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Riassunto esame Filosofia Morale, prof. indefinito, libro consigliato Responsabilità Ontologica, Jonas

Riassunto per l'esame di Filosofia Morale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Responsabilità Ontologica, Jonas, in cui viene effettuato un percorso alla scoperta dell'itinerario filosofico dell'autore dalla fase storico filologica caratterizzata dagli studi sullo gnosticismo antico a quella scientifica... Vedi di più

Esame di Filosofia Morale docente Prof. P. Scienze Storiche

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SECONDA FASE: filosofia della biologia

Fin dagli studi giovanili sulla Gnosi, egli ritiene che le idee di “mondo” e di “uomo” vadano

ripensate alla luce di una nuova ontologia, un’ontologia che non sia né naturalistica, secondo il

paradigma antico, né soggettivistica, secondo il paradigma moderno. L’organismo, in cui la materia

e la vita convivono, fornirà a Jonas la categoria per la nuova ontologia. C’è dunque bisogno di

un’ontologia in grado di sintetizzare in modo adeguato uomo e mondo, natura e cultura. Su questi

presupposti si innesta, nei lavori di Jonas, un significativo paradigma storiografico. Si tratta del

paradigma che vede l’esistenzialismo contemporaneo legato con tutta la tradizione gnostica.

L’esistenzialismo nichilistico contemporaneo, secondo Jonas, rappresenterebbe quindi una forma di

rinascita dell’antica tradizione gnostica. Ecco allora che tra gnosticismo ed esistenzialismo verrebbe

a crearsi un autentico circolo ermeneutico. La chiave interpretativa dell’esistenzialismo è decisiva

per entrare nello spirito dello gnosticismo tardo-antico. Quest’ultimo a sua volta risulta la migliore

chiave interpretativa per entrare nello spirito dell’esistenzialismo. Tutto questo perché lo

gnosticismo sta all’esistenzialismo come il dualismo sta al nichilismo e viceversa. L’uomo gnostico

è gettato in una natura anti divina e pertanto antiumana, l’uomo moderno in una indifferente. Solo

quest’ultima significa il vuoto assoluto. La lettura che Jonas ci offre del nichilismo contemporaneo

alla luce dell’antica Gnosi apre prospettive molto interessanti, sia per quanto riguarda la filosofia

esistenzialistica in generale, sia per la particolare interpretazione dell’esistenzialismo di Heidegger.

Il nichilismo contemporaneo, a differenza di quello inerente allo gnosticismo tardo-antico, è però

molto più radicale. Là era ancora presente una forma di antagonismo tra il divino e la natura, tra Dio

e l’uomo. Il nichilismo moderno si afferma, invece, dentro una cornice in cui la natura è diventata

indifferente, la cui realtà consiste unicamente nella sua plasmabilità attraverso il potere

trasformativo della tecnica. Questo nichilismo, a differenza di quello tardo-antico, che conserva

ancora un suo carattere eroico e antagonistico, è visto da Jonas in preda ad una rassegnazione che

giunge ai limiti della disperazione. Nelle tre fasi del percorso intellettuale di Jonas si potrebbe

vedere la riproposizione della classica triade metafisica Dio-uomo-mondo. In questa triade il mondo

costituisce lo spazio dell’essere rispetto al quale Dio e l’uomo possono trovarsi in una molteplicità

di relazioni. Dio può servirsi del mondo contro l’uomo, condannando quest’ultimo al carcere delle

leggi fisiche e della corporeità finita e mortale. Ma anche l’uomo può servirsi del mondo contro

Dio, sfidando le leggi del cosmo che Dio ha stabilito. Occorre dunque, secondo Jonas, pensare con

nuovi strumenti concettuali all’essere del mondo. Per questo bisogna superare l’ontologia di

Heidegger, a partire da una ricomprensione ermeneutica della nozione di organismo, ripercorrendo

una tradizione di pensiero che va da Aristotele alla biologia contemporanea.

Dallo studio della Gnosi alla biologia: il significato ontologico della svolta.

La seconda fase dell’itinerario speculativo di Jonas si colloca sul piano di una filosofia della natura.

L’importanza fondamentale di questa fase discende da varie origini:

a) Innanzitutto perché è lo stesso Jonas che riconosce a questa fase della sua ricerca

un’importanza fondamentale: “se si vuole parlare della mia filosofia occorre dire che essa

non comincia con la Gnosi, ma con gli sforzi dedicati alla biologia filosofica”. Tutta questa

insistenza sull’importanza della svolta della sua ricerca, nel passaggio dagli studi di storia

della religione, a quelli di biologia, risponde alla volontà di Jonas di essere considerato

anche un filosofo e non solo uno storico.

b) In secondo luogo perché questa fase del pensiero di Jonas ci spiega il motivo del passaggio

dagli studi sulla Gnosi a quelli sulla natura. In questi anni Jonas inizia a mettere in questione

i presupposti dell’ontologia di Heidegger. Tali presupposti sarebbero anche la causa della

non comprensione da parte di Heidegger, degli eventi storici che condussero la Germania a

sposare la causa politica del nazismo.

c) In terzo luogo perché si tratta del lato meno esplorato e più sottovalutato del pensiero di

Jonas. La filosofia della natura di Jonas, a causa dell’impostazione metafisica che la

sorregge, è stata vista con sospetto da molti, e di conseguenza più criticata che compresa.

