lunedì 4 gennaio 2021
Fisiologia cellulare
Studio del comportamento delle cellulare, quali sono i meccanismi che
mettono in atto per dare luogo a determinati fenomeni che sono
particolarmente importanti.
Tutto si basa sul principio di complementarietà, secondo cui la funzione
riflette sempre la struttura. Ciò che un organo può fare dipende dalla sua
struttura, che si è evoluta affinché l’organo potesse effettuare quella
determinata funzione. Il riduzionismo in fisiologia:
Consiste nel tentativo di spiegare i fenomeni biologici in base a leggi fisico-
chimiche. Da questo deriva la tendenza a scomporre l’organismo in parti:
organi, tessuti, cellule, componenti subcellulari, molecole.
Questo approccio sperimentale ha avuto molto successo, ma è opportuno
ricordare che l’insieme è più delle parti che lo compongono perché comprende
anche le interazioni tra le parti.
In un organismo i sistemi deputati a mantenere le interazioni tra le parti sono
fondamentalmente il sistema nervoso e il sistema endocrino.
Quindi lo studio dell’organismo si bassa sullo studio delle piccole parti da cui è
composto, andando a capire i singoli meccanismi.
L’organismo umano è fatto da tante parti che interagiscono fra di loro e queste
interazioni sono molto importanti. Esse avvengono grazie al sistema nervoso e
endocrino. Lo studio della fisiologia:
Claude Bernard (1813-78) introdusse il concetto di stabilità dell’ambiente
interno dell’organismo
”Milieu interieur”
Walter Cannon (1871-1945) definì l’omeostasi come la tendenza
dell’organismo a mantenere lo “Stato stazionario” ovvero un ambiente interno
stabile a fronte di modificazioni ambientali
Con la fisiologia studiamo quello che Bernard definiva come milieu interieur
quell’ambiente interiore, che l’organismo tende a tenere stabile a fronte di
tutte quelle modificazioni sia nell’ambiente esterno che interno.
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La vita ha avuto origine nel mare, quindi un ambiente in cui ossigeno, PH, la
salinità non subivano grosse variazioni, cambiava solo la luce e la temperatura.
Nonostante questo gli organismi erano in grado di rispondere a variazioni
delle sostanze nutritive (quindi di spostarsi verso queste sostanze)
Quando anche gli organismi più evoluti si sono trasferiti dal mare verso
ambiente salmastri e poi verso ambienti terresti.
Si son dovuti evolvere e cambiare una serie meccanismi fisiologici, strumentali
e comportamentali che avevano come scopo quello di mantenere l'ambiente
interno costante. Trasferendosi sulla terra l’acqua non è più in continua
disposizione, l’ambiente non è umido, non c’è salinità, la temperatura cambia
drasticamente e l’ossigeno bisogna approvigionarsene per cui ce voluto tutta
una serie di evoluzioni.
Gli animali terrestri come l’uomo tendono a perdere liquidi in un ambiente
esterno asciutto e molto variabile:
superfici corporee impermeabili
Solo una piccola parte di cellule dell’organismo è in contatto diretto con
l’ambiente esterno (le cellule di scambio).
La maggior parte delle cellule è circondata dal fluido extracellulare che
funziona da interfaccia con l’ambiente esterno.
Se mutano le condizioni esterne ciò si riflette sul liquido extracellulare che a
sua volta influenza le cellule, le quali non sono molto tolleranti a variazioni che
si verificano nelle loro immediate vicinanze.
Quando il liquido è diverso dal normale entreranno in gioco tutta una serie di
meccanismi che ripristineranno il liquido nelle sue normali condizioni.
Di conseguenza l’organismo mette in atto una serie di meccanismi per
mantenere invariata la composizione del fluido extracellulare (omeostasi).
omeostasi
L’ ha lo scopo mantenere costante il fluido extracellulare, le cellule
in contatto con l’esterno hanno evoluto il loro sistema di protezione ( strati più
esterni sono cheratinizzati, quindi impermeabili)
Quando ci saranno delle variabili, l’organismo perde il suo equilibrio e si avrà
quello che viene chiamato perdita di omeostasi, quindi l’organismo tende a
compensare questa variazione. Se si ha successo portando la variabile nel suo
ranch di normalità continueremo in condizioni di benessere.
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Quando invece questa compensazione non ha
successo allora andremo incontro a disordine o a
delle patologie.
