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Introduzione alla logica e verità

Alla logica spetta di individuare le leggi dell'‘essere vero’. Alle leggi tutti gli eventi sono sempre conformi, è in questo senso che si deve parlare di leggi dell'‘essere vero’.

Si parla spesso di leggi del pensiero, ma attenzione, non confondiamo cose tra loro differenti, col rischio che la verità non otterrebbe il posto che le spetta. Quando si ritiene vero qualcosa che è vero, ciò avviene in accordo con le leggi psicologiche proprio come quando si ritiene vero qualcosa che è falso: ma quando si ha a che fare con la verità non ci possiamo accontentare di una possibilità.

Logica vs. psicologia

Al fine di evitare malintesi e di evitare che siano cancellati i confini tra la psicologia e la logica, assegno:

  • Alla logica il compito di individuare le leggi dell'‘essere vero’.
  • Alla psicologia quelle del ritenere vero o del pensare vero.

La verità

Dal punto di vista linguistico, la parola ‘vero’ si presenta come un termine di proprietà. Si può supporre: la verità consiste in una corrispondenza di un'immagine con quanto viene raffigurato, ma ciò è la parola ‘vero’ non è un termine di relazione. Non si può stabilire che c'è verità quando sussiste una corrispondenza sotto un qualche aspetto?

Cosa dovremmo fare, allora, per decidere se qualcosa sia vero?

Es. la mia rappresentazione corrisponde al Duomo di Colonia. È un enunciato: e si tratta della verità di questo enunciato, la verità di immagini e rappresentazioni viene ricondotta alla verità di enunciati.

(Cosa è che viene denominato un enunciato? Una successione di suoni; ma a condizione che essa abbia un senso, senza voler asserire con ciò che ogni successione sensata di suoni sia un enunciato).

Pensiero e verità

Sembra quindi che ciò per cui si pone la questione dell’essere vero sia il senso di un enunciato. Ora, chiamo pensiero qualcosa per cui possa in generale porsi la questione della verità. In base a ciò posso dire: il pensiero è il senso di un enunciato. Quindi, diciamo che un enunciato esprime un pensiero.

Il pensiero è qualcosa che non può essere percepito con i sensi. La verità si distingue dalle proprietà ‘rosso’, ‘amaro’, perciò l’essere vero non è una proprietà percepibile sensibilmente.

Diversi tipi di enunciati

Distinguiamo diversi tipi di enunciati:

  • Enunciato imperativo: non è di un tipo per cui possa porsi la questione della verità. Non chiameremo pensiero il senso di un enunciato imperativo.
  • Enunciati nei quali comunichiamo o asseriamo qualcosa: possiamo prenderli in considerazione per porre la questione di verità.
  • Enunciati interrogativi: che cosa avviene per questi tipi di enunciati? Si può formare un enunciato interrogativo a partire da qualsiasi enunciato assertorio; l’enunciato interrogativo e quello assertorio contengono infatti lo stesso pensiero, ma l’enunciato interrogativo contiene qualcosa in più, ovvero la richiesta.

In un enunciato assertorio dobbiamo distinguere due elementi:

  • Il contenuto, in comune con il corrispondente enunciato interrogativo: è il pensiero, o perlomeno contiene il pensiero.
  • L’asserzione.

Processi del pensiero

In dettaglio distinguiamo:

  • L’afferrare il pensiero – il pensare.
  • Il riconoscimento della verità di un pensiero – il giudicare.
  • La manifestazione di questo giudizio – l’asserire.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luacab di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bergamo o del prof Paternoster Alfredo.
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