (gli ioni attraversano continuamente la membrana mantenendo l’equilibrio chimico ed
elettrico).
15/03/2021
Ogni ione che attraversa la membrana tende a portare il potenziale di membrana ad un valore pari al suo
potenziale di equilibrio (calcolabile con l’equazione di Nernst): se il potenziale di membrana è di -80mV e il
+
potenziale di equilibrio del sodio è di +45mVNa tende ad entrare nella cellula per portare più cariche
+
positive (corrente cationica entrante); il potenziale di equilibrio
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.