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APPUNTI FINANZA AZIENDALE

­ Il conto economico riclassificato: (lo chiede quasi sempre)

Redditività

Un altro aspetto molto importante è la che è misurabile nel conto

economico. Quando si parla di CE bisogna tenere in conto che si vede la variazione

che accade in due momenti, dice i ricavi generati, che costi ho registrato, qual è la

variazione del magazzino, qual è il TFR; dice la dinamica di alcune gestioni, vado a

distinguere 5 gestioni:

Gestione caratteristica,

1. che mi indica andamenti positivi e negativi (costi e ricavi)

dell'attività dell'azienda.

Gestione finanziaria,

2. interessi attivi ed oneri finanziari, quindi se ci indebitiamo

molto lo vediamo qui, perché avremo un carico di oneri.

Gestione accessoria,

3. rappresenta una serie di costi e ricavi correlati ad attività non

core cioè non tipiche della gestione caratteristica. Es. una azienda negli anni '50 aveva

bisogno di molti più spazi per svolgere la propria azienda, e oggi si trova con spazi

vuoti, per esempio possono essere utilizzati dandoli in affitto ad altre aziende; questi

affitti registrati relativi alla locazione di quegli spazi vuoti rappresentano una

ATTIVITÀ ACCESSORIA, perché non fanno parte dell'obiettivo peculiare

dell'impresa.

Gestione straordinaria,

4. va a registrare degli eventi che non hanno natura ordinaria.

Es. azienda che fa biciclette, ne vende 10.000 è attività ordinaria; vende 5.000 m

quadrati di un capannone inutilizzato è attività straordinaria.

Gestione fiscale,

5. tutto ciò che riguarda la gestione dei tributi.

Come può essere riclassificato? In due modi:

Criterio a valore aggiunto:

1. abbiamo i ricavi della Gestione Caratteristica, (­) i

costi per il materiale di trasformazione cioè tutto ciò che occorre per la trasformazione

valore aggiunto

di un prodotto, questo indica quanto = si è messo nella ATTIVITÀ

PRODUTTIVE, a questo va tolto il (­) costo del lavoro = MARGINE OPERATIVO

guadagno sulla gestione

LORDO (EBITDA), questo ci inizia a dire qual è il

caratteristica al lordo di interessi, quindi della gestione finanziaria, ma anche

degli ammortamenti. Se l'EBITDA è negativo c'è qualcosa che non va, o i prezzi

sono troppo alti o i costi sono troppo elevati, questo EBITDA è il margine operativo.

Se sovra investe l'azienda lo troviamo negli ammortamenti. Se togliamo

ammortamenti e accantonamenti = Risultato operativo (EBIT) ci dice la nostra

gestione caratteristica comprensiva di investimenti ed incidenza che essi hanno

sull'esercizio. Dall'EBIT tolgo Gestione Finanziaria e ho il RISULTATO DELLA

GESTIONE ORDINARIA (anche interessi ed oneri finanziari, ammortamenti, costo

del lavoro ecc.) alla quale togliamo la GESTIONE STRAORDINARIA =

RISULTATO PRIMA DELLE IMPOSTE ­ IMPOSTE = UTILE/PERDITA

D'ESERCIZIO.

RIASSUNTO: Il valore aggiunto mette in luce quanto valore l'azienda è stata in grado

di aggiungere alla materia prima.

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

EBITDA: è il margine operativo lordo, cioè ci sono elementi non ancora nettizzati;

‼️

esprime il reddito operativo dove sono considerati SOLO I COSTI MONETARI

DELLA GESTIONE CARATTERISTICA (Costi e Ricavi dell'attività).

Differenza fra EBITDA ed EBIT,

Importante: nell'EBITDA tolgo gli ammortamenti,

l'ammortamento non è una voce monetaria, cioè cassa; tiene in considerazione solo

partite che possono essere tradotte in ENTRATA ED USCITA DI CASSA, quindi solo

COSTI MONETARI.

L’EBIT è il risultato finale della gestione operativa, COMPRENDE ANCHE I COSTI

NON MONETARI, cioè ammortamenti, ed è il valore che meglio esprime le

performance della gestione caratteristica a livello generale.

 Ricavi della gestione caratteristica

- Costi per materiale di trasformazione = Valore Aggiunto

- Costo del lavoro

= Margine Operativo Lordo (EBITDA)

- Ammortamenti e svalutazioni

- Accantonamenti

= Risultato operativo EBIT

+/- Proventi e oneri finanziari

= Risultato della gestione ordinaria

+/- Proventi/oneri gestione straordinaria

= Risultato prima delle imposte (RAI)

- Imposte

= UTILE/PERDITA D’ESERCIZIO

2. A Costo del venduto e ricavi:

Partiamo sempre dai ricavi, cioè dal valore positivo, una logica TOP­DOWN, e da qui

togliamo il costo del venduto, cioè tutti i costi che concorrono direttamente alla

manodopera diretta costo del

produzione di un bene o servizio. La fa parte del

venduto, perché concorre alla formazione del costo. Le aziende hanno dei costi che

non sono direttamente imputabili a ciò che si sta vendendo (costi non

industriali/produttivi), ma sono costi che devono essere sostenuti, per esempio costi di

security, problema che hanno tante catene di distribuzione, oppure le aziende che

hanno segreti su formule chimiche o dati sensibili hanno un problema di security.

Dopo questo abbiamo l'EBIT; la parte successiva è identica. Utile/perdita D'esercizio.

Quindi facciamo questa riclassificazione a costo del venduto PER CAPIRE DAL

CONTO ECONOMICO QUANTO MI COSTA LA PRODUZIONE DI UN BENE O

SERVIZIO.

