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Tra la GDP e l’ascesa dell’astro macedone di Filippo II

La ripresa di Atene

Trasibùlo vince i 30 Tiranni (fine del 403 a.C.). La restaurazione della democrazia. Il

regime dei 30, appoggiato da Lisandro, soppresse ogni volontà democratica; era un

regime di eccessi che però non era destinato a durare a lungo. Trasibùlo, che era un

politico fattosi notare già all’epoca del primo colpo di Stato nel 411 a.C. (durante la

’Atene gemella’ di Samo

formazione della era tra gli strateghi scelti), si mise a capo di

un movimento di democratici ribelli, allo scopo di far crollare i 30.

Caduta la democrazia nel 404 a.C., Trasibùlo andò in esilio a Tebe. Nel 403 a.C.

improvvisamente e con un manipolo di appena 70 soldati occupò la fortezza di File (al

confine tra la Beozia e l’Attica). Da File Trasibùlo riuscì a conquistare il Pireo di notte.

Nel maggio del 403 a.C. i 30 Tiranni ordinarono un assalto contro il Pireo, ma il

generale riuscì a sconfiggere il fronte allestito in tutta fretta dagli avversari (vi morì il

tiranno Crìzia). Quelli che dei Trenta non erano morti si rifugiarono ad Elèusi.

Trasibùlo fece così crollare il governo oligarchico del 404 a.C. Ad Atene venne scelta

una commissione temporanea di 10 magistrati per governare la città.

Sparta e Atene si avvicinano. Se Lisandro era stato favorevole alla tenuta del regime

nell’ottobre del 403 a.C.

oligarchico ad Atene, il re spartano Pausania cercava un

compromesso con la democrazia ateniese. Le due póleis si avvicinarono e resero

ufficiale quanto era avvenuto, sulla base di un pacifico accordo:

 promise di “non rinfacciare il male compiuto” a

ciascuna delle due póleis

discapito dell’altra;

 l’ormai debole regime oligarchico trapiantatosi a Elèusi veniva riconsciuto;

 la democrazia ateniese veniva accettata anche dagli Spartani, i quali promisero

che nessuno dei 3000 cittadini riconosciuti tali durante il regno dei Tiranni

avrebbe subìto ritorsioni o rappresaglie, compresi gli oligarchici che avrebbero

potuto sottoporsi a regolare processo e rendicontazione (però due anni dopo, nel

401 a.C., gli oligarchi rintanatisi a Elèusi furono uccisi per paura che potessero

preparare un esercito mercenario). Il governo però fu dato ai democratici più

moderati.

Sparta appoggiò un’Atene democratica, mentre l’anno precedente vi

Dunque perché

aveva favorito l’instaurazione dell’oligarchia? In effetti dopo la sconfitta di Atene nella

GDP Sparta non aveva più motivo di preoccuparsi di essa. Che Atene fosse

democratica o oligarchica non aveva più molta importanza, in quanto la sua forza era

aveva perso l’impero,

stata ridotta smisuratamente (Atene mentre Sparta ne conservava

C’è da dire che la democrazia restaurata non era

uno più grande di quello precedente).

come quella precedente: Sparta non permise il ripristino completo della democrazia e

favorì la formazione di un governo a guida moderata.

La ripresa di Atene. La città era stata prostrata prima dalla sconfitta della GDP, poi dal

violento regime oligarchico del 404 a.C. La guerra civile si protraeva ormai da prima

dell’inizio della GDP e prima nel 411 a.C. poi nel 404 a.C. era entrata piuttosto

Dopo l’ennesima restaurazione della

violentemente anche nella stessa città.

democrazia ateniese, la città non poteva ricorrere a vendette e punizioni troppo severe

(nemmeno suscitando un’ondata di legittimi processi), altrimenti non si sarebbe ripresa

tanto velocemente come avrebbe fatto di lì a poco. La maggiora parte dei responsabili

fu amnistiata, mentre di fatto furono usati come capri espiatori solamente pochissimi

‘amnistia-amnesia’,

tra di loro. Non a caso il manuale può giocare sulla paronomàsia

perché in breve tempo si dimenticò per perdonare e andare avanti. La missione di

riconquista di Trasibùlo venne a far parte integrante dei miti ateniesi, della storia

leggendaria della città. Sebbene Conone riuscì a emergere ed eclissarlo parzialmente,

dell’autonomia politica ed economica

Trasibùlo partecipò anche alla successiva ripresa

della città. A tale scopo, e per staccarsi sempre più dalla politica spartana, ripresero le

ostilità contro i Persiani. La storia si ripeteva: proprio come in seguito alla IIGP, Atene

dopo ad

provava 100’anni accrescere la propria potenza, attaccando i Persiani ed

espandendo la propria influenza in Grecia (Trasibùlo sarebbe morto proprio nel corso

di una spedizione contro la Persia). E infatti di lì a poco fu rifondata la Lega delia (quasi

