Che materia stai cercando?

Filosofia morale Appunti scolastici Premium

Riassunti della materia scritti al computer basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Bernini dell’università degli Studi di Ferrara - Unife, facoltà di lettere e filosofia, Corso di laurea in scienze filosofiche e dell'educazione. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Filosofia morale docente Prof. A. Bernini

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

3

g) Eteronomia ed etica della paura: Glaucone si chiede se la giustizia abbia valore in

sé e per sé o se dipenda da fattori estrinseci quali la paura di essere vittime

dell’ingiustizia: il pericolo in cui si incorre è che il comportamento morale non sia

dettato da intime convinzioni ma dal timore della sanzione. Nessuno, per G. è giusto di

costretto.

proposito ma in quanto vi è

h) Eteronomia e mistificazione dell’etica: Adimanto teorizza che si faccia il bene per

premio puniti.

desiderio del che si riceverà dagli dei o per timore di essere da loro

Eteronomia= Condizione in cui

l'azione del soggetto non è

La decisione di prendere in esame le varie rappresentazioni dell’etica e della giustizia,

guidata da un criterio autonomo

corrisponde ad una scelta metodologica ben precisa, comprensibile sin dalle prime righe

ma è determinata dall'esterno

dell’opera, nelle parole “…discesi al Pireo”: la discesa è un momento necessario per rendere

possibile la risalita.

L’analisi delle molteplici raffigurazioni della giustizia è volta ad evidenziare le inadeguatezze,

le distorsioni e le mistificazioni; vien da chiedersi se tale critica avvenga nel nome di un’unica

etica già ben delineata. l’Idea del Bene

Verso la fine del libro la discussione sul giusto chiama in causa , e viene

posta la domanda se non vi sia qualcosa che è misura di tutte le cose e che è maggiore della

giustizia e delle altre virtù (temperanza, coraggio, sapienza; espressione dell’anima

concupiscibile, irascibile, razionale).

Anche se non è possibile conoscere direttamente il Bene

(perché l’inesauribilità del bene è impossibile da

comprendere nella sua totalità per l’uomo finito e limitato) è

comunque l’oggetto che ogni anima persegue ed è

fondamentale riuscire a conoscere la relazione che vi è tra

esso e le cose buone.

La riflessione etica, attraverso una continua opera di giudizio critico, mette in guardia verso la

possibilità che il criterio del bene e del giusto si identifichi in una persona, gruppo o Stato.

CAP. 2 L’ESPERIENZA ETICA

Hegel

- Per i termini “morale” ed “etica” non si equivalgono.

quell’ambito

Allude a Allude a quell’ambito morale in cui

personale,

prettamente intimo, la libertà viene colta nel suo

coscienziale contraddistinto oggettivarsi nei costumi, nelle

dalla libertà e dal senso di consuetudini, nelle istituzioni, nella

realtà in cui il soggetto vive.

responsabilità.

La distinzione è funzionale ad affermare il primato della morale sull’etica.

Paul Ricoeur

- Mentre distingue tra etica e morale per affermare il primato dell’etica

(vista come la dimensione in cui il desiderio di realizzazione di sé si traduce nella cura di sé,

mentre la morale è vista come la dimensione dell’imperativo in cui l’agire dell’uomo si

sottopone alla regolazione della norma).

Ciò che contraddistingue la nostra esperienza di soggetti che agiscono e scelgono è il

desiderio di vivere bene. senso teleologico;

L’esperienza etica viene compresa come orientata in essa è

accompagnata da:

Momento Riflessivo

1. un che Ricoeur chiama “stima di sé” durante il quale valutiamo il

nostro agire e apprezzandolo apprezziamo anche noi stessi. Stabilendo dei nessi tra le

nostre preferenze e le valutazioni del nostro agire e dei nostri piani di vita, noi situiamo

aspirazioni parziali aspirazione complessiva

delle che sono comprese nella nostra

alla vita buona, l’unica che ci può condurre all’eudaimonia. Questa aspirazione non

va intesa in senso individualistico poiché dal piano personale trapassa in quello

4

interpersonale; questo perché l’identità personale incorpora in sé un riferimento

all’alterità. Si può infatti parlare di identità secondo l’idem/medesimezza

(permanenza nel tempo di un IO che resta identico a sé) e secondo l’ipse (guardare sé

stessi come a un altro da sè; indispensabilità dell’aprirsi all’altro). L’alterità è quindi

inclusa nell’ipseità. Perciò quando si parla di aspirazione alla vita buona del sé e

quando si dice che qualcuno stima se stesso come un altro, significa che egli stima se

stesso come se fosse un altro.

