Prof. RAVAGNAN 11 Novembre
2019 IPO
Introduzione
L’IPO (Initial Public Offering) è una operazione attraverso cui titoli finanziari
vengono offerti al pubblico indistinto per la 1° volta, con la prospettiva che se ne
sviluppi un mercato liquido (Ritter, 1997).
Questo è un concetto che ci porteremo dietro per tutto il corso ovvero la liquidità, un
mercato ha senso solo se liquido.
Cosa si intende per “mercato liquido”? si intende un mercato in cui si possono
compravendere azioni sul mercato con delle regole certe, creando dei contratti e
sapendo che la tua scelta di comprare e vendere il titolo non cambi ragionevolmente il
valore del titolo stesso.
Una delle definizioni di liquidità è quella di “possibilità di negoziare strumenti finanziari
prontamente e con costi espliciti e impliciti contenuti.
Costi espliciti di una transazione in borsa sono i costi che sono legati
all’utilizzo del broker piuttosto che alla piattaforma, che oggi tendono allo zero;
Costi impliciti per una negoziazione in borsa è il costo che il fatto che si faccia
l’operazione ha sul titolo, o meglio se io ho un titolo che scambia tanto, il fatto
che io decida di comprare/vendere una quantità di titoli contenuta non cambia
quanto vale il titolo, ciò significa che il titolo ha una buona liquidità, se invece
ho un titolo “sottile” quindi ho pochi scambi e il fatto che io decida di
comprare e vendere una quantità normale di titoli faccia cambiare il prezzo del
titolo, significa che il titolo è poco liquido.
Oggi non si può parlare di mercato liquido, ma si può parlare di titoli liquidi e meno
liquidi.
L’IPO è un’operazione mediante la quale i titoli vengono commercializzati per la prima
volta, parliamo di mercato primario.
IPO è un’operazione di commercializzazione e vendita di un prodotto: questo prodotto
si chiama Equity.
Cosa succede con una IPO? In IPO una società si quota in borsa, vende al mercato
azionario, dunque agli investitori, le proprie azioni che possono arrivare da:
un aumento di capitale (vendita di equity in aumento di capitale), in questo
caso le risorse che la società reperisce andranno a finanziare la società, cresce il
capitale cresce il valore dell’azienda.
un altro caso può essere un’IPO in cui le azioni della società vengono vendute e
il denaro che raccolgo finanziano l’uscita parziale/totale di un socio
L’IPO è un PROCESSO DI VENDITA e questo è importante perché le dinamiche di un
processo di vendita sono sempre le stesse, cioè c’è chi compra, chi vende, c’è il
mercato e ci sono delle regole che devono essere applicati affinché il tutto funzioni
correttamente.
Gli ACQUIRENTI possono essere suddivisi in 2 macrocategorie: 1
Investitori retail: che hanno un conto titoli e decidono in che titoli investire;
Investitori istituzionali che hanno delle categorie ben definite da MIFID e che
quindi definiscono chi ha queste caratteristiche.
Questa divisione degli investitori è importante in quanto, per la tutela dell’investitore,
tutte le regole che cercano di tutelare quest’ultimo, vedremo come gli investitori retail
tendono ad essere più tutelati rispetto agli investitori istituzionali, questo perché si
parte dal presupposto che l’investitore retail abbia meno informazioni e una
preparazione inferiore rispetto ad un investitore istituzionale e per tali ragioni certi
casi ci sono titoli che non può negoziare o in altri casi deve avere una tutela maggiore.
Esempio Si pensi alla crisi dei bond Argentini, che è stata una delle prime grandi
crisi finanziarie che aveva toccato il mercato retail italiano, questo perché molti retail
si facevano convincere a comprare tali bond che rendevano tantissimo.
Da ciò in Europa è nata una normativa con lo scopo di tutelare l’investitore retail,
quindi di classificare i prodotti finanziari in modo che alcuni vadano bene per tutti e
altri debbano essere demandati solo ad investitori istituzionali.
Borsa: luogo dove domanda e offerta di valori mobiliari si incontrano dando vita ad
uno scambio o negoziazione Il luogo dove si svolge questo scambio è la Borsa, non vi
è solo un mercato ma ci sono diversi mercati.
