Fisiologia Cellulare
Introduzione
Le cellule sono circondate dalla membrana plasmatica che separa l’ambiente
intracellulare, in cui troviamo il citosol, mitocondri, perossisomi, lisosomi, nucleo, RE,
apparato del Golgi, dall’ambiente extracellulare; ma anche gli stessi organelli possono
essere circondati da una membrana.
Membrana plasmatica bilayer lipidico:
Costituita da una struttura a 2 strati di cui
5
uno esterno e uno interno, di spessore totale di circa
nm . barriera selettiva
La membrana è una ovvero non
permette la fuoriuscita degli organelli intracellulari e al
contrario permette a determinate molecole di poter
flussi
entrare e riuscire: ha la capacità di generare
unidirezionali di molecole (nutritizie, O2 comportandosi
come un diodo dal punto di vista elettrico), per le molecole non desiderabili (inutili o
microrganismi) di non farli entrare, o ancora permette l’uscita di prodotti metabolici
inutili di scarto (CO2) e messaggeri (neurotrasmettitori, molecole che sono riversate
all’esterno per inviare un messaggio ad altre cellule).
Funzioni = import-export molecole, ricevere informazioni, capacità di movimento e
espansione.
Sono composte di: barriera idrofobica
1. Lipidi: che creano un doppio strato che costituisce una
Es. acqua e molecole idrofile (ioni) non possono attraversare
fosfolipidi, glicolipidi e colesterolo
Per la maggior parte sono
2. Proteine: che conferiscono la specificità alle funzioni svolte dalla membrana
come il passaggio delle molecole e ioni idrofile.
a) Proteine periferiche legate alla superficie della membrana
b) Proteine integrali – contengono domini idrofobici e idrofilici
anfipatiche
c) Glicoproteine (integrali) – contengono molecole glucidiche recettori di
superficie Lipidi
Composizione:
Fosfolipidi = 2 componenti distinte:
testa polare idrofilica gruppo
la contenente il
fosfato catena
(attrae molecole d’acqua),
idrocarburica idrofobica 2 code di acidi
con
grassi, di cui la sinistra con atomi di carbonio
legati da legami idrogeno singoli, mentre
covalente
l’altra presenta un doppio legame
cis: maggiore è il numero di doppi legami
maggiore sarà la rigidità della catena,
riducendo così il grado di libertà della
molecola.
Sono dette perciò anfipatiche, ovvero hanno un’ambivalenza data dalla
presenza di una testa idrofila e una coda idrofobica. testa idrofilica
Glicolipidi = 2 componenti: la
costituita, al posto del gruppo fosfato, da
glucidi,
molecole di è rivolta verso l’esterno
catene idrocarburiche apolari
(glicocalice) e le
idrofobiche.
Alcuni atomi della componente glucidica della
elettricamente carichi
testa, sono , perciò
possono attrarre molecole d’acqua (idrofile).
Sono disposti solamente sul monostrato esterno,
del quale rappresentano il 5% circa.
testa
Colesterolo = la è costituita da un
–OH idrofilico
gruppo attaccata a una
anello steroideo planare
componente ad
rigido, catena
notevolmente con breve
idrocarburica (più corta rispetto ai fosfolipidi e
glicolipidi).
Organizzazione
Se iniettiamo nell’acqua i fosfolipidi, possiamo osservare la formazione
micella liposoma,
di certe strutture: una o un di cui in entrambi i casi le
teste idrofiliche sono rivolte verso l’ambiente acquoso (extracellulare).
monostrato
La micella però costituisce un in cui le code apolari si
dispongono a raggiera verso il centro, mentre nel liposoma compare il
bilayer
tipico della membrana della cellula, in cui sono ben evidenti
due strati di lipidi con, sempre le teste rivolte verso la parte acquosa
idrofila e un buco all’interno. Dal punto di vista termodinamico sono
notevolmente stabili, perché sono le teste a contatto con le molecole
idrofile (acqua).
Il bilayer si forma spontaneamente anche in una barretta di teflon in
cui facciamo un foro e immergiamo il tutto in acqua. Con una micro-
pipetta contenente fosfolipidi poi li iniettiamo nel foro, notando che
formano il doppio strato con le code che si incontrano all’interno e le
teste apolari all’esterno a contatto con l’acqua.