2. A questo punto s’incontra la seconda componente dell’aspirazione etica, ossia la

Sollecitudine per l’altro: riconoscere l’altro e scorgere in lui un essere che sceglie e

decide. Il desiderio di una vita buona attraverso la cura di sé, è anche il desiderio di

vivere bene con e per gli altri.

Aspirazione a vivere all’interno di istituzioni giuste

3. : le istituzioni si presentano come

strutture che dimostrano di non poter prescindere dalle relazioni interpersonali e dalla

sollecitudine per l’altro, in quanto i compiti affidati loro sono: riconoscere diritti e

doveri, redistribuire redditi, garantire la giustizia secondo una esigenza di uguaglianza.

La giustizia, in questo modo viene ricondotta a quella dimensione etica costituita

dall’aspirazione alla vita buona, tale aspirazione ha bisogno di esser sostenuta da

principi, norme e regole di

carattere universale, ovvero dalla norma morale. (Ricoeur stabilisce una linea di

continuità fra l’aspirazione etica e l’obbligazione morale, sottraendo l’aspirazione ad

una declinazione volontaristica ma evitando, al tempo stesso, che l’obbligazione venga

concepita come coercitiva)

Riassumendo queste prime considerazioni, si può dire che:

a) Il Dovere (ovvero la dimensione normativa obbligatoria) non è la prima parola

dell’etica

b) Il Bene è l’elemento che contraddistingue l’esperienza etica: l’aspirazione alla vita

buona e la ricerca delle modalità attraverso le quali essa si può realizzare

c) L’esperienza etica è costituita da una pluralità di dimensioni che si integrano fra loro

(dimensione soggettiva, intersoggettiva, pubblica,..)

d) L’etica è chiamata a valorizzare la ricchezza e la complessità dell’esperienza pratica,

considerando come questa prenda avvio dall’aspirazione al bene e dalla cura di sé

- Ma Ricoeur non è l’unico nel dibattito contemporaneo a dire che non è possibile ridurre

Iris Murdoch

l’etica alla sola dimensione normativa/obbligante. Per (romanziera e filosofa

influenzata dal pensiero di Wittgenstein) l’etica è una forma di conoscenza del reale; la vita

etica è frutto del modo in cui guardiamo alla realtà, alle cose e agli altri. Il soggetto è

attenzione al reale,

chiamato a guardare al mondo con attenzione prima di tutto. Dall’ e della

minore o maggiore qualità di essa, dipende il valore della scelta. Ma l’uomo non potrà mai,

considerata la sua finitezza, conoscere integralmente il reale: egli potrà solo esperire in modo

parziale del bene e realizzarlo. Questa esperienza limitata del bene è possibile solo se

preliminarmente si esercita una capacità di discernimento morale; il nostro decidere

dipende dal nostro modo di guardare e di trattare l’altro e dai pregiudizi che nutriamo

verso di lui. Simon Weil

Murdoch si ispira al platonismo e alle riflessioni contemporanee di nelle quali

affiora l’idea che il cambiamento morale provenga da un’attenzione per il mondo. Il

conoscere è preceduto dall’attenzione/atteggiamento di ascolto verso il reale; per farlo, il

egoismo

soggetto deve fuoriuscire da se stesso ed aprirsi al reale (l’ costringe il soggetto a

amore

rimanere chiuso in se stesso, al contrario dell’ che invece lo apre al reale; a questi due

fantasia

atteggiamenti corrispondono due facoltà: la che allontana dal reale e

l’immaginazione che invece è un modo per partecipare ad esso).

(Si parla di deficit morale quando la mancanza di

immaginazione induce ad essere succubi di

stereotipi e banalità.)

