Martina Contestabile ingegneria informatica - comune a-l a.a. 2020/21
FISICA SPERIMENTALE I
E-mail: matteo.ferroni@unibs.it
Sito web: matteo-ferroni.unibs.it Mercoledì 24 Febbraio 2021
Fisica, assieme ad Analisi matematica I e Chimica, è una materia formativa.
Superare fisica è essenziale per proseguire negli studi di Analisi matematica II e Fisica II.
Inoltre, la globalizzazione e l’innovazione tecnologica sono fenomeni che il cittadino scientifico
deve conoscere.
Come si sviluppa la scienza
La scienza è una vicenda umana, ci permette di raggiungere grandi conquiste.
Galileo Galilei definì il metodo scientifico
Prima di tutto, le parole devono essere dimostrate.
Importante fu anche Lord Kelvin, fisico e matematico irlandese, che disse Pagina 1
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Nonostante fosse un’uomo di scienza, disse anche cose scorrette!
In questa foto ci sono figure come Albert Einstein, Marie Curie e Paul Dirac.
Anche Dirac cadde in depressione, le sue scoperte non riuscivano a prendere posizione. Pagina 2
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Come numerosi scienziati, lui aveva più competenze. La previsione dell’antimateria non convinse
la comunità scientifica, infatti la comunità scientifica si fece beffe di lui.
Nonostante bellezza sia antitetico a scienza, perché è un concetto soggettivo, Dirac valutava la
qualità del proprio operato in modo anche astratto, non solo sperimentale.
La tomografia permette di ricostruire la struttura interna di un oggetto grazie alla ricostruzione
tomografica. Si basa sul calcolo integrale. Pagina 3
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Nella foto c’è un blocco di resina contenete un cervello umano, i raggi X attraversano il blocco di
resina e, con lo strumento in foto, si riesce a calcolare la differenza fra la distanza, così da
ricostruire tridimensionalmente il cervello. Per fare ciò si usa un calcolatore, a riprova che le
scienze siano strettamente collegate fra loro.
In diagnostica medica si usano:
I. Raggi X (in foto, la prima radiografia, mano della moglie di Rontgen).
II. Risonanza magnetica, usata per controllare organi molli.
III. Emissioni di Positroni (PET), antimateria, per scansioni full body. Pagina 4
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Cosa significa Fisica I
Essa studia i fenomeni naturali che vengono descritti e fanno parte del nostro vivere
quotidiano.
La formalizzazione matematica dei concetti è relativamente semplice e diretta.
Approccio al Metodo Scientifico
La Fisica si occupa di descrivere e interpretare i fenomeni naturali usando il metodo
scientifico.
I fenomeni naturali sono complessi. C’è la necessità di schematizzare.
Esempio: lancio del sasso; studio della traiettoria. Si eliminano le cause accessorie che si
potranno in un secondo tempo introdurre come perturbazioni al fenomeno semplice. La
schematizzazione comporta la sostituzione del fenomeno naturale con un modello
semplificato. Per esempio, non ci interessa il colore del sasso o la sua forma, per sapere
come cade.
La suddivisione della Fisica
Nel passato si avevano le varie branche della Fisica quasi scienze indipendenti:
Luce ottica.
→
A. Suono acustica.
→
B. Calore termodinamica.
→
C. Moto meccanica. gravitazione
→
D. Essa studia il moto dei pianeti, cioè la
come parte della meccanica.
Elettromagnetismo.
E. Pagina 5
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Proprietà dei vettori e algebra vettoriale
Una grandezza vettoriale, rappresentata graficamente da una freccia, richiede, per essere
completamente determinata, oltre alla sua grandezza anche una direzione.
Essa è caratterizzata da intensità, l modulo, per convenzione la lunghezza del segmento,
direzione, determinata dalla retta, e verso, determinato dalla freccia.
⃗
v rappresenta un vettore di modulo
̂
v
qualsiasi, è il versore, ovvero con
modulo pari a 1.
Il segno negativo del vettore comporta al
cambio del verso, in senso opposto a
quello originario, del vettore.
Nella somma, bisogna anche considerare i versi dei vettori, non solo i moduli. Altrimenti,
si rischia di trovare un vettore differente da quello cercato.
