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Finanza aziendale, analisi finanziaria e corporate finance

Alessandro Giovanni Grasso lezione 1

La lettura del bilancio per l’analisi della situazione aziendale

La situazione patrimoniale di una generica società inizia dai crediti verso soci e prosegue con le immobilizzazioni. Perché il legislatore, come prima informazione del bilancio patrimoniale (SP), richiede che sia riportato l’eventuale credito che la società ha nei confronti dei soci? In alcuni casi non esistono crediti verso soci. Per i conferimenti in denaro nei confronti dei soci, non vi è la necessità di conferire tutto il capitale al momento della costituzione. La prima voce dipende dal fatto che per un eventuale soggetto che vuole entrare, sapere che i soci credono nell’azienda e vedere che l’hanno finanziata interamente lo incentiva ad entrare perché dimostrano fiducia e si privano del patrimonio personale per metterlo nell’azienda.

Il capitale potrebbe non essere effettivamente versato e il terzo (che è in genere il finanziatore) deve esserne a conoscenza. La fiducia è un elemento talmente importante che il legislatore non lo mette all’interno ma alla prima voce: se la voce è zero vuol dire che il capitale è stato tutto versato. Da questo si può dedurre il livello di coinvolgimento da parte dei soci. Le immobilizzazioni rappresentano l‘investimento in capitale fisso, quindi gli investimenti in fattori produttivi che ho acquistato e di cui sono diventato proprietario e che ancora non ho consumato; non sono gli investimenti fatti in giornata, ma sono investimenti di cui sono proprietario e che non ho ancora consumato in quella data.

Gli investimenti intangibili sono le immobilizzazioni immateriali, quelli tangibili sono le immobilizzazioni materiali e gli investimenti finanziari sono rappresentati da operazioni finanziarie con crediti o partecipazioni. Guardando la tabella possiamo dire che la società dal 2015 al 2019 è passata da 6 milioni di euro di investiti ad avere 20 milioni di investimenti, quindi è triplicata.

Riusciamo a capire che tipologia di azienda abbiamo davanti a noi? È un’azienda che ha bisogno di fare ricerca e sviluppo? Opera in un settore tradizionale? Svolge l’attività con uno o più soggetti giuridici (società che vende all’Italia ma anche all’estero e quindi ha fondato un’azienda anche che vende in loco)? Potrebbe essere un intermediario, ma è difficile che lo sia perché vengono specificati gli investimenti in impianti ed attrezzature, quindi in beni materiali.

Attivo circolante: totale rimanenze, materie prime (non può essere intermediario), vado a vedere crediti verso clienti per capire se è azienda con incasso in contanti: ci sono crediti dentro l’esercizio e sono dentro l’esercizio. Se il credito deriva da un’operazione di compravendita, e quindi è una dilazione di pagamento, va inserito nell’attivo circolante; se invece il credito ha natura di finanziamento, deve essere collocato tra le immobilizzazioni finanziarie distinguendo tra la parte del credito incassabile entro il prossimo esercizio e la parte del credito che potrà essere incassato entro l’esercizio successivo.

È un’azienda industriale che ha materie prime ma non ha materie finite e tutto ciò che produce è in grado di vendere e lo venderà direttamente o indirettamente attraverso le proprie controllate che pagheranno con dilazioni di pagamento o in contanti. Dal 2015 al 2019 ha effettuato investimenti? Posso guardare due elementi: il magazzino, che in questo caso cresce (ed è di materie prime) e i crediti commerciali: quindi le mie aspettative sono per un’azienda che ha fatto investimenti in capitale fisso e in circolante, i crediti (verso terzi + verso controllate) sono passati da 12 milioni a 55 milioni: se ha fatto più crediti mi aspetto che l’azienda abbia fatto più ricavi. Se il credito aumenta, mi auguro che aumentino i ricavi e che offra più crediti. Se i ricavi invece non aumentano vuol dire che l’azienda deve allettare i clienti ovvero portare alla clientela a fare pagamenti più lunghi: significa che l’azienda sta facendo fatica nelle sue politiche di vendita.

Le disponibilità liquide sono aumentate: l’azienda ha conti correnti bancari attivi. La società ha una liquidità prontamente spendibile che è cresciuta.

