Un filosofo al cinema
Capitolo 1. Lo straniero che ci abita
L'uomo del treno
Il film di Patrice Leconte racconta l’incontro fra due uomini ricostruendo il percorso che conduce queste due vite a trasmigrare l’una nell’altra; l’arco problematico intorno a cui lavora quest’opera si tende fra due citazioni di filosofi tra loro molto distanti: la prima è un frammento di Eraclito nel quale sostiene che “noi viviamo la morte di quelli e quelli vivono la morte nostra”, la seconda riprende il sottotitolo dell’autobiografia di Nietzsche che afferma “come si diventa ciò che si è”.
Il film può essere considerato una illustrazione dell’intreccio tra questi due filosofi perché ci mostra fino a che punto vivendo la vita dell’altro è possibile diventare ciò che si è. In questo film è presa in considerazione la tematica del doppio, ma è in un certo senso reinventata perché nella descrizione delle vicende dei due protagonisti anziché sottolineare gli aspetti che conferiscono all’identità dell’uno caratteristiche simili o complementari all’identità dell’altro il regista esplora la dimensione della diversità mostrando fino a che punto essa possa rappresentare un dato letteralmente irriducibile. In questo modo il modulo tradizionale del doppio viene deliberatamente sovvertito in modo da mostrare fino a che punto la dualità resti irriducibile all’unità.
Spider
Spider è il soprannome di Dennis Clegg, protagonista del film di Cronenberg il quale ha costruito una sorta di ragnatela in tutta la casa per far sì che l’assassinio della matrigna risulti essere un suicidio; in realtà il protagonista è stato vittima della propria immaginazione, che lo ha portato a credere che la madre fosse un’adultera che viene scoperta e uccisa dal marito, il quale si risposa con una prostituta che è anch’essa complice del delitto e su cui si scatenerà la vendetta del protagonista.
Quest’opera di Cronenberg riporta l’attenzione su uno fra gli aspetti più significativi della condizione umana, vale a dire il fatto che molto spesso siamo noi stessi la fonte delle nostre afflizioni: proprio come il ragno di cui porta il nome, il protagonista costruisce mondi possibili prendendoli dalla propria mente e restando infine imprigionato nella tela da lui stesso costruita. Questa tendenza a vivere in un proprio mondo, diverso e separato rispetto a quello dei nostri simili è presente in ognuno di noi. Per evitare di finire impigliati nella ragnatela di pensieri e immagini da noi stessi costruita dovremmo riuscire ad aprirci all’altro, riconoscendone l’alterità e insieme accettandone il ruolo insostituibile per la costituzione della nostra identità.
L'uomo senza passato
Il termine che designa lo straniero contiene contemporaneamente in sé l’intero repertorio delle accezioni semantiche dell’alterità, cioè il forestiero, l’estraneo, il nemico, lo strano, lo spaesante. Lo straniero è necessario per l’affermazione dell’identità personale perché si presenta in tutta la sua alterità. Questa figura si presenta nel protagonista del film di Kaurismaki, il quale illustra quale scenario sia di fronte a noi in una fase in cui la figura dello straniero si propone come quella contro cui l’Occidente dovrà comunque far fronte nel futuro.
Il film enuncia due alternative riguardo il trattamento dello straniero: da un lato vi è il tentativo di cancellare la presenza dello straniero visto unicamente come un fattore di fastidio perché sprovvisto di generalità; dall’altro annuncia una pratica dell’accoglienza costruita nella consapevolezza del dono di cui egli è portatore, dell’identità che aiuta a costruire.
Capitolo 2. Eros e Thanatos
L'amore infedele
Secondo quanto scrive Platone nel Fedro, la caratteristica principale dell’amore è quella di essere una forza capace di travolgere ogni considerazione intorno a ciò che sia meglio o peggio, giusto o ingiusto. Il film di Adrian Lyne inizia proprio con la rappresentazione di una forza travolgente, di un impeto capace di vincere ogni resistenza e di trascinare tutto con sé. Il regista lavora sull’amore attraverso un procedimento di doppia riduzione: da un lato ne privilegia esclusivamente la dimensione pulsionale, sessuale; dall’altro mostra i danni irreparabili che l’amore libidinoso è in grado di produrre. Ciò che accomuna i due coniugi della pellicola è il fatto che entrambi sono incapaci di resistere alle passioni, che pur mostrandosi in modi diversi (passione fisica per lei, rabbia incontrollabile per lui) convergono entrambe nel commerciante di libri, su cui si abbattono entrambe le passioni.
Primo amore
Secondo Plotino per migliorare noi stessi occorre trattare la nostra anima come se fosse una statua e agire su di essa come se fossimo degli artisti: il paragone con l’artista, che per rendere perfetta la propria statua è costretto a levigarla eliminando il troppo può essere tradotto riferendosi all’atteggiamento de...