Sia la biologia filosofica che l’etica della responsabilità, nella versione fornita da Jonas,

vengono ritenute da alcuni studiosi del tutto inattuali in quanto condizionate da motivi che

farebbero riferimento a opzioni metafisiche razionalmente indimostrabili.

d) Infine perché la prospettiva di Jonas evita i riduzionismi e costituisce una posizione di

equilibrio evitando da una parte l’ottimismo evoluzionistico e dall’altra il probabilismo

scientifico.

Con la sua filosofia della natura Jonas ci fa capire che gli studi sullo gnosticismo antico non

nascevano da una preoccupazione prevalentemente storico-filologica, ma erano mossi da una

preoccupazione teoretica in quanto il nichilismo gnostico, con la sua condanna del mondo potrebbe

sottendere un paradigma di carattere universale manifestatosi attraverso un fenomeno culturale

storicamente determinato. Esso si è ripresentato nella veste di nichilismo moderno, frutto della

biforcazione tra il ritiro idealista dal mondo in una ragione acosmica e una concezione radicalmente

meccanicistica della natura. È da questo nichilismo che può discendere la giustificazione di

un’ontologia senza etica. L’ontologia senza etica, secondo Jonas, rappresenta il peccato originale

della filosofia di Heidegger, a cui corrisponde l’errore speculare di un’etica senza ontologia. La

filosofia della biologia, oltre che un approfondimento degli studi iniziali sull’antica Gnosi,

costituisce dunque il luogo di maturazione dell’etica della responsabilità per la civiltà tecnologica,

indispensabile in un’epoca di nichilismo e di crisi delle etiche fondate su una fede religiosa. Se non

si può fondare sull’ontologia, per non correre il rischio nel quale è incorso Heidegger, di

un’ontologia del tutto impersonale e quindi senza la consapevolezza di uno specifico dovere nei

confronti del prossimo, l’etica deve fondarsi sulla certezza di un universale dovere di partecipazione

alla sofferenza degli altri. Per chi, come Jonas, ritiene che si è in grado di percepire eticamente il

valore di una cosa solo quando si percepisce che il suo essere è in pericolo, l’etica della

compassione non è sufficiente a fondare in senso oggettivo l’imperativo. L’obbligatorietà

dell’imperativo può essere percepita anche attraverso il sentimento soggettivo della compassione

per l’altro, ma si fonda su un’evidenza oggettiva, ossia sulla consapevolezza che l’essere di un ente

rivendica una responsabilità etica nei propri confronti, in quanto esistente di fronte ad un altro

essere capace di esercitarla. Jonas spera, tramite l’analisi della vita, di avvicinarsi ad una teoria

generale dell’essere. L’idea di natura in Jonas non è un concetto che può formarsi a priori, ma è

piuttosto una nozione che si forma attraverso l’osservazione attenta delle manifestazioni che dal

mondo inorganico salgono a quel mondo altro che potremmo chiamare mondo della vita.

L’ontologia di Jonas vede dunque la sua prima configurazione sul terreno fenomenologico, in

quanto descrizione del divenire dell’essere, fino a comprendere la manifestazione della vita

organica e, da ultimo, della vita della coscienza. La teoria evoluzionistica, intesa come descrizione

scientifica di tutti i passaggi della grande catena dell’essere, non è pertanto sufficiente a rendere

comprensibile da sola la totalità del divenire. Occorrerebbe una filosofia che fosse in grado di

prospettare una nuova fenomenologia dello spirito, giungendo così alla comprensione possibile del

senso del tutto alla luce della vita e dello spirito. Si tratta dunque di un’ontologia che:

1. nasce sul terreno della fenomenologia e si specifica concettualmente in ontologia

regionale a partire dalla presa di coscienza dell’originalità della vita.

2. sfocia attraverso una nuova interpretazione del mondo, in un’ontologia fondamentale

3. si confronta, in ultima istanza, con la metafisica in merito alle questioni della

Trascendenza e alla possibilità dell’Essere Sommo.

Ciò che le teorie classiche dell’evoluzionismo non riescono a spiegare, secondo Jonas, è infatti il

senso dell’intero processo. La categoria della vita riveste dunque un ruolo fondamentale nel

pensiero di Jonas, non solo per delineare la responsabilità nei confronti del vivente come dovere

etico, ma anche per la configurazione di una nuova ontologia sulla base della quale dedurre

l’imperativo etico della responsabilità. Il comportamento dell’uomo è quindi posto di fronte alla


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Filosofia Morale, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Responsabilità Ontologica, Jonas, in cui viene effettuato un percorso alla scoperta dell'itinerario filosofico dell'autore dalla fase storico filologica caratterizzata dagli studi sullo gnosticismo antico a quella scientifica basata sulla filosofia della biologia per arrivare a quella etica riconosciuta come etica della responsabilità.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in Filosofia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher trick-master di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filosofia Morale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

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