Passivo: patrimonio netto, totale fondi rischi, trattamento fine rapporto. Patrimonio netto passa da 4 milioni a 48 milioni: il patrimonio netto per quali motivi può crescere? Tre motivi:

  • Gli azionisti partecipano all’aumento del capitale sociale: in questo caso l’aumento viene versato subito perché i crediti verso soci sono a zero.
  • Il patrimonio può aumentare per rivalutazioni: applicazioni di politiche contabili.
  • Attraverso la gestione dell’azienda, attraverso l’utile che poi non verrà ridistribuito tra i soci.

In questo caso il capitale sociale aumenta nel 2016: può essere fatto in due modi: a pagamento, ovvero i soci sottoscrivono nuove azioni e le pagano, o gratuitamente, il che significa che le riserve che avevo patrimonio netto vengono trasformate in capitale sociale: l’aumento può essere alla pari o sopra la pari.

Come faccio a capire se è aumento alla pari o sopra la pari? Dobbiamo considerare la riserva sovrapprezzo. Gli azionisti hanno pagato per incrementare il capitale sociale non 250 mila euro ma 14 milioni e 400 mila euro e hanno fatto riferimento a una modalità di aumento di capitale sociale con sovrapprezzo: non ho azzeramento di altre riserve e quindi non si parla di aumento gratuito. Quindi patrimonio netto è aumentato con soldi che gli azionisti hanno versato e per effetto dell’utile di esercizio e siamo in grado di dire se nel 2019 è stato distribuito un dividendo che vale sull’anno precedente, quindi 2018. È stato distribuito un dividendo a valere sul 2018.

L’azienda ricorre a finanziatori esterni? Guardiamo i debiti. I finanziatori più presenti sono banche e anche fornitori: un’azienda che sta investendo e questi sono stati finanziati da azionisti che hanno portato dentro e lo stanno lasciando (non tutti distribuiti) e da fornitori e da banche. Se mi aspetto che i ricavi siano cresciuti per effetti dei crediti anche gli acquisti di materie prime sono aumentate e il processo di finanziamento dovrebbe collegarsi a fornitori che non mi fanno pagare in contanti ma che mi concedono dilazioni di pagamento: mi creo anche l’aspettativa che siano aumentati anche i costi. I ricavi sono aumentati, sono aumentati i costi per processi di produzione, commercializzazione e amministrativo e possiamo vedere come mentre nel 2015 erano ricavi per coprire i costi, nel 2019 abbiamo una società che a fronte di costi che sono aumentati riesce a generare maggiori ricavi incrementando la forbice e facendo un margine di 11 milioni di euro.

Utile d’esercizio cresce in larga parte per effetto del maggior margine che la società è stata in grado di produrre. La società non ha business focalizzato in Italia, le perdite su cambi ci fanno pensare a un business extra euro. Possiamo affermare che l’impresa sia più capital intensive perché ha investimenti in capitale fisso rispetto a labour intensive (se pensiamo ad una società che sviluppa il fatturato con pochi dipendenti possiamo dire che è più capitale intensive).

Lezione 2

Riclassificazione di bilancio

Puntualizzazioni: l’analisi di bilancio è utile nel momento in cui si può effettuare un confronto temporale e quindi mettendo in relazione anni differenti, oppure un confronto spaziale e quindi ponendo in relazione imprese che sono omogenee perché appartengono allo stesso settore per poter effettuare un confronto; l’analisi di bilancio quindi serve per poter meglio interpretare quelle che sono le performance dell’azienda che abbiamo in oggetto, cercando di comprendere le diverse aree della gestione che hanno determinato quel risultato e quindi anche il grado di incidenza che la singola area della gestione ha avuto sulla performance dell’azienda, in modo tale, attraverso il processo di interpretazione, di giungere a poter esprimere un giudizio.

Un giudizio sull’azienda nel suo complesso o su particolari elementi che riguardano l’azienda. In questo senso, l’utilità dell’analisi di bilancio è poter andare più in profondità. Il processo di analisi è un processo di stratificazione, dove la punta dell’iceberg è il quoziente e quindi può essere utilizzato solo avendo ben chiaro il processo che ha portato a quel valore.

