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Storia e diffusione della lingua italiana

L'italiano ha avuto una storia particolare: per secoli infatti è stato adoperato poco nel parlato e molto nello scritto. Oggi l'italiano contemporaneo è formato da una lingua nazionale che convive con i dialetti, che si allontana dalla base fiorentina e presenta una serie di varietà. L'italiano è considerato una grande lingua di cultura con un certo prestigio che spazia in campi diversi (letteratura, cinema, gastronomia...) con parole famose in tutto il mondo (sonetto, maccheroni...).

Diffusione e confronto con altre lingue

La diffusione dell'italiano, nonostante tutto, non è paragonabile a quella di lingue come l'inglese e lo spagnolo, che, soprattutto grazie al colonialismo, sono ampiamente diffuse a livello internazionale; tuttavia è stato acquisito da molti lavoratori stranieri, in particolare per cause di lavoro (paesi dell'Est Europeo, Filippini ecc...). Un po' in tutta la penisola, l'italiano convive da secoli con dialetti locali, e con le lingue di alcune comunità straniere (Piano degli Albanesi, Canton Ticino).

Bilinguismo e diglossia

Molti italiani alternano lingua e dialetto in base alla situazione comunicativa, in un rapporto di bilinguismo o di diglossia. Se volessimo fare uno schema dei vari dialetti italiani, potremmo utilizzare quello di Pellegrini del 1977. Egli divide i dialetti in:

  • Settentrionali = A Nord della linea "La Spezia – Rimini". Si suddividono in: Gallo-Italici (parlati nelle zone abitate anticamente dalle popolazioni celtiche); Veneti (Veneto, Trentino e Friuli).
  • Centro-meridionali = Parlati al Centro e al Sud. Si suddividono in: Toscani (Toscana); Mediani (Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo); Alto-Meridionali (Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Puglia settentrionali); Meridionali Estremi (Salento, Calabria meridionale e Sicilia).
  • Sardo = Parlato in Sardegna.

Caratteristiche dei dialetti

Ognuno di questi dialetti comprende delle particolari caratteristiche, come ad esempio:

  • Dialetti settentrionali = Assenza di consonanti doppie; obbligo del pronome personale soggetto davanti al verbo (la viene).
  • Dialetti meridionali = Vocalismo con molte "i" e "u" in posizione finale di parola e il "neutro di materia" (lu ferru).

Comunità alloglotte e legislazione

Sono dette comunità alloglotte quelle comunità presenti in Italia che adoperano lingue diverse dall'italiano. Tra esse troviamo: franco-provenzale (Valle d'Aosta), tedesco (Sud-Tirol), catalano (Alghero-Sardegna), albanese (Piano degli Albanesi-Sicilia). Queste comunità sono tutelate anche sul piano legislativo con la legge n.482 del 1999 e nella Costituzione Italiana.

Caratteristiche linguistiche dell'italiano

Da sempre, l'italiano presenta alcune caratteristiche particolari, come ad esempio la frequenza di parole accentate oppure la libertà nell'ordine delle parole nelle frasi, oppure particolari meccanismi di formazione delle parole (derivazione, composizione). L'italiano, come tutte le lingue e i dialetti romanzi, deriva dal latino volgare, parlato nella tarda età imperiale nelle varie zone dell'impero romano; ma nelle sue strutture linguistiche fondamentali (fonologia, morfologia...) deriva dal Fiorentino del 300'.

Unificazione linguistica

In Italia fu la letteratura la base dell'unificazione linguistica, grazie all'opera di grandissimi letterati come Dante, Petrarca e Boccaccio (le tre corone). In ogni caso, fino all'unificazione nazionale del 1861, l'italiano venne usato soprattutto nello scritto. Poi, in seguito a diversi fattori (obbligo scolastico, urbanizzazione, sviluppo mezzi di comunicazione di massa) si diffuse nel parlato.

Italiano standard e variazioni

La nozione di italiano standard si diffuse proprio a partire da questi fenomeni, e definisce una particolare forma di italiano che l'intera comunità dei parlanti riconosce come corretto. L'italiano contemporaneo presenta 5 fondamentali variazioni, presenti un po' in tutte le lingue, definibili attraverso dei particolari assi di variazione:

  • Variabile diastratica = Legata alla posizione sociale del parlante (classe sociale, genere, età ecc...).
  • Variabile diatopica = Legata al luogo (dialetti).
  • Variabile diafasica = Legata alla situazione comunicativa e all'argomento (formale, informale).
  • Variabile diamesica = Legata al mezzo di comunicazione (orale, scritto, telefono).
  • Variabile diacronica = Legata al tempo (cambiamenti, neologismi...).

Onomastica e nomi propri italiani

Si dice onomastica lo studio dei nomi propri italiani. Alcune caratteristiche dell'italiano infatti sono facilmente individuabili sulla base del nome e del cognome che portiamo, ma anche dei nomi delle città o delle regioni in cui siamo nati. L'onomastica si divide in 2 grandi gruppi:

  • Antroponimia = Studio di nomi e cognomi.
  • Toponomastica = Studio dei nomi di luoghi.