Abbiamo uno stimolo (variazione/disturbo) che va
a portare una serie di eventi:
Esempio:
Usciamo dalla nostra casa che ce caldo verso un
ambiente freddo quindi la nostra temperatura
corporea inizia a diminuire.
La variazione di glucosio nel sangue durante la
notte si abbassa in quanto sono passate molte ore
dalla cena. Questi stimoli vengono
recepiti da un sensore
sensoriale che controllano
continuamente la variabile
a cui sono deputati.
Quando questi sensori ricevono questi stimoli, tramite
dei neuroni, li portano al centro di integrazione
(centralina di controllo-cervello) e dara luogo a delle
risposte che cercano di portare nella norma il
parametro uscito dall’omeostasi.
Lo stimolo deve essere abbastanza forte da essere
sufficiente per attivare il sensore.
Esempio:
Se la temperatura scende da 20°c a 19,9°c il sensore
non sarà in grado di percepire questa variazione,
mentre se scende a 19,5°c probabilmente lo percepirà
facendo partire la risposta.
Le cellule endocrine invece fanno da se (a se sestanti ) quindi rispondono loro
stesse alle variazioni.
Esempio: Nel pancreas quando il glucosio è troppo alto, le cellule beta produco
insulina che vanno ad abbassare il glucosio.
All’interno dell’organismo ci sono cellule sensoriali in ogni singola parte, all’
interno muscolatura, tendini, articolazioni, e funzionano costantemente.
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La temperatura è uno di quei stimoli che devono essere sempre tenute sotto
controllo, per cui quando essa fuori esce da quella variazione che è ritenuta
nella norma si attivano tutta una serie di stimoli:
•In caso di aumento della temperatura, il termostato
segnala all’ipotalamo (è una piccolissima zona di
encefalo, la parte più antica, ha tantissime funzioni) è il
centro di integrazione controlla la temperatura, questo
stimolo.
Che mette in atto dei processi che abbasseranno la
temperatura:
1.Si dilatano i vasi sanguigni soprattutto i capillari,
aumenta cosi la superficie che fa scorrere il sangue
(cald0) che irradia maggiormente calore. Andiamo così a
perdere calore;
2.Si attivano le ghiandole sudoripare che producono
maggior sudore che si stratificherà sulla pelle e userà la
temperatura corporea per evaporare. Solo mantenendo
in contatto il sudore con la pelle si avrà una perdita di
calore.
•In caso di diminuzione della temperatura, una volta
segnalata all’ipotalamo, vengono messe in atto anche qui
due sistemi:
1.La superficie dei capillari diminuisce in modo da
irradiare meno calore;
2.Vengono attivati delle contrazioni involontarie, i
brividi, della muscolatura che genera calore.
Sistema a feedback negativo in cui lo stimolo iniziale porta una risposta che fa
abbassare lo stimolo iniziale il circuito di risposta poi si inattiva evitando che
ci sia un circolo vizioso (es. la temperatura si continui ad abbassare senza che
ce ne sia bisogno). In genere sono
tutti stimoli negativi in cui la
risposta fa spegnere lo stimolo
iniziale.
Sistema feedback positivo, lo
stimolo iniziale da una risposta e
questo porta a una variazione che
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stimola periodicamente lo stimolo iniziale, si crea un loop. Interviene quindi
uno stimolo esterno che porta ad arrestare questo circolo.
Esempio:
La produzione di ossitocina che avviene durante il parto.
La testa del bambino spinge contro il varco uterino* producendo questo
ormone che inizia a dare delle contrazioni alla muscolatura uterina che
inducono un ulteriore protezione di ossitona, che sua volta porta a maggiori
contrazioni. Il sistema quindi si autosostiene producendo contrazioni sempre
più forti.
E una volta concluso il parto, quindi non avendo più la testa del bambino che
spinge sull’utero, si ha questo arresto del circolo.
CELLULE
La maggior parte delle cellule non sono in contatto con l’ambiente esterno ma
sono circondate da quello che viene comunemente chiamato liquido
interstiziale.
Abbiamo due compartimenti liquidi corporei
1.Liquido intracell
2.Liquido extracellulare
diviso in due
compartimenti:
- liquido interstiziale
- plasma (all’interno dei
vasi)
Gli scambi tra le cell e i vasi avviene solo con i capillari, in quanto le vene e le
aorte hanno pareti più spesse.