MTA (Mercato Telematico Azionario), che è il mercato principale italiano, dal
2006/2007 ha avuto 48 IPO, dopo il 2007 fino ad oggi sono state 46, questa non è
storia economica, perché?
1. perché innanzitutto si parla di cicli economici,
2. perché nel frattempo è nato il mercato AIM, dove si sono quotate una 50ina di
PMI negli ultimi due anni;
3. perché inoltre l’incontro fra le aziende e il patrimonio gestito è fondamentale
per lo sviluppo di un paese e delle aziende e per quanto la Borsa non sia un
optimum non perfette, non vi sono altre forme migliori su cui far incrociare le
esigenze di investitori di investire e quelle delle aziende di raccogliere risorse
per la crescita. 1.PERCHÉ QUOTARSI E PERCHÉ NO
Principali motivazioni per l’IPO
IPO è un momento fondamentale per un’impresa, è un momento topico della vita
aziendale.
Le principali motivazioni sono:
CASH IN
La prima motivazione è reperire denaro, con la quotazione in Borsa, aumento
capitale sociale, quindi emetto le relative azioni per reperire risorse che vanno a
finanziare la mia società. Quindi in questo caso parliamo di Raccolta di
capitali dal mercato per sostenere gli investimenti e i piani di sviluppo:
Finanziare i nuovi progetti e l’espansione delle attività
o Rafforzare la struttura finanziaria
o Disporre di un canale di finanziamento alternativo all’indebitamento
o bancario: vedremo come in Italia il mondo bancario la fa da padrone; 2
Potenziare la struttura tecnica, commerciale e produttiva
o
Chiaramente le diverse tipologie di risorse non sono in concorrenza, risorse bancarie
vs risorse del mercato, ma anzi l’una può chiamare l’altra.
CASH OUT
La seconda motivazione è il CASH-OUT se faccio un’operazione in aumento di
capitale le risorse finanziano la società, se invece l’IPO è in vendita le risorse
liquidano alcuni soci della società.
Possibilità per gli azionisti di monetizzare parte del proprio
investimento:
Diversificazione del patrimonio: quando c’è un socio al 100%
o un’operazione del genere può essere utile per diversificare il patrimonio,
tradizionale è anche un investimento da parte di PE con l’uscita dello
stesso con la quotazione in borsa.
Agevolazione del passaggio generazionale
o Realizzazione dell’investimento nel caso di presenza di un
o investitore istituzionale
Ad esempio, quando ci sono le privatizzazioni dello stato, l’obiettivo di una società
pubblica di andare in borsa è quello di far cassa quindi nelle privatizzazioni 9 casi su
10 parliamo di cash-out, quasi mai di cash-in.
Altre motivazioni:
BUY: Possibilità di pagare eventuali acquisizioni anche con azioni della Società
L’IPO ti dà la possibilità di fare acquisizioni carta vs carta, in quanto si ha in
mano uno strumento per acquisire un'altra società. Considerare che il 90% delle
PMI che si quotano fra le motivazioni mettono il fare da polo aggregante, quindi
di fare acquisizioni.
PASSAGGIO GENERAZIONALE: oggi è un tema all’interno della PMI italiana. Ci
sono temi di passaggio generazionale molto importanti e L’IPO aiuta in quanto
dà un valore certo ad un asset che fino alla quotazione non ha un valore certo.
Esempio: quanto vale Alpha S.p.a.? si possono usare diversi metri di valutazione
ma non vi è un valore certo, che invece fornisce la Borsa.
BRAND: Rafforzamento della visibilità post quotazione della Società e
del suo marchio, al fine di:
Espandere il business
o Accrescere lo standing creditizio
o Accrescere la forza contrattuale nei confronti di clienti e fornitori
o Attrarre personale di valore e organizzazione interna maggiormente
o strutturata
Facilitare l’internazionalizzazione dell’attività
o
La quotazione ti dà un bollino blu nei confronti degli shareholders, quindi
azionisti, banche, fornitori etc.
Il fatto di essere quotato costituisce un valore nei confronti del mondo che
circonda la società. Il rating bancario è un processo strutturato, ma all’interno
delle singole società considerazioni vengono sempre fatte. 3
LOYALTY: Partecipazione al capitale da parte del management e dei dipendenti
(stock option plan, tranche riservata in sede di IPO).
