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RIASSUNTI STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE

Medioevo tra VI e XV. Età ricca e differenziata: 4 ambiti geografico – culturali:

1- GRECO – BIZANTINO: territori di lingua greca

2- ARABO – ISLAMICO: il più fecondo, salvaguarda filosofia antica

3- EBRAICO

4- LATINO – CRISTIANO: si rivitalizza quando incontra arabi.

Vivaci scambi culturali. 2 periodi di circolazione dei testi:

1- VI-XII: limitata conoscenza testi filosofici antichi

2- Scolastica da XIII: corpus greco nelle università

Medioevo arabo traduce opere greche + vivace produzione originale in arabo. Ruolo essenziale

per conservazione e trasmissione, filosofia dopo il greco parla l’arabo. Pregiudizio di secoli bui

ma straordinaria produzione filosofica, filosofia oggetto di insegnamento pubblico quaestio +

disputatio, principio libertà insegnamento. Altra deformazione di epoca misteriosa. Dobbiamo

al medioevo la forma di filosofia che pratichiamo oggi. Filosofo di professione.

SEVERINO BOEZIO

Recuperare e rendere accessibili in latino i testi greci e conciliarli con fede cristiana. Mettere a

disposizione manuali di base per le arti liberali trivio e quadrivio. Scritti autonomi di logica =

maestro di logica, genesi PROBLEMA DEGLI UNIVERSALI, termini che indicano pluralità

individui (sollevato da Porfirio). In base a cosa diciamo che S e P sono uomini? Soluzione

neoplatonica: porre specie e generi come forme separate, partecipano alla forma separata di

uomo. Soluzione realista: pone universali come realtà sussistenti, presuppone dottrina delle

forme. Soluzione BOEZIO: generi e specie non esistono separatamente ma solo negli individui,

ma possono essere astratti dal pensiero. Ciò che esiste nella realtà fisica e colta dai sensi è

individuale. Intelletto può raccogliere in un solo concetto gli individui con somiglianza

esistenziale. Due opuscoli: “de trinitate”: problema applicabilità categorie aristoteliche a Dio.

Categorie sostanziali si predicano a dio ricevendo incremento di significato. Categorie

accidentali a dio solo in senso traslato. “Sulle ebdomadi”: l’essere e ciò che è sono diversi,

cosa si intende per l’essere che ancora non e? LA CONSOLAZIONE DELLA FILOSOFIA,

composta quando è in prigione a Pavia dove muore nel 525. Non fa appello tanto alla fede

cristiana quanto alla filosofia, stile di vita che assicura serenità e felicità, è l’ultimo degli antichi.

Prima interpretazione dell’eternità divina come atemporalità. Come prescienza divina si concilia

con libertà umana? Non è la conoscenza divina a far si che gli eventi accadano nel modo in

cui si danno, non è perché dio conosce gli eventi che questi accadono, ma poiché accadono

dio non può fare a meno di conoscerli. Scienza divina non necessità assoluta ma ipotetica.

Primo esempio di utilizzo procedimenti logici per questioni teologiche.

EREDITA’ NEOPLATONICA A BISANZIO E NELL’ALTO MEDIOEVO LATINO

529 = CHIUSURA SCUOLA FILOSOFICA DI ATENE da Giustiniano. Filosofia in stallo. Nel mondo

bizantino filosofia sostituita da teologia cristiana con spessore filosofico. Nel mondo latino

nessuna attività filosofica, pochi testi accessibili, ripresa con periodo carolingio. Cultura alto

medioevo è CULTURA TEOLOGICA, filosofia solo in quanto logica.