Dal punto di vista pratico si osserva che il liposoma è una struttura artificiale mentre in
vescicole,
natura esistono le come neurotrasmettitori, che sono molto simili. La
funzione è in ogni caso quella di far entrare molecole che non riuscirebbero a superare
il bilayer (es. farmaco nei globuli rossi). Il liposoma successivamente si fonderà con il
bilayer della cellula e le molecole all’interno si libereranno nel citosol.
Fluidità della membrana
Permette una rapida diffusione laterale delle proteine di membrana nel
• importante per la comunicazione
bilayer e ne favorisce le interazioni:
cellulare
Facilita la distribuzione dei lipidi e delle proteine di membrana dal sito
• di inserzione ad altre regioni della cellula
Permette alle membrane di fondere e mixare molecole
• proteine
La fluidità è utile per il passaggio di molecole attraverso le di membrana, che
modificano la loro conformazione, nel bilayer favorendone le interazioni, utili per la
comunicazione cellulare, permette alle membrane di fondere e mixare le molecole.
Tale modifica è possibile però solo se il bilayer lipidico è sufficientemente fluido: più la
membrana è rigida più i movimenti di membrana saranno rigidi e conseguentemente
sarà difficoltoso il passaggio import-export.
E’ lo stretto impacchettamento delle code idrofobiche che aumenta la rigidità del
bilayer, rendendo meno fluida la membrana.
Fattori che influenzano:
lunghezza della catena idrofobica:
- varia in generale da 14 a 24 atomi di carbonio e
tanto più è corta, tanto minore è l’interazione e tanto maggiore sarà la fluidità.
legami/nodi
- il numero dei doppi (insaturi): tanto maggiore tanto è ridotta la fluidità.
colesterolo nodi
- modula la fluidità della membrana, ovvero riempie i buchi tra i delle
catene insature (doppi legami), insinuandosi tra la code idrofobiche dei lipidi,
rendendo più rigido il bilayer. Quindi tanto maggiore è il numero delle molecole di
colesterolo, tanto più la membrana sarà rigida. Asimmetria
Se isoliamo un tratto di membrana plasmatica e
analizziamo la composizione del bilayer, notiamo
fosfatidicolina
che è asimmetrico: la è presente
fosfatidilserina
solo sul layer esterno, la solo
interno.
sul layer
I glicolipidi sono presenti soltanto sul versante
extracellulare non su quello intracellulare.
Proteine
50% struttura secondaria
Costituiscono il della massa del plasmalemma, hanno che
può essere: elica: aa idrofobici
- vengono a contatto con le code
apolari dei lipidi, formando dei legami idrofobici che
stabilizzano. I legami peptidici polari si trovano
all’interno e i gruppi R delle catene laterali protrudono
all’esterno. Le porzioni sono collegate tra loro da anse.
foglietto/pieghettato: legami
- la proteina ha dei
idrogeno tra gli aa, che le permette di chiudersi su sé
proteine porine
stessa creando un poro: le sono dette
e attraverso quel poro passano le molecole che non
potrebbero altrimenti attraversare il bilayer.
Composizione secondo la dislocazione
Integrali/Transmembranali = attraversano completamente il bilayer,
anse,
formando delle le estremità N- e C-terminali sporgenti negli ambienti
extracellulare e intracellulare
Periferiche = si trovano solo su un layer, attraversano solo in parte non
penetrano completamente, sono attaccate a proteine tramite legami non
covalenti (sorta di struttura quaternaria), ed
interposte tra un dominio recettoriale extracellulare
e dominio catalitico, dotato di funzione enzimatica
intracellulare.
Ancorate = si ancorano al bilayer lipidico
formando delle interazioni, tramite a legami polari
alle molecole lipidiche, completamente intracellulari
o extracellulari (tutte intracellulari o extracellulari)
Come può un legame peptidico polare essere inserito nel core idrofobico di un bilayer
fosfolipidico?
Le proteine sono amminoacidi legati covalentemente
legame peptidico:
tra loro con l’idrofobicità è nella
scelta degli aa che costituiscono quella data porzione.
Ci sono 4 principali aa idrofobici:
Triptofano, Fenilalanina, Prolina, Isoleucina.
Funzioni svolte dalle proteine di membrana
1. Trasportatori porine,
Struttura quaternaria, come le aventi un poro attraverso il quale
fluiscono ioni o molecole
2. Collegamento
Proteine sono ancorate ad altre proteine in funzione al collegamento e
costituisce il citoscheletro delle varie cellule.
Rafforzano la membrana, che di per sé è molto sottile e fragile, supportandola
da una trama proteina attaccata alla membrana attraverso le proteine di
membrana.