L’analisi di bilancio quindi:

  • Serve per conoscere la situazione patrimoniale, con la quale intendiamo la tipologia di investimenti effettuati dall’azienda.
  • Serve anche per comprendere la situazione finanziaria, ovvero come l’azienda finanzia quegli investimenti.
  • Serve per comprendere quegli investimenti e quelle fonti di finanziamento e che impatti hanno a livello economico, e se producono un surplus o se non si arriva ad un risultato positivo.
  • Serve quindi per conoscere la situazione economica.

In sintesi, l’analisi di bilancio ci è utile per poter interpretare i risultati dell’azienda. Un aspetto molto importante è l’orizzonte temporale, tipicamente l’analisi di bilancio viene effettuata a consuntivo, quindi si prende l’ultimo bilancio di esercizio approvato, si prende una situazione intermedia (relazione trimestrale, relazione semestrale) e la si confronta con il periodo precedente. L’utilità maggiore la si ha non tanto nell’uso consuntivo ma nell’ottica previsionale, sulla base di una modalità che si può sintetizzare in termini di “what if..” (cosa accade se..), in modo tale da poter valutare ex-ante (prima) di andarle a compiere quelle che possono essere le scelte strategiche e gli impatti che queste scelte avranno.

Esempio: Proviamo a pensare che la nostra azienda abbia un indebitamento bancario dove le condizioni di tasso sono a tasso variabile, e che quindi l’effettiva onerosità è dipendente dall’andamento di un parametro, il parametro a cui è indicizzato lo spread che ci viene applicato per il nostro finanziamento. Ipotizziamo poi, che questo parametro dipenda da quella che è la nostra situazione in termini di fonti di finanziamento; questo vuole dire che se il parametro è agganciato alla nostra struttura finanziaria, ne deriva che questo parametro assumerà valori più alti (per noi peggiorativi) nel momento in cui la nostra struttura finanziaria sarà considerata più rischiosa.

Una situazione finanziaria è considerata più rischiosa nel momento in cui, l’incidenza tra le fonti di finanziamento dei capitali presi a prestito (ovvero i debiti) è più elevata. Ipotizziamo quindi una situazione dove attualmente noi paghiamo sul nostro finanziamento bancario un tasso bancario che è rappresentato dall’1%; l’1% che è il nostro parametro + uno spread che per semplificare supponiamo uguale a zero. Questo tasso è un tasso variabile e che quindi viene determinato in funzione di alcuni parametri, e ipotizziamo che l’anno scorso questo tasso fosse pari all’1% perché la nostra struttura finanziaria mostrava che i debiti finanziari, sul totale delle fonti di finanziamento erano il 30%.

Il nostro direttore finanziario ha dimenticato questa situazione e quindi sta valutando se poter costruire un nuovo capannone ricorrendo a una forma di finanziamento chiamato leasing finanziario; valuta il progetto di investimento, ovvero il capannone, trova che le condizioni di finanziamento relative al leasing su quel capannone sono accettabili e di conseguenza firma il contratto. Questo cosa comporta? Il leasing per la nostra azienda è una fonte di finanziamento? Sì, quindi se noi avevamo un rapporto debiti finanziari su totali passività (e quindi fonti di finanziamento) pari al 30%, il nuovo leasing finanziario farà aumentare lo stock di debiti finanziari e quindi farà aumentare l’incidenza che i debiti finanziari nel loro complesso hanno sul totale delle fonti di finanziamento; se è così, l’azienda da un punto di vista finanziario ha modificato la sua rischiosità? Sì, ricorrendo a una maggior quota di debiti finanziari per le informazioni che abbiamo a nostra disposizione, l’azienda risulta più rischiosa finanziariamente.

Questo sul resto dei finanziamenti di cui l’azienda gode ha un impatto peggiorativo, questo vuole dire che quando si andrà a determinare il tasso di interesse da applicare al restante indebitamento finanziario, questo tasso di interesse sarà maggiore. Questo sulla gestione ha un impatto, ovvero il nostro direttore finanziario si ritroverà con una maggiore onerosità del debito finanziario, sia perché si sono aggiunti gli oneri finanziari sul capannone, sia perché il debito finanziario pre-esistente costerà di più, più dell’1%.

Un bravo direttore finanziario è colui che valuta prima di mettere in atto le scelte, i potenziali impatti che le scelte avranno per verificarne la sostenibilità. La sintesi è che è molto importante applicare l’analisi di bilancio al consuntivo ma soprattutto è molto importante ribaltarla in ottica previsionale.

