Finanza aziendale
Elementi definitori di finanza aziendale
Nell’ambito dell’economia aziendale, la finanza aziendale si occupa di studiare le tematiche e le problematiche aventi per oggetto:
- Il reperimento
- L’organizzazione
- La gestione (impiego) delle risorse finanziarie necessarie per condurre l’attività di impresa
L’oggetto di studio della finanza aziendale ricomprende sia le politiche di investimento (impiego di risorse) che le politiche di finanziamento (reperimento di risorse). Entrambe queste politiche vengono svolte dalla funzione finanziaria.
Gli studi di finanza aziendale
- Permettono alle imprese di avere a disposizione le conoscenze teoriche e i modelli di riferimento per la risoluzione delle problematiche inerenti la gestione dei flussi di finanziamento e di investimento.
- Influenzano le competenze della funzione finanziaria la cui esperienza diretta riesce a sua volta ad offrire utili spunti di riflessione per la realizzazione di elaborazioni teoriche.
La funzione finanziaria
La funzione finanziaria non è sempre vissuta all’interno del contesto aziendale come un’attività continua, strutturata e sistematica, ma piuttosto come una serie di operazioni da porre in essere una tantum. È, invece, necessario prima di tutto considerare la funzione finanziaria come un fattore ordinario che può contribuire a migliorare l’efficienza aziendale.
La funzione finanziaria svolge un ruolo cruciale soprattutto nei momenti di:
- Crisi aziendale
- Grande accelerazione e sviluppo
- Grande cambiamento
Sono queste le situazioni in cui l’attenzione si sposta decisamente sul reperimento e l’impiego di risorse finanziarie.
Le premesse per una corretta finanza aziendale
Una corretta finanza aziendale richiede di affrontare importanti decisioni finanziarie che sono collegate a tre aree strettamente connesse tra di loro:
- Decisioni di investimento (impiego di risorse)
- Decisioni di finanziamento (reperimento di risorse)
- Decisioni relative alla gestione corrente (con riferimento alla dinamica dei flussi finanziari e alla gestione del capitale circolante)
Gli strumenti della finanza aziendale
Per effettuare un’analisi delle decisioni di investimento e di finanziamento è possibile ricorrere a strumenti come:
- Gli indici di bilancio → Analisi finanziaria
- I bilanci previsionali → Pianificazione finanziaria
- L’analisi dei flussi di fondi → Pianificazione finanziaria
L’analisi dei flussi di fondi è lo strumento più utilizzato in campo finanziario, in quanto è il più adatto a valutare la dinamica finanziaria di un’azienda, proprio in funzione del fatto che si transita da grandezze fondo a grandezze flusso.
Una corretta finanza aziendale richiede la valutazione finanziaria delle attività reali (impianti, macchinari, etc.) e delle attività finanziarie (azioni e obbligazioni) attraverso l’impiego di diversi metodi:
- Il Valore Attuale Netto
- Il Tasso Interno di Rendimento
- Il Rendimento medio contabile
- Il Tasso di recupero
Una corretta finanza aziendale richiede anche di definire la struttura finanziaria ottimale dell’impresa, ovvero la combinazione di titoli di partecipazione e di debito che massimizza il valore di mercato dell’impresa. È necessaria una definizione delle diverse fonti di finanziamento a disposizione dell’azienda:
- Fonti interne (autofinanziamento)
- Fonti esterne (titoli di partecipazione e titoli d’indebitamento)
Obiettivi aziendali e decisioni di investimento e disinvestimento
La finanza aziendale e l’obiettivo aziendale
La finanza aziendale permette di acquisire gli strumenti che consentono una gestione efficace (grado di realizzazione degli obiettivi prefissati) ed efficiente (utilizzo delle risorse a disposizione in maniera economica) dell’impresa in condizioni di economicità (capacità dell’azienda nel lungo periodo di utilizzare in modo efficiente le proprie risorse raggiungendo in modo efficace i propri obiettivi).
L’obiettivo della finanza aziendale è: la creazione di valore per l’impresa.
La creazione del valore
La creazione del valore è un obiettivo:
- Razionale => Coerente con la logica di crescita e sviluppo di lungo periodo che dovrebbe presidiare tutte le scelte dell’impresa.