 + Ricavi

- Costo del venduto

= GROSS PROFIT

- Costi non industriali =

EBIT

 +/- Proventi e oneri finanziari

- Proventi/costi gestione accessoria

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= Risultato di competenza

+/- Proventi/oneri gestione Straordinaria =

Risultato prima delle imposte (RAI) – Imposte = UTILE/PERDITA D’ESERCIZIO

2. GLI INDICI DI VALUTAZIONE AZIENDALE:

Sono indicatori, cioè dei rapporti, dei quozienti numeratore e denominatore. Sono

importanti perché restituiscono valori (come EBIT ED EBITDA, che possono essere

in percentuale, rapportando i ricavi al margine che essi indicano). Se guardiamo

Ricavi:EBITDA ci ritorna quanto è in percentuale il margine generato rispetto ai

ricavi;

R= 100 EBITDA= 15, significa che EBITDA è il 15% dei ricavi, quindi l'azienda sta

guadagnando. Però dobbiamo togliere altre cose, Perché se abbiamo 5% di

ammortamenti e in più le banche pesano il 10% sul nostro fatturato finanziario,

erodiamo il nostro margine finanziario. Quindi anche EBIT E EBITDA possono

essere considerati da un punto di vista di rapporto, considerato in base ai ricavi.

EBIT= 350.000€, se so solo questo non posso capire se è positivo o meno, perché

devo sempre considerare i ricavi.

Gli indicatori ci interessano perché ci danno informazioni su tre aspetti:

Reddituale: costi e ricavi, ovvero la capacità dell'impresa di generare ricchezza,

1. valore.

Liquidità: attraverso questo indice vediamo come è posizionata l'azienda dal

3. punto di vista della capacità di generare cassa ed essere liquida per quello che

sono le sue necessità. Tutte le attività che fanno parte dell'attivo corrente e che

assorbono cassa, sono situazioni che necessitano finanziamento oneroso, quindi

bisogna chiedere soldi a banca o soci ed entrambe le cose non sono positive,

quindi attraverso gli indicatori di liquidità possiamo vedere la capacità

dell'impresa di far fronte ai propri impegni finanziari.

Solidità patrimoniale: indica quanto è solida l'impresa, ed il concetto di solidità

4. è correlato al concetto di patrimonio, perché è ciò che da solidità ad una

azienda. Ci deve essere correlazione fra il volume d'affari ed il patrimonio. Se

il PATRIMONIO NETTO= 200.000€ è sufficiente per azienda che ha fatturato

di 1 milione di €, ma è irrisorio per una che ha un fatturato di 2 milioni di € .

La solidità patrimoniale va vista con riferimento a volume d'affari e alla

struttura debitoria della azienda.

Questi indici hanno vantaggi e svantaggi, in quanto non possono rappresentare la

complessità dell'azienda, non si può dare una valutazione completa, bisogna

analizzare anche altri aspetti, per esempio qualità del processo, bontà del prodotto ecc.

Vantaggi:

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

valori sintetici,

­Gli indici sono esprimono in modo sintetico un andamento

aziendale;

essere completi

­Possono

misurabilità

­Buona

Svantaggi:

tempestività

­Bassa (valuto informazioni dell'anno precedente)

consuntive,

­Informazioni cioè non preventive, sono dati che appartengono alla

orientamento al medio/lungo periodo.

storia, infatti hanno un ­basso

Se considero solo ed esclusivamente i dati consuntivi, devo sapere che non sono

tempestivi, non guardano al di là del momento storico. Posso avere dei buoni

indicatori del passato ma che si trasformano in pessimi nel futuro, e viceversa.

Esempio KODAK, era una multinazionale pazzesca quando ancora non c'erano le

macchine digitali, nel giro di poco tempo ha perso tutto perché non è stata in grado di

aggiornarsi ed il suo prodotto è diventato obsoleto in pochissimo tempo. IN SINTESI:

NON BASTA CONSIDERARE SOLO ED ESCLUSIVAMENTE GLI INDICATORI.

1. INDICATORI DI REDDITIVITÀ :

Il ROE, Return in Equity; rappresenta quanto l'azienda è stata in grado di generare

ricchezza destinata agli apportatori di Equity. Misura il rendimento annuale degli

azionisti. Se verso 100 di Equity, quindi capitale proprio, questo che remunerazione mi

dà? Quanto mi fa guadagnare? È L'utile D'esercizio! Il ROE misura il guadagno per

gli azionisti, che per l'impresa può essere un costo nel momento in cui viene

distribuito. Se azienda guadagna 10, ma non distribuisce gli utili è negativo. Il ROE

Misura il grado di remunerazione per gli azionisti. Gli azionisti mettono 100, l'azienda

da 10, quindi hanno guadagnato il 10%.

Un altro indicatore è il RONA, Return on Net Asset, (i NET ASSET esprimevano le

necessità finanziarie). Il RONA è dato da EBIT:NET ASSET

Il RONA dice che la ricchezza generata dall'azienda (EBIT) è in grado di remunerare

gli apportatori di capitale di debito e gli apportatori di capitale di rischio.

esprime la capacità di generare ricchezza nell'impresa

In sintesi è l'indicatore che

indipendentemente dai soggetti che la finanziano (capitale di debito).

Se un'impresa ha tanto capitale debito, gli intessi passivi aumentano;

Bisogna minimizzare l'ATTIVO CORRENTE, cioè elementi che ASSORBONO LA

CASSA, e aumentare quelli che massimizzano gli oneri, cioè finanziamento con i

fornitori.

2.INDICATORI DI LIQUIDITÀ:

La liquidità è la capacità nel far fronte agli impegni finanziari o di pagamento.

Bisogna considerare il fatto che si hanno delle partite in Stato Patrimoniale attivo che

sono facilmente liquidabili, e nel passivo che sono facilmente esigibili. Il primo indice

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

è L'indice di disponibilità, il quale è molto grezzo, tiene in considerazione le attività

immediate e quelle nel breve/differito ed è dato da ATTIVITÀ A

Se il risultato è >1 l'azienda è capace di

BREVE:PASSIVITÀ A BREVE.

soddisfare gli impegni finanziari.

Se non si tiene in considerazione una attività di recupero crediti è difficile essere

efficienti, è estremamente importante.

