Filosofia morale
L'etica o filosofia morale è una disciplina filosofica che studia le azioni umane e la loro moralità (oggetto dell'etica). L'etica:
- Sviluppa criteri (norma, legge, metodo, ...) che permettono un giudizio morale delle azioni;
- Vuole fondare e giustificare in maniera argomentativa, attraverso concetti e argomenti, i risultati.
La morale è un sistema di norme e valori che attraverso un'accettazione comune vengono posti come vincolati (comandi o divieti). La moralità è l'insieme delle qualità di un'azione o di una norma, delle quali viene definita come moralmente buona.
La visione morale secondo Da Re
Secondo il punto di vista di Da Re, la visione morale è quella in grado di far valere delle buone ragioni per distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
Perché l'essere umano deve agire moralmente?
L'etica filosofica cerca di dare una risposta valida a queste domande per evitare i continui "perché?".
Complessità dell'esperienza etica
Il punto di partenza dell'esperienza etica è l'aspirazione alla buona vita (cosa è bene per me?), che rende possibile la cura di sé, anche attraverso la fatica ed il confronto e non solo il piacere. Attenzione e immaginazione significano conoscere effettivamente la realtà prima di agire.
L'esperienza assiologica consiste nel formulare giudizi di valore sulle esperienze. Valutazione e riflessività: la realtà che ci circonda è complessa e dobbiamo essere in grado di riflettere su di essa. I desideri hanno una parte importante nel processo etico, poiché essi sono guidati dalla ragione. La motivazione morale è efficacia pratica dei desideri.
Come si configura il comportamento morale?
Jean Piaget e la morale del fanciullo:
- Consapevolezza delle regole e la pratica della regola;
- Consapevolezza dettata dall'adulto e il bambino la rispetta. Con la crescita, la consapevolezza diventa autonoma, per cui non deriva più da un altro soggetto secondario, bensì viene prodotta dal ragazzo stesso, attraverso un processo di critica (valutazione);
- La disponibilità a fare ciò che si è riconosciuto come "giusto" per il principio delle proprie azioni.
Morale, moralità, etica e pregiudizi
Paul Bloom: i pregiudizi sono strumenti importanti che ci aiutano a conoscere anche il mondo e possono talvolta portare al fallimento. A volte, gli stereotipi danno risposte sbagliate, mentre altre volte sono utili. Questo esiste in tutte le filosofie e si manifesta in tutte le religioni.
Morale, responsabilità e libertà
I limiti della nostra libertà sono di due tipi: naturali e normativi. Secondo Da Re, l'immagine stereotipata della libertà non è legata al concetto di responsabilità (concetto di libertà → crescita all'interno di un ambiente umano adeguato al quale apparteniamo). Le regole morali garantiscono la maggiore libertà di scelta e di azione.
L'essere umano è davvero libero? Ogni essere umano è sottoposto alla legge causa-effetto. Gli indeterministi affermano che l'essere umano è libero, poiché si ha la libertà di agire in maniera causale sul mondo in cui viviamo, come la libertà di poter prendere una determinata decisione. L'essere umano può agire liberamente in base alla propria spontaneità. I desideri possono essere considerati come fattori causali.
La libertà positiva, secondo Kant, indica che l'essere umano sia davvero libero quando si può dare a se stesso una legge per l'uso del libero arbitrio.
Morale e morali
Ogni morale si è sviluppata storicamente. La morale fa riferimento a un determinato intendimento di libertà e di essere umano. È la morale di un determinato gruppo. Il problema del voler trovare una morale universale consiste non tanto nella mancanza di valori o norme-base comuni, ma nel determinare le regole concrete di una morale universale.
Etica descrittiva, metaetica, etica normativa
Etica descrittiva: conoscenza di carattere empirico che indaga il fenomeno della moralità così come esso si presenta nei diversi contesti storici, sociali e culturali. Descrive i differenti comportamenti, costumi, credenze e regole morali. Descrizione di un determinato ethos, di una determinata morale.
Etica normativa: indaga le diverse modalità di argomentazione morale e di formazione dei giudizi morali. Il suo obiettivo consiste nell'individuare e giustificare le norme morali più adeguate sulla base dei diversi riferimenti assiologici.
Metaetica: assume come oggetto di indagine l'etica, e più precisamente il significato dei termini morali, lo status epistemologico del sapere pratico, la natura dei principi e dei valori morali. La metaetica consiste nell'analisi sistematica:
- Del linguaggio morale (cosa intendiamo quando diciamo che qualcosa è sbagliato? Cosa unisce il linguaggio morale con il mondo?)