Essa ha sempre un significato semantico: infatti in ogni caso i nomi di persona o di luogo derivano da nomi comuni, e come tali "significano qualcosa" (es. "Paolo – lat. PAULUM "piccolo"). I nomi di persona si formano in base a diversi influssi esterni, come la lingua, la cultura, le convenzioni religiose, la società ecc... La distinzione principale riguarda i nomi maschili (Marco, Paolo...) da quelli femminili (Agata, Chiara). I primi finiscono generalmente in -o, ma anche in -e o -i; i secondi invece in -a, anche se esistono alcune eccezioni (Andrea nome maschile). Il passaggio di un nome dal genere maschile a quello femminile è quasi sempre possibile, e si definisce mozione (Mario-Maria; Giovanni-Giovanna).

I nomi di persona hanno anche caratteristiche storiche dalle quali possiamo vedere la loro origine: latina (Marco; Mario) greca (Alessandro; Filippo) cristiana (Maria; Giuseppe) ebraica (Davide) ecc... Di recente si sono sviluppati in Italia nomi di origine straniera, derivanti soprattutto dall'inglese (Mirko, Walter, Danny...). Caso a parte riguarda i nomi di personaggi di fantasia, come ad esempio i Pokemon, popolarissimi tra i bambini, i quali rimangono originali e non vengono più tradotti, come accadeva in passato (Topolino – Mickey Mouse).

Una particolarità unica dei nomi italiani è la loro possibilità di subire fenomeni di trasformazioni/riduzioni ecc... Distinguiamo:

  • Ipocoristici = Nomi vezzeggiativi e alterati (Ferdinando – "Nando").
  • Soprannomi = Nomi che individuano difetti o particolarità delle persone (Del Piero – "Pinturicchio").
  • Accorciamenti bisillabici = Nomi che stabiliscono rapporti di amicizia o confidenza (Simona – "Simo").

Altri tipi di nomi si possono riferire a divinità (teonimi) personaggi (prosoponimi), ma anche a ristoranti, cinema, prodotti commerciali o sigle (Nutella; Tachipirina; Lidl). Vengono definiti invece deonomastici quei nomi o espressioni ricavate da nomi propri (pan di spagna; pan di zenzero; pirandelliano ecc...).

Cognomi italiani

Nel caso dei cognomi italiani troviamo le più frequenti terminazioni in -o in -i (dal genitivo latino); inoltre essi discendono dall'appellativo di un capo famiglia. Distinguiamo 5 tipi di cognomi:

  • Nomi propri = Relativi ad aggettivi o altri nomi (Gentile), preceduti spesso dalla preposizione "di" o "de" (Di Pietro).
  • Soprannomi = Relativi a caratteristiche fisiche o particolarità (Rossi, Bianchi, Capello, Volpe).
  • Toponimi = Relativi alle origini familiari (Messina; Di Napoli).
  • Mestieri = Relativi al lavoro del capofamiglia (Fabbri; Barbieri).
  • Trovatelli = Relativi a orfani o altre persone (Esposito; Dioguardi; Innocenti).

Molti cognomi in ogni caso si spiegano solo con gli influssi dialettali (Caruso; Marangon) e le relative forme fonetiche.

Toponomastica

La toponomastica si suddivide principalmente nello studio dei:

  • Poleonimi = Nomi di città.
  • Idronimi = Nomi di fiumi.
  • Oronimi = Nomi di monti.
  • Coronimi = Nomi di regioni.

Essa è costituita in larga parte da una forte base latina nonché da elementi germanici ma anche di trasformazioni derivanti dal greco (es. Lat. "BENEVENTUM" – Benevento). Alcune particolari caratteristiche riguardano i nomi di città sorti in età medievale o moderna: in larghissima parte essi sono stati creati attraverso un meccanismo di composizione tipico dell'italiano (Città di Castello; Francavilla; Torre del Greco) ma anche per distinguere alcune città (Reggio Emilia; Reggio Calabria). Frequentissimi sono inoltre gli agiotoponimi, città che prendono nome dal santo al quale la comunità è particolarmente devota (San Giovanni; Sanremo ecc...)

Lessico e significati

Con lessico intendiamo generalmente l'insieme delle parole della nostra lingua. Tale definizione però non è precisa, in quanto non include il lessema, unità fondamentale che non sempre corrisponde ad una parola. Il concetto fondamentale della linguistica è quello di arbitrarietà del segno, che lega il rapporto tra le parole e le cose o gli elementi che identifichiamo: il rapporto tra segno e simbolo è arbitrario e varia da lingua a lingua. I lessemi hanno rapporti sia sul piano sintagmatico (con gli elementi che gli stanno vicino) che su quello paradigmatico (con gli elementi che potrebbero essere messi al suo posto). Il lessico comprende la totalità dei lessemi di una lingua. Il vocabolario, invece, una parte limitata (scienza, chimica, letteratura).

In una lingua alcuni lessemi hanno delle particolarità e possono avere più significati. Troviamo diverse relazioni:

  • Polisemia = Un lessema che può avere più significati in base al contesto in cui si utilizza (mettere).
  • Omonimia = Un lessema che coincide sul pi...
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Ahmed89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia del linguaggio e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Catania o del prof Mazzone Marco.
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