Il secondo è l'Indice di liquidità, il quale toglie alle attività a breve delle attività

rimanenze!

differite che non sono facilmente trasformabili in liquidità, cioè le Se non

ho abbastanza liquidità prima recupero i crediti, poi mi pongo il problema di liquidare

il magazzino. Si guardano le attività a breve e si tolgono le rimanenze, se l'indice ha

Quindi vanno tolte le

un valore superiore a 1 si è in grado di coprire le passività.

rimanenze.

Per affinare ancora di più l'indicatore abbiamo l’ Indice di liquidità immediata!

Dato da: disponibilità liquide: Passivo a breve

Un ultimo indicatore di liquidita è:

l'INDICE DI COPERTURA DEGLI ONERI FINANZIARI:

Reddito operativo (EBIT):oneri finanziari. Con l'EBIT capiamo se la ricchezza

generata è in grado di coprire gli oneri finanziari, quindi dobbiamo capire se il reddito

operativo è in grado di coprire la componente di oneri finanziari. Se il risultato è

minore di 1 significa che l'azienda sta perdendo.

NB: è preferibile usare l'EBITDA, perché rappresenta meglio le dinamiche dei flussi

di cassa.

3. INDICATORI DI SOLIDITÀ PATRIMONIALE: (leverage, gearing)

Indicano quanto l'azienda è solida, quanto la struttura patrimoniale aziendale non è

volatile. Da un punto di vista patrimoniale lo capisco dal rapporto fra debiti ed Equity.

Questo indicatore è il Leverage e riguarda il consumatore finale. Ci sono diversi

livelli: la persona al telefono che ti chiama per convincerti a cambiare, poi ci sono i

venditori di mercati business to business; a seconda di quanto la vendita del

consumatore può incidere varia la preparazione del venditore, indica quindi il

rapporto fra DEBITI ED EQUITY. Tanto più si avvicina a zero tanto più l'azienda è

considerata solida, perché non ha debiti verso le banche, non utilizza quindi LEVA

FINANZIARIA, non utilizza nessun grado di LEVERAGE.

Gearing: La solidità patrimoniale può anche essere vista come un valore percentuale

(GEARING), attraverso DEBITO (DEBITO➗PATRIMONIO NETTO, cioè NET

ASSET).

PFN: Un ultimo indicatore è PFN (posizione finanziaria netta)➗ EBITDA

Indica quanto la ricchezza generata dall'impresa e in grado di ripagare i propri debiti.

La banca dà i propri soldi all'impresa in base alla capacità di esse di restituirli. Se ho

100 di PFN, cioè debito e ho un EBITDA di 10 significa che in 10 anni sarò in grado

di restituire il debito. Anche questo è un indice grezzo.

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

3. LA LEVA FINANZIARIA:

La redditività (ROE) e la solidità patrimoniale si influenzano, cioè la solidità può

migliorare redditività dell'impresa. Modigliani e Miller hanno vinto il premio Nobel

per aver inventato una formula:

Se il RONA misura la capacità di generare ricchezza possiamo anche dire che

rappresenta la somma tra la ricchezza prodotta per coloro che hanno apportato

capitale di rischio e il rendimento per i finanziatori di capitale di debito.

Possiamo considerare la ricchezza prodotta come la somma tra RENDIMENTO DEL

CAPITALE PROPRIO E TASSO DI INTERESSE APPLICATO SUL CAPITALE DI

DEBITO.

Quindi il RONA è uguale alla somma dei due rendimenti. Partendo da questa formula

possiamo affermare che

ROE= [RONA+(RONA­i) DEBITO:EQUITY]

Se (RONA –i) è minore di zero, il ROE è negativo, e vuol dire che l'azienda perde.

Se (RONA –i) è maggiore di zero, significa che l'azienda guadagna.

(RONA­ i) vuol dire che la ricchezza prodotta dall'azienda è in grado di ripagare

anche gli oneri finanziari, è una ricchezza prodotta maggiore degli oneri.

Esempio: Se Siamo molto indebitati, il leverage è alto

ROE= (2+(2­1)x10= 30

ROE=(2+(2­1)x1=3

È meglio il primo caso, perché dopo un anno mi ritorna 30. Il debito può

massimizzare il ritorno per gli azionisti, massimizzando il ROE, a una condizione:

che il RONA sia maggiore di i! Quindi tanto più debito usiamo tanto più i soci sono

contenti.

Se una leva finanziaria è molto alta significa che i soci stanno mettendo poco capitale

in azienda. Se l'azienda si fa finanziare dalle banche massimizza il ROE, massimizza i

rendimenti. Il concetto di leva finanziaria si appoggia sul concetto che l'indebitamento

non sempre è sbagliato ma l'importante e che venga rispettata la capacità dell'azienda

di produrre ricchezza. Il ROE deve essere maggiore di zero. La leva finanziaria ha

questa capacità di moltiplicare i rendimenti per gli azionisti, perché gli interessi nella

formula non possono mai mancare, e io ho il RONA che mi dice quanta ricchezza

genero e il capitale di debito ha una remunerazione fissa, allora tanto più mi finanzio

con il capitale di debito che ha un rendimento fisso, tanto più ciò che rimane dalla

generazione della ricchezza prodotta va a finire nel rendimento per gli azionisti. Una

volta che ho remunerato i miei finanziatori di capitale di debito, tutta la ricchezza in

più generata va agli azionisti. Il Guadagno del RONA e tanto più ripido del ROE

quanto più io mi finanziò con capitale di terzi, e ciò che io guadagno in più più mi

triplica il guadagno per gli azionisti.

Più (RONA­i) è positivo, più massimizzo il ROE !!