- Psicologia morale (cosa unisce il giudizio morale con la motivazione morale?)
- Ontologia morale (le caratteristiche morali sono reali e possono agire casualmente?)
Dal punto di vista del realismo morale, le qualità morali sono fatti che esistono indipendentemente dal nostro giudizio soggettivo. Il non realismo morale, invece, non include né qualità né fatti.
- Cognitivismo: si fonda su due affermazioni che esprimono sempre convinzioni e sono capaci di verità. Il cognitivismo viene detto anche descrittivismo, cioè le convinzioni vengono intese come descrizioni di stati mentali.
- Non cognitivismo: afferma che la morale non esprima convinzioni, ma emozioni che non sono capaci di dire la verità.
- Naturalismo: afferma che le uniche cose esistenti sono quelle che possono apparire in una illustrazione scientifica dell'esistente.
- Non naturalista: afferma che ci sono cose che esistono ma non apparirebbero in una illustrazione scientifica.
- Ragioni (giustificazione dell'azione): giustificano un'azione, ovvero con quale diritto il soggetto ha agito in una determinata maniera.
- Motivi: i motivi sono delle cause interne nella persona, possibili cause dell'azione.
- Internalismo dei moventi: afferma che noi siamo motivati ad agire ai nostri giudizi morali. Ad esempio, quando giudichiamo che dare in beneficienza del denaro è una cosa buona, siamo motivati a dare in beneficienza del denaro.
- Esternalismo dei moventi: l'esternalismo afferma che non ci sia alcuna connessione necessaria tra giudizi morali e motivazione morale. I giudizi morali motivano sulla base dei desideri del soggetto. La connessione tra giudizio e motivazione dipende dallo stato psicologico del soggetto.
G.E. Moore 1903 (Principia Ethica)
"Buono" è il concetto del discorso morale. Qualsiasi tentativo di identificare il bene con il piacere sfocia nella cosiddetta "fallacia naturalistica". Sappiamo cos'è il buono solo attraverso l'intuizione (open question). Per Kant è buono ciò che deriva da un'azione morale. Secondo Moore una cosa buona deriva da una domanda aperta. Non possiamo definire ciò che è buono.
Teorie etiche definite come naturalistiche (edonismo, utilitarismo).
Alfred Jules Ayer (Emotivismo)
I giudizi morali non descrivono alcun tipo di situazione o contesto, ma sono l'espressione di sentimenti ed emozioni. I giudizi morali non possono essere né veri né falsi. Non possono nemmeno esistere conflitti morali.
John L. Mackie (La error theory di Mackie)
Mackie è dell'opinione che:
- I giudizi morali esprimono delle convinzioni (cognitivismo);
- Non esistono valori morali oggettivi (non realismo);
- E quindi che tutti i giudizi morali siano sistematicamente e senza eccezione falsi/sbagliati.
Morale: il loro scopo è quello di regolare rapporti e controllare i comportamenti. La pratica morale è giustificata dal suo essere utile, non dal suo essere vera.
Etica applicata (problemi etici in relazione all'inizio e alla fine della vita umana)
Sorge tra la fine degli anni '50 e inizi '60, per affrontare problemi pratici, particolarmente complessi, spesso del tutto morali, affrontando soluzioni attraverso approcci interdisciplinari o pluridisciplinari.
- L'inizio e la fine della vita umana, a causa dello sviluppo delle nuove tecniche, non sono più degli avvenimenti naturali. Esempio: le fecondazioni in vitro, terapie che prolungano la vita ecc.
Problemi legati all'inizio della vita umana:
- Interruzione volontaria della gravidanza (feto...)
- Possibilità di intervenire sullo sviluppo genetico dell'embrione.
Eutanasia (per quanto riguarda l'opinione espressa dalla paziente): processi che portano alla morte.
L'eutanasia riguarda le scelte del paziente: quella volontaria, venir aiutati per morire. Il paziente con la sua massima coscienza esprime la sua volontà di venir aiutato a morire. Eutanasia non volontaria dove non vi è un'espressione della volontà della paziente, perché non è in grado di intendere e volere. L'involontaria avviene contro la volontà della paziente o comunque senza il suo consenso. L'eutanasia diventa passiva (lasciar morire), attraverso la sospensione di pratiche di rianimazione qualora sia chiaro che queste non porterebbero a una guarigione del paziente, ma solo a sofferenze.
Quella attiva (assomigliabile al suicidio), intervento nel processo che porta alla morte del paziente al fine di accelerarlo (renderlo più veloce). È il paziente stesso a chiederlo.
