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Finanza aziendale

Creazione di valore come idea guida

Il fine principale di ogni impresa è contribuire alla creazione di valore soddisfando l’interesse economico dell’imprenditore, degli azionisti e dei soggetti legati a vario titolo all’azienda. L’azienda in via continuativa deve appagare le esigenze di equa-remunerazione di questi soggetti definiti stakeholders (portatori d’interesse nell’impresa) nel rispetto dell’economicità (rispetto gli equilibri economici che riguardano la gestione aziendale).

Perché il fine di produrre valore è un fine ragionevole nella funzione finanziaria?

  • Perché è razionale creare valore per le esigenze di crescita e sviluppo di lungo periodo dell’azienda. Altri parametri-obiettivo dell’azienda come il fatturato e la quota di mercato non permettono una continuità dell’attività d’impresa nel lungo periodo.
  • Inoltre il creare valore è un obiettivo ampiamente accettato e favorevole per gli interessi dei soggetti che sono legati all’attività d’impresa; è fondamentale per l’azienda avere un obiettivo unico comune da perseguire in modo che tutte le funzioni aziendali siano rivolte al medesimo fine.
  • Inoltre creare valore è da considerarsi come un obiettivo stimolante e anche facilmente misurabile.
  • Questo obiettivo prescinde dalle dimensioni d’azienda e dal settore di cui fa parte.

L'impresa come un insieme di contratti

Una visione moderna dell’impresa rifugge dal considerarla esclusivamente come un tipico istituto dotato di pensiero e volontà autonoma. È necessario analizzare il comportamento degli attori reali che la costituiscono e che le forniscono linfa vitale per esistere ogni giorno; per questo l’azienda deve essere vista come un insieme di contratti che riguardano più individui. In questi contratti liberamente stipulati non deve esistere un perdente e un vincitore ma soltanto due vincitori (creazione di valore). Tutto questo è vincolato dalla presenza di un comportamento responsabile dell’imprenditore e degli azionisti.

Un loro comportamento responsabile crea valore per tutti e affinché possano recepire stabilmente una remunerazione adeguata gli azionisti devono aver soddisfatto nel corso del tempo le legittime aspettative di coloro i quali hanno attese economiche giuridicamente antecedenti alle loro (di fatto per distribuire i dividendi l’impresa deve aver ripagato prima tutti i debiti con gli altri individui). Intendere l’impresa come un insieme di contratti fa emergere la necessità secondo la quale l’impresa debba farsi carico di una responsabilità sociale e di una maggiore sensibilità verso istanze sociali che ruotano attorno all’impresa; come afferma Friedman “l’assenza di una responsabilità nei confronti degli azionisti indebolisce nel lungo periodo la legittimità dell’impresa e la sua capacità di operare” (teoria dell’agenzia).

Questa teoria dell’agenzia dimostra come all’interno dell’impresa le decisioni e le azioni intraprese dal manager (agente) spesso sono dettate da opportunismo e non sono mirate a soddisfare gli interessi di tutti i portatori d’interessi (questa teoria è stata sviluppata per descrivere tutti i rapporti economici di coloro che cooperano allo sviluppo di un’attività d’azienda).

La funzione finanziaria nei principali sistemi finanziari

A seconda delle diverse configurazioni del sistema finanziario e produttivo di ogni paese il ruolo e la rilevanza della funzione finanziaria cambia. Esistono oggi due modelli capitalistici in letteratura che descrivono questo: il modello anglosassone e il modello continentale.

Il modello anglosassone

  • Privilegiando il reperimento di finanziamenti sul mercato (azioni, obbligazioni) a discapito degli intermediari
  • Una bassa stabilità del controllo d’impresa (azionariato diffuso; public company)
  • Bassa solidità della figura del manager
  • Sviluppo estensivo delle opportunità d’investimento produttivo
  • Esigenza di rapidità nella creazione di valore (attesa di rendimento dei mercato più breve)
  • Disallineamento degli orizzonti di mercato e quelli d’azienda

Nei contesti anglosassoni il rapporto con il mercato finanziario dà luogo quindi a un sistema atomistico: ovvero un contesto in cui attori indipendenti si collegano di volta in volta tra di loro secondo la convenienza economica temporanea e dove i rapporti relazionali svolgono solo un ruolo di contorno al processo.