- Largamente accettato => Da parte di tutti i soggetti coinvolti nell’organizzazione (dipendenti, manager, azionisti).
- Stimolante => Per tutti i soggetti coinvolti nella gestione dell’impresa, spinti a perseguire strade nuove e opportunità potenzialmente in grado di contribuire alla crescita del capitale d’impresa.
- Misurabile => Disponibilità di modelli e strumenti all’uopo predisposti dalla dottrina e dalla pratica professionale.
La creazione di valore di impresa implica il rispetto dei criteri di economicità al fine di garantire il simultaneo equilibrio tra le variabili fondamentali che caratterizzano la gestione aziendale. Occorre monitorare contestualmente:
- L’equilibrio reddituale
- L’equilibrio patrimoniale
- L’equilibrio monetario
Gli equilibri aziendali
Equilibrio reddituale => Ricavi della gestione caratteristica congrui per il sostenimento dei costi correlati all’acquisizione dei fattori produttivi.
Equilibrio patrimoniale => Adeguata correlazione tra investimenti e fonti di finanziamento.
Equilibrio monetario => Flussi in entrata ed in uscita compatibili con l’equilibrio reddituale.
I principi guida della finanza aziendale
I principi guida per il perseguimento dell’obiettivo della creazione del valore sono:
- Politiche di investimento => Ricerca delle modalità di impiego delle risorse in grado di assicurare un rendimento minimo in linea con la redditività degli investimenti già in essere e, comunque, superiore rispetto al costo dei finanziamenti necessari per acquisire le relative risorse.
- Politiche di finanziamento => Definizione di una proporzione ottimale tra fonti prese a prestito e capitale proprio (costruzione della struttura finanziaria migliore per l’impresa).
- Politica dei dividendi => Decisioni inerenti la remunerazione da assegnare agli azionisti, in termini di quantità e di forme tecniche, dopo avere opportunamente soddisfatto le aspettative degli altri soggetti coinvolti a vario titolo nell’azienda.
I pilastri della finanza aziendale
Le imprese investono in attività reali, ovvero attività che generano redditi e flussi di cassa. Le imprese finanziano i loro investimenti indebitandosi, trattenendo e reinvestendo quote dei flussi di cassa in entrata e vendendo nuove azioni agli azionisti. I pilastri della finanza aziendale sono:
- Principio di investimento => Dove investire?
- Principio di finanziamento => Con quali risorse effettuare gli investimenti?
Bisogna prendere decisioni di investimento e decisioni di finanziamento.
Le decisioni di investimento e di finanziamento
Le decisioni di investimento riguardano l’acquisto di attività reali (tangibili e intangibili). Le decisioni di finanziamento concernono l’analisi dell’assetto finanziario aziendale e obbligano a ricercare una struttura capace di garantire equilibrio e creazione di valore nel lungo periodo. A livello operativo, le decisioni di finanziamento comportano:
- L’individuare del corretto rapporto tra mezzi propri e mezzi di terzi.
- La definizione, in termini qualitativi e in relazione alle peculiarità aziendali, della tipologia di capitali di rischio e/o di debito da reperire sul mercato.
Le decisioni di investimento e di finanziamento sono tutt’altro che semplici da prendere.
Le decisioni di investimento comportano anche la gestione delle attività già acquistate (per esempio, decidere se mantenere oppure liquidare un’attività reale già posseduta ma il cui profitto generato nel corso degli ultimi anni è diminuito).
Le decisioni di finanziamento comportano anche la necessità di rispettare le scadenze nella restituzione dei prestiti contratti, altrimenti si rischia di diventare insolventi.
Terminologia ricorrente in finanza
In finanza esistono delle terminologie che verranno impiegate costantemente. Definiamone alcune tra le più ricorrenti:
- Attività reali
- Attività finanziarie
- Mercato finanziario e dei capitali
Le attività reali sono rappresentate da beni fisici. Possono essere tangibili (impianti, stabilimenti, uffici, etc.) e intangibili (tecnologia, marchi, brevetti, etc.). Per un'azienda è molto importante il possesso di attività reali sia per l'esercizio dell’attività (ad esempio, il possesso di impianti e capannoni dove svolgere l’attività), sia per la valutazione stessa dell’impresa (il valore di una società è funzione anche del controvalore delle attività reali possedute).
