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Celso e la critica ai cristiani

Celso, contro i cristiani grazie alla magia. Solo che egli bandì dalla comunità gli altri che avevano analoghe capacità magiche e in ciò si vista pagano sul cristianesimo. Scritta molto probabilmente nel 178 d.C., essa ci è pervenuta solo grazie alle confutazioni puntuali che ne ha fatto un grande scrittore della Chiesa del III secolo, Origene, che scrisse appunto Contra Celsum. Da dire che di Celso sappiamo poco o niente, ma sicuramente era buon conoscitore della religione ebraica e dei primi testi cristiani (Vangeli, Atti degli Apostoli, alcune Lettere di Paolo). Il testo di Celso è dunque stato ricostruito a partire dal controtesto di Origene.

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I cristiani non credono agli dèi. Giusto. Ma non è una novità; già Eraclito, il grande filosofo greco del V secolo a.C., aveva negato ogni valore alle divinità e alle loro statue. I cristiani sembrano possedere delle facoltà straordinarie, che derivano dalla loro capacità di fare incantesimi e magie. Lo stesso Gesù fece i miracoli di cui si parla, ma non fu neanche in grado di soccorrere se stesso.

Inoltre, se uno afferma che è figlio di Dio, che differenza c'è mai tra quello e qualunque altro uomo? Non sono tutti figli di Dio? Insomma, è una favola la divinità di Gesù. Da bambino fugge in Egitto, un angelo convince i genitori a farli fuggire per non essere uccisi tutti e tre: ma com'è possibile che Dio non fosse in grado di tenerli in salvo là dove erano già? Le favole antiche dei greci e di altri popoli parlano di personaggi di origine divina anch'esse, ma almeno a questi personaggi attribuivano...

Quanto alla dottrina cristiana, bisogna indagarla con la ragione. Invece, i cristiani svalutano radicalmente la ragione e la sapienza. Sono assolutamente incapaci di fare ragionamenti. Dicono sempre, infatti, “Non indagare, abbi fede”, oppure “la tua fede ti salverà”, e aggiungono “La sapienza nel mondo è un male, la stoltezza è un bene”.

La loro dottrina proviene da Mosè, che fu autore di storie che neanche se le interpretiamo allegoricamente possiamo accettare. Egli credeva che il mondo fosse stato creato da poco (da meno di 10.000 anni) mentre invece esso è increato e incorruttibile (solo le singole cose sono corruttibili, soggette a inondazioni e conflagrazioni ecc.). Mosè credeva nell’esistenza di un unico Dio, ma anche i Greci, gli Indiani, e altri popoli concepirono un Dio superiore a tutti gli altri dèi (i greci lo chiamavano Zeus). Questa differenza, però, si attenua pensando al fatto che gli ebrei avevano il culto degli angeli e grazie a questo culto coltivarono l’arte della magia, di cui Mosè fu maestro (seguito poi da Gesù).

I cristiani si sono inventati la nascita di Gesù da una vergine, ma questa non è una favola molto diversa da quelle, numerose, che sono circolate nel mondo antico. Un Dio spirituale e incorruttibile come può unirsi a un essere materiale e corruttibile? Mentre veniva battezzato da Giovanni, una colomba comparve in cielo ed una voce diceva che Gesù è il figlio di Dio. Ma chi l'ha mai visto o sentito?

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/03 Filosofia morale

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