Tale attività immaginativa presuppone una

concezione complessa del linguaggio, come una

pluralità di usi e significati a seconda dei diversi

contesti e visioni di vita.

I concetti per M. vivono una vita pubblica ed una

personale perché il soggetto li trae dal mondo e poi

ne fa un uso personale e specialistico. E

5

- Dobbiamo a questo punto esaminare la tematica del valore, chiedendoci se l’esperienza del

esperienza assiologica

soggetto possa essere qualificata come (assiologia deriva da

“axios” che significa “ciò che vale/che ha valore”).

L’esperienza assiologica è da intendersi come fare esperienza di oggetti, fatti, relazioni che

presentano qualità assiologiche (le cose appaiono come belle o brutte, buone o cattive, giuste

o sbagliate, rispettose o meno,..) ma si è consapevoli del fatto che gli oggetti ed i fatti si

carichino di qualità assiologiche in virtù dell’esperienza personale del soggetto; qui emerge il

problema nello stabilire se il valore di oggetti/fatti/relazioni è tale solo per chi valuta o se è

John McDowell

problema del soggettivismo

oggettivo. Nasce, così, il a cui ha cercato di

dare risposta.

McDowell disse che il mondo possiede qualità primarie (oggettive, perché non dipendono

dalla presenza di un osservatore ma esistono di per sé: peso, grandezza,..) e qualità

secondarie che implicano il riferimento al soggetto che valuta ed esperisce; ciò significa che

l’oggettività delle qualità secondarie richiede la mediazione di un soggetto che ne esperisce (i

valori si esprimono attraverso un’esperienza particolare, eppure esistono anche al di là di

essa).

Parlare, in questo modo, di esperienza assiologica nei termini di un’esperienza reale, significa

rimettere in discussone la divaricazione ontologica da cui dipendono filo. dei valori ed etica

fenomenologica.

= divergenza sulla questione dell’essere.

È il risultato dell’imporsi della concezione assoluta della realtà e della

pretesa delle scienze naturali di estendere i criteri di oggettività a tutti

gli ambiti del reale; ma l’approccio naturalistico è insoddisfacente e

riduzionistico poiché non tiene in debita considerazione l’articolazione

del reale.

È ugualmente inadeguato confinare i valori ad un mondo a sé, come invece sosteneva

Heidegger : sosteneva l’esistenza di un livello del reale di cui si occupavano le scienze

positivistiche e che si opponeva ad un livello ideale costituito unicamente dal regno dei valori

ed affidato alla filosofia dei valori e dell’etica fenomenologica (Descrizione dei fenomeni, ossia

del modo in cui si manifesta una realtà).

- La realtà è quindi un insieme di fatti investiti di valenze assiologiche e valutazioni. La

consapevolezza del superamento della divaricazione tra fatti e valori sottolinea l’importanza

della competenza riflessiva del soggetto: la sua capacità di articolare significati connessi alla

realtà e la sua continua opera d’interpretazione e rielaborazione. L’esperienza del reale è

quindi esperienza di un essere riflessivo; Nell’uomo il lavoro riflessivo s’incontra con

l’intenzionalità valutativa.

Charles Taylor ha distinto le valutazioni in: interessati agli esiti

Valutazione debole: la effettuiamo quando siamo di possibili

 azioni da intraprendere, e la decisione finale non avviene sulla base di un valore

qualitativamente diverso attribuito ad una possibilità anziché ad un’altra che dal p.d.v

qualitativo si equivalgono

interessata al valore qualitativo dei differenti desideri

Valutazione forte: è /possibilità;

 non ci si limita a soppesare le varie alternative rispetto al possibile appagamento dei

propri desideri poichè essi acquisiscono una profondità maggiore: non contano solo in

virtù dell’attrattiva degli appagamenti ma anche in virtù del tipo di vita e del tipo di

soggetto a cui appartengono.

Christine Korsgaard

Per la riflessività è la sorgente della norma morale. Noi esercitiamo

una razionalità pratica con cui avanziamo argomenti, motivi e ragioni per agire e valutiamo

ciò che compiamo.