100’anni dopo la I Lega delia), andando palesemente contro le direttive imposte da

Sparta; le stesse póleis, che poi sarebbero confluite nella II Lega delia, guardavano ad

Atene come il partito migliore perché Sparta cercava di ridurre sempre di più la loro

autonomia. Inoltre Atene e Sparta avrebbero continuato a dimostrarsi incapaci di

ricomporre la pace: l’unica prospettiva contemplata da entrambe era la propria vittoria

e la totale sconfitta altrui. Questa estrema volontà di potenza era destinata a ridursi

drasticamente dall’emergere di terzi. Del resto chi troppo vuole, nulla stringe.

La supremazia di Sparta comincia a svanire sotto il peso dei Persiani

Sparta e i Persiani

l’impero persiano.

Sparta con/contro Il rapporto tra Lisandro e Ciro il Giovane era stato

fondamentale per la fase finale della GDP. Lisandro favoriva il progetto imperiale di

Sparta, ma ad Atene Trasibùlo voleva ridare splendore alla sua città. Del resto Sparta,

per via del malcontento dell’ormai vasta Lega peloponnesiaca, allo scopo di conservare

il suo impero progettò di portare la guerra contro i Persiani di Artaserse II detto

Mnèmone (per le sue incredibili doti mnemoniche): Sparta voleva fondare la necessità

di mantenere un così grande impero sul principio che aveva tenute coese le prime

Leghe greche, ossia la difesa dei Greci dal pericolo barbaro. I Persiani avevano

rioccupato le coste e alcune isole della Ionia (come del resto, fin dalla III fase della

GDP, avevano sempre detto che avrebbero fatto), la qual cosa rappresentava un

e ‘proteggesse’ i Greci

pretesto sufficiente perché Sparta muovesse guerra al Barbaro

della Ionia.

La spedizione dei 10000 (vittoria di Cunàssa nel settembre del 401 a.C. e

l’alleanza

proseguimento della spedizione). Il piano di Sparta non era male: mantenere

col persiano Ciro, per aiutarlo a combattere il fratello Artaserse II (salito

liberare i Greci d’Asia.

legittimamente al trono nel 404 a.C.) e per Ciro assoldò 10000

anche l’aristocratico

mercenari spartani, tra cui si trovava in qualità di ufficiale ateniese

Senofonte, che in seguito alla pericolosa spedizione riuscirà a raccontarne la storia.

Vale la pena darne un pur breve accenno.

Ciro fece di tutto per far procedere la spedizione senza che trapelassero informazioni a

riguardo, perché voleva prendere di sorpresa il fratello Artaserse II per requisirne

l’impero. Gli Spartani arrivarono a Sardi e di lì, dirigendosi verso la Cappadocia,

dell’Anatolia. Mentre si avvicinavano all’Eufrate,

continuarono verso il sud-est le

l’Eufrate

notizie di un forte esercito in marcia cominciarono a trapelare. Superato e

arrivati presso Cunàssa in Mesopotamia (la fertile zona tra i due fiumi Tigri ed Eufrate,

nell’odierno Iràq; Cunàssa si trovava a più di 50 km a nord-ovest di Babilonia, vicino

a dove i due fiumi sono più vicini), ormai Ciro venne a conoscenza che Artaserse II lo

Infatti l’ingente esercito,

attendeva. guidato dal condottiero spartano Cleàrco e

l’esercito

condotto da Ciro, non poteva più passare inosservato; barbaro era guidato dal

All’inizio del settembre del 401

sàtrapo lidio Tissafèrne. a.C. la battaglia di Cunàssa

fu vinta da parte spartana, ma durante lo scontro Ciro rimase isolato con la sua guardia

e venne ucciso da una lancia. La morte di Ciro rimandò il progetto spartano della guerra

contro la Persia ma non la spedizione greca. I gerarchi Spartani il giorno dopo della

il quale li fece tutti trucidare: l’esercito

battaglia vollero venire a patti con Artaserse II,

dei 10000, sostanzialmente uscito illeso dalla battaglia di Cunàssa ma senza i suoi

comandanti, avrebbe iniziato il lungo viaggio di ritorno in patria, in cui smarrì la strada

più volte. A quel punto Senofonte fu incaricato di portare in salvo i 10000, che avrebbe

dovuto condurre dalla Mesopotamia fino al Ponto (la regione prospiciente al Ponto

Eusino, l’odierno Mar Nero). Ma il viaggio fu difficile e il forte contingente spartano

avrebbe incontrato molteplici difficoltà. I 10000 risalirono il Tigri e dopo vario

peregrinare in cui si diedero a saccheggi e razzie dei villaggi trovati per strada e in

patirono il freddo dell’inverno ormai giunto –,

cui arrivarono casualmente a Trapezùnte

(l’odierna Trebisonda), prospiciente al Ponto Eusino. Di qui gli Spartani percorsero le

coste meridionali del Ponto Eusino fino a giungere a Bisanzio; continuarono in Tracia,

vicino alla Ionia d’Asia. Molti di loro erano morti

superarono il Chersoneso e giunsero

(per ferite di battaglia, di fame, di freddo), ma più della metà riuscì comunque a

rientrare da questo pericolosissimo viaggio.