Il fatto di essere quotato permette alla società di decidere di dare incentivi in
termini di partecipazione azionaria, ed è importante perché il titolo è liquido.
Ora analizziamo le fonti che possono essere id finanziamento delle società, abbiamo
detto che la prima motivazione dell’IPO è quella del CASH-IN che ci permette di
raccogliere denaro sul mercato.
Finanziare la crescita
Ora facciamo un po' di ordine sulle fonti di finanziamento delle società. Abbiamo detto
che la motivazione prima perché una società si quoti in borsa è quella del cash in, in
quanto con la quotazione si raccolgono risorse finanziarie.
Le Fonti di finanziamento le possiamo suddividere in:
Ordinarie:
Finanziamento bancario
o Autofinanziamento
o Aumento di Capitale da parte dei soci già presenti (La “Pecking Order
o Theory” dimostra come questa sia la forma di finanziamento preferita
dagli imprenditori – Donaldson, Myres 1984)
Straordinarie:
Private Equity (PE): parliamo di un fondo che entra nel capitale della
o società dove vi è un soggetto forte che entra;
Quotazione in borsa: dove vi sono molti investitori che entrano;
o Minibond: essi derivano dal Decreto “Passera”, parliamo di strumenti di
o debito che possono essere emessi anche da S.p.a.
La scelta che una società deve/può fare con riferimento a come finanziare la propria
società dipende da una serie di elementi quali:
Status della società: una società in fase di start-up avrà alcune possibilità di
finanziamento, la fase matura, o fase di espansione ne avrà altre.
Stato dell’indebitamento : per cui il finanziamento bancario ad un certo punto
è tappato. L’indice più utilizzato per valutare l’indebitamento è il rapporto fra
posizione finanziaria netta ed EBITDA.
La posizione finanziaria netta (debito – cassa) ciò vuol dire che se questa è
negativa significa che la società ha più cassa che debito il rapporto che per
primo si guarda è quello fra posizione finanziaria netta e l’EBITDA perché si
ritiene che con questo indica si possa capire il livello di indebitamento bancario
accettato oggi è fra 2,5 e 3.
Le motivazioni per cui ci si finanzia : se ci si finanzia per pagare il circolante
non si può prendere una fonte straordinaria in quanto si finanzia una spesa
corrente con una fonte straordinaria, che per definizione è limitata.
La maggior critica fatta alla finanziaria è che si andava a finanziare delle
manovre di spesa con del debito finanziario, è come se io azienda finanzi il
circolante con degli strumenti straordinari che so che successivamente non li
avrò sempre, il problema molto spesso è che la fonte di finanziamento
non copre ciò che va a finanziare. 4
Dunque, le fonti di finanziamento si scelgono in base a quello che si può fare e
ciò dipende dallo stato in cui si trova la società, dal livello di indebitamento e dalla
motivazione per cui ci si finanzia.
Questa prima suddivisione delle fonti fra ordinarie e straordinarie si riferisce alla
tipologia, ma un’altra possibilità di suddivisione delle fonti di finanziamento è quella
fra: Capitale di debito : denaro che si deve rendere;
Capitale di rischio: denaro che non si deve rendere.
Tradotto sto dicendo che se un’IPO avviene con aumento di capitale sto raccogliendo
capitale di rischio e si diventa azionista della società, se io invece finanzio una società
allora sto dando capitale di debito, questo finanzia a breve e a lungo termine mentre il
capitale di rischio per natura finanzia a medio e a lungo termine.
Il capitale di debito deve avere delle scadenze di rimborso certe a prescindere
dall’andamento dell’impresa, non è che la rata cambia a seconda
dell’andamento dell’impresa, inoltre nei finanziamenti a breve possono essere
revocabili a vista, mentre nel medio-lungo questo non può essere fatto. Nel
capitale di rischio non si hanno delle scadenze di rimborso in quanto si è
azionisti, se sono PE ci possono essere degli accordi di uscita, ma generalmente
io azionista esco nel momento in cui si creano le condizioni per uscire.
Nel capitale di debito si parla di forma rigida del finanziamento, in quanto la
banca si basa sulla capacità della società di generare cash flow e di pagare
questo debito, mentre il capitale di rischio è una forma flessibile di capitale
perché va a finanziare processi di crescita.
