Carica e scarica di un condensatore attraverso un resistore
Esempio 6.11
Si riconsideri il sistema di due condensatori degli esempi 4.11 e 4.14 e si immagini che al tempo t = 0, quando la d.d.p. ai capi del condensatore C1 è V1 e ai capi di C2 è V2, venga effettuata la connessione tra i due condensatori con un resistore R. Calcolare la corrente nel circuito e l’energia dissipata su R.
Soluzione
Supponiamo V1 > V2: dopo la connessione C1 si scarica e C2 si carica, per cui i = – dq1 / dt = dq2 / dt. In un istante generico:
V1 – V2 = Ri + – q1/C1 + q2/C2.
Deriviamo rispetto al tempo e poniamo 1/C = 1/C1 + 1/C2:
i di t ⇒ 1/RC = – RC di i – i di i dt = – i dt / C.
Figura 6.42: i = i0e–t/RC dove i0 è la corrente nell’istante iniziale, pari a (V1 – V2) / R. Integrando, i = i0 e–t / RC.
La soluzione è quindi:
i(t) = (V1 – V2) / R e–t / RC.
La corrente decresce esponenzialmente e si annulla quando, a seguito dello spostamento di carica, le d.d.p. ai capi dei due condensatori sono eguali. L’energia dissipata su R è:
WR = ∫0∞ R i2 dt = ∫0∞ (V1 – V2)2 / R e–2t / RC dt = 1/2 C (V1 – V2)2
e constatiamo che è eguale alla diminuzione dell’energia elettrostatica dei condensatori, calcolata nell’esempio 4.14.
L’introduzione di circuiti con corrente variabile nel tempo richiede un richiamo alla condizione di stazionarietà enunciata nel paragrafo 6.3. Noi abbiamo implicitamente ammesso che la corrente i(t) sia la stessa in ogni sezione del circuito e quindi soddisfi alla condizione di stazionarietà o, come si dice meglio in questo caso, di quasi stazionarietà. Ciò vuol dire che riteniamo il fenomeno di variabilità abbastanza lento per cui il tempo che impiegherebbe la luce ad attraversare il circuito è molto minore di
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