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La grande peste del 300 e il riassetto urbano

La grande peste del 300 chiude l'apogeo urbano e apre un riassetto generale del concetto europeo. Con l'avvento di oligarchie che si trasformano in signorie, si assiste a un cambiamento nel modo di commissionare opere che mirano all'ideale, seguendo i concetti vitruviani e l'editio princeps.

Concetti di città ideale e prospettive

Si inizia a meditare su quali possano essere i principi della città ideale. Le teorie della prospettiva diventano fondamentali per il 400-500, portando alla creazione di prospettive all'interno della città: edifici emblematici al centro e assialità che collegano dei punti, processi di polarizzazione visiva. La bellezza è vista come ordine e rarefazione, opponendosi all'ammasso della città medievale, con simmetria e continuità dei fronti (palazzate) e in generale fili continui (skyline continui) come la tavola di Baltimora.

Impianto ideale e teorie architettoniche

L'impianto ideale porta a disquisizioni sulla forma, vedendo la città ideale come un impianto radiocentrico, come proposto da Fra Giocondo. Si cerca di disegnare la città sul corpo umano, e in questo periodo, tutti i grandi teorici e architetti cercano forme geometriche perfette. Tuttavia, rimane il dubbio su come organizzare la città su di un cucuzzolo, come teorizzato da Filarete, un aspetto che si diffonde nelle corti.

L'Italia e gli interventi urbani

L'Italia è spezzettata da famiglie e mecenati con l'incarico di rendere le città belle. Da una parte ci sono i mecenati, dall'altra la committente colta, un soggetto che si fa promotore di un progetto. Un esempio emblematico è Pienza, dove Enea Silvio Piccolomini, salito al soglio pontificio col nome di Pio II, prende il suo borgo natio (Corsignano), lo innalza di grado e cambia il nome della città in Pienza. Egli vuole costruire una cattedrale e ornare il luogo con un palazzo al posto della casa paterna, insieme ad alcuni altri edifici.

La città ideale per lui è formata da tre elementi: chiesa, palazzo ed edifici. Non ricostruisce la città, ma la ristruttura, conservando l'impianto fusiforme lungo la via. Questi interventi si concentrano nei luoghi da lui prefigurati. L'operazione di Enea è la prima operazione di spostamento di popolazione, poiché per costruire nuovi blocchi di edifici storici bisognava radere al suolo le casette e spostarle altrove. Vengono costruite case in linea lontane dagli edifici storici, spostando il nucleo centrale che può essere completamente ridisegnato.

Realizzazione della nuova piazza

La nuova piazza viene realizzata a forma di trapezio, creando delle percezioni diverse.

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/21 Urbanistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AlessandroPlanning di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'urbanistica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Politecnico di Torino o del prof Devoti Chiara.
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