La dottrina tradizionale del significato
Sono conseguenza della dottrina tradizionale secondo cui la nozione di significato è segnata dall’ambiguità intensione/estensione:
- L’idea che i significati siano entità mentali. Frege si ribellò, ritenendo che i significati siano di dominio pubblico, che lo stesso significato possa essere ‘afferrato’ da più di una persona. Tuttavia, questo atto di ‘afferrare’ queste entità astratte era ancora un atto psicologico individuale.
- L’esempio dei due termini ‘creatura con un fegato’ e ‘creatura con un cuore’ mostra che due termini possono avere la stessa estensione e tuttavia differire nell’intensione. (Ma si riteneva ovvio che l’inverso fosse impossibile.)
Così la teoria del significato giunse a fondarsi su due assunzioni indiscusse:
- Conoscere il significato di un termine equivale a essere in un certo stato psicologico.
- Il significato di un termine determina la sua estensione (nel senso che l’identità di intensione implica l’identità di estensione).
La critica di Putnam
Ma Putnam cerca di mostrare che nessuna nozione può soddisfare queste due assunzioni contemporaneamente, anche perché il concetto tradizionale di significato si basa su una teoria falsa.
I significati sono nella testa?
Da qualche parte c’è un pianeta che chiameremo Terra Gemella, uguale alla Terra. Su TG il liquido chiamato ‘acqua’ non è H2O, ma un liquido diverso con formula chimica XYZ (XYZ non si può distinguere dalla nostra acqua in condizioni di temperatura e pressione normali).
Se un’astronave dovesse visitare TG, sarebbe corretto, una volta scoperto che “acqua” è XYZ, se l’astronauta terrestre riferisse: ‘su TG la parola ‘acqua’ significa XYZ’. Allo stesso modo, se un’astronauta di TG riferisse qualcosa come: ‘sulla Terra la parola “acqua” significa H2O’.
Il problema non riguarda l’estensione del termine ‘acqua’. La parola ha semplicemente due significati diversi: su TG ciò che chiamiamo ‘acqua’ semplicemente non è acqua nel senso che si usa sulla Terra.
Un passo indietro nel tempo
Verso la fine del 1750, il parlante italiano terrestre non sapeva che l’acqua consisteva di idrogeno e ossigeno. Viceversa, possiamo supporre lo stesso per un abitante del tempo di TG.
Eppure, l’estensione del termine ‘acqua’ sulla Terra era H2O tanto nel 1750 quanto oggi (e lo stesso per TG). Quindi, l’estensione del termine ‘acqua’ non è una funzione dello stato psicologico del parlante per sé.
Obiezione e risposta
Obiezione: Perché dovremmo accettare che il termine ‘acqua’ ha la stessa estensione ora di quella che aveva nel 1750? La condizione necessaria e sufficiente per essere acqua non è godere della relazione stesso L con la maggiore parte di ciò che io e gli altri parlanti abbiamo chiamato ‘acqua’?
Risposta: Modifichiamo la nostra storia fantascientifica. Supponiamo che solo un esperto possa distinguere le pentole di molibdeno dalle pentole di alluminio. Che le pentole di ‘alluminio’ su TG siano fatte di molibdeno, e che su TG le parole ‘alluminio’ e ‘molibdeno’ siano scambiate: ‘alluminio’ è il nome del molibdeno e ‘molibdeno’ il nome dell’alluminio.
Ora, mentre nel 1750 nessuno né su Terra né su TG avrebbe potuto distinguere l’acqua dall’“acqua”, la confusione dell’alluminio...
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