PSEUDO-DIONIGI AEROPAGITA E STUDI A BISANZIO

Inizio VI geniale falsario della filosofia, si fa accreditare come autore del I secolo e si firma

Dionigi, fino a inizio 1900. Oggi si ipotizza che fosse discepolo cristiano di Proclo: riprende il

tema di assoluta trascendenza uno-Dio, dio superiore all’essere e ineffabile = teologia negativa

o apofatica. Oiù corretto riferirsi a Dio con negazioni, dio superiore anche alle negazioni

NEGARE ANCHE LE NEGAZIONI. Scala gerarchica:

1. Via affermativa: parli di dio a partire da creature

2. Via negativa: neghi tutti nomi ricavati da creature

3. Via superlativa: neghi le negazioni, dio eccede la linguistica

Tenta di risolvere assimilazione neoplatonismo-cristianesimo: uno non può essere pensato né

pensare e dio si è rivelato. Dio è causa del mondo, per dionigi via affermativa ha sua legittimità.

Per tenere insieme affermazioni e negazioni considerare dio come tale da ammettere

affermazioni e negazioni, al di là del principio di non contraddizione.

A Bisanzio i teologi non ricorrono ai testi greci, vogliono marcare la distanza.

PERIODO CAROLINGIO: GIOVANNI SCOTO 810 – 880

Trattato “sulla predestinazione”: confuta teoria doppia predestinazione. Non solo eletti ma

anche dannati. Eriugena ampia libertà del volere umano, ridimensiona concetto di dannazione:

nega consistenza teologica del male, perde di significato idea inferno come luogo fisico,

demente idea che dio voglia vendicarsi. “sulla divisione della natura”: più rilevante di tutto l’alto

medioevo. Da presupposto neoplatonico parallelismo pensiero/realtà colto con la dialettica:

trovare termine che ci permetta di cogliere sviluppo universo e conoscenza insieme =

“NATURA”: non può essere definito, può essere diviso, divisione realtà da natura + creare.

1. Natura che non è creata e crea = dio

2. Natura che è creata e crea = mondo platonico forme (figlio)

3. Natura che è creata e non crea = realtà sensibile. Uomo può disfarsi di apparenze e

riconoscere le cose per ciò che sono = teofanie, manifestazioni idee divine. Giudicata

come panteismo.

4. Natura che non è creata e non crea = tutto è tornato a dio e dio è pienamente in tutto.

FILOSOFIA ARABA

Califfi traduzione in arabo di patrimonio filosofico e scientifico greco. Filosofi = falasifa.

Arabo prima lingua della filosofia dopo il greco. Accolgono patrimonio greco come omogeneo,

platone + aristotele + teologia islamica. Dalla fede islamica:

- Idea di creazione

- Identificazione dio- essere puro

- Dio provvidente, normativo e remuneratore

= tradizione paripatetica araba.

AVICENNA

= ibn sina. UZBEKISTAN 980 – Iran 1037. Vastità del sapere biblioteche in Asia. È un medico

privato. “libro della guarigione” diviso in 4 parti: logica, filosofia naturale, matematica e

metafisica non commento fedele a opere di aristotele ma originale organizzazione.

SOGGETTO DELLA METAFISICA aristotele dava indicazioni differenti (scienza cause,

sostanza divina…) per avicenna scienza non può dimostrare esistenza del proprio soggetto,

né dio né le cause possono essere oggetto della filosofia prima, esistenza dio non è evidente.

Soggetto metafisica = ENTE IN QUANTO ENTE = ONTOLOGIA GENERALE. Dio e le cause sono

questioni. Problema IMMATERIALITA’→ soggetto metafisica non è immateriale in senso stretto

ma nel senso che non richiede la materia per la sua definizione. Ente in quanto ente precede

e include al suo interno tutte le possibili determinazioni dell’ente, sia materiale che immateriale.

DOTTRINA DELL’INDIFFERENZA DELLE ESSENZE nel trattato dedicato agli universali.

Differenza essenza (che cos’è?) e esistenza (esiste o no?). che statuto hanno le essenze? Per

Avicenna essenza di qualcosa né universale né particolare, ma è soltanto sé stessa. Non gode

di esistenza separata, tipo di esistenza non rientra mai nell’essenza di qualcosa. Essenza e

esistenza non sono realtà diverse ma intenzioni diverse. Soluzione PROBLEM UNIVERSALI:

comune solo il fatto di rispondere alla stessa definizione, nulla di ontologicamente comune.

