Origine e teorie del linguaggio
Tutti gli studiosi del linguaggio si chiedono come esso sia nato. Si suppone che una prima forma di linguaggio si sia sviluppata tra i 100.000 e i 50.000 anni fa, ma non possiamo dirlo con certezza in quanto non abbiamo delle prove. Esistono comunque diverse teorie sulla nascita del linguaggio.
Teoria dell'origine divina
Secondo le diverse tradizioni religiose (biblica, indù) sembra esserci un'origine divina che fornisce agli uomini il linguaggio. Per questo motivo nell'antichità vennero fatti esperimenti per vedere se dei bambini, fatti crescere senza la possibilità di ascoltare una lingua, avrebbero parlato spontaneamente la lingua originaria data da Dio. Si scoprì però che i bambini semplicemente non avrebbero sviluppato alcun linguaggio (Psammetico, Giacomo IV di Scozia).
Teoria dei suoni naturali
Questa teoria sostiene che le parole primitive dell'uomo potrebbero essere state imitazioni dei suoni naturali che i primi esseri umani udivano intorno a loro (splash, bang, boom); oppure suoni di manifestazioni naturali come dolore, gioia (ahia, wow); oppure suoni di una persona impegnata in uno sforzo fisico (trasportare alberi, grugniti... "teoria oh-issa").
Teoria dell'adattamento fisico
Questa teoria invece prende in considerazione le caratteristiche fisiche degli esseri umani e degli organi di articolazione del linguaggio (denti, labbra, lingua, laringe, faringe); si scoprì così come alcuni suoni si basano su modi e punti di articolazione diversi ("p" e "b" labbra; "f" e "v" denti...).
Il controllo di tutti questi organi per la produzione di suoni è affidato al cervello umano, che è particolarmente voluminoso rispetto al resto del corpo. Esso inoltre è lateralizzato (possiede funzioni specifiche nei 2 emisferi, destro e sinistro). Tutte le lingue richiedono l'organizzazione e la combinazione di suoni o gesti in una specifica sequenza, ed il cervello è specializzato a formare queste sequenze. Il fatto che un bambino umano acquisisca "naturalmente" il linguaggio lascia pensare a molti studiosi che esso sia innato. Ciò è detto "teoria dell'innatismo" e si basa sul fatto che il linguaggio umano si sia sviluppato attraverso una mutazione genetica determinante.
Proprietà del linguaggio umano
Il linguaggio umano possiede delle particolari proprietà che lo rendono differente da quello degli animali. Innanzitutto distinguiamo nell'uomo i segnali di comunicazione (parlare) dai segnali di informazione (vedere – es. "chi vediamo è un bambino, un adulto, ha un accento straniero ecc...).
- Dislocazione: quando un gatto dice "miao" o un cane "grrr" intende dirlo solo per quel momento, in virtù di un bisogno specifico (affetto, paura). Gli umani invece sono in grado di produrre messaggi riferendosi ad un tempo passato o ad un tempo futuro: ciò è detto dislocazione (es. "ieri siamo andati al cinema"). Possono inoltre riferirsi a cose astratte (angeli, Superman).
- Arbitrarietà: si basa sul fatto che la forma linguistica di una parola che usiamo (cane) non ha alcun rapporto naturale o iconico con l'oggetto che indichiamo (quadrupede e peloso).
- Produttività: è quella proprietà che permette agli umani di creare continuamente nuove parole, frasi ed espressioni manipolando le loro risorse linguistiche per descrivere nuovi oggetti o situazioni.
- Trasmissione culturale: un bambino eredita naturalmente dai suoi genitori la predisposizione a sviluppare il linguaggio.
- Doppia articolazione: il linguaggio umano è basato su 2 livelli: uno è quello dei semplici suoni (p, b, s); l'altro riguarda la combinazione di questi suoni in parole (bus) che producono significati: ciò è detto doppia articolazione.