La procedura dell’analisi

Se dovessimo stilizzare i passi con cui effettuare l’analisi di bilancio potrebbero essere stratificati in quattro punti elenco:

  • Giudizio di correttezza sui dati riportati nel bilancio di esercizio.
  • Riclassificazione del bilancio. Il bilancio di esercizio, per come è redatto, presenta dei limiti, e allora bisogna procedere con una fase intermedia ovvero con la riclassificazione. Con riclassificazione non si intende creare nuovi valori, ma si intende spostare i valori dalla collocazione originaria nel bilancio di esercizio in una nuova collocazione che permetta di avere aggregati più utili per:
  • Scelta delle tecniche di analisi (per margini, per indici, per flussi).
  • Formulazione di un giudizio sul risultato ottenuto. Il giudizio lo si può formulare solo avendo ben chiaro che cosa esprime quell’indicatore, quel quoziente e quel flusso di cassa, e come è stato determinato; quindi i valori che vi sono dietro, i quali si possono comprendere solo attraverso l’analisi di bilancio e prima ancora la lettura del bilancio stesso.

Com’è strutturato il bilancio di esercizio

Il bilancio di esercizio si compone di tre prospetti che sono rappresentati dallo stato patrimoniale, dal conto economico e dal rendiconto finanziario; sono tabelle e queste tabelle sono arricchite della nota integrativa che presenta informazioni, le quali spiegano i criteri di valutazione che sono stati utilizzati e forniscono ulteriori informazioni che dalla lettura delle tabelle non potrebbero essere ottenute. In casi poi più virtuosi abbiamo la relazione sulla gestione. Casi più virtuosi perché comunicare comporta fatica, comporta costi e se non sono obbligato non ha senso sopportare quel costo; dunque, se non è obbligatorio e io lo faccio è perché ne ho una utilità, voglio apparire bravo, produco la relazione sulla gestione; ho bisogno di fornire più informazioni ai miei portatori di interesse, redigo la relazione sulla gestione.

Si tratta poi di capire cosa è contenuto nella relazione sulla gestione, si fa quello che viene chiamato “free riding sovente” ovvero un comportamento opportunistico; quindi per esempio nella relazione sulla gestione utilizzo informazioni colte dalla relazione della Banca d’Italia che parlano della situazione congiunturale italiana e per esempio internazionale, per poi occupare poca parte della relazione sulla gestione per quanto riguarda la descrizione della mia azienda. Allora questo comportamento opportunistico mi fa pensare, dalla lettura della relazione sulla gestione, che il valore aggiunto che mi fornisce è poco perché non mi spiega ulteriormente l’azienda.

Il rendiconto finanziario è un documento che è stato introdotto solo recentemente, in termini di obbligatorietà, e che ha una funzione fondamentale; permette di rispondere a una semplice domanda, guardando l'azienda come fosse un salvadanaio in cui il denaro entra e da cui il denaro esce, si vuole capire se all’interno di un orizzonte temporale questo salvadanaio è cresciuto o si è ridotto. Quindi si vuole andare a comprendere se l’azienda ha conseguito un surplus (entrate rispetto alle uscite) o se ha dovuto sopportare un deficit (uscite maggiori che le entrate).

In ottica consuntiva ha molta utilità effettuare quella che viene chiamata pianificazione e quindi redigere una sorta di rendiconto finanziario che possiamo chiamare budget di cassa, per comprendere quale sarà la situazione con riferimento al punto di vista monetario dell'azienda.

I destinatari del bilancio

Chi sono i portatori di interesse del nostro bilancio di esercizio? E il bilancio di esercizio cos’è? È la sintesi di 365 giorni di gestione dell’azienda e quindi è un documento che serve all’azienda per comunicare con l’esterno. I portatori di interesse sono soggetti che stanno al di fuori dell'azienda e quindi sono soggetti esterni, ma possono essere anche soggetti interni.

I soggetti esterni:

  • I soci e ancor di più i soci di minoranza, che non sedendo dentro il consiglio di amministrazione dell'azienda possono cogliere le dinamiche aziendali attraverso la lettura del bilancio di esercizio.
  • I finanziatori, le banche, i fornitori che prima di entrare in affari con l’azienda cercano di analizzare il bilancio.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/09 Finanza aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eli142 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Finanza aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia o del prof Grasso Alessandro Giovanni.
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