La differenza deriva dalla somma, basta
⃗
V
considerare la somma di due vettori e
⃗ ⃗ ⃗ 1
V V − V
, dove diventa , di verso
⃗
2 2 2
V
opposto a .
2 Pagina 6
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r ⃗
Per definire le generiche componenti di un vettore , bisogna considerare i versori
̂ ̂ ̂
u , u , u , che sono tre versori aventi direzione pari agli assi cartesiani.
x y z
X, Y, Z
Invece, sono le componenti (ortogonali) cartesiane.
̂ ̂ ̂
X u , Y u , Z u sono i vettori componenti cartesiane lungo le varie direzioni degli assi.
x y z
Quando si de cercare un vettore, basta effettuare la somma vettoriale fra le componenti
⃗ ̂ ̂ ̂
V = V u + V u + V u
cartesiane, ovvero .
1 1x x 1y y 1z z
Il prodotto fra un vettore e uno scalare, al contrario, risulta
⃗ ̂ ̂ ̂
m V = mV u + mV u + mV u .
x x y y z z
http://www.ophysics.com.
Per verificare ciò, si può usare
Nelle operazioni fra vettori, esistono due tipi di prodotti, che differiscono per il risultato
che si ottiene. Pagina 7
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̂ ̂ ̂
u × u = u
sempre
L’orientazione degli assi coordinati deve soddisfare la relazione ,
x y z
z
detta terna cartesiana destrorsa. Se usassimo la mano sinistra, l’asse , ovvero l’asse
delle quote, dovrebbe essere orientato verso il basso, cosa che non facciamo mai.
Giovedì 25 Febbraio 2021
Nell’arco dell’esposizione, le tracce
luminose delle stelle sono archi di
circonferenze con punti di rotazione.
Per come appare all’osservatore o alla macchina fotografica, la stella è un oggetto
piccolo che lascia una traccia, che è il moto che sta compiendo. Gli assi cartesiani
rappresentano una terna cartesiana
destrorsa, che ci permettono di
individuare tre direzioni.
L’altro elemento che ci permette di
analizzare il moto è l’orologio, quello a
lancette ci fa determinare un convenzione,
quella oraria. Il senso antiorario non è
sbagliato, è una convenzione differente,
ma meglio, per comodità, considerare il
verso positivo con la terna destrorsa e
quella oraria. Destra e sinistra sono due
versi, condivisi sulla direzione orizzontale.
Lungo le direzioni coordinate, dobbiamo
determinare il versore, per scandire la
distanza dell’oggetto rispetto all’origine, così da capire la distanza dagli assi cartesiani e
la terna di proporzionalità rispetto ai versori coordinanti. Pagina 8
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Nello specifico, siamo interessati alle unità
di misura multiple di tre.
Le operazioni vanno effettuate fra grandezze omogenee.
Il luogo dei punti occupati dall’oggetto in
Δt
un determinato è la traiettoria
dell’oggetto stesso. Quindi, siamo in
grado di scrivere una tabella coi vari istanti
e le relative posizioni.
Quando noi conosciamo le espressioni dei
punti in funzione del tempo, siamo in
grado di descrivere la legge oraria del
moto, sapendo con precisione dove si
trovava l’oggetto, dove si trova in
quest’istante e dove si troverà in futuro.
y = f (x) ⇒ x è la variabile indipendente,
y quella dipendente, si riferisce alla
posizione.
[x] = L = m → lunghezza
[y] = L = m → lunghezza
[z] = L = m → lunghezza
[t] = T = s → tempo Pagina 9
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Considerando l’esempio del binario
ferroviario, esso potrebbe presentare tratti
curvilinei o essere curvilineo, possiamo
scegliere un sistema di riferimento in cui la
x y z
coordinata è parallela al binario, e
traverse al binario, così che siano costanti
e non influiscano nel moto.
La seconda approssimazione che
vogliamo effettuare è quella dell’oggetto
puntiforme, così da semplificare il
problema.
Per astrarre questa descrizione, diciamo
che il moto rettilineo è caratterizzato da un
oggetto puntiforme, traiettoria descritta da
una retta, cause del moto trascurate e assi
cartesiani opportunamente orientati.