Il modello continentale

  • Concentrazione azionariato delle imprese
  • Proprietà familiare o di derivazione pubblica
  • Elevata stabilità e controllo (soprattutto della proprietà sul management)
  • Privilegiano il reperimento di fondi da intermediari finanziari
  • I rapporti che l’azienda lega con i propri finanziatori appaiono come un sistema di comportamenti organizzati dove l’impresa è interdipendente dall’intermediario
  • Rapporto relazionale nella transazione (continuativo e cumulativo)
  • Sviluppo intensivo delle opportunità d’investimento
  • Aspettative di risultati del mercato nel medio-lungo periodo
  • Costi di comunicazione elevati qualora voglia finanziarsi sul mercato

Principi operativi della finanza aziendale

Nell’assolvere il suo compito la funzione finanza deve assolvere a tre principi utili al perseguimento della massimizzazione del profitto.

  • Principio della convenienza economico finanziaria degli investimenti: le risorse aziendali devono essere impiegate in investimenti con rendimento superiore del costo delle risorse finanziarie impiegate.
  • Principio della composizione delle fonti di finanziamento: le risorse finanziarie devono essere combinate in modo da garantire la sopravvivenza dell’impresa.
  • Principio della distribuzione dei flussi di cassa in eccesso (politica dei dividendi): dopo aver remunerato creditori finanziari, realizzato investimenti in grado di creare valore, accantonato risorse necessarie per improvvisi mutamenti degli scenari economici, il manager deve preoccuparsi di restituire i rimanenti flussi di cassa in eccesso ai proprietari scegliendo le forme più opportune.

Organizzazione della funzione finanziaria

Ruolo della funzione finanziaria

Come già detto nel primo capitolo il ruolo della funzione finanziaria è quello di creare un valore durevole e sostenibile nel tempo. In un’impresa esistono diversi tipi di funzioni (ricerca e sviluppo, industriale, commerciale ecc.) e ognuna di queste funzioni aziendali contribuisce con le altre per la creazione di valore per l’impresa. La funzione finanziaria tra queste è quella che governa l’unità di valore creato; ovvero il denaro.

Come detto per la realizzazione di valore è necessario che il processo di creazione sia: durevole, non occasionale e ripetuto nel rispetto delle leggi e regole di trasparenza e credibilità verso gli stakeholders. Sostenibile, ovvero la creazione di valore non deve avvenire a danno delle risorse che rappresentano i fattori di sviluppo di un’impresa nel lungo periodo deve infatti preservare la riproducibilità del valore rispettando ambiente, generazioni future, livello di cultura e civiltà raggiunte.

L’organizzazione della funzione finanziaria assume configurazioni organizzative differenti a seconda: 1) della dimensione e della complessità organizzativa della società o gruppo 2) della tipologia giuridico-organizzativa 3) dal posizionamento sui mercati finanziari 4) dal settore industriale di appartenenza. Tutte le configurazioni assunte dall’impresa sono comunque soggette allo sviluppo tecnologico e al mutamento del contesto competitivo di riferimento.

Aree d'attività

Le aree che fanno capo alla funzione finanziaria aziendale e al suo responsabile il Chief Financial Officer (CFO) sono di norma costituite da:

  • Amministrazione e bilancio
  • Pianificazione e controllo
  • Finanza
  • Fiscalità

Talvolta entrano sotto la responsabilità del CFO anche l’area informatica e l’area degli acquisti e in alcuni casi anche la direzione della funzione legale. Queste aree sono tra di loro strettamente legate ma profondamente diverse nell’attività svolta.

Amministrazione e bilancio

Il complesso di attività che prende il nome di amministrazione e bilancio ha come contenuto proprio il presidio dell’insieme di regole che governano l’azienda; essa declina la distribuzione dei diritti e delle responsabilità fra i diversi attori d’azienda. Inoltre definisce la struttura attraverso la quale vengono fissati gli obiettivi e monitorate le performance.