La parete che divide il liquido interstiziale dai capillari si chiama endotelio.
Il passaggio di sostanze dal plasma al liquido interstiziale avvengono
abbastanza facilmente. Questo
perché nell’endotelio ci sono degli
spazi che permettono il passaggio di
sostanze più piccole, gli ioni, che si
metteno in equilibrio fra loro (es.
sodio), se è troppo da una parte esso
si sposterà in modo che ci sia la
stessa quantità in entrambe le parti.
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Le molecole più grandi contenute nel plasma (proteine) non riescono a
passare.
Tra liquido interstiziale e intracellulare c’è la membrana cellulare che non
permette il passaggio di sostanze, se non sostanze che sono estremamente
controllate.
Questi liquidi hanno tutti la stessa molarità, è importante che sia mantenuta
costante.
Essa viene mantenuta costante in quanto i diversi ioni non sono ugualmente
distribuiti tra l’interno e l’esterno della cellula.
Ca
Il nella cellula viene segregato all’interno di zone ben particolari e viene
2
liberato solo in determinati
momenti.
Nella cellula ci sono
tantissimi A (anioni), sono
tutte proteine, concentrate
tutte all’interno della cellula
perché non riescono a uscire.
+ −
Na , Cl sono concentrati di
più all'esterno della cellula,
+
K
mentre e A ne troviamo
di più all’ interno della cell
Meccanismi che permettono
il passaggio di sostanze
all’interno della cellula:
• Diffusione semplice, O , CO , N
Si ha quando si parla di piccole molecole senza carica ( , benzene,
2 2 2
H O
, glicerolo etanolo, e anche le vitamine idrofobiche) possono passare senza
2
problemi le membrane cellulari. Questo tipo di meccanismo non richiede
trasportatori, né energia ma seguono il gradiente di concentrazione fino
all’equilibrio;
• Canali ionici,
Sono strutture proteiche che si dipongo all’interno della membrana in modo
da creare un foro che permette il passaggio di alcune sostanze.
Sono selettivi, ogni tipo di canale ionico può passare una determinata ++
Ca
sostanza. Sono selettivi ma non completamente specifici: il canale del
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+
Na
lascia passare anche il ma con un’efficienza 1.000 volte inferiore.
Non tutte le cellule hanno gli stessi canali.
Sono ad accesso controllato:
1. A controllo di potenziale: si apre e si chiude in risposta a variazioni di
voltaggio. All’interno membrana c’è un potenziale elettrico e quando
questo cambia, porta ad aprire e chiudere determinati canali;
2. A controllo di ligando: si apre e si chiude in risposta all’interazione con il
ligando specifico (interno o esterno). Canali che si aprono o chiudono
quando si lega una determinata sostanza;
3. A controllo meccanico si apre e si chiude in risposta a stimolazioni della
membrana. In base a quanto la membrana viene stirata;
• Trasporto attivo,
Molecola che si occupa del trasporto, la più importante è Na/K ATPasi.
Serve per mantenere le concentrazioni intracellulare diverse da quelle
extracellulare. Essa consuma il 20% dell’ATP prodotta dalle cellule, addirittura
nei neuroni consuma il 70%.
+ +
Na K
L’uscita di tre ioni e l’ingresso di due ioni causa la presenza, all’interno
della cellula, di un potenziale elettrico negativo.
Dall’ouabaina (una pianta ) vengono estratte queste sostanze che hanno
proprietà anestetiche e se utilizzate in quantità sopraelevate sono tossiche.
Migliorano l’attività del cuore.
Le sostanze che hanno una concentrazione diversa tendono a cercare di
diffondere.
Il flusso che si genera è sempre proporzionale alla forza che lo genera:
J=UcX
−1 −2
sec cm
J: moli ,
U: mobilità della sostanza in esame
c :concentrazione della sostanza nel tratto percorso
X: è la forza che sposta una mole di materiale
L’equazione di Teorell può essere utilizzata per descrivere i trasporti sia attivi
che passivi.
Ogni volta andrà individuata la forza coniugata al flusso.
Le forze coniugate al flusso possono essere espresse come lavoro compiuto per
spostare una mole in un tratto unitario di percorso.
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L’energia che si traduce in lavoro è parte dell’energia libera del sistema
(trasporto passivo) o è fornita dal metabolismo (trasporto attivo).