Lo spostamento è la variazione di
posizione, essa è rappresentata dalla
Δx
simbologia , che è pari alla differenza
fra posizione finale e quella iniziale
⇒ Δx = x − x .
finale iniziale
Δt = t − t
L’intervallo di tempo, analogamente allo spostamento, è pari a .
finale iniziale
t > f
Inoltre, .
r i Pagina 10
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La velocità viene definita a partire dalle
definizioni di spostamento e di intervallo di
tempo. Essa è definibile come il rapporto
fra spostamento e intervallo di tempo, e
dimensionalmente è il rapporto tra le
dimensioni di spostamento e intervallo di
tempo Δx L m km
⇒ v = =[ ]=[ ]=[ ]
.
Δt T s h
Δt
Sapendo che nel limite il si riduce e a
valori molto piccoli, si usa la tecnica che
l’intervallo e lo spostamento si riducono
ad un differenziale, ovvero
Δt → dt ∧ Δx → d x
.
Concettualmente, si può considerare il
limite come limite di un rapporto
incrementale, quindi la velocità istantanea,
grazie alla legge oraria, è esprimibile con
d
v (t) = x(t)
.
ist dt
L’accelerazione, invece, è definita come
rapporto fra la variazione della velocità e
l’intervallo di tempo corrispondente.
L’accelerazione istantanea è il limite
Δt → 0
dell’accelerazione media con .
L’accelerazione istantanea, grazie alla
legge oraria, possiamo esprimerla come
2
dv dv(t) d x(t)
a (t) = = = .
ist dt dt dt
L’accelerazione ha un grafico discontinuo,
il vettore transisce repentinamente fra
valori negativi e positivi. Associare una
funzione alla posizione di un oggetto
richiede la continuità della funzione
stessa, che permette il calcolo della
derivata prima e seconda. I punti angolari
della velocità sono la causa
dell’accelerazione con tratti marcati.
v(t) > 0 ⇒ l’oggetto si sposta in
v(t) < 0 ⇒
direzione positiva, l’oggetto
Pagina 11
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si sposta in direzione negativa.
Molte informazioni sono indicate dalla
rappresentazione grafica della situazione presa in x
considerazione. Riportando nel grafico le posizioni
in funzioni del tempo, possiamo individuare la
v = xt
velocità, grazie alla relazione .
In verde c’è l’andamento del movimento, congiungo
con una retta le ascisse dell’instante iniziale e finale,
per poi trovare la pendenza della stessa. L’animaletto
6m m
v̄ = = 2
si è spostato con velocità . Però, la
3s s
curva verde ci dimostra che l’approssimazione non è
t = 2
precisa: se considero , la pendenza è maggiore
t = 3
rispetto al reale andamento, però in la curva
verde è più ripida rispetto a quella della retta. Le
v̄ t = 3 t = 2
velocità istantanee è più rapida di in , meno in . Pagina 12
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x
Lo spostamento risulta l'area sottesa al grafico, per questo si effettua l’integrazione.
C rappresenta la costante di integrazione.
v y
è l’intercetta dell’asse , la variazione
0 v
di velocità di non cambia la posizione di
0
x a x(t)
e l’accelerazione . Il grafico di
0 0
⟺ v(t)
cambia cambia la pendenza di .
❗
(TIPICA DOMANDA D’ESAME )
Pagina 13
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Venerdì 26 Febbraio 2021
Sempre facendo riferimento a due
osservatori differenti e poste una di fronte
all'altra, essi avranno posizione verticale e
orizzontale uguali, ma destra e sinistra
diverse.
P(x, y, z)
, è l’instantanea della posizione
t
del punto materiale in un istante . In
questo modo, ne abbiamo rappresentato
la posizione sul sistema di riferimento.
Il vettore è ottenuto moltiplicando le
componenti sugli assi per i versori, così da
ottenere la direzione presa dal vettore nel
suo spostamento.
Ordinatamente, posso anche ottenere lo
Δ r ⃗
spostamento vettoriale, , dato dalle
componenti spostamento lungo i tre assi.
Il vettore spostamento del moto curvilineo
si ottiene sapendo che dall’istante iniziale
r
a quello finale, il corpo si è spostata da 1
r
a .