Eutanasia diretta: lo scopo primario è di ridurre la vita del paziente. Inizio di un processo che il dolore venga tolto, ma che ha un altro difetto, quello di accelerare la morte.
Eutanasia indiretta: una determinata terapia (terapia del dolore), che si rende necessaria per la paziente, aumenta il rischio di morte/vita, in questo caso ridurre la vita è una conseguenza non intenzionale della terapia (double effect).
L'etica cristiana afferma che è lecito perché si va a intromettersi in oggetti non nostri (noi siamo di Dio). In caso di eutanasia, il paziente deve avere una patologia inguaribile.
L'embrione non è una cosa e ha diritto alla vita. Molti adulti che hanno attualmente queste caratteristiche sono identici in senso morale con degli embrioni, perché gli embrioni hanno identità come gli uomini. Se alcuni embrioni hanno dignità umana, allora tutti gli embrioni hanno dignità umana.
Thomson: la donna è libera di fare ciò che vuole a cosa avverrà sul suo corpo o al suo interno, ma il diritto alla vita di un'altra persona prevale sul suo diritto di vivere. (l'etica morale difende ogni essere).
Hans Martin Saas
Hans Martin Saas: sviluppare un modello del rispetto etico e giuridico della vita embrionale e fetale secondo la maturazione celebrale. La proposta era stata che a partire dalla 10 settimana di gestazione, la vita embrionale deve essere rispettata.
Etica Normativa
L'etica normativa indaga le diverse modalità di argomentazione morale e di formazione dei giudizi morali. Il suo obiettivo consiste nell'individuare e giustificare le norme morali più adeguate.
Etica dell'atto
- Cosa devo fare? (norma buona o malvagia)
- Quali azioni sono moralmente giuste/buone?
Il giudizio morale dell'azione dipende dal dovere dell'azione:
- Deontologia (etica del dovere)
- Consequenzialismo (il giudizio morale dell'azione dipende dalle conseguenze dell'azione) → conseguenza di ciò che vorrei ottenere.
Etica della virtù
- Come devo essere? (scopo)
L'etica Deontologica di Kant
- Critica della ragion pura (1781-1878)
- Fondazione della metafisica dei costumi (1785)
- Critica della ragion pratica (1788)
- Metafisica dei costumi (1797)
"Deo" significa dovere; viene anche definita come etica dell'intenzione o di dovere (o meglio, l'intenzione di fare i nostri doveri). Kant scrive la Critica della Ragion Pura, perché servono giudizi validi. La metafisica come disciplina scientifica è possibile solo se è possibile per l'essere umano formulare dei giudizi validi. La loro validità non può fondersi sulle percezioni empiriche (empirico, ovvero che si basa su esperienze; giudizi non fondati su empirica...)
Tre facoltà: sentimento del piacere e del dispiacere; facoltà di desiderare; facoltà conoscitiva (conoscitiva, di giudizi, ragione e intelletto). Le nostre conoscenze si basano su due capacità: la sensibilità (ricreattiva) e l'intelletto (spontanea). La nostra sensibilità viene affatto dagli oggetti, che suscitano in noi delle sensazioni. L'intelletto, invece, è la facoltà di giudicare.
Dio, l'immortalità dell'anima e la libertà, come possibile causalità nel mondo, sono idee trascendentali (essi hanno un importantissimo ruolo regolativo). Tutto ciò a cui la nostra ragione è interessata si riferisce a 3 questioni fondamentali:
- Cosa possono conoscere? (questione teoretica)
- Cosa devo fare? (questione pratica)
- Cosa posso sperare? (questione al contempo teoretica e pratica)
Morale e Dio
Tutto ciò che l'essere umano spera di ottenere ha a che fare con la propria felicità. È possibile pensare a una connessione necessaria tra felicità e moralità (non rubare, non dire bugie...).
Su cosa si fondano i principi del nostro agire?
- Su sentimento morale?
- Comandamento divino?
- Su un concetto di bene?
Per Kant tutti questi principi sono principi eteronomi (scartati); (in cui il soggetto riceve da fuori di sé la norma della propria azione), quindi la ragione/morale non può essere trovato in un principio eteronomo.
- L'essere umano è un essere dotato di dignità perché è un essere razionale.
- L'essere umano possiede la capacità di essere morale, perché è consapevole a propri della legge morale.
Come giustifico i fatti morali. La riflessione di Kant parte dalla volontà buona. "Buona in sé non vista". L'essere naturale non è solo razionale, ma anche esistenziale. Gli imperativi si suddividono in due tipi: categorici e ipotetici. Kant vorrebbe una legge morale universale → Ho bisogno di un criterio che permetta di distinguere tra imperativi validi e non validi.