L’amministrazione e bilancio di divide in due aree principali: amministrazione, contabilità e bilancio. L’attività di amministrazione consiste nel trattare le singole transazione commerciali d’azienda e può essere suddivisa a sua volta in ciclo attivo e ciclo passivo. Nel ciclo attivo dell’attività di amministrazione riguarda il rapporto con la clientela (ricezione ordini, vendita prodotto, fatture, incassi) quindi gestisce tutte le transazioni dell’impresa effettuando la relativa contabilizzazione per comporre poi il bilancio. Il ciclo passivo invece riguarda l’acquisizione delle risorse finanziarie dall’esterno, le transazioni con i fornitori, la gestione delle fatture con i fornitori accoppiate con i relativi ordini anche in questo caso la gestione è fine alla costituzione delle scritture contabili volte a contribuire alla formazione del bilancio di verifica.

Il bilancio di verifica conclude la gestione delle transazioni dei cicli attivi e passivi si avvia la fase di contabilità e bilancio relativa alla valutazione e stesura dello stato patrimoniale e del conto economico con la relativa verifica di risultato netto d’esercizio.

Pianificazione e controllo

È un’area di supporto al management e di partecipazione al processo decisionale. È fondamentale in quest’area il collegamento con amministrazione e bilancio per un confronto con i piani e per provvedere a formulare elementi di giudizio affidabili per le decisioni da intraprendere. È alimentato dai dati consultivi forniti da amministrazione e bilancio.

Svolge un’attività di pianificazione monitorandone il percorso verso il raggiungimento degli obiettivi. Utilizza lo stesso linguaggio della contabilità, adottando gli stessi principi contabili con il quale l’azienda misura e descrive i propri risultati verso l’esterno (bilancio) o verso l’interno (reporting). Le sue funzioni svolte principali sono: TARGET SETTING, definizione degli obiettivi di breve e medio termine e lo sviluppo del piano strategico. IL REPORTING; un documento periodale mensile con il quale si correggono gli andamenti del piano strategico negativi e rafforzare gli andamenti positivi.

Un ulteriore importante attività svolta da pianificazione e controllo è l’attività di valutazione della convenienza economico finanziaria degli investimenti e il loro monitoraggio successivo. La valutazione in modo corretto di un investimento è un’attività fondamentale poiché determina la capacità di creare valore da parte dell’impresa e per questo la valutazione è sottoposta ad approvazione da parte dei vertici aziendali.

Finanza

Il suo contenuto specifico è il sostegno dell’attività industriale le sue attività tipiche sono:

  • Pianificazione finanziaria: predisporre i budget pluriennali e annuali, la programmazione operativa e il reporting finanziario.
  • Tesoreria di gruppo e capital market: orientata all’ottimizzazione del ricorso ai capitali sui mercati e l’accesso al credito per supportare i fabbisogni della società minimizzandone i rischi finanziari connessi.
  • Finanza commerciale: supporto delle funzioni operative commerciali per ottimizzare la gestione dei crediti e gli attivi circolanti.
  • Operation cash management: ottimizzazione finanziaria di incassi e pagamenti.
  • Finanza straordinaria: supportare il management nelle scelte di natura straordinaria (come operazioni sul mercato azionario).

Alla funzione finanza inoltre spettano i compiti di copertura dei rischi di cambio o di tasso.

Fiscalità

Anche l’area fiscalità ha un compito di sostegno dell’attività industriale, è di fatto la garante dei rapporti con gli organi di stato, gli è richiesto il compito di assicurare delle soluzioni fiscali ottimali e funzionali alla creazione di valore. È un’attività molto specialistica quindi spesso necessita di consulenti esterni all’impresa. La responsabilità affidatagli è quella di ottimizzare e minimizzare il carico fiscale dell’azienda con un’adeguata gestione dei rapporti con il fisco. È collocata all’interno della funzione finanziaria poiché necessita delle informazioni provenienti da amministrazione e pianificazione e controllo e gestione.

