INDUZIONE ELETTROMAGNETICA
Una corrente elettrica produce un campo
magnetico (Oersted 1820).
Un campo magnetico può produrre una corrente
elettrica ?
Esperimenti di Faraday: Ciò che conta, non è il valore
di i, ma la rapidità con cui la
corrente i varia nella bobina X
Il galvanometro misura una corrente nel circuito Y
apre l’interruttore
solo quando si chiude o si del
circuito X.
Un campo magnetico costante non produce
corrente elettrica ( indotta) nel circuito Y.
Un campo magnetico variabile può produrre
corrente elettrica (corrente indotta).
Se c’è una corrente indotta, c’è anche una f.e.m.
indotta prodotta dal campo magnetico variabile
Ulteriori conferme
Moto relativo tra un magnete e un conduttore
LEGGE DI FARADAY DELL’INDUZIONE
ELETTRO-MAGNETICA
Faraday osservò che la corrente indotta, oltre a
dipendere dalla rapidità con cui varia B nel
tempo, dipende anche dalla S del circuito attra-
versato dalle linee di B e quindi dal ( ).
B
S
Se il flusso attraverso una spira cambia di una
quantità ( ) nel tempo t, la f.e.m. indotta
B
S
ai capi di un circuito di superficie S risulta:
ΔΦ B
( ) d
ε Φ B legge di Faraday (1831)
S
=- = - ( )
S
Δt dt
Se R è la resistenza della spira o del circuito, la
corrente indotta che circola è:
ΔΦ B
( )
1 1 d Φ B
i = = S
- = - ( )
S
Δt R dt
R
R LEGGE DI LENZ
Il verso della corrente indotta è sempre tale da
’
generare un campo magnetico che si oppone alla
B
Φ B
variazione di flusso magnetico inducente che
( )
S
l’ha prodotta.
Il segno (-) della legge di Faraday è dovuto proprio
alla Legge di Lenz.
MODI DIVERSI PER INDURRE una f.e.m.
Ci sono 3 modi diversi per variare il flusso
( ) = B S cos attraverso un circuito:
B
S
1) Variazione di B attraverso il circuito indotto
B
2) Variazione di tra la direzione di e
l’orientazione della spira
3) Variazione della superficie S del circuito
1) Variazione di corrente in un circuito genera
corrente indotta in un circuito secondario
B
L L
1 2
i
I i
+ A
E R
Fenomeno dell’induzione elettromagnetica
Fig. 9.34: di Faraday tra due bobine L e L avvolte sullo stesso
1 2
c’è una variazione di corrente è dovuta all’apertura o chiusura
nucleo ferromagnetico. Se in L
1
dell’interruttore I o a variazione della resistenza R tramite il cursore di un reostato, nel circuito
secondario (bobina L ) si genera una corrente indotta, misurata dal galvanometro collegato alla
2 E/R,
bobina L . Se nel circuito primario circola una corrente costante i = non si osserva nel
2
secondario (L ) alcuna corrente indotta.
2
Applicazioni:
a) Forno ad induzione e.m.
b) Trasformatore elettrico
c) Microfono Schema di un microfono a induzione
2) CORRENTE INDOTTA DA VARIAZ. DI
z
N S
θ
i
u B
n u x
i i
R
Fig. 9.35: Schema di principio di un alternatore: una spira di superficie S ruota con velocità angolare
ω intorno all’asse B
costante z ed è posta in un campo magnetico uniforme diretto
u
orizzontalmente nella direzione del versore . La rotazione induce nella spira una f.e.m.
x
E alternata che fa circolare una corrente anch’essa alternata
indotta i, la quale attraverso
i in cui c’è una
dei contatti striscianti (chiamati spazzole) su anelli scorre in un circuito
che rappresenta l’utilizzatore esterno (es. lampadina, frigorifero, etc.).
resistenza R T
BS
R i(t) E
BS i
B
BS S 5 T
t = 4
T 2
t = T 3
t =
T 3 T
t =
t = T
t = 2
4 4
BS
BS
BS
R
Fig. 9.36: Andamento della f.e.m. indotta e della corrente indotta, sinusoidali, prodotte da una
ω,
B
spira che ruota in un campo uniforme con velocità