Il flusso quindi è la quantità di soluto che attraversa un'area unitaria nell’unità
di tempo.
Questi flussi vengono regolati dalla I° legge di Fick: la diffusione dipende
dalla concentrazione di sostanza e dallo spazio che deve percorrere.
flusso diffusivo
C’è un flusso netto di colorante dalla zona ad alta concentrazione a quelle a
bassa concentrazione
La costante di proporzionalità
dipende dalla mobilità del soluto
è la pendenza del gradiente di
concentrazione
Gli spostamenti di questi ioni avvengono all'interno di un campo elettrico, per
questo è importante anche tenere in considerazione le cariche degli ioni.
All’interno della cellule abbiamo molti anioni (cariche negative), mentre
all’esterno abbiamo cariche positive date dal sodio, quindi sodio. Esso tenderà
ad entrare all’interno della cellula mentre gli anioni tenderanno ad uscire dalla
cellula.
L’equazione di Nernst Planck: ci dice che il flusso di particelle da una
parte all’altra della membrana è proporzionale alla concentrazione segue
gradiente elettrico di concentrazione ed è inversamente proporzionale alla
distanza.
Una differenza di cariche (Δq) ovvero di potenziale elettrico (ΔV) ai due capi
della membrana influenza il movimento degli ioni
Quindi, il flusso di
particelle cariche
dipende non solo dal
gradiente di
concentrazione ma
anche dal gradiente
elettrico
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• Forza osmotica,
Avendo due “contenitori” separati da una membrana impermeabile questo
soluto non riesce a passare da una parte all’altra.
Ma è permeabile all’acqua e essendo un soluto avente concentrazioni diverse
ai due lati della stessa, l’acqua si muoverà cercando di uguagliare le
concentrazioni di soluto ai due lati della membrana.
Questo sistema crea una pressione
idrostatica che va a controbilanciare la
forza di osmosi .
Questa forza osmotica si misura con
π=nRT/V
R: costante dei gas
n: numero di moli
V: volume di soluzione
n/V : concentrazione del soluto
Quanto vale la pressione osmotica di una soluzione fisiologica?
Soluzione di NaCl 150 mM a 25°C P = 5,7 atm
• Trasporto passivo
• Trasporto accoppiato
Molarità (M)
numero di moli in un litro di soluzione
Osmolarità (Osm)
È il numero di particelle che contribuiscono alla pressione osmotica della
soluzione.
Si calcola come il prodotto tra la molarità e il Coefficiente di Van’t Hoff (il
numero di partice
lle di soluto che si formano in seguito alla dissociazione del soluto stesso).
Se il soluto non è un elettrolita e quindi non si dissocia, l'osmolarità è uguale
alla molarità.
Le cellule devono essere isotoniche :
Concentrazione di NaCl nel fluido extracellulare
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La forma della
cellula cambia in
base
all’osmolarità.
Normalmente la
[NaCl]
extracellulare
bilancia la [soluto]
intracellulare. Il Raggrinzita. Normale. Rigon a Lisata
bilancio è
mantenuto dalla Concentrazione: da ipertonica a isotonica a ipotonica
pompa Na-K
ATPasi
Ogni cellula ha un potenziale di membrana a riposo, cioè una differenza
di cariche tra l’esterno e l'interno della membrana.
I canali di voltaggio dipendenti del sodio e di potassio sono chiusi finché non
ci sono variazioni di voltaggio. Ma ci sono dei canali passivi che permettono
questi passaggi (di Na e K), per questo interviene Na/K ATPasi che invece
porta fuori il sodio e riporta dentro il potassio
Il gradiente ionico e la selettività della membrana (cioè quali canali sono
presenti) contribuiscono alla genesi del potenziale di membrana
Il sodio tende entrare sia per gradiente di concentrazione (chimico), quindi in
base alla quantità di soluto presente, sia per gradiente elettrico (carica) grazie
al fatto che è un catione tende a spostarsi verso un ambiente negativo (cioè
quello intracellulare).
Potassio invece per gradiente di
concentrazione tende a uscire verso ambiente
extracellulare, ma essendo anche lui è un
catione il gradiente elettrico si oppone al
passaggio del potassio verso esterno,
riportandolo dentro (sono quindi da
considerare entrambi i gradienti).
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