Linguaggio

In un’impresa è fondamentale per le relazioni interne ed esterne e per il funzionamento efficiente dell’amministrazione dell’impresa, il linguaggio comune utilizzato è quello dei principi contabili sia interni che verso l’esterno. Il linguaggio contabile è utile per far funzionare l’impresa poiché è compreso da tutte le funzioni o gruppi ai quali appartengono gli stessi principi contabili.

I sistemi informativi e i centri di servizi

I sistemi informativi sono il secondo pilastro dopo il linguaggio utili ad un perfetto funzionamento della macchina aziendale e del funzionamento della funzione finanziaria. Il sistema informativo è da considerare come il motore che rende possibile la concreta attuazione del linguaggio (permette di trattare in modo affidabile un numero consistente di dati e incorpora la grammatica del linguaggio aziendale e ne garantisce uniformità).

Dinamica dei flussi finanziari

Analisi dinamica dei flussi finanziari

Come abbiamo detto precedentemente la funzione finanza cerca di capire in che modo l’impresa può muoversi per cercare di creare valore. Uno dei modi per capire come l’impresa dovrebbe muoversi è analizzandola al suo interno. Esistono due metodi finanziari per studiare la nostra impresa:

  1. Analisi per flussi: la liquidità presente all’interno dell’impresa da dove viene, chi l’ha generata?
  2. Analisi per indici

In questo capitolo studieremo l’analisi dinamica dei flussi finanziari. L’esigenza di esaminare la dinamica dei flussi di cassa nasce dal fatto che conto economico e stato patrimoniale sono statici e i costi e ricavi che concorrono alla formazione del risultato economico sono imputati ai singoli esercizi indipendentemente dal fatto se i corrispettivi siano stati pagati o incassati nel periodo di competenza. I risultati economici infatti non coincidono con i flussi di cassa e possono seguire delle dinamiche diametralmente opposte. Queste divergenze sono imputabili alle diverse logiche sottostanti alla costruzione dei prospetti contabili e finanziari; tra i quali:

  • La logica contabile impone di inserire i ricavi e i costi seguendo il principio della competenza.
  • La logica finanziaria invece considera solo i movimenti di moneta (i flussi) rispettando il principio di cassa.

Occorre effettuare una distinzione; la logica contabile considera quei costi e ricavi di periodo non monetari ovvero (seguendo il principio della competenza) include in bilancio quei costi e ricavi che sono di competenza del periodo ma che non hanno avuto una manifestazione monetaria. Per effettuare la nostra analisi per flussi dobbiamo convertire questa logica utilizzando soltanto i costi e ricavi di periodo monetari ovvero quelli che hanno avuto una manifestazione monetaria nel periodo poiché sono gli unici in grado di farci capire chi all’interno della nostra impresa ha creato risorse e chi le ha assorbite. La nostra analisi dinamica dei flussi finanziari quindi si pone come obiettivo quello di riconciliare flussi reddituali e flussi di cassa per la determinazione della variazione della posizione finanziaria netta intervenuta a fine esercizio. Il modello che ci permette di visualizzare questi flussi è definito modello a 4 aree.

Il modello a 4 aree

È utilizzato nella prassi aziendale per comporre il rendiconto finanziario (uno strumento che riassume la posizione finanziaria dell’impresa alla fine di ogni periodo). La logica è quella di scomporre la variazione di periodo delle disponibilità liquide nei flussi generati o assorbiti dalle diverse aree di gestione (misurare l’effetto prodotto dalle singole aree di gestione sull’ammontare delle risorse liquide trattenute all’interno dell’impresa). Le aree di gestione sono:

  • Flussi di cassa della gestione corrente
  • Flusso di cassa della gestione degli investimenti
  • Flusso di cassa della gestione finanziaria
  • Flusso di cassa della gestione accessoria: è quel flusso di cassa derivato dall’attività di acquisto/trasformazione/vendita che una tipica azienda realizza. Questa attività può assorbire o generare risorse finanziarie monetarie (a seconda se le entrate sono maggiori delle uscite e viceversa).
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mat1989 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Mattarocci Gianluca.
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