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RU = RE E/E+D + RD D/E+D

Risolvendo l'equazione in RE otteniamo la seconda proposizione di Modigliani Miller:

RE = RU + (RU-RD) * D/E

Se un'impresa è finanziata sia con capitale proprio, sia con debito, allora il rischio delle sue attività sottostanti corrisponderà al rischio di un portafoglio costituito dal suo capitale proprio e dal suo debito, ossia alla media ponderata del costo del capitale proprio e di debito dell'impresa:

RU = RE*E/E+D + RD*D/E+D

Poiché siamo in presenza di mercati di capitali perfetti, non ci sono imposte, perciò l'RWACC coincide con il costo del capitale unlevered dell'impresa (RU).

Dal grafico sottostante cerco di illustrare gli effetti di un crescente ricorso alla leva finanziaria sul costo del capitale proprio, del capitale di debito e sul WACC.

Al crescere della quota finanziata dall’impresa con debito, il capitale proprio ed il capitale di debito diventano entrambi più rischiosi, quindi il loro costo del capitale aumenta. Tuttavia, poiché il debito (a costo inferiore) ha un peso maggiore, il costo medio ponderato del capitale rimane costante.

Ricordo che è possibile calcolare il valore di un'azienda scontando i flussi di cassa futuri usando il WACC. Pertanto, dato che questo rimane costante al crescere della leva finanziaria, è confermata la prima proposizione di MM: Il valore complessivo di un'azienda non dipende dalle sue scelte di finanziamento.

RU = RE E/E+D + RD D/E+D

Risolvendo l’equazione in RE otteniamo la seconda proposizione di Modigliani Miller:

RE = RU + (RU-RD) * D/E

Se un’impresa è finanziata sia con capitale proprio, sia con debito, allora il rischio delle sue attività sottostanti corrisponderà al rischio di un portafoglio costituito dal suo capitale proprio e dal suo debito, ossia alla media ponderata del costo del capitale proprio e di debito dell’impresa:

RU = RE*E/E+D + RD*D/E+D

Poiché siamo in presenza di mercati di capitali perfetti, non ci sono imposte, perciò l’RWACC coincide con il costo del capitale unlevered dell’impresa (RU).

Dal grafico sottostante cerco di illustrare gli effetti di un crescente ricorso alla leva finanziaria sul costo del capitale proprio, del capitale di debito e sul WACC.

Al crescere della quota finanziata dall’impresa con debito, il capitale proprio ed il capitale di debito diventano entrambi più rischiosi, quindi il loro costo del capitale aumenta. Tuttavia, poiché il debito (a costo inferiore) ha un peso maggiore, il costo medio ponderato del capitale rimane costante.

Ricordo che è possibile calcolare il valore di un’azienda scontando i flussi di cassa futuri usando il WACC. Pertanto, dato che questo rimane costante al crescere della leva finanziaria, è confermata la prima proposizione di MM: Il valore complessivo di un’azienda non dipende dalle sue scelte di finanziamento.

RISCHIO SPECIFICO — RISCHIO SISTEMATICO

E BETA STORICO

In ogni periodo, il rischio di detenere un’azione è che i suoi dividendi più il valore finale siano più alti o più bassi di quelli attesi. Solitamente i prezzi delle azioni e i dividendi fluttuano per due diverse ragioni:

  • Notizie specifiche sull’impresa, ovvero buone o cattive notizie riguardanti l’impresa stessa;
  • Notizie riguardanti il mercato, che si riferiscono all’intera economia nel suo complesso e quindi hanno ripercussioni su tutte le azioni.

Le fluttuazioni nel rendimento di una azione che sono dovute a notizie specifiche sull’impresa sono rischi indipendenti. Questi rischi non sono correlati tra le azioni delle varie imprese. Questo tipo di rischio è indicato come rischio specifico dell’impresa, caratteristico o diversificabile.

Le fluttuazioni nel rendimento di un’azione dovute a notizie riguardanti il mercato rappresentano un rischio comune. Questo tipo di rischio è anche detto rischio sistematico, non diversificabile o di mercato.

Quando si riuniscono molte azioni in un portafoglio di grandi dimensioni, il rischio specifico dell’impresa per ogni azione si compensa e viene diversificato. Buone e cattive notizie avranno conseguenze su alcune azioni particolari, ma l’ammontare generale di buone e cattive notizie sarà relativamente costante. Il rischio sistematico, contrariamente, avrà ripercussioni su tutte le imprese e quindi sull’intero portafoglio. Quindi non è diversificabile.

GRAFICO:

piccole le imprese di tipo S presentano solo un rischio sistematico, la volatilità del portafoglio non si riduce all’aumentare del numero di azioni

le imprese tipo I presentano un mix di entrambi i tipi di rischi, perciò il rischio del portafoglio diminuisce con la diversificazione ed è eliminato il rischio specifico, mentre

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giiuuulia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Erzegovesi Luca.
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