Finanza aziendale
Introduzione al corso
Corso: Economia e gestione delle imprese turistiche
Prof. Macauda
La finanza aziendale si occupa dell’acquisizione e dell’impiego di capitale, prendendo i dati dalla ragioneria e combinandoli in modo tale da verificare se l’impresa produce o meno ricchezza. I suoi ambiti applicativi sono:
- Valutazione strategie
- Valutazione imprese
- Gestione capitale circolante
- La struttura delle fonti
Finanza tradizionale e finanza allargata
Si è parlato di finanza tradizionale e finanza allargata. In quest’ultimo caso ci si occupa sia della provvista che dell’impiego di capitale, nel primo caso solo della provvista di capitale.
Bilancio e riclassificazione
- Bilancio
- Riclassificazione stato patrimoniale
- Riclassificazione conto economico
Indici di redditività
- Costo capitale proprio
- Decisioni di investimento
- Valutazione dell’impresa
- Struttura finanziaria delle fonti
Quando si effettua un’analisi, si prendono in considerazione almeno gli ultimi tre anni. Non si considerano le cifre decimali ed è fondamentale valutare l’attendibilità dei dati, in modo particolare di:
- Stato patrimoniale
- Conto economico
- Nota integrativa
- Ammortamento
Direttiva e riclassificazione
Si basa sulla IV direttiva CEE. Per il nostro lavoro occorre riclassificare questi documenti per ottenere una visione più chiara. Riclassificare significa riscrivere il bilancio in una forma che ci permette di ottenere le opportune informazioni. Con ciò non significa che i dati sono contro legge ma, rispettando essa e i principi contabili, può accadere che un’azienda ottenga un utile più basso o più alto in base alla scrupolosità o meno di chi redige il bilancio. A noi interessa non il valore dell’utile, ma come esso è stato generato.
Immobilizzazioni e valutazioni
Le immobilizzazioni sono iscritte al costo storico; dunque, un’impresa nata oggi avrà un costo più alto rispetto a un’altra nata ieri. Ciò comporta che l’impresa più vecchia calcolerà ammortamenti su un costo più basso, generando un utile più alto e una sopravalutazione dei relativi indici come ROE e ROI. L’azienda nuova, invece, avrà valori più coerenti con il mercato generando un utile più basso. Si capisce che il confronto tra i relativi indici non sarebbe coerente, per questo motivo, prima di procedere all’analisi, occorre portare questi valori al prezzo di mercato.
Metodi di valutazione delle scorte
Per valutare le scorte ci sono vari metodi tra i quali LIFO e FIFO che non restituiscono lo stesso risultato. Con il primo, otteniamo valori più bassi poiché l’ultimo entrato è il primo uscito; di conseguenza, rimangono in magazzino le materie più vecchie che avranno probabilmente un valore più basso, viceversa con il FIFO.
Oneri pluriennali e capitalizzazione
Gli oneri pluriennali fanno riferimento alla capitalizzazione; in presenza di quest’ultima si ottiene un utile più alto in quanto il totale di tali costi è inserito nello stato patrimoniale, incidendo di anno in anno mediante l’ammortamento. Viceversa, se non si effettua la capitalizzazione, l’utile sarà più basso poiché gli oneri tolti sono contabilmente i crediti possono essere riconosciuti solo quando si verificano determinate condizioni.
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