Attraverso l’attività riflessiva e nello scambio delle ragioni con altri, il soggetto definisce la

propria identità pratica e la consapevolezza delle sue responsabilità.

Lo sviluppo dell’identità pratica è comune a tutti gli uomini. 6

- Nell’esperienza assiologica c’è una componente conoscitiva, una riflessiva ed una finalità

pratica influenzata dalla sfera emotiva dei desideri. L’aspirazione alla vita buona è un

desiderio, il problema è stabilire se le cose che desideriamo e che ci appaiono come buone

siano effettivamente tali.

I desideri particolari possono essere pertinenti o meno all’aspirazione fondamentale ed alla

Regolazione:

virtù da realizzare, perciò è necessaria una loro un giusto mezzo (mesotes)

della virtù è raggiungibile grazie ad un giusto mezzo della passione che vi è associata. Questo

compito di regolazione è affidato alla ragione che quindi guida il desiderio, e la ragione a sua

volta è sostenuta dall’apertura al mondo del desiderio. Damasio, un neurologo, sostiene infatti

che l’attivazione della sfera emozionale sia indispensabile per l’assunzione di decisioni

razionali sensate.

Secondo McDowell i desideri scissi dalla cognitività sono ciechi e la cognitività priva di

desideri e stati cognitivi sono strettamente correlati

desideri è inefficace; quindi .

Parlare di Desiderio, al singolare, significa alludere ad una dimensione antropologica che

richiede di esser curata e sviluppata attraverso una ricognizione del valore dei diversi desideri

particolari.

Il virtuoso ha la capacità di identificare i dati moralmente significativi di un atto e desidera

convinto

compierlo anche se può comportare sacrificio, perchè che esso meriti di essere

compiuto. Le credenze (convinzioni) sono quindi inevitabilmente legate con i desideri di

compiere un’azione. Bisogna poi ricordare che la virtù è uno stato abituale, che si costituisce

ripetendo in modo abituale e consapevole atti buoni al punto che il loro compimento diviene

spontaneo.

La forza del desiderio nel condizionare l’esistenza umana è tale da essere stata da sempre

oggetto di riflessione filosofica:

Gli stoici riconducevano il desiderio alla pulsione istintuale ed assumeva così

 un’accezione negativa in quanto ritenevano che le passioni si contrapponessero al

logos, provocassero turbamento e distogliessero dalla vita virtuosa

Aristotele parlava dell’uomo come di un intreccio tra desiderio e ragione, ed il primo è

 ciò che ci indirizza verso la nostra realizzazione attraverso il legame con la ragione.

- Che cosa ci spinge ad agire moralmente? Quali sono i motivi che mi inducono a

compiere un determinato atto giudicato moralmente corretto?

Nel dibattito contemporaneo, due sono le linee di pensiero differenti su quale sia la spinta a

compiere o evitare determinate scelte:

I desideri sono le vere Kosgard mette in primo piano la

ragioni che muovono alla Riflessività pratica. Le nostre

scelta azioni possono essere motivate da

desideri ma la razionalità di cui

siamo dotati può opporsi ad essi e

può permetterci di evitare di

compiere azioni non morali

Riconosciuta l’importanza del sentimento di rispetto per la legge morale (la quale è

movente della volontà di agire in modo ad essa conforme) ci si domanda se è possibile la

valorizzazione anche di altri sentimenti ai fini dell’agire morale. E si può dire che la loro

possibile moralità dipenda dalla loro conformità al sentimento del rispetto della legge morale.

- L’esperienza etica è l’esperienza di un essere dotato di competenza riflessiva, capacità

valutativa e di un’attitudine desiderativa. La sua partecipazione al reale non è quindi


PAGINE

11

PESO

54.21 KB

PUBBLICATO

8 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze filosofiche e dell'educazione
SSD:
Università: Ferrara - Unife
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinameneghini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ferrara - Unife o del prof Bernini Anna.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Filosofia morale

Filosofia Morale
Appunto
Riassunto esame Psicologia generale, prof. Tasso, libro consigliato Manuale di processi cognitivi, Tumiati
Appunto
riassunti filosofia
Appunto
riassunti estetica
Appunto