La guerra corinzia (395-386 a.C.): Atene e i Persiani

Il cambio di guardia a Rodi. La figura di Conone: Atene e i Persiani si alleano contro

Sparta. Nei primissimi anni del IV secolo a.C., in Atene non era ben vista da tutti

con i Persiani, conseguita per tramite dell’ateniese Conone.

l’alleanza I Persiani,

l’appoggio dato agli Spartani verso la

nonostante fine della GDP, soprattutto dopo la

morte di Ciro il Giovane cominciarono ad avversare gli stessi Spartani i quali avevano

assunto una politica ostile verso di loro. Quando, invece a Rodi, che era oligarchica e

filo-spartana dal 411 a.C., stanca della politica di Lisandro, nel 396 a.C. scoppiò la

appoggio a un’Atene privata della sua

rivolta democratica, i Rodiesi diedero il loro

confederazione marittima e la situazione iniziò a cambiare. Atene desiderava uscire

dallo stretto pantano in cui i suoi nemici l’avevano posta. Così anche l’alleanza con la

Persia sembrò possibile. In effetti che i Persiani si fossero accordati con Atene ci può apparire di

per sé paradossale (e infatti molto presto quest’alleanza si rivelò molto fugace), ma ci pare più strano

– –

che si fossero avvicinate come vedremo tra breve anche Argo e, soprattutto, Tebe e Corinto (che

avevano buoni motivi per odiare Atene, motivi che rimembravano dissapori certo non ancora

scomparsi dalla memoria collettiva).

Le campagne spartane, condotte dal valido re e generale Agesilào, contro la Persia

continuarono, poiché Sparta per mantenere il potere in Grecia aveva pur sempre

bisogno di ‘inventarsi’ una vocazione: difendere i Greci dai Barbari. Ma Sparta era

sempre meno credibile, soprattutto perché le città della Ionia nonostante le costanti

vittorie sui Persiani rimanevano ai Persiani. Infatti gli Ateniesi con un ribaltamento

di ruoli rispetto alla fine della GDP trovarono un valido alleato proprio nei Persiani.

Il generale ateniese, cui fu affidata nel 398 a.C. la flotta di Artaserse II, era Conone.

venne affidato il comando dopo la destituzione di Alcibiade in seguito all’incidente

Conone [a cui

di Nozio nel 406 a.C. Bloccato al porto di Mitilene (406 a.C.), gli Ateniesi architettarono la battaglia

Dopo lo smacco all’Egospòtami (405

delle Arginuse proprio per tratte in salvo le sue navi (406 a.C.).

a.C.) fu condannato nel processo contro gli strateghi che avevano causato la relativa sconfitta ateniese.

Così chiese asilo a Evàgora, re di Salamìna di Cipro. Evàgora convinse il re persiano a conferire a

persiana. Nell’estate del 396 a.C., quando si accese la ribellione democratica di

Conone una flotta che in patria eclissò il successo del restauratore

Rodi, era lì sempre per conto dei Persiani.],

della democrazia Trasibùlo, in realtà aveva altri piani per la sua patria. Similmente ad

Alcibiade, considerò sempre l’alleanza con i Persiani alla stregua di un male minore,

da sfruttare al fine unico di contrastare l’egemonia concorrente di Sparta e riguadagnare

ad Atene gli antichi fasti.

Il movimento anti-spartano: il casus belli della guerra corinzia (396 a.C.). In questa

guerra Atene sarebbe stata la pólis più avvantaggiata, poiché avrebbe riconquistato il

passaggio sull’Ellespònto,

primato sul mare e il tanto agognato anche se poi per

Conone non sarebbe finita bene [il sàtrapo Tiribàzo nel 390 a.C. lo avrebbe fatto arrestare e

.

condannare a tradimento. Secondo una versione dei fatti fu giustiziato alla presenza del re]

L’evento che fece scatenare la nuova guerra fratricida greca fu il seguente. Subito dopo

l’appoggio di Rodi ad Atene nel 396 a.C., due cittadini rodiesi, Dorièo e Timòcrate,

furono inviati per conto dei Persiani (erano stati incaricati da Farnabàzo, il sàtrapo

frigio), per suscitare tramite molti talenti una rivolta anti-spartana in Grecia, affinché

Sparta bloccasse le campagne persiane una volta per tutte. Mentre Dorièo fu arrestato

nell’impresa di minare

e giustiziato dagli Spartani, Timòcrate riuscì le alleanze

spartane. Egli infatti, dopo essere riparato a Tebe, corruppe gli oligarchi del posto

– –

perché aizzassero i Focesi alleati di Sparta ad attaccare i Locresi orientali.