Attraverso dei particolari esperimenti si è potuto dimostrare come gli animali "capiscano" in certo senso alcune parole degli umani. La spiegazione prevalente di ciò è che l'animale mostra un particolare comportamento in risposta ad un particolare stimolo o rumore che esso capta, senza però capire il significato. Vi furono anche numerosi tentativi di insegnare il linguaggio umano a degli scimpanzè, come il caso di Wiki (per 5 anni addestrata a dire delle parole ma con scarso successo "mama"-"papa") oppure Washoe (linguaggio americano dei segni – 100 parole come "bambina, banana, finestra...") o Kanzi (caso rilevante in quanto aveva imparato ad usare molto bene un sistema di simboli per indicare le cose, arrivando a raggiungere la capacità linguistica di quella di un bimbo di 2 anni e mezzo).
Fenomeno della scrittura
Il fenomeno della scrittura, compreso nel linguaggio, è un fenomeno abbastanza recente. Dobbiamo tenere infatti in considerazione che tra tutte le lingue del mondo solo una piccola parte di esse possiede una forma scritta. La più antica forma di scrittura di cui siamo certi ci siano prove è quella di tipo cuneiforme, impressa 5.000 anni fa su delle tavolette di argilla, anche se si pensa che i disegni delle caverne di 20.000 anni fa rappresentino "un tentativo di scrittura", o meglio di rappresentare visivamente le informazioni.
Definiamo come pittogramma un disegno di questo tipo che serva a rappresentare qualcosa in una maniera sistematica (es. un cerchietto per il sole). Quando poi questo disegno estende il suo significato simbolico (es. indica anche giorno, calore...) diventa un ideogramma. Quando invece dei simboli vengono usati per rappresentare qualcosa in una lingua specifica essi vengono definiti logogrammi. Esempi di logogrammi li possiamo trovare nella scrittura dei Sumeri e in quella usata oggi in Cina (dove troviamo il grosso svantaggio di dover usare un grandissimo numero di simboli diversi per rappresentare le cose).
Sistemi di scrittura
- Scrittura a rebus: qui i logogrammi sono pronunciati attraverso suoni (occhio = eye = () ).
- Scrittura sillabica: quando un simbolo rappresenta la pronuncia di una sillaba (I^ = ge).
- Scrittura alfabetica: quando un insieme di simboli scritti rappresentano un tipo di suono (come nel caso di greci e latini, da cui deriva oggi il nostro italiano, oppure come l'alfabeto cirillico, derivante da un incrocio tra l'alfabeto greco e le lingue slave portato nell'Europa orientale da San Cirillo, un missionario cristiano).
Fonetica
La fonetica rappresenta lo studio delle caratteristiche dei suoni del linguaggio. Si suddivide in:
- Fonetica articolatoria: studio di come si producono i suoni.
- Fonetica acustica: studio delle onde sonore e delle proprietà fisiche.
- Fonetica uditiva: studio della percezione dei suoni attraverso l'orecchio.
La fonetica articolatoria è basata su alcuni concetti fondamentali:
- Tutti i suoni vengono rappresentati attraverso delle parentesi quadre (es. [b]).
- Per le consonanti distinguiamo sonorità, luogo di articolazione, modo di articolazione.
- Per le vocali utilizzeremo il "triangolo vocale".
Sonorità
- Suoni sordi: suoni prodotti con le corde vocali separate, così che l'aria passa senza incontrare ostacoli.
- Suoni sonori: suoni prodotti con le corde vocali accostate, così che l'aria passa attraverso una vibrazione.
Luogo di articolazione
- Bilabiali: suoni formati con tutte e due le labbra [b].
- Labiodentali: suoni formati con i denti superiori che toccano il labbro inferiore [f].
- Dentali: suoni formati con la punta della lingua dietro gli incisivi superiori.
- Alveolari: suoni formati con la punta della lingua dietro il bordo alveolare [t,d,s,z].
- Palatali: suoni formati con la lingua e il palato [-sc].
- Velari: suoni formati col dorso della lingua contro il velo [k].
- Glottidali: suoni formati senza l'uso di lingua e bocca [h].