Le attività finanziarie sono le diverse forme di impiego del capitale. Esse sono rappresentate da:
- Strumenti finanziari (azioni o quote di capitale di società, obbligazioni, titoli di stato, strumenti derivati)
- Deposito in conto corrente
- Mutui
- Etc.
Attività reali ≠ attività finanziarie. Rispetto a quelle finanziarie, le attività reali:
- Si caratterizzano per la scarsa liquidità (la vendita di una casa è un processo assai più lungo e costoso rispetto a quella di un titolo scambiato sui mercati finanziari).
- Presentano il vantaggio che il loro valore non viene intaccato da un eventuale processo inflazionistico.
Il mercato finanziario e dei capitali è il luogo nel quale vengono scambiati strumenti finanziari di varia natura a medio o lungo termine. Un mercato finanziario consente il trasferimento del risparmio dai soggetti che lo accumulano (soprattutto le famiglie) ai soggetti che lo richiedono (imprese). I soggetti che richiedono liquidità sono definiti "soggetti in disavanzo finanziario" ed emettono strumenti finanziari che cedono ai "soggetti in avanzo finanziario" in cambio di moneta.
Nei mercati finanziari e dei capitali si svolge l’attività di compravendita di strumenti finanziari. Gli scopi sono di:
- Finanziamento => Permettere agli emittenti di cercare denaro sul mercato.
- Pricing dei titoli => Offrire in via continuativa un prezzo ai titoli.
- Liquidità dei titoli => Consentire attraverso la vendita di uscire dall’investimento.
Il financial manager
Il financial manager (manager finanziario) è il responsabile di una significativa parte delle decisioni di investimento o decisioni di finanziamento di un’azienda. In genere, vale la regola per cui:
- Nelle imprese di piccole dimensioni => L’imprenditore è responsabile di tutte le decisioni.
- Nelle imprese di grandi dimensioni => Più soggetti, a vari livelli, sono coinvolti nelle decisioni.
Nelle imprese di grandi dimensioni la responsabilità è diffusa all’interno dell’impresa. Il top management è continuamente coinvolto nelle decisioni di investimento e di finanziamento, ma lo possono essere anche:
- L’ingegnere che progetta un nuovo prodotto
- Il responsabile della pubblicità
- ...
Altre figure di rilievo
Nonostante ciò ci sono molti manager che si specializzano in finanza. Alcune figure di rilievo:
Il tesoriere è di solito la persona che si occupa di:
- Ricerca dei finanziamenti
- Gestione della liquidità
- Relazioni con le banche
- ...
Il controller è di solito la persona che gestisce il processo di pianificazione e controllo e si occupa di:
- Contabilità dei costi
- Sistemi di budget
- Piani economico-finanziari
- ...
Il Chief Financial Officer
Nelle grandi imprese di solito viene nominato un direttore finanziario (Chief Financial Officer, CFO) a cui sia il tesoriere che il controller devono rispondere. Il CFO:
- Viene coinvolto nella definizione della politica finanziaria e nella pianificazione strategica
- Può avere responsabilità di gestione generale
- Può essere membro del consiglio di amministrazione
Il ruolo del financial manager
Il financial manager si colloca tra l’impresa e gli investitori esterni. Da un lato, contribuisce alla gestione dell’impresa => aiuta a rispondere alla domanda: In quali attività dovrebbe investire un’impresa? (Decisione di investimento). Dall’altro, tratta con gli investitori (azionisti, mercati e intermediari finanziari) => aiuta a rispondere alla domanda: Come raccogliere le risorse necessarie? (Decisione di finanziamento).
In genere, le decisioni di investimento e di finanziamento vengono analizzate in maniera separata. Il financial manager, di fronte a un’opportunità di investimento (progetto), si chiede:
- Se il valore del progetto è superiore al capitale necessario per il finanziamento del progetto stesso
- (Se la risposta alla precedente domanda è sì) Come finanziare il progetto
Il financial manager nelle decisioni d’investimento
Nell’ambito delle decisioni di investimento, il financial manager deve non solo decidere quali investimenti effettuare, ma, a volte, anche dove localizzarli. Questo comporta per il manager una conoscenza anche delle modalità di valutazione degli investimenti in Paesi con valute, tassi d’interesse, tassi di inflazione, sistemi fiscali differenti.
