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Relatività

Postulati di Einstein

  1. Il moto uniforme assoluto non si può rilevare; tutti i sistemi di riferimento inerziali sono equivalenti.
  2. La velocità della luce non dipende dal moto della sorgente.
  • Sincronizzazione orologi e simultaneità

Spostare un orologio può influenzare il moto. Emette luce da O. Dopo un tempo t, la luce ha un fronte d'onda pari a c.t. TLH gli orologi vengono sincronizzati a un tempo pari a r e ho un orologio per ogni punto dello spazio. Il tempo di un evento è misurato nel punto in cui si manifesta. Un raggio di luce viene emesso da un sistema con velocità v. Se il pacchetto è nei posti due specchi (tralasciati) in A pazienza riflessione e ritorno sono simultanei. Poiché la luce viaggia sempre a C alla partenza del raggio di luce lo specchio di sx si avvicina all'onda e quello di dx si allontana invece di portarsi bilanciandosi la partenza avviene sono simultanei.

Due eventi sono simultanei se i segnali luminosi provenienti dagli eventi raggiungono un osservatore posto a metà strada tra gli eventi nello stesso sistema.

Si definisce tempo proprio quello misurato da uno stesso orologio in un punto. Il Tempo effettivo è quello misurato dalla differenza di due orologi posti in diversi punti dello spazio ed è maggiore del prima a causa della dilatazione temporale.

Due orologi sincronizzati e due eventi simultanei in un sistema non sono in generale sincronizzati e simultanei in un altro sistema in moto rispetto al primo.

Relativita

Postulati di Einstein

  1. Il moto uniforme cursolito non si può rivelare, tutti i sistemi di riferimento inerziali sono equivalenti.
  2. La velocità della luce non dipende dal moto della sorgente.
  • Sincronizzazione azoligi e simulametità

Spostare un orcliogi può influenzare il moto. Emetto luce dall'origine. Dopo un tempo t la luce ha un frangente d'onda passi a c⋅t. I tutti gli azologi vengono sincronizzati a um tempo pari a t 0 e ho um azologi per ogni punto dello spazio. Il tempo di un evento and usmes mel pumio m cui se mamifestaUn raggio di luce viene emesso da o ed viaggia con velocitià v. Il faelle col due specchi (lallraggiate). In le pazienza riflessione e siuzoma sono simulamenta. Pex 0 la luce viaggia smerpe a m> alla paziena del zagoi di luce lo specchio di sx si elmxina all'onda e quello di dx si almomena riverseva al femtriis sincronizzati llS la pazienza avcwvo sono simulannel.

  • Due eventi sono simultanei e se segnali lumisni provenienti dagli eventi laggiungomo un ossorvatova posto a meta strada tra gli eventi nello stesso sistema.
  • Si definisce tempo proposo quello misurato da uno stessa azologi in um puumle. Il Tempo effettvo è quelto misuratd dalla differenza di due azologi posti in diversi punti dello spazio ed è maggiore del prima a causa della dilatazione temporale.
  • Due azolog sincronizzati e due eventi, simulando in um sistemanon sono in genere gincronizzatel e simullane in xm alino sistema in moto rispetto al puimo.

TRASFORMAZIONI DI LORENTZ

Prendo due sistemi in config std. Sincronizzo gli orologi in t=t'=0 quando O=O'.

x = x' ⇒ t =v =x-vt/

Gli assi perpendicolari al moto restano invariati y=y' z=z'

Suppongo di avere un'asta in O'P'. Per la relatività della simultaneità faccio la misura della lunghezza im s', allorazda quindi mm è valido considerare O'P = AP = x. (Chiamiamo quindi) AP = lama OP = x

Sostituisco la prima nella seconda.x' = x-V0t1 = x0(x-V t)

Ricavo t in funzione di x e t:= t' = λ( x1 - t)

Nota che quando λ=1 ho la Trasformate classiche di Galileo (t=t').

Per trovare la relazione tra x' e v0 considero una particella che si muove lungo il asse (x1) con velocità costante v(v').v'y = vxy'

{{dx}}/ = {{dx}}'/{{dt}}' + (v/v0)v-1

Prendo un sistema s' solidale alla particella. \(m \) che si muove con velocità v rispetto s' e com velatu z rispetto

  • v rispetto si procedimmo appena fatto per trovare la velocità 'v'1 di s rispetto im funzione. quella a di Basie cambiate x;s' s s'" cui parte '-v/ v0 a al posto d v

Ottengo :

  • v' = v0-v / (1 + v-1/v)
  • 1"

Dal confronto con la precedente vedo che 2(λv21)=λv-2/v-1*v1+ λv2-v0/v2

Questo rapporto deve essere costante perché non dipende da v0 v. Chiamiamo questa costante c2 e c ha le dimensioni di una velocità.Ottengo dunque:

  • λ=1/√1-v0 / c2
  • v' = V0

se V=c 1 - V/C

  • x'=(x-V
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Scienze fisiche FIS/01 Fisica sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Stefano_Luna di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisica superiore e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Francescangeli Oriano.
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