La guerra corinzia (395-386 a.C.). A quel punto Tebe si alleò coi Locresi e Sparta

dovette appoggiare i Focesi suoi alleati. Così Lisandro, impegnato in una campagna

persiana con Agesilào, dovette rientrare in patria per attuare un’invasione in Beozia.

Lisandro aspettava il re Pausania nella beota Aliarto per sollevare le città beote, ma

dovendo combattere morì nell’omonima battaglia.

– –

Questo evento che vedeva la morte del vincitore della GDP infuse coraggio ad

si sbrigò ad allearsi con Tebe; l’alleanza fu estesa anche

Atene, la quale nel 395 a.C.

ad Argo e a Corinto. Nel 394 a.C. gli Spartani conseguirono due grandiose vittorie:

Agesipolide, figlio di Pausania (andato in volontario esilio per via dell’accusa di alto

tradimento ), vinse a Nemèa; Agesilào,

[credo, perché non aveva prestato aiuto a Lisandro]

giunto dall’Anatolia, vinse a Coronèa. Ma queste vittorie spartane furono compensate

dalla grandiosa vittoria ottenuta da Conone a Cnido (forse avvenuta durante la battaglia

di Coronèa, non si sa bene). Perciò coadiuvando Farnabàzo, Conone guidò la flotta

persiana costituita da navi fenicie contro gli Spartani, vincendoli nella battaglia navale

di Cnido (394 a.C.): gli Ateniesi avevano riconquistato il primato marittimo. Infatti le

isole dell’Egeo come Imbro, Lemno, Chio, Sciro si riallineavano con Atene. Questo

successo non solo fece retrocedere Sparta, ma nel 393 a.C. permise ad Atene e a

– di procedere con l’aiuto persiano alla

Conone entratovi da vincitore ricostruzione

delle lunghe mura nel Pireo, solamente 10 anni dopo il loro abbattimento. Nel 392 a.C.

Sparta invio già Antàlcida in Lidia per una richiesta di pace al sàtrapo Tiribàzo, ma la

richiesta non venne accolta. Il fatto è che gli Spartani sapevano benissimo che in una

guerra tra Greci l’alleanza persiana dava una carta in più a chi ne avesse usufruito.

Intanto sempre nel 392 a.C. Corinto, che aveva rimpatriato i filo-spartani esiliati, per

l’iniziativa degli oligarchici si riavvicinò agli Spartani, che infatti fecero entrare in

città: essi buttarono giù le lunghe mura corinzie del Lechèo, il porto corinzio

occidentale sito sul Golfo corinzio (un altro porto, lo avevano sul Golfo Sarònico), e

lasciarono un presidio in città. Ma Ifìcrate riuscì a riprendere il Lechèo. Per gli Spartani

continuava una situazione di sostanziale stallo. Sempre Ifìcrate nel 388 a.C. riassicurò

ad Atene la zona degli Stretti, così essenziale per far giungere le granaglie da Oriente

[da questo momento in poi Ifìcrate servì i Paesi stranieri, tra cui anche la Macedonia. A tale riguardo,

parleremo più avanti della figura di Ifìcrate, perché si lega all’ascesa di Filippo II e all’importante

. Atene mirava chiaramente a

riforma oplitica ateniese che tanto influenzò lo stesso Filippo II]

riconquistare lo status quo precedente alla GDP. Atene stava diventando assai scomoda

per i Persiani, poiché per costoro in Grecia doveva esserci un tale equilibrio per cui

nessuna delle 2 superpotenze dovesse sopravanzare l’altra. L’impero persiano

– –

preferiva cosa ragionevole sul piano militare e comprensibile su quello politico

vedere i Greci uccidersi fra di loro per fare la parte dell’avvoltoio. Del resto che altre

soluzioni avrebbe avuto Artaserse II? Non poteva battere i Greci (o perché erano

militarmente più forti o perché avrebbero sempre potuto coalizzarsi contro di lui) né

era saggio lasciar crescere una delle due superpotenze (perché avrebbero potuto essere

una spina nel fianco dell’impero). La cosa migliore era operare una politica di

indebolimento dei suoi nemici. Se le battaglie non convincevano i Greci, forse

sarebbero stati persuasi da una pace richiesta dagli stessi Persiani. Del rest

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher suntzu87 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Poddighe Elisabetta.
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