Se la mia attività produce un buon rendimento cioè RONA­i sempre maggiore di 1,

tanto più mi indebito quanto più ho un rendimento per coloro che apportano EQUITY,

cioè capitale. Allora indebitiamo al massimo una azienda e apporto un capitale

minimo, ma non è proprio così! Perché: Prima devo vedere se una banca mi dà i soldi

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

se io ho poco patrimoniale, azienda poco capitalizzata, quindi ci vuole una via di

mezzo, una prassi, questo perché esiste un capitale circolante e un capitale investito, il

primo serve per le attività correnti per il funzionamento dell'impresa, il secondo per

gli investimenti quindi logiche di medio­lungo periodo. Oggi nel mondo finanziario

c'è tanta liquidità ma le aziende non hanno i requisiti per accedere al mondo della

Quindi la

finanza questo perché sono sotto capitalizzate e non ci sono le condizioni.

patrimonializzazione giusta, la prassi è che il capitale circolante sia finanziato

dall'impresa stessa e gli investimenti (capitale fisso) dal sistema bancario. Quindi

la teoria Modigliani/Miller va bene ma fino a un certo punto, allora se indebito la

banca per pagare fornitori e dipendenti è aleatorio perché se mi va male un mese non

riesco più a pagare; quindi il debito bancario serve per lo sviluppo di progetti,

Le banche devono finanziare

altrimenti si crea un pasticcio, non c'è più liquidità.

progetti, se l'azienda non riesce ad auto sostenersi c'è un problema e o si rifinanzia

l'azienda o la si fa fallire.

4. FLUSSI DI CASSA:

Sono quanta liquidità l'azienda genera e assorbe nell'arco di un esercizio, ciò che

accade da un punto di vista finanziario. Noi analizziamo l'impresa attraverso tre

aspetti: finanziario, patrimoniale e reddituale. La cosa fondamentale da guardare per

capire se le cose vanno bene o male è la CASSA. Dal 2017 si evinceranno anche i

flussi finanziari dal bilancio di esercizio. Anche per quanto riguarda i flussi finanziari

vanno suddivise alcune gestioni, Le 4 macro gestioni sono :

CASH FLOW della gestione corrente, che riguarda l'attività core dell'impresa,

1. cioè ciò che è caratterizzante l'impresa, quindi acquisto, trasformazione, e

vendita o semplicemente erogazione di servizi. Sono i flussi di cassa (entrate e

uscite, perché si parla di finanziario) che riguardano le attività operative che

caratterizzano le imprese. All'interno della gestione corrente c'è anche la

gestione tributaria cioè costi che si trasformano in uscita di cassa che si pagano

alla sezione tributi.

CASH FLOW della Gestione investimenti, cioè le entrate e le uscite per gli

2. investimenti. Quando si parla di gestione investimenti dal punto di vista

finanziario ci interessa solo ciò che entra ed esce di tasca.

CASH FLOW della gestione finanziaria, quindi interessi attivi e oneri

3. finanziari, che hanno una ripercussione dal punto di vista finanziario, perché

che gli oneri li pago! C'è anche altro però, cioè gli interessi attivi, ciò che esce

dalle mie tasche, quindi la restituzione del debito con gli interessi.

CASH FLOW gestione accessoria

4.

CASH FLOW DELLA GESTIONE CORRENTE:

1.Top down

Mol (Ebitda)

­ Imposte di esercizio

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

= Flusso di circolante della GC

2. Botton uP

Reddito netto

+ Interessi passivi netti

+ Ammortamenti

+/­ Plusvalenze e minusvalenze su disinvestimenti operativi

= Flusso di circolante della GC

Dobbiamo considerare i COSTI E RICAVI (MONETARI), che hanno una

trasformazione in entrata ed uscita finanziaria. Prendiamo costi e ricavi come punto di

riferimento per fare le valutazioni di cassa, prendendo in considerazione che ci sono

anche costi non monetari che hanno visto applicato solo il principio della competenza

e non di cassa, quindi non si trasforma in uscita di cassa, invece noi dobbiamo

prendere in considerazione un evento nel momento in cui avviene la manifestazione

finanziaria quindi consideriamo solo il principio di cassa. Dobbiamo considerare solo

costi che hanno un rilievo monetario.

Abbiamo due approcci per calcolare il Flusso di Cassa della gestione caratteristica:

TOP­DOWN : Guardò il conto economico e se lo guardò dall'alto ho prima i

5. ricavi e iniziò a togliere i costi di natura operativa e ho il Margine operativo

lordo (EBITDA) cioè insieme di ricavi e costi MONETARI, il margine

operativo lordo è già un punto di partenza che mi dice qualcosa di importante.

Nel mezzo fra MOL e imposte ci sono ammortamenti (non sono costi

monetari) e altre gestioni che non mi interessano, quindi vado subito alle

IMPOSTE DI ESERCIZIO che sono un costo MONETARIO.

BOTTOM UP : Parto dall'utile di esercizio (Reddito netto), interessi (oneri),

6. ammortamenti, plusvalenze e minusvalenze, che non sono voci monetarie ma

le considero perché parto dal basso e devo arrivare al flusso circolante della

gestione caratteristica, quindi devo riprendere anche le voci che nel reddito

netto sono considerate e che a me non interessano.

Analisi della gestione TOP­DOWN: Ricavi

Punto di partenza è il Conto economico, quindi parto dai (che si trasformano in

incassi). Differenza fra ricavo e incasso, incasso 90/100 e il restante 10 sono crediti

che devo ancora incassare. Prendo i ricavi e tolgo i crediti, così ho FLUSSO DI

CASSA IN ENTRATA (Ricavi­Crediti, cioè quello che effettivamente mi entra.) .

Siccome stiamo parlando della gestione corrente devo considerare i costi operativi

monetari, quindi costi connessi all'acquisto di materie prime; variazione debiti VS/

fornitori; ESEMPIO: compro viti, ferro, gomma, plastica per i miei fornitori e spendo

100, 10 per ogni fornitori, se uno non lo pago ho un debito e quindi devo rettificare i

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

debiti che ho verso il fornitori. Variazione rimanenze materie prime: io posso

utilizzare dei materiali che ho in magazzino anziché andare a comprarli, quindi devo

rettificare quanto è variato il magazzino, esempio a gennaio ho 100 di magazzino e a

fine anno ho 50 devo registrare una variazione di 50. Fatti questi due passaggi ottengo

FLUSSO DI CASSA IN USCITA (Variazione magazzino e variazione debito

V/fornitori).