Modo di articolazione
- Occlusive: suoni prodotti con un'occlusione momentanea dell'aria cui fa seguito una sorta di esplosione [p,b,t,d,k,g].
- Fricative: suoni prodotti con un blocco non completo del flusso d'aria, che causa una frizione, sono detti anche suoni continui in quanto si ripetono nel corso del tempo [f,v,s,z].
- Affricative: suoni che iniziano in maniera occlusiva e terminano in maniera fricativa [ts,dz].
- Nasali: suoni prodotti con il flusso d'aria che passa attraverso il naso [m, n].
- Laterali: suoni prodotti con il flusso d'aria che passa dai 2 lati della lingua [l].
- Approssimanti: suoni simili a vocali [w,j].
Triangolo vocale
Le vocali sono prodotte mantenendo il flusso d'aria relativamente libero. Esse sono tutte sonore. Per descrivere le vocali dobbiamo sapere in che modo la lingua influisce per produrle attraverso l'uso del triangolo vocale. Qui distinguiamo:
- Posizione lingua
- Anteriore = davanti [i, e]
- Centrale = al centro [a]
- Posteriore = dietro [o, u]
- Altezza lingua
- Alta = [i,u] (bocca chiusa)
- Media = [e,o] (bocca semichiusa)
- Bassa = [a] (bocca aperta)
Fonologia
Mentre la fonetica si occupa dello studio dei suoni da un punto di vista universale, la fonologia lo fa da un punto di vista particolare. I suoni infatti che vengono pronunciati dai parlanti non sono tutti uguali, ma sono diversi (es. se parla un bambino, un ubriaco ecc...). La fonologia si definisce come la descrizione del sistema di suoni di una lingua e della sua organizzazione. Alla base della fonologia sta il fonema, definito come quel suono che in una lingua è distintivo di significato. Per convenzione indichiamo il fonema con una barra obliqua ( /t/ ). Il fonema è un'unità astratta. Il fono invece rappresenta le diverse versioni di quel fonema regolarmente pronunciate nel parlato. Quando un insieme di foni derivano da uno stesso fonema vengono definiti allofoni. Es. /t/ = fonema ; [t] = fono ; [t] [-th (inglese) ] = allofoni.
Le distinzioni tra le parole di una lingua possono essere individuate attraverso differenze fonemiche. Quando parole come "pollo" e "bollo" sono identiche nella forma tranne che per un unico fonema esse formano una coppia minima. Nel caso di più parole si parla di una serie minima.
Definiamo la sillaba come un'unità prosodica costituita da 2 o più foni agglomerati intorno ad un picco di intensità. Una sillaba è costituita da una testa e una rima (quest'ultima comprende il nucleo, la vocale al centro più delle consonanti se ci sono, dette coda). Le sillabe si dicono aperte quando non hanno una coda, sono chiuse quando hanno una coda.
- Es. "no" – sillaba aperta – n "testa"; o "nucleo"
- "per" – sillaba chiusa – p "testa"; e "nucleo"; r "coda"
Esistono alcuni particolari fenomeni che possiamo trovare nella fonologia:
- Assimilazione: si verifica quando dei segmenti fonici si trovano in sequenza e vengono assorbiti (es. "I can go" = [ajkaen.go]).
- Elisione: si verifica quando dei segmenti fonici scompaiono o vengono omessi (es. "you and me" = [juenmi] ! In questo caso scompare il segmento fonico "d").
Questi 2 fenomeni sono alla base del parlato naturale delle persone.
-
Riassunto esame semiotica, prof. Bellucci, libro consigliato Introduzione alla linguistica, Yule
-
Riassunto esame Semiotica, prof. Marmo, libro consigliato Introduzione alla linguistica, Yule
-
Riassunto esame linguistica e sociolinguistica, prof. Dragotto, libro consigliato Introduzione alla sociologia, Yul…
-
Riassunto esame Filosofia, prof. Mazzone, libro consigliato Che cos'è la linguistica cognitiva, Arduini, Fabbri