2 Pagina 14
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Il vettore velocità ha la stessa direzione
dello spostamento e il tempo trascorso è
t > t
uno scalare positivo, perché .
f i
dir = dir
Quindi, possiamo intuire che .
v r
Gli intervalli dello spostamento vengono
tutti divisi per il tempo trascorso, quindi
abbiamo le componenti del vettore
velocità media sommate fra loro per
⃗
v
ottenere .
⃗
v è ottenuta dalla derivata del vettore
ist
spostamento rispetto al tempo, mentre
⃗
a è data dalla derivata del vettore
ist
velocità rispetto al tempo.
Δt → 0 2 → 1
Nel limite con , il punto e,
quindi, il vettore velocità va coincidere con
solo
la tangente. Ciò è valido per la
velocità istantanea.
Il vettore velocità accompagna lo
spostamento del punto materiale durante
il suo moto. ⇒
Traiettoria in discesa accelerazione
sotto la curva, “accompagna” la discesa.
⇒
Traiettoria in salita accelerazione sopra
la curva, “accompagna” la risalita.
C’è una differenza di velocità durante la caduta. All’inizio è
praticamente ferma, poi c’è l’accelerazione gravitazionale che la
v
fa accelerare e arriva a terra con una . Le due palline, gialla e
f
rossa, nonostante abbiano un moto differente, impiegano lo
ΔL v > v
stesso tempo per percorrere , ma .
gialla rossa
rosso y giallo
Il moto di si esprime solo sull’asse , quello di ha
⃗
v x y
che ha componenti sia in che in . Pagina 15
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Il proiettile, un pallone calciato, la pallina da tennis colpita dalla racchetta…hanno in
comune che, nel loro moto, raggiungono, a partire dal punto in cui vengono colpite, detto
punto di lancio, un momento di risalita, dove raggiungono la quota massima, che
introduce il momento in cui l’oggetto raggiungerà il suolo.
R = gittata, la massima distanza percorsa
x
sull’asse .
v varia, perché prima il punto materiale viaggia verso l’alto e poi verso il basso.
y x (mr u) y
Sull’asse abbiamo un moto rettilineo uniforme , mentre sull’asse un moto
(mr ua)
rettilineo uniformemente accelerato . 2
a = 0 ∧ a ≠ 0 = cost = − g = − 9.8m /s
Quindi, .
x y
x(t) = x = x + v t = v t x = v cos θ t
{ {
0 0x 0x 0 0
=
Legge oraria 1 1 1
2 2 2
y = y + v t + a t = v t + a t y = v sin θ − gt
0 0y y 0y y 0 0
2 2 2 Pagina 16
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La traiettoria è descritta da una parabola:
I. Passante per l’origine.
II. Concavità verso il basso.
III. Gittata: distanza tra le intercette con
l'asse delle ascisse.
IV. Punto di massima altezza: vertice della
parabola. Pagina 17
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Mercoledì 3 Marzo 2021
Con l’introduzione alla cinematica del moto dei corpi, abbiamo deciso di orientare il moto
in un sistema riferimento, dato dal piano cartesiano costituito da tre assi. Abbiamo
definito le grandezze cinematiche di:
Posizione (spostamento).
Istante di tempo (intervallo).
Velocità (istantanea e media).
Accelerazione (istantanea e media).
Queste grandezze hanno carattere vettoriale, quindi vanno definite in direzione, intensità
e verso. Uniforme si riferisce al fatto che la velocità
è costante solo nel modulo, in direzione e
verso varia nel tempo. Il vettore velocità è
tangente al punto in cui il punto materiale
si trova e l verso segue la traiettoria del
punto. L’accelerazione è centripeta, punta
al centro della circonferenza, è radiale.
Se fosse orientata in verso opposto,
sarebbe centrifugo.
Ci sono più modi per rappresentare la
posizione del punto nel piano: cartesiano
P(x, y)
o polare. Invece di avere le coppie
che ci indicano la posizione nel piano,
r ϕ
possiamo avere , distanza dal centro,
π
0 ≤ ϕ ≤ , che è l’angolo assunto dalla
2
x x y
traiettoria, , coordinata sull’asse , e ,
P P
y θ
coordinata sull’asse . Esiste anche , che
indica l’angolo formato nell&rsquo
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