Devo togliere al flusso di cassa in entrata anche le variazioni delle rimanenze di

prodotti finiti o semilavorati, nel caso in cui utilizzo come punto di riferimento un

conto economico riclassificato a valore aggiunto.

Poi ci sono le rettifiche delle Imposte D'esercizio, e ci sono certi tipi di imposte che

vengono segnate come Debiti e crediti cioè tasse che hanno una maturazione

finanziaria successiva alla chiusura del bilancio e hanno una loro rettifica come

VARIAZIONE DI CREDITI E DEBITI VS/ ERARIO. È così ottengo una variazione

della posizione fiscale netta. Quindi imposte +\­ variazione posizione fiscale netta=

flusso di cassa in uscita.

RIPASSO: analisi flussi di cassa: andamento aspetto finanziario della società, entrate

e uscite che non si vedono bene fino al 31/12 nel bilancio di esercizio perché non è

messo in evidenza nei documenti obbligatori sanciti dal Codice Civile.

Flussi di cassa della gestione corrente: tutte le grandezze aziendali sono estremamente

correlate fra di loro (patrimoniale, finanziaria e reddituale). La variazione di un ricavo

ha un riflesso nel flusso di cassa, perché se ho più ricavi ho più entrate di cassa nel

futuro. Il flusso circolante della gestione corrente è determinato da quei costi e ricavi

MONETARI che comprendono la gestione corrente (anche la gestione fiscale); se un

ricavo non si trasforma in cassa e un credito, se un costo v/fornitore non diventa un

uscita di cassa allora diventa un debito, quindi vanno rettificate le voci di ricavi e

costi. Queste rettifiche coincidono con la variazione di capitale circolante netto

commerciale, che indica la necessità finanziaria dell'azienda in quel momento; se

prendo due momenti particolari: 01/01 e 31/12 , vedo quale è il fabbisogno finanziario

miei due momenti diversi, allora in questo periodo la società ha generato o assorbito

cassa? Ricavi e costi monetari HANNO un effetto TOTALE sulla cassa, quindi ricavo

genera cassa e costo assorbe cassa, MA non sono gli unici elementi che hanno un

influsso sulla cassa, perché se ho tanti crediti o compro tanto magazzino questo incide

negativamente sulla cassa; QUINDI I FLUSSI DI CASSA DELLA GESTIONE

CORRENTE DIPENDONO ANCHE DA QUELLO CHE SUCCEDE NEL

CAPITALE CIRCOLANTE NETTO COMMERCIALE, e se aumenta significa che

ASSORBE CASSA. Se sono in grado di massimizzare il mio attivo corrente la cassa

aumenta, e questo è positivo, è un miglioramento!

La gestione corrente è un elemento che incide in modo preponderante sulla gestione

dei flussi di cassa, ma esistono anche altre gestioni. La cosa importante è che il dato

deve essere completo, non parziale.

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

CASH FLOW DELLA GESTIONE INVESTIMENTI:

Dobbiamo analizzare l'investimento dal punto di vista della cassa, ciò che entra ed

esce dalla azienda. Che cosa fa una azienda quando fa un investimento? Spesso va in

banca e si finanzia, si apre un insieme di possibili operazioni in cui la banca si

adopera per finanziare la società; dal punto di vista dei flussi di cassa riceve capitale

dalla banca, e rappresentano un'altra gestione: quella finanziaria. L'azienda con quel

prestito paga il bene del quale aveva bisogno, quindi ci sono delle attività di

investimento e attività di disinvestimento, in cui si compra o si vendono dei beni che

hanno una natura diversa da altri costi, perché è una natura di investimento di lungo

periodo. Quindi noi qui analizziamo ciò che esce dalla azienda ed entra nelle sue

tasche, cioè investimenti e disinvestimenti.

FLUSSO DI CASSA DELLA GESTIONE INVESTIMENTI= FLUSSO DI CASSA

GENERATO DALLE ATTIVITÀ DI DISINVESTIMENTO ­ FLUSSO DI CASSA

GENERATO DALLE ATTIVITÀ DI INVESTIMENTO.

In questo modo si calcola il saldo tra uscite finanziarie sostenute per acquisire nuove

immobilizzazioni operative e le entrate originate dalla cessione di immobilizzazioni

operative. La variazione sono gli AMMORTAMENTI, devo riprendere questo valore

perché nello stato patrimoniale ho delle immobilizzazioni che è un valore nettizzato,

cioè viene tolto ogni anno il valore dell'ammortamento. Infine occorre prendere in

considerazione le minusvalenze e le plusvalenze generate dalla cessione delle

immobilizzazioni. Se io vendo una immobilizzazione a un prezzo minore genero una

minusvalenze, o viceversa plusvalenze; se è scritto a 100 e lo vendo a 110 ho un flusso

di cassa maggiore di +10, un plusvalore relativo alla vendita di 10, e questo lo devo

inserire. Queste variazioni patrimoniali hanno INCIDENZA DI CASSA, e nella

gestione degli investimenti devo vedere anche questi elementi che effetto hanno sulla

cassa.

CASH FLOW DELLA GESTIONE FINANZIARIA:

Le banche prestano i capitali e ne richiedono la restituzione. Gli aspetti patrimoniali

che nascono in funzione della gestione finanziaria sono: Debito perché c'è stato un

flusso di cassa in origine, questo debito e generato in forza di un PRESTITO, quindi

non ha natura reddituale, perché non vende niente la banca all'impresa (a differenza

della gestione corrente Debiti V/ fornitori che è generato da un COSTO). Quando il

prestito bancario viene man mano restituito, è un'uscita di cassa quindi si toglie un po'

di debito, ho un flusso di cassa in uscita, e la variazione di un debito in uscita

costituisce un ASSORBIMENTO DI CASSA (se aumentano i debiti ho un

AUMENTO di cassa). Altri elementi che hanno incidenza rispetto al bancario: la

banca mi presta soldi che tengo per 10 anni e ogni anno restituisco un po' del debito,

con aggiunti INTERESSI, che HANNO INCIDENZA DAL PUNTO DI VISTA DEI

FLUSSI DI CASSA, perché li pago, l'interesse non è un debito ma è un COSTO! È

PROVENTI E ONERI FINANZIARI, cioè riguarda la gestione finanziaria, perché

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

quel prestito ha generato un costo nei confronti della banca. Possono essere anche

interessi attivi, quando la società ha capitali.