3. Recettori
Sono in grado di legare e captare un messaggero e cambiando di conformazione
di inviare il messaggio.
(il messaggero rimane attaccato alla proteina, all’interno della cellula)
Es. neurotrasmettitore: non entra nella cellula, ma si lega a un particolare
recettore, e la cellula reagisce in risposta effettuando la modifica del potenziale
di membrana.
4. Enzimi
In grado di accelerare determinate reazioni biochimiche, sono dei catalizzatori
biologici.
AMP-ciclico
Es. prodotto da ATP grazie adenilato-ciclasi, un enzima che accelera
la produzione.
La forma della cellula e le proprietà meccaniche della membrana sono determinate
cortex cellulare
dalla - una trama di proteine fibrose attaccate al lato citosolico della
membrana glicoproteine,
Glicocalice = tutti i carboidrati delle
proteoglicani glicolipidi non
e localizzati sul lato
citosolico della membrane formano un rivestimento di
zuccheri chiamato il glicocalice.
Le glicoproteine sono proteine glicosilate che
costituiscono la maggior parte delle proteine della
membrana plasmatica e hanno piccole catene di
(oligosaccaridi)
molecole di zuccheri legati verso il
versante extracellulare.
I proteoglicani invece sono proteine di membrana che
polisaccaridiche
possono avere una o più lunghe catene
legati, quindi una struttura più ramificata ed estesa.
glicocalice
Il protegge la superficie cellulare dal danneggiamento meccanico (tra
cellule) e chimico (antigeni), lubrificando inoltre la superficie assorbendo acqua.
E’ usato anche nel riconoscimento cellula-cellula, grazie agli oligosaccaridi che
forniscono a ciascun tipo cellulare un distinto marker di identificazione.
Particolarmente importante nel mediare le risposte infiammatorie.
Diffusione di particelle
diffusione
La è una proprietà fisica fondamentale in tutti i processi biologici e
costituisce il motore tramite il quale le cellule possono generare segnali; si verifica
differenza di concentrazione.
quando tra due regioni di una soluzione esiste una
flussi diffusionali,
E’ attraverso i di particelle dalla concentrazione maggiore verso
quelle a concentrazione minore, che sono possibili numerosi processi:
l’O passa dagli alveoli polmonari al sangue, oppure che anche molecole nutritizie
2
passano dal sangue ai tessuti, la genesi del potenziale d’azione (alla base del
+
funzionamento dei neuroni) è prodotta dalla diffusione di ioni di Na dentro la cellula
nervosa, così come anche la trasmissione sinaptica, per la comunicazione neuronale
cellulare (diffusione del neurotrasmettitore dal terminale pre-sinaptico di un neurone al
terminale post-sinaptico di un altro neurone (sinapsi chimiche)).
Cosa spinge le particelle a diffondere?
Considero: una goccia di colorante in acqua
(solvente), osserviamo che si disperde cioè diffonde,
quindi se potessimo monitorare il fenomeno
fotografando in determinati istanti, potremmo
osservare:
la concentrazione delle molecole di un recipiente
risulta essere la stessa, si è generato un flusso di
particelle che tendono a migrare nelle zone limitrofi.
La diffusione è il movimento molecolare generato
dall’energia termica (cinetica) e i processi diffusionali sono tanto più rapidi quanto più
la temperatura è elevata, che a sua volta è direttamente proporzionale all’aumento
dell’energia/agitazione termica.
[ moti browniani (A. Einstein) ]
Flusso molare unidirezionale = è la quantità di soluto (moli) che
attraversa un’area unitaria in un’unità di tempo.
Considero: due compartimenti separati da una membrana di lato 1cm, in entrambi
molecole di glucosio
abbiamo acqua e poi del soluto s (esempio ) che tende a
disciogliersi nell’acqua: la concentrazione delle particelle nel compartimento 1 è
maggiore che nel compartimento 2. Se la membrana è permeabile al soluto (glucosio)
allora le particelle migreranno dalla zona dove sono maggiormente concentrate a
quella dove lo sono meno. 23 -1
N = 6.022 x 10 mol
A
N = numero di
A
particelle/numero di moli
Sistema CGS (cm,moli,secondi), n/N = quantità in moli del soluto
Ma al netto quante molecole al secondo passano da un compartimento all’altro e che
tipo di flusso hanno?