Il financial manager nelle decisioni di finanziamento
Nell’ambito delle decisioni di finanziamento, il financial manager deve non solo decidere se e come finanziare i propri investimenti, ma tenere conto anche degli interessi degli investitori e dei mercati. Ad esempio, gli azionisti dell’azienda potrebbero non essere felici di un progetto selezionato dal financial manager se questo non produce un rendimento adeguato. Un progetto produce un rendimento adeguato quando: il rendimento prodotto dal progetto è uguale (o superiore) al rendimento ottenibile investendo la stessa somma di denaro nel mercato finanziario acquistando strumenti finanziari (azioni, obbligazioni, titoli di stato, etc.) che presentano il medesimo rischio del progetto.
Il flusso dei fondi
Il financial manager consente il passaggio dei fondi dagli investitori all’impresa e di nuovo agli investitori:
- Il flusso dei fondi inizia nel momento in cui i titoli vengono emessi nel mercato per raccogliere denaro.
- Il denaro viene utilizzato per acquistare attività reali da parte dell’impresa.
- Le attività reali acquistate dall’impresa saranno in grado di generare denaro in misura maggiore rispetto al loro costo (NB: naturalmente ciò comporta che l’impresa operi bene!).
- Il maggior denaro ottenuto potrebbe essere:
- Reinvestito all’interno dell’azienda
- Restituito agli investitori che avevano finanziato l’acquisto delle attività reali (ad esempio, acquistando obbligazioni emesse dall’impresa)
La scelta tra (a) e (b) non è libera completamente, ma dipende dalla modalità che si è scelti per il finanziamento dell’azienda.
Uno schema del flusso dei fondi
Se l’azienda avesse emesso dei titoli obbligazionari per ottenere i fondi necessari da investire nell’azienda per l’acquisto di attività reali. L’alternativa possibile sarebbe la 4b, in quanto i fondi dovrebbero essere restituiti agli obbligazionisti ai quali bisogna pagare gli interessi e restituire il capitale investito.
Se l’azienda avesse richiesto un prestito bancario per ottenere i fondi necessari da investire nell’azienda per l’acquisto di attività reali. L’alternativa possibile sarebbe la 4b, in quanto è necessario restituire alla banca il prestito insieme agli interessi maturati.
Se l’azienda avesse emesso nuove azioni per ottenere i fondi necessari da investire nell’azienda per l’acquisto di attività reali. L’alternativa possibile poteva essere sia la 4a, in quanto gli azionisti (che sono anche i proprietari dell’azienda) potevano per migliorare l’azienda non ricevere alcun dividendo (il guadagno che matura sulle azioni), che la 4b, in quanto gli azionisti potevano invece decidere di dividere gli utili prodotti dall’azienda.
L’obiettivo finanziario dell’impresa
L’obiettivo finanziario dell’impresa è la massimizzazione del valore di mercato corrente dell’investimento nell’impresa. Questo obiettivo mette d’accordo tutti gli azionisti di un’azienda che nelle aziende di grandi dimensioni sono numerosi e diversi l’uno dall’altro per età, gusti, ricchezza, tolleranza al rischio, strategie di investimento. Nonostante il fine comune, è impensabile che nella gestione di un’impresa tutti gli azionisti abbiano un ruolo attivo. Il potere di gestione viene delegato a manager professionisti. Questi prendono decisioni che fanno crescere il valore corrente delle azioni dell’azienda e la ricchezza dei suoi azionisti che utilizzano questa ulteriore somma come meglio credono.
L’obiettivo della massimizzazione della ricchezza degli azionisti è un obiettivo sensato se questi ultimi hanno accesso a mercati finanziari ben funzionanti. Questo consente agli azionisti di:
- Condividere i rischi
- Trasferire i risparmi nel tempo
La presenza di mercati finanziari ben funzionanti consente:
- Agli azionisti di gestire in modo flessibile i risparmi e i piani di investimento
- Al financial manager di occuparsi liberamente del compito di far crescere il valore di mercato delle azioni
Ad esempio, alcuni azionisti (magari perché avversi al rischio) potrebbero decidere di vendere le proprie azioni sul mercato qualora ritenessero che gli investimenti scelti dal financial manager fossero troppo rischiosi.
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