Se c'è un aumento di capitale cosa accade? L'effetto è che i soci devono versare un

capitale, devono sottoscrivere il capitale, e ha un effetto di cassa positivo sull'azienda!

Va registrato!

Tutto questo ha una sua incisività nella gestione finanziaria (bancario e coloro che

portano capitali nella gestione finanziaria).

FLUSSI DI CASSA GESTIONE ACCESSORIA:

Sono marginali, vediamo la variazione del circolante NON OPERATIVO, cioè le voci

che non rientrano nelle ATTIVITÀ CORRENTI DELLA AZIENDA, così come anche

tutto ciò che riguarda gestione degli investimenti non operativi, es. una società si

ritrova un capannone in più e lo affitta, ma i ricavi dell'immobile non appartengono

alla gestione operativa, però danno dei ricavi e vanno nella gestione accessoria.

PRIVATE EQUITY:

Le fonti di finanziamento possono essere interne cioè di autofinanziamento oppure

apporto dei soci, o capitale di terzi (ordinarie o straordinarie).

Private Equity, prima operazione di natura STRAORDINARIA che ha un effetto

sull'EQUITY cioè cambia la compagine azionaria di una società. È una attività di

investimento nel capitale di rischio di società non quotate. Si cambia in modo

definitivo la struttura societaria, i fondi di private Equity sono degli aggregati di

capitale che comprano una partendo tutto il capitale sociale di una azienda, SONO

INTERESSATI AGLI INVESTIMENTI! Raccolgono capitali e li destinano alla

acquisizione di società potenzialmente valide; si entra in una società con del capitale

sociale, i fondi di private Equity hanno delle fasi e alla fine ci sarà la fase di

DISINVESTIMENTO cioè il private Equity dovrà vendere e guadagna. Il suo

guadagno e il guadagno della società annuale e in più la variazione finale del prezzo

di acquisto al prezzo finale. È strategica perché coinvolge una società è l'aspetto

positivo è che al suo interno disporre di qualità in grado disporre sviluppare l'azienda

acquisita attraverso un management qualificato, occorre un direttore generale, direttore

marketing e direttore commerciale; sono figure che un fondo di private Equity

conosce. Il private Equity interviene soprattutto nel ridimensionamento manageriale

evolutivo della azienda perché il suo scopo è GUADAGNARE.

PE­ ASPETTI DEFINITORI:

Se il PE ha una partecipazione di maggioranza, ha una NATURA INDUSTRIALE,

altrimenti ha solo una funzione FINANZIARIA, quindi finanzia ma non esercita il

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

controllo. Cosa può fare? Operazioni di leva finanziaria, fa consulenza su assetti

proprietari e si vedono operazioni di finanziamento e servizi per l'impresa.

Partecipazione > 50% = PE INDUSTRIALE

Partecipazione < 50% = PE FINANZIARIO

STRUTTURE ORGANIZZATIVE:

Un fondo è una raccolta di capitali e viene fatta una raccolta e si costituisce un fondo.

Con questo fondi si inizia a vedere quali sono i potenziali investimenti con quel

capitale raccolto, questo non lo fa il fondo che è un aggregato di capitale, lo fa la

società di gestione del risparmio SGR, che fa Scouting. Hanno la funzione di gestire il

fondo, c'è assoluta autonomia fra capitale del fondo e capitale delle SGR; la SGR e

validità da Banca di Italia che da autorizzazione, dovrà predisporre un programma con

strategie, obiettivi, sviluppo per consentire di valutare l'iniziativa. Ci sono requisiti di

onorabilità e professionalità che i gestori delle SGR devono manifestare.

STRUTTURA FONDI CHIUSI: SGR è ciò che fa andare avanti il fondo, gestisce i

capitali che sono all'interno di questi fondi. SGR gestisce il fondo A (portafoglio di

società A, il fondo A raccoglie capitali da un gruppo di investitori che mettono i loro

capitali nel fondo A, il quale farà attività di Scouting è una volta identificate attività

idonee andrà ad acquisirle, e avrà una serie di partecipazioni; tutto questo è gestito da

SGAR, che può gestire diversi fondi. Il finanziamento è DIRETTO SUL CAPITALE

SOCIALE, quindi il fondo acquista quote del CAPITALE SOCIALE. Il 90% delle

aziende italiane ha meno di 10 dipendenti, questo in America non esiste, sono molto

più grandi rispetto alle italiane. Nel 2009­10­11 ci sono stati tanti fallimenti, i PE

avevano congelato centinaia di migliaia di euro perché non erano in grado di porre in

essere una ristrutturazione aziendale. Molti imprenditori hanno acquistato con capitale

proprio.

CARATTERISTICHE IMPRESA TARGET:

L'impresa target è quella che si vuole acquisire.

­Prospettive di crescita

­Acquisizioni strategiche

­Appartenenza a settori con elevato grado di sviluppo

­Possibilità di realizzo margini stabili e sostenuti

­Fatturato elevato per eventuale quotazione in borsa; una delle ipotesi più importanti è

la quotazione in borsa, quindi i fondi guardano fatturati elevati.

­Buona struttura organizzativa dotata di strumenti di programmazione e controllo. Il

fondo dovrebbe verificare il modello organizzativo dell'impresa; programmazione e

controllo si guardano i margini di contribuzione cioè se le linee di prodotto

funzionano o conviene sostituirle.

Il fondo di PE deve cercare le aziende buone con una capacità espansiva notevole!!!