Il flusso netto o globale è la differenza tra i due
flussi unidirezionali: il flusso unidirezionale dal
compartimento 1 -> 2 e il flusso unidirezionale
dal compartimento 2 -> 1. Avrà direzione uguale
alle direzioni e verso uguale al verso del
compartimento di più alta concentrazione.
Quale relazione esiste tra il flusso generato e la forza che lo genera?
EQUAZIONE DI TEORELL
Il flusso è proporzionale alla forza che lo genera (X), a meno di una costante K.
X è la forza che trascina le molecole a muoversi in una determinata direzione, è la
driving force o forza spingente.
Nel caso dei flussi diffusionali direzionali è la forza che coincide con il gradiente di
concentrazione, ovvero la differenza che esiste tra i due compartimenti sperati dalla
membrana, a meno di una certa costante K, dipendente primariamente dalle
caratteristiche delle particelle.
1^ LEGGE DI FICK : (diffusione attraverso una membrana)
Se un flusso netto di colorante dalla zona ad alta concentrazione passa verso quella a
bassa, allo stato stazionario vale la relazione: flusso diffusivo
Simile a quella di Teorell, ma il particolare è che il ha come driving
force il gradiente di concentrazione e come K la costante di proporzionalità che
d
dipende dalla mobilità del soluto nel solvente (variabile).
Dal punto di vista matematico è l’equazione di una retta passante
per l’origine con coefficiente angolare K .
d
Es. se si misura il flusso di O attraverso la membrana (ex-int) esso varia con la
2
concentrazione secondo l’andamento lineare.
Diffusione attraverso una membrana
Osserviamo che dopo un certo istante avvengono piccole fluttuazioni di molecole
(glucosio) ma il valore di fatto rimane costante, ovvero mediamente abbiamo la stessa
concentrazione di glucosio nei due compartimenti in un certo istante: il sistema ha
situazione di equilibrio
raggiunto una che è stabile nel tempo statisticamente.
Dal punto di vista matematico il numero
di molecole di glucosio raggiunge una
convergenza, infatti la concentrazione di
soluto varia nel tempo con un andamento
esponenziale (entrambe le curve).
Decadimento
Co: concentrazione outside/extracellulare
Co0: concentrazione iniziale di glucosio =
200
Co∞= concentrazione di particelle dopo
un tempo infinitamente grande
(equilibrio) = 110
Aumento
Ci: concentrazione inside/intracellulare
Ci0: concentrazione iniziale = 20
Ci∞: 110 τ
e^(-t/τ) = : tempo in corrispondenza del
quale: 37%
- decadimento è arrivato al del suo valore iniziale: 37% di (co – c ∞) = 37% di
143 63%
- aumento è salito al del suo valore inziale: 63% di (c∞ (110) –co (20)) = 63% di
77
τ = (tau) è lo stesso per entrambe le curve, è un indice temporale della rapidità con
cui il limite viene raggiunto.
La concentrazione di un altro tipo di molecole, più piccolo è tanto più l’equilibrio
τ,
viene raggiunto rapidamente; se ci mette di più allora più grande.
τè
Finora però le molecole sono state di glucosio (neutre), ma se avessimo una
migrazione di particelle elettricamente cariche, come gli ioni?
cloruro di potassio
Le molecole di KCl in un recipiente di acqua tendono a
disciogliersi, dissociandosi anche, il tutto fino a una situazione di equilibrio.
Se sottoponiamo il sistema a un campo elettrico?
Migrazione in un campo elettrico
La migrazione in un campo elettrico è lo spostamento di particelle dotate di carica
elettrica (positiva o negativa) che si verifica in seno ad una soluzione nella quale si
stabilisca un capo elettrico per mezzo di due elettrodi. A=anodo e C=catodo
Introduco due elettrodi
collegati a una batteria: l’anodo collegato al polo
-
positivo attrae anioni Cl , mentre il catodo attrae
+
i cationi K .
+ -
Gli ioni K e Cl non sono più inerti e incominciano
a migrare, creando un flusso di particelle
elettricamente cariche dato dall’esistenza del
campo elettrico.
Esiste allora una forza, il campo elettrico che genera questo flusso di particelle: il
+ -
flusso netto sia di cationi K che di anioni Cl è proporzionale alla differenza di
potenziale applicata agli elettrodi.
z= valenza dello ioni, + -
K = costate di proporzionalità dipendente dalla mobilità (K e Cl possono essere
e
diversi) e dalla concentrazione del soluto (cloruro
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.