TEORIA DELL’EMANAZIONE E DELLE INTELLIGENZE teoria dell’emanazione spiega

produzione delle cose da Dio (contaminazione aristotelismo-neoplatonismo). La causa prima

non produce intenzionalmente né incosapevolmente, ma conosce in universale ciò che fluirà

da sé e dalla sua bontà. Causa prima è unica quindi il suo primo effetto deve essere unico:

produce immediatamente la prima intelligenza, resto della creazione non opera diretta causa

prima ma per intermediari. Molteplicità prima intelligenza:

- pensa la causa prima producendo la 2° intelligenza

- pensa sé come possibile producendo la 1° sfera celeste

- pensa sé come necessaria animando tale sfera

… via così fino alla 10° intelligenza = DATORE DELLE FORME = INTELLETTO AGENTE

(mondo sublunare).

LA CONOSCENZA ha sempre origine dai sensi. 5 sensi esterni riorganizzati da 5 sensi interni:

1. fantasia o senso comune: salda le percezioni istntanee scollegate in un continuo

percettivo, integra le informazioni

2. potenza formatrice o immaginazione: immagazzina tutto ciò che riceve dal senso

comune producendo memoria delle immagini

3. potenza cogitativa (uomo) o ptenza immaginativa (animali): modifica le immagini

conservate scomponendole, elimina i dati particolari dei singoli individui, presupposto

per passaggio a conoscenza intellettuale

4. potenza estimativa: diamo una valutazione, coglie le intenzioni, colleghiamo a utilità o

svantaggio

5. potenza rammemorativa: conserva le intenzioni, ricordo di carattere piacevole o non

GRADI DELL’INTELLETTO per superare livello delle immagini sensibili e arrivare al pensiero

serve la 10° intelligenza: supplisce a mancanza di memoria intelligibile e spoglia le immgini da

particolari e residui individuali. Cogitativa: ha prodotto immagine generale ma è pur sempre

un’immagine, il concetto non è immagine a definizione, liberare immagine da qualsiasi

componente sensibile: lo fa l’INTELLETTO AGENTE. Fa emergere contenuti intelligibili = SPECIE

INTELLIGIBILI INTELLETTO POTENZIALE LI ACCOGLIE E LI PENSA IN ATTO.

Processo conoscenza intellettuale:

- richiede materiale sensibile + due intelletti:

1. intelletto agente unico per umanità, ricava contenuti intelligibili da immagini sensibili

2. intelletto potenziale individuale in ogni uomo, pensa in atto tali contenuti

a pensare siamo noi con ausilio intelligenza separata. Non può esserci pensiero senza

sensazioni. 10° intelligenza supplisce a mancanza memoria intelligibile: forme non possono

essere immagazzinate, intelletto acquisisce predisposizione a ritrovarle = apprendimento.

Alcuni con studio scienze le recuperano quasi istantaneamente. Alcuni più lenti. Facoltà

profetica (maometto) eccezionale per capacità scientifiche. Escatologia razionale: con le tue

conoscenze ti forgi il paradiso e inferno. GIOIA INTELLETTUALE per chi in mondo terreno ha

acquisito dimestichezza con mondo intelligibile.

AL – GHAZALI

Critica teologica a Avicenna. Obiezioni contro 3 punti:

1. idea creazione eterna

2. idea che Dio conosce solo universale e non particolare

3. eliminazione resurrezione, premi e castighi

rivelazione coranica dio crea tutto direttamente senza intermediari e dispensa premi e castighi.

Conosce le creature nei dettagli. Argomento filosofico reinterpretazione causalità, difende

ONNIPOTENZA DIVINA, nega esistenza nessi causali, ciò che accade no risultato azione agenti

ma intervento immediato di dio. Miracolo continuo.

AVERROE’

Ibn rushd. Contesto geografico diverso = cordova, islam occiden

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/08 Storia della filosofia medievale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mayazek di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della filosofia medievale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Rodolfi Anna.
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