MODALITÀ DI INVESTIMENTO:

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

Come avvengono gli investimenti, quindi come collochiamo i fondi all'interno della

struttura di un modello di investimento. L'investitore c'è sempre, colui che ha capitale

da investire, è colui che investe direttamente su una determinata azienda, quindi la

prima modalità è INVESTIMENTO DIRETTO. L'investitore può anche investire in un

altro modo: partecipare a un fondo di Private Equity, PE FOUND; la differenza fra un

investimento diretto o fondo in PE, in PE ci sono dei costi, inoltre il fondo PE

diversifica cioè può investire in diverse aziende. La diversificazione permetta

l'attenuazione del RISCHIO. Investimento diretto, se rende, rende tanto, è superiore

rispetto al PE perché non ci sono elementi di costo, ma d'altra parte nel fondo PE ho

un rischio minore perché investo su diverse aziende. RAPPORTO TRA RISCHIO E

RENDIMENTO. TERZA opportunità d’investimento: FUNDS OF FUNDS, cioè un

fondo che interviene in altri fonti, e questa alternativa costa ancora di più, il beneficio

è che il rischio è ancora più attenuato. Ho un’ampissima diversificazione a discapito

dei rendimenti.

Devono esserci attività di valutazione d’investimento e poi la valutazione cioè quanto

vale un investimento.

PROCESSO DI INVESTIMENTO:

­ DUE DILIGENCE E VALUTAZIONE: Radiografia dell'impresa target e delle sue

potenzialità di sviluppo in modo da definirne il valore e quantificarne i prezzi di

acquisto.

­ DEAL STRUCTURING: sono i limiti, le clausole contrattuali stabilite nella vendita.

Il fondo fa una serie di richieste quando interviene, per esempio ripartizione di

profitti, compensi del gestore del fondo, Convenant (SONO DEI LIMITI IMPOSTI

AL MANAGEMENT ES. EBITDA DEVE ESSERE SEMPRE DI UN CERTO

VALORE), struttura del CDA, struttura finanziaria... Ecc.

L'attività più complicata del PE è il MANTENIMENTO DELL'INVESTIMENTO,

bisogna perseguire gli obiettivi quotidianamente. L'attività di monitoraggio è la più

importante!!

­MONITORING: partecipazione determinante alla coorporate governance della

società. Valutazione opportunità strategiche. Valutazione delle opportunità strategiche,

se c'è qualcuno che non è capace l'azienda si rovina, perché il valore che è stato

acquisito deve mantenersi e migliorarsi nel tempo.

­EXIT WAY: 1. Il fondo decide di vendere le azioni una società attraverso le azioni in

borsa, si fa una IPO attraverso una OPV, il fondo quota l'azienda e naturalmente

devono esserci dei requisiti, al fine di quotare una azienda in un mercato

regolamentato occorre che l'azienda rispetti certi elementi dimensionali. I PE sono

sempre orientati ad acquisire aziende di grandi dimensioni! 2. Oppure un PE può

vendere a un altro fondo di PE (SECONDARY SALE). 3. Oppure ipotesi BUYBACK:

chi vende può riacquistare; es imprenditore che necessari un management qualificato

perché non riesce a far emergere la sua azienda, quindi lui ricompra l'azienda diversa

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

da come l'ha ceduta, o può essere effettuato nel caso in cui il fondo non rispetta certe

clausole allora l'imprenditore ha una opzione CALL, cioè delle possibilità, con una

CALL un soggetto ha il diritto di acquistare a un prezzo prestabilito una quantità di

azioni di una società. Chi ha venduto ricompra. 4. WRITE OFF: cioè il fondo di PE fa

un investimento sbagliato e una parte dei capitali versati ai fini di un guadagno hanno

prodotto una perdita.

RIPASSO: PE­­> Aggregato di fondi di capitali destinato all’acquisizione di

aziende non quotate, viene fatto attraverso una società di gestione risparmio

(SGR) che amministra il fondo ed è patrimonialmente indipendente dal fondo.

Investimento diretto

1. Attraverso un fondo

2. Attraverso fondo di fondi

3.

Non esiste una modalità migliore, ma esiste una modalità che corrisponde alla

propensione al rischio dell'investitore.

Fasi del processo di investimento, fino alla dismissione dell'investimento; un

fondo inizia a fare attività di Scouting, guarda cosa c'è nel mercato, fa una

ricerca di mercato e non è una attività semplice. Dopo lo Scouting c'è la DUE

DILIGENCE E VALUTAZIONE cioè analisi della azienda che si ha sotto mano,

è un processo lungo, si fanno dei patti, il fondo entra in azienda e ne fa una

"radiografia" verificando qualsiasi tipo di pericolo possibile, là Due

DILIGENCE è la attività che permette una lettura approfondita di tutta la realtà

aziendale, si va a vedere come è coinvolta l'azienda, si fa una analisi sul valore

dell'azienda. Il fondo di PE guarda la capacità di ritorno dell'investimento e di

generare valore di quel l'investimento, si vedono cioè i flussi di cassa che

quell'investimento genera nel futuro; si guarda TASSO INTERNO DI

RENDIMENTO dell'investimento.

DESL STRUCTURING: Sono gli elementi che contraddistinguono quella

azienda, Sono le clausole (i limiti) contrattuali tra il fondo è la partecipata:

ripartizione profitti

1. Compensi gestore del fondo

2. Covenant

3. Struttura del CDA

4. Struttura finanziaria (non indebitare troppo la società acquisita)

5.

MONITORING: Valutazione delle opportunità strategiche, se c'è qualcuno che

non è capace l'azienda si rovina, perché il valore che è stato acquisito deve

mantenersi e migliorarsi nel tempo.

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

7­ LEVERAGE BUYOUT:

Nasce negli Stati Uniti come una evoluzione di una tecnica di acquisizione già nota,

GOING PRIVATE, è il fattore inverso della quotazione cioè si toglie dalla borsa una

azienda. È una modalità con cui poter acquisire una azienda attraverso il principio di

leva finanziaria. E un'operazione che ha come requisito l'utilizzo del capitale di debito.