La remunerazione del capitale nel caso di capitale di rischio dipende dalla
crescita di valore dell’impresa, mentre nel capitale di debito è completamente
scollegata da questo elemento, nel capitale di debito ti dà risorse e basta
mentre con il capitale di rischio l’investitore che diviene azionista vuole
partecipare a quella che è la vita aziendale.
Se andiamo a vedere un esempio di SP bilanciato: 5
In questo SP fra le attività abbiamo:
Liquidità
CCN
Imm. Nette
E nel passivo:
Debiti finanziari a breve e Debiti finanziari a M-L
Mezzi propri
Ci interessa parlare del lato delle fonti di finanziamento quindi del lato del passivo. Va
detto che per una società il costo del denaro in banca dipende dal RATING, prima
di Basilea le banche erano libere di decidere come finanziare le imprese, oggi è il
modello di rating che indica le condizioni di finanziamento, oggi i tassi sono molto
tassi, infatti le società con un buon rating si riescono a finanziare anche sotto l’1%,
questo rappresenta un problema per le banche in quanto l’attività creditizia va quasi in
perdita.
Detto che il costo del finanziamento dipende dal rating, tra i debiti finanziari a breve,
quelli a lungo e i mezzi propri qual è lo strumento finanziario più costoso? L’equity è il
più costoso perché è il più rischioso e dunque deve avere un rendimento maggiore.
1. La fonte di finanziamento più rischiosa è il capitale è EQUITY relazione
rischio-rendimento l’equity è più rischioso quindi deve avere un
rendimento più alto e quindi è quella che costa di più fra le tre diverse fonti di
finanziamento. debito a medio-lungo termine,
2. La seconda più cara è il in quanto nel medio-
lungo termine la banca si impegna a prestare denaro ad un determinato tasso,
sulla base di un’analisi della capacità del soggetto di produrre flussi di cassa in
grado di ripagare il debito e di conseguenza mi costerà di più rispetto a debiti
finanziari a breve.
Debiti finanziari a breve
3. costano meno perché:
a) Riesco a prevedere in un anno quello che farà la società;
b) Revocabili a vista.
Qual è una struttura sana delle fonti di finanziamento? Non vi è una regola aurea, da
scuola sarebbe molto meglio che i mezzi propri siano preponderanti rispetto al debito,
poi sui debiti bisogna fare ragionamenti su il motivo per cui mi servono e perché si
sono accessi.
Molto spesso si sente dire che le PMI italiane sono sottocapitalizzate quando si parla
di società sottocapitalizzate si fa riferimento a situazioni in cui vi è poco equity, spesso
6
ci si trova quindi nella casistica opposta rispetto a quella ideale, questo perché il
debito è meno caro!!
NB: Durante la crisi del 2008 molte aziende che sono fallite non sono fallite per
problemi di conto economico ma piuttosto per problemi relativi alle fonti di
finanziamento.
Nelle fonti di finanziamento STRAORDINARIE abbiamo:
Le due fonti sono molto diverse fra loro nel senso che:
Il PE entra quando la società è in una fase ascendete ma potrebbe anche non
essere strutturata, mentre la quotazione in borsa prevede che la società sia già
minimamente strutturata per poter affrontare un IPO;
L’orizzonte temporale del PE è di medio periodo, mentre quello della Borsa è di
lungo periodo;
la prima domanda che il PE si pone quando guarda una società è “come esco, con
come”
quanto e quando?”, il primo passaggio è “ in quanto il PE conosce
l’orizzonte temporale in cui può star dentro all’investimento e si chiede come potrà
uscire dallo stesso, una volta che ha capito come allora pensa al quando e quanto.
Consideriamo che quando un PE entra in un’operazione entra sempre fissando delle
clausole molto stringenti in quanto soprattutto nelle operazioni di minoranza la
modalità di uscita è:
1. la quotazione in borsa,
2. la seconda modalità è che un investitore compri la quota del PE garantendo
un adeguato remunerazione,
3. mentre la terza clausola di uscita è la co-vendita, dove anche se un socio è
di maggioranza si impegna ad accettare di vendere il suo 100% ad un terzo.
Tali tematiche non sono toccate con la quotazione in borsa,
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Finanza aziendale
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Finanza aziendale
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Finanza Aziendale 3 (finanza straordinaria e valutazione d'impresa)
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Finanza 3 appunti