È una serie di operazioni finanziarie volte ad acquisire un'impresa (target). Oppure si

compra una parte di società, una divisione. La cosa importante è che questa

acquisizione viene realizzata attraverso il CAPITALE DI DEBITO, garantito dagli

ASSET della azienda che poi diventerà mia e dalla gestione accessoria, cioè ci si

indebita per acquisire la società target. Questo debito bisogna ripagarlo, attraverso i

CASH FLOW generati dalla azienda acquisita. Gli elementi che contraddistinguono

un Leverage Buyout:

E una forma di acquisizione societaria, (shell company, new company). Si crea

1. un veicolo societario.

Si acquisisce la maggioranza di una società attraverso un forte orientamento al

5. capitale di debito garantito dagli ASSET della società ed è stimato rispetto alla

capacità della società acquisita di generare flussi di cassa.

Ha probabilità di andare a buon fine solo se l'impresa genera liquidità

6. sufficiente per ripagare il debito nei primi anni, e la società è attraente per altri

acquirenti mano mano che il buyout si perfeziona.

QUINDI: RISTRUTTURAZIONE PROPRIETARIA, SI MODIFICA IL NUCLEO

DEI SOCI E SI USA LA LEVA FINANZIARIA, SI VEDE IL PRINCIPIO DI LEVA

FINANZIARIA CIOÈ SI INDEBITA L'AZIENDA È SI TIENE D'OCCHIO LA

CAPACITÀ DI GENERARE RICCHEZZA DELLA AZIENDA.

I soggetti coinvolti:

soggetto proponente, cioè chi ha l'idea. Può essere per esempio un'altra società

1. che compra un'altra società e si chiama CORPORATE BUYOUT. Oppure

MANAGEMENT BUYOUT/BUYIN, ha avuto successo in Emilia Romagna, in

cui i dipendenti si mettono insieme e rilevano l'azienda in cui prima erano

dipendenti, però un dipendente non ha sicuramente milioni di euro per

comprare la azienda allora si esercita il LEVERAGE BUYOUT, quindi un

gruppo di dipendenti si mettono insieme. FAMILY BUYOUT, nel 1902 ci fu un

fondatore di una azienda che ebbe sei figli e venne diviso in sei parti, i sei figli

ebbero ognuno sei figli, di quei trentasei, trenta fecero tre figli l'uno. Il 100%

della società è diventato frazionato. In quella azienda lavorano in tre che hanno

nemmeno il 5%, quindi si è fatto un ridisegno della struttura societaria, che va

a collocarsi all'interno di una ridefinizione dei pesi familiari, quindi FAMILY

BUYOUT. CHI PROPONE L'ACQUISIZIONE DELLA TARGET, I QUALI

APPUNTI FINANZA AZIENDALE

ESPLORANO IL MERCATO PER VEDERE CHI PUÒ AIUTARLI. La

dimostrazione da dare a terzi che il soggetto proponente crede nell'operazione è

SE PARTECIPA IN QUALCHE MODO ALLA ACQUISIZIONE DELLA

TARGET: se il capitale e 100, la banca gli dà una buona parte, non tutto è

quindi per dimostrare che il soggetto proponente ci crede deve mettere una

parte del capitale in termini di EQUITY, e finanzia la New Co insieme ad altri

soggetti (investitori finanziari) che lo aiuteranno.

Investitori finanziari, soggetti che hanno capitale e mettono del capitale

7. EQUITY nella New Co, (cioè il veicolo societario destinato alla acquisizione

della società target che si vuole comprare). La New Co compra la Target. NEW

CO: SOGGETTO PROPONENTE+INVESTITORI. La New Co è vuota, ha

EQUITY e debito, serve solo per comprare la società target. Quando ho

raccolto il capitale per l'acquisizione della target, nel patrimonio della New Co

avrò una parte di EQUITY quindi un patrimonio netto è un DEBITO nei

confronti del sistema bancario/finanziario, e poi avremo CASSA.

Finanziatori, cioè il soggetto che apporta capitale di debito. Finanziano la New

8. Co.

Nel momento in cui si compra la target, la cassa della NEW CO va nelle tasche dei

vecchi soci, quindi la cassa non c'è più. Perché si pagano i vecchi soci che hanno

venduto le azioni che ora sono della New Co, quindi il patrimonio delle New Co sarà:

immobilizzazioni finanziarie per 100 (investimento), nel passivo il debito e il

patrimonio netto derivato dal conferimento di EQUITY.

Il debito come si ripaga?? MERGER (importante)

Si fa una fusione tra New Co e società target, diventano UNA SOCIETÀ. I patrimoni

si SOMMANO, e quindi se là target aveva debito 0, dopo la fusione si trova un debito

generato dal debito della New Co. La fusione è INVERSA, perché la New Co è la

Holding e compra là target, la target prenderà il nome della New Co, però la New Co

non è niente quindi il nome del nuovo aggregato societario avrà lo stesso nome della

Target.

I DEBITI CHE AVEVAMO PER LA REALIZZAZIONE DELLA ACQUISIZIONE

DELLA TARGET VENGONO RIPAGATI DAI FLUSSI DI CASSA DELLA

STESSA TARGET. PERCHÉ IL DEBITO SARÀ NELLA TARGET QUINDI

DOVRÀ RIPAGARLO. CHI COMPRA FA PAGARE ALLA SOCIETÀ ACQUISITA

IL PROPRIO DEBITO.

REQUISITI DI FATTIBILITÀ:

Se là target è estremamente indebitata questa operazione non si può fare, non deve

vivere una situazione di leva finanziaria ALTA. Perché non si riuscirebbe a ripagare,

non ci sarebbero investitori disponibili. A seguito della fusione, il nuovo soggetto deve

essere in grado autonomamente di rimborsare il debito per l'operazione di

LEVERAGE BUYOUT, quindi deve esserci un principio di

COMPATIBILITÀ FINANZIARIA, il debito deve essere rimborsato dal nuovo

1. aggregato.


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche e letterature straniere